Non moriremo “contiani”

Preparando il mio nuovo libro Antivirus. Emergere dall’emergenza , in cui raccolgo i miei articoli su vari argomenti dalla politica all’attualità, ho trovato alcuni scritti in cui tra il 2012 e il 2013 parlavo della sciagura che si era abbattuta sull’Italia sotto forma di… Mario Monti. Il favoloso “Supermario”, come i lustrascarpe del potere lo definivano sui giornali.
E, tra vari documenti, mi sono imbattuta nel video in cui la signora Lidia Rota Vender (?), invitata in veste di amica alla celebrazione del nuovo idolo, narrava un “pregnante” aneddoto su Supemario. Allora la figuraccia della distinta signora con tanta puzza al naso divenne virale e Crozza ne fece una magistrale parodia (v. sotto)

Ci si chiede come facciano certe persone a non avere il senso del ridicolo. Del resto al governo abbiamo un’ampia rappresentanza di personaggi che se avessero un briciolo di dignità e il senso del ridicolo non si mostrerebbero più in giro. Ogni riferimento a Conte, Bonafede, Speranza, Di Maio e compagnia stonante NON è casuale.
Ripropongo il video, che a distanza di tempo è ancora più esilarante. Per ridere un po’ e anche per fare una riflessione consolatoria: all’epoca pareva che saremmo morti tutti montiani poi, più avanti, quando arrivò Renzi, tutti renziani. E invece quelli sono passati nel numero dei più… politicamente parlando.
Ora, purtroppo, sembra che moriremo tutti contiani… Ma, come il passato insegna, certe disgrazie passano, fanno danni, ma poi non tornano.
Ci libereremo anche di Giuseppi. Tranquilli.
Il popolo italiano è dotato di un apparato digerente formidabile: ne ha già ingoiati, digeriti ed espulsi tanti…

Diana Lanciotti

 

Clicca qui per vedere la parodia di Crozza

Il PUD e il valore del dissenso

C’è qualcosa che sfugge anche agli analisti più attenti, in questa strana faccenda del coronavirus. Troppe coincidenze per poterle ignorare e non credere che si tratti di qualcosa partito da lontano, non solo in termini geografici, ma soprattutto temporali. Tanti i segnali, che presi uno a uno non dicono granché, ma inanellati l’uno all’altro dipingono un quadro inquietante.
A dirlo si rischia di beccarsi dei complottisti. Continua a leggere “Il PUD e il valore del dissenso”

Articolo “Facciamo polemiche/4 – “Gli aguzzini dell’accoglienza” su La Verità di oggi

Oggi La Verità, il quotidiano di Maurizio Belpietro, pubblica l’articolo di Diana Lanciotti “Gli aguzzini dell’accoglienza”.
Se non avete la possibilità di comprare il quotidiano (a cui ci si può abbonare anche online: https://www.laverita.info/) cliccando su “Continua a leggere” qua sotto potete leggere il testo integrale e commentarlo. Continua a leggere “Articolo “Facciamo polemiche/4 – “Gli aguzzini dell’accoglienza” su La Verità di oggi”

Cogito ergo sum… Cartesio oggi sarebbe un “complottista”

Secondo quelli che chiamo i “lustrascarpe del potere”, in momenti di emergenza come quello in cui stiamo vivendo bisognerebbe accettare di buon grado, anzi ringraziando,  tutte le “regole” (loro le chiamano così, anche se si tratta di imposizioni) che ci vengono calate dall’alto da un presidente del Consiglio che ambisce al potere assoluto sulla vita dei cittadini. Per fortuna non tutti accettano di gettare il cervello all’ammasso e sono sempre di più e più forti le voci del dissenso.

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Il cerchio si chiude: dalla Via della Seta all’Autostrada del Vaccino

Quando si scrive di attualità e politica spesso lo si fa per commentare la notizia del giorno. E sono talmente tanti gli argomenti che vengono alla ribalta che si tende a rincorrerli senza seguire un filo logico.
Poi ci sono occasioni in cui dopo aver scritto alcuni pezzi su A, poi su B e poi su C, che non sembrerebbero collegati, scopri che invece un collegamento c’era.
Mi spiego. Il 20 aprile ho scritto La corsa al vaccino (una voce fuori dal coro… anzi due) dove riprendevo un mio vecchio articolo del 2005, in cui parlavo dello strapotere delle case farmaceutiche e degli oscuri (ma neanche tanto) collegamenti con l’OMS.

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La musica sta cambiando

C’è voglia di riscossa. Ogni giorno di più. Me ne accorgo dalle telefonate e dalle email che ricevo. Dalla rassegnazione si è passati alla voglia di riprendersi la propria vita. Responsabilmente e costruttivamente.
Ero partita a scrivere sulla questione coronavirus, sulla nostra vita cambiata, con l’articolo “Il valore della rinuncia”. Era il 24 febbraio. Eravamo spaventati, pronti al peggio, disposti a ogni sacrificio. Da pochi giorni un virus che sembrava uscito da un film catastrofico, un castigo della natura contro la debosciaggine dell’uomo moderno, un dio vendicatore incarnatosi in un pipistrello cinese, ci aveva colti alla sorpresa, e tutto era cambiato. I nostri punti di riferimento di colpo annientati, spazzati da uno tsunami che ti raggiunge anche se cerchi di metterti in salvo sulla montagna.

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La via della Seta: burattinai e burattini

Ormai di tutto quello che fa questo governo di sbandati non si capisce se lo fa in malafede o per semplice incapacità.
Col loro non decidere, tentennare, favorire, colludere con i potenti amici cinesi (per timore di spezzare i preziosi fili della Via della seta, in cui immagino siano impigliati tanti di quelli che inneggiano alla Cina facendo finta che non sia da lì che arrivano i guai, passati, presenti e futuri) hanno inguaiato l’Italia e gli Italiani. Gli unici non inguaiati sono loro, che ogni mese si portano a casa i loro lauti stipendi, sfilati direttamente dalla tasche di Pantalone, cioè il popolo italiano.
Terrorizzati dal Covid (uno dei prodotti cinesi esportati con più successo negli ultimi tempi) tutti sembrano essersi dimenticati che non più di un anno fa l’ineffabile Giuseppi ha fatto il diavolo a quattro per aderire alla Via della seta, cioè un accordo economico per “implementare gli scambi commerciali con la Cina” di cui proprio Conte e Di Maio erano i maggiori propugnatori in Europa, che invece guardava la questione con distacco se non diffidenza.

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“Evviva” la democrazia sospesa!

Ieri sera in tv è andata in onda la capitolazione dell’informazione alla dittatura. Il consenso quasi entusiastico, e comunque acquiescente, verso un regime totalitario che, in piena democrazia, si è impossessato del potere a tradimento. Senza nemmeno dover ricorrere alla forza, o alle armi: sono bastati il sopruso e la mistificazione.
Ne abbiamo avuto la prova nella trasmissione Quarta Repubblica su Rete4 condotta da un sempre più smagliante Nicola Porro. Al quale il Covid deve aver fatto bene, perché da quando se l’è beccato non lo tiene più nessuno. Soprattutto online, dove la sua Zuppa di Porro è da gustare quotidianamente se si vuole capire che cosa succede dietro le quinte e non sul palco che l’informazione di regime ci mostra. Certo, in tv Porro deve un po’ contenersi, perché evidentemente si pensa che la suscettibilità degli spettatori sia maggiore dei navigatori della rete. Ma quel che conta è il pluralismo del dibattito che offre a chiunque abbia voglia di confrontarsi con tante idee e non solo col Pensiero Unico Dominante.

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Alla fiera dell’est. C’era una volta un pipistrello…

“C’era una volta un pipistrello di nome Pip. Lui volava, soprattutto di notte, volava e non gli piaceva molto quello che vedeva: uomini che vivevano ingannando o ammazzando il prossimo; uomini che devastavano le foreste, inquinavano i mari, prosciugavano i fiumi; uomini che pensavano solo ad accumulare ricchezze senza pensare a chi non aveva di che sfamarsi; uomini che comandavano sugli altri uomini, opprimendoli e rendendoli incapaci di reagire.

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La ballata degli “scienziati”

Nulla da dire contro la Scienza. Meglio chiarirlo da subito, soprattutto ai portatori sani di “non facciamo polemiche”, sempre pronti a chiedere il silenziamento di chi esprime un parere dissimile dal loro.
Il PUD (Pensiero Unico Dominante) dilaga e soprattutto in questo periodo di reclusione si insinua, serpeggia, si allarga, ruba spazio e basta un attimo di distrazione per trovarcelo accanto a noi sul divano a guardare la tv e dirci quali sono le trasmissioni e i tg da seguire e a quale scienziato dare ascolto.
Ecco… è proprio di loro che voglio parlare. Gli “scienziati”, gli “esperti”, come li definiscono alcuni. Le “primedonne”, le ”superstar”, i “soloni”, le “soubrette”, come in modo irriverente li definiscono altri. Continua a leggere “La ballata degli “scienziati””