ANTIVIRUS. Emergere dall’emergenza


Il ventunesimo libro di Diana Lanciotti per uscire dalle gabbie del Pensiero Unico Dominante

C’è un virus che serpeggia in Italia: la rassegnazione. Combattiamolo con l’informazione e il senso critico. Dall’autrice de “La vendetta dei broccoli” e “Black Swan”, spunti di riflessione per mantenere la propria libertà fisica e mentale e uscire dalle gabbie del Pensiero Unico Dominante.

“La pandemia provocata dal coronavirus ha inciso profondamente sulla nostra esistenza per quanto riguarda la salute ma anche lo stile di vita. Tutte le nostre certezze sono state messe in discussione e la paura giustificata è stata soppiantata da un terrore cieco che ha modificato i nostri comportamenti e annullato le nostre difese, soprattutto psicologiche. Il senso di annientamento e di sconfitta prevale in tante persone. Ci stiamo ammalando di rassegnazione, il male peggiore che dobbiamo combattere per uscire più forti di prima. Sotto il bombardamento di informazioni, a salvarci in questa fase e anche in futuro sarà la capacità di pensare con la nostra testa, di non accettare a priori il Pensiero Unico dominante, contro il quale propongo la ricetta del libero pensiero.”

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Cinitaly: come ti cinesizzo l’Italia…

Siamo alla farsa con risvolti tragici. La farsa è la gestione di una pandemia da parte di clown mascherati da politici, e la tragedia è che non si tratta di una farsa ma di realtà.
Dopo la task force antifakenews, che ha il non detto scopo di tacitare le opinioni non allineate col PUD (Pensiero Unico Dominante), dopo aver sguinzagliato droni, elicotteri, poliziotti a piedi e a cavallo (a quando i carri armati?) per perseguitare corridori solitari o amanti della tintarella, dopo aver multato (è di ieri) due fidanzatini con tanto di mascherina per essersi abbracciati in centro a Pavia, i nostri malgovernanti filocinesi per… combattere la movida (così definiscono, per connotarla di sensi di colpa, una semplice uscita con gli amici per bersi un aperitivo) intendono creare una specie di sceriffo di quartiere che controlli la vita dei cittadini.
La delazione al servizio della salute pubblica. La criminalizzazione del cittadino che si riprende i suoi spazi.

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Lettera/appello al Presidente della Repubblica Mattarella

Su sollecitazione di tanti Italiani preoccupati per l’attuale situazione socio/politica/economica ho scritto una lettera/appello al Presidente Mattarella invitandolo a intervenire per impedire a questo Governo di arrecare ulteriori danni agli Italiani e all’Italia.
Questo è il pdf: Lettera Mattarella
Di  seguito il testo trascritto.

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Appello semiserio…

Appello semiserio ai colleghi giornalisti: “Camille Desmoulins, giornalista, invitò la popolazione alla rivolta…”
Era il 12 luglio 1789… vi dice niente?

Quanto costano gli “scienziati” in tv?

Facendo il mio lavoro (marketing e comunicazione) so fin troppo bene come funzionano certe dinamiche. Tutta questa orgia mediatica di virologi, di questi prezzemolini messi in ogni minestra televisiva, pare un pochino sospetta. Soprattutto è sospetto il fatto che, come scrivevo giorni fa in “La ballata degli scienziati“, ogni conduttore televisivo abbia scelto un proprio personale… guru del covid da ostentare in trasmissione. E che, presentandolo, ripeta come in una litania: “Professore, io mi fido solo di lei.” È giù con le solite domande trite e ritrite, che alla fine sono sempre le stesse, perché credo che ormai di coronavirus si sia detto tutto il dicibile.

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Per favore non chiamatemi animalista/4: la bufala dei cani “deportati” in Germania per la vivisezione

Ancora una volta i social si prestano come macchine del fango. Sedicenti “animalisti” accusano i rifugi di “traffico di cani per la vivisezione”, parlando di prove che non hanno, basate su pure chiacchiere. Se questo è l’animalismo, per l’ennesima volta dico: “Non chiamatemi animalista”.

Come ho detto tante volte, internet è uno strumento straordinario, che permette di entrare in contatto con persone e realtà diverse, interagire, approfondire, confrontarsi. Purtroppo spesso qualcuno ne fa un uso distruttivo, lo usa come valvola di sfogo per le proprie frustrazioni, le proprie sconfitte, le proprie gabbie mentali.
Li chiamo gli “eroi della tastiera”, quelli che, spesso nascondendosi dietro nomignoli (o nickname), mostrano un… coraggio da leone nell’insultare o diffamare il prossimo. Quando a tu per tu probabilmente se la farebbero nelle braghe.
A rimetterci è il dialogo, la capacità di scambiarsi idee, o anche di cambiarle, sulla base del confronto sereno.

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