La corsa (a rompicollo) al vaccino antiCovid

La gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi: sembra il proverbio più idoneo a descrivere la vicenda della corsa al vaccino, sulla cui sicurezza gli stessi esperti nutrono (ed esternano) seri dubbi. Diana Lanciotti, giornalista e autrice di “Antivirus. Emergere dall’emergenza”, ha analizzato le dichiarazioni di chi il vaccino lo produce, ed esprime le perplessità sue e di molti cittadini circa l’insistente martellamento dei media sull’obbligo di vaccinazione come unica possibilità di riprendere in mano la propria vita.

Premessa per i soliti “etichettatori” o bollinatori: non sono NOVAX, pur essendo stata vittima da bambina di un vaccino (non ricordo se antivaiolo o antipolio) che mi ha causato seri problemi, tanto che mio padre, ottimo medico, non mi fece fare il secondo. Capitò a tanti bambini, all’epoca.
Non sono contro la medicina convenzionale, anche se ne sono stata vittima più volte (sia dei medici che dei farmaci). Chi mi conosce lo sa. E chi non lo sa lo leggerà in un libro che doveva uscire quest’anno (v. https://www.dianalanciotti.it/un-po-di-aria-pura-2/) ma, per il fatto che tutti i sanitari sono diventati eroi (in buona parte è vero), è stato rimandato. Anche se penso che denunciare le negligenze, le manchevolezze, gli imperdonabili errori di certi colleghi e isolarli impedendo loro di continuare a nuocere farebbe bene a tutta la categoria e rinsalderebbe quel patto tra paziente e medico che, proprio a causa di certe mele marce, è stato troppo spesso tradito.
Diciamo che non sono NOVAX ma nemmeno SIVAX, per il semplice motivo che non amo le etichette, le categorie stagne e la rigidità di certe posizioni, che per taluni diventano dogmi indiscutibili e portano a vere e proprie guerre di religione. È così per la medicina omeopatica e quella allopatica, che potrebbero avere punti d’incontro se non fosse per l’arroccamento di entrambe le parti; e ora è così tra chi si fida ciecamente del vaccino antiCovid e chi non ne vuole proprio sentir parlare. Per i primi il vaccino è il nuovo Messia, colui che verrà a salvarci dalla pandemia: sono quelli che quest’anno invece di festeggiare l’arrivo di Gesù preferiscono inginocchiarsi implorando la discesa in terra del Dio Vaccino. Non c’è fede più forte e incrollabile che quella verso questo nuovo dio, per costoro. Pur di accoglierlo, farlo scendere in sé, sono disposti a tutto. Per gli altri, invece, il vaccino è lo strumento del demonio, e come tale da evitare al pari della peste.
Io cerco di mantenere una posizione neutrale, super partes, e di informarmi, approfondire, non fermarmi alla superficie, evitare pregiudizi. Il mio mestiere mi porta a guardare dietro la facciata delle cose, soprattutto se è una facciata particolarmente elaborata, sovraccarica, ridondante di particolari. Come è la “narrazione” (parola che odio, ma che è tanto trendy…) che si fa di questa pandemia, così infarcita di informazioni, spesso contrastanti l’una con l’altra, da sembrare costruita a tavolino da un abile sceneggiatore.

Gli elementi della fiction ci sono tutti: c’è il laboratorio cinese, in una delle potenze più oscure e lontane dall’idea di trasparenza e democrazia, dove pastrocciano con i virus. E proprio là, guarda che caso, un pipistrello decide di spargere il virus tra la popolazione. E la malattia si diffonde, e i Cinesi cadono come le mosche col ddt.
Ma, guarda ancora che caso, mica muoiono i notabili, i politici, quelli che contano. Muoiono i poveracci, quelli che servono a sostenere la trama del racconto, a mostrare al mondo la faccia brutta di questa malattia. Che non muoiano i politici, e non solo quelli cinesi, lo dimostra il fatto che, in piena pandemia (quando però ancora il mondo non sapeva…) il prode Di Maio, abile tessitore insieme a compar Conte della Via della Seta (v. https://www.dianalanciotti.it/via-della-seta/) si è fatto un viaggetto in Cina accompagnato dal comico che non fa più ridere nessuno. Andati e tornati senza beccarsi neanche un raffreddore.
Subito dopo dalla Cina parte l’attacco al resto del mondo (strano, proprio al ritorno dei due pentastellati… qualche buon giallista troverebbe un bel po’ di materiale da macinare) e il virus ci invade senza trovare la minima resistenza. Anche se il valoroso Giuseppi, diventato all’improvviso un divo del tubo (catodico), racconta in diretta tv che siamo pronti, anzi prontissimi ad affrontare il contagio. S’è visto.
E poi, complici i giornalisti, per ingarbugliare la trama e aumentare la suspense incominciano a scritturare virologi, infettivologi, epidemiologi, a cui non par vero di trasformarsi da insignificanti topi di laboratorio che mai nessuno se li filerebbe in guru mediatici, con migliaia di follower sui social, dove in men che non si dica riescono a calarsi nel ruolo di influencer. E pur di strapparsi il primato del più… follouato, se la danno sui denti l’un l’altro, raccontandola più grossa del concorrente di turno. E la politica, che davanti a una situazione così complicata non sa che pesci pigliare (o forse lo sa, ma finge di non saperlo), affida i destini di un popolo a questi grigi personaggi, oscuri “scienziati” che di politica, economia, società e vita pratica sanno quanto un ornitorinco ne sa di matematica.
“L’ha detto la scienza” diventa la pezza… l’autocertificazione per ogni schifezza compiuta da chi ci (mal)governa e vuol cambiarci (o distruggerci) la vita, per giustificare ogni sopruso, ogni scorrettezza, ogni nefandezza compiuti nel nome della tutela della salute.
E così eccoci di colpo defraudati dei nostri più elementari diritti, a dover rispettare regole insensate, coercizioni che rimandano ai brutti tempi, soprusi che solo pochi mesi fa ci saremmo adontati al solo pensiero. Nel totale silenzio o addirittura col beneplacito di sindacati, presidenza della Repubblica, Chiesa e compagnia stonante. Persino l’opposizione sembra ormai di facciata, imbolsita, come se opporsi all’andazzo comportasse l’eliminazione dal Grande Fratello Covid, questo tragico reality che si recita sulla scena mondiale.
E il bello è che i “democratici”, quelli che da anni paventavano il ritorno del nazifascismo solo perché quattro ragazzotti ogni tanto sfilavano per le strade facendo il saluto a braccio teso, ora che di fatto ci sono dentro fino al collo non fiatano. Fingono di non accorgersi di aver regalato la propria libertà fisica e mentale al peggiore dei regimi tirannici, che si regge non su idee o ideali, seppur sbagliati, ma… sulla paura di un virus.

La realtà che stiamo vivendo contiene in egual misura gli elementi della farsa, della tragedia, della telenovela, della fiction. Da mesi siamo stati proiettati nel bel mezzo di uno di quegli orribili film apocalittici, che adesso chiamano “distopici”. Solo che la realtà che stiamo vivendo supera qualunque più nera fantasia.
E quel che è peggio è che, in uno dei momenti più tristi e destabilizzanti della storia dell’umanità, siamo “guidati”, si fa per dire, da una classe politica delle più incapaci e incompetenti (e forse corrotte), che ci sta “guidando” (qui ci sta) dritti verso il baratro e per farlo usa il terrore e la limitazione delle nostre libertà, abusando dell’uso delle forze dell’ordine contro i cittadini che le stesse forze dovrebbero invece tutelare.
Il lato triste, tristissimo, è che molte persone si siano rassegnate a vivere questa vita dimezzata, ricca solo di privazioni, divieti, imposizioni, bavagli. Secoli di lotte per la libertà, la democrazia, il riconoscimento dei diritti individuali, gettati nel cesso (scusate l’ineleganza, ma rende l’idea) per la paura di un virus. Una paura che paralizza le menti, le ammorba ben più di quanto faccia il virus con i nostri polmoni.
Ed ecco che, precipitati nell’abisso del terrore per questa malattia (l’unica malattia a essere cercata col lanternino in chi non la manifesta: i tanto odiati “asintomatici”, quei mascalzoni che anche se si prendono il virus mica stanno male, anzi vanno in giro e trasmettono la loro asintomaticità ad altri poveracci che, senza neanche accorgersi di essere “malati”, andranno a loro volta in giro, trasmettendo il loro star bene ad altri e altri ancora), siamo pronti ad accettare di non vivere, di farci dettare l’agenda della nostra vita da un pericoloso manipolo di scellerati.
Il principio della rana bollita di Chomsky (v. https://www.fronteampio.it/conte-e-la-rana-bollita-di-noam-chomsky/) trova la sua più ficcante rappresentazione in quanto è successo negli ultimi tempi: ci hanno bolliti a fuoco lento, facendoci accettare ogni privazione, soprusi che un tempo mai ci saremmo sognati, riuscendo a farci adattare all’impensabile. E ora è arrivato il momento di alzare la fiamma per la lessata finale.
Sorprende come tanti giornalisti, da tutori della democrazia, siano diventati lustrascarpe del potere e siano per la maggior parte allineati e coperti a sostenere in modo spudorato gli attentati alla Costituzione sferrati dal governo giallorosso con la scusa della pandemia. È in corso una sperimentazione di massa, non tanto del vaccino, quanto delle tecniche di manipolazione mai usate prima per sfiancare e annientare qualunque resistenza e soggiogare i popoli al PUD, il Pensiero Unico Dominante (v. https://www.dianalanciotti.it/il-p-u-d-e-il-valore-del-dissenso/).

Alt! Non sto dicendo che bisogna prendere sottogamba il virus: le decine di migliaia di morti chiedono rispetto. Ma chiedono anche vendetta, se è vero che, pur essendoci il modo di curarli semplicemente con farmaci di uso comune, vietando le autopsie si è impedito di capire per tempo i danni dell’iperossigenazione e, quindi, di fermare la strage.
Insomma, sembrerebbe davvero una sceneggiatura ben scritta, con tanto di dati rielaborati ad arte per disegnare quotidianamente un quadro molto peggiore della realtà, dando letteralmente i numeri, cioè la somma di guariti+morti+positivi, spacciandoli come “nuovi casi” (ne ho parlato qua: https://www.dianalanciotti.it/covid-la-conta-sbagliata/).
Il seguito della storia prevede che viviamo da reclusi, isolati dal resto del mondo, dai nostri cari, dal nostro lavoro, confinati in questa condizione di non-vita, imbavagliati da una mascherina che è simbolo della resa, del più totale asservimento, finché non arriverà il salvifico dio Vaccino. Il dio che ormai occupa stabilmente tutti i media, protagonista indiscusso di ogni trasmissione tv, di ogni prima pagina di giornale: “Non avrai altro dio all’infuori di me: il vaccino anticovid”. E se il tuo pensiero si infila in un’altra direzione, ti obbligano loro a ogni ora del giorno a riportarlo lì, per creare l’attesa spasmodica dell’unico dio che ci salverà dalla terribile pandemia.

Ed è proprio sul vaccino che vorrei fermare la vostra attenzione, stimolando una riflessione su dati (e tempi) che non tornano, ma che stranamente nessuno ha finora evidenziato.
La corsa al vaccino ha visto scatenarsi i produttori, che hanno bruciato gli ostacoli per raggiungere il traguardo di vaccinare l’intera popolazione mondiale. Molti addetti ai lavori, ma anche politici che non ne capiscono un’acca, si compiacciono della rapidità straordinaria con cui le case farmaceutiche sono arrivate a creare un vaccino: in soli 8 mesi! Un vero record.
Peccato che chi ha scritto la sceneggiatura, forse gasato dal successo di critica e pubblico, abbia calcato la mano incappando in un marchiano errore.
A farlo involontariamente notare (a dir il vero a pochi, perché nessuno finora pare aver colto il paradosso) è stato uno dei vari attori della recita: Pietro Di Lorenzo, presidente della Irbm spa di Pomezia, che insieme all’Università di Oxford ha messo a punto e ideato il primo candidato vaccino antiCovid di AstraZeneca.
Il primo dicembre, durante la trasmissione Porta a Porta, Di Lorenzo ha infatti rivelato che, in attesa della validazione del “candidato vaccino”, la produzione è iniziata 3 mesi fa… “a rischio”. Come dire: se non viene approvato… lo buttiamo via! Chiaro che, non trattandosi di opere pie, le case farmaceutiche non rischiano di produrre un vaccino se non hanno la certezza che verrà approvato.
Ma non è questo il punto. Il punto, che incredibilmente nessuno dei miei colleghi giornalisti ha evidenziato, è che il primo dicembre questo signore abbia dichiarato che il vaccino è già in produzione da 3 mesi…
Tre mesi? Cioè da agosto? Ma allora… lo studio e la sperimentazione in quanto tempo sono stati fatti?
Ammettiamo che abbiano iniziato subito, allo scoppio della pandemia? Siamo generosi, diamogliela per buona di aver incominciato in marzo? Vuol dire che in 5-6 mesi hanno studiato e sperimentato un vaccino, che ora è già in produzione… “a rischio”, come sottolinea Di Lorenzo.
Ma… “a rischio” di chi? Non certo e non tanto di chi lo produce, verrebbe da pensare, quanto di chi dovrà farselo inoculare.

Quando ho sentito questa dichiarazione sono trasecolata. Ma come? Se ci hanno sempre detto che ci vogliono anni per ottenere un vaccino sicuro…
Ammettiamo anche che abbiano saltato delle tappe (già, ma bisognerebbe sapere quali), come si può pensare che un vaccino per una malattia così nuova e sconosciuta possa essere pronto in 5-6 mesi? Studiato, sperimentato, e già in produzione da 3 mesi!
Temendo di aver capito male, ho fatto una ricerca su internet ma invece di tranquillizzarmi sono ulteriormente trasecolata. Ho trovato infatti altre due illuminanti dichiarazioni del signor Di Lorenzo il quale, come capita a chi non è avvezzo a essere intervistato, è andato oltre il richiesto. Preso dalla foga di affermare trionfalmente di avere un vaccino pronto entro l’anno, dichiarazione ripresa e sbandierata da Speranza e Conte, senza rendersene conto ha di nuovo posto l’accento sull’incredibile (e inquietante) rapidità della sperimentazione.
In un’intervista del 15 giugno a HuffPost (v. https://www.huffingtonpost.it/entry/pronti-a-produrre-milioni-di-dosi-in-italia-e-per-litalia_it_5ee7b21fc5b69e598c702883), Di Lorenzo dichiarava: “Siamo pronti a produrre milioni di dosi per l’Italia”. Dando settembre come il “termine che dovrebbe essere rispettato se ci sarà la validazione con i test di fase 3, che già si stanno svolgendo in Inghilterra, Brasile e Sudafrica (…) Dopo i primi test sui macachi è stato dato il via libera su 510 volontari umani sani…”
A parte l’aspetto controverso (non solo sul piano etico) della sperimentazione animale, suona strana anche la localizzazione della sperimentazione: in Brasile e Sudafrica, oltre che in Inghilterra. A parte, forse, quest’ultima nazione, sussiste il timore che dei poveracci si siano offerti alla sperimentazione per pure ragioni di… fame. A dir poco inquietante.
In un’altra intervista, di cui non trovo la data ma che è antecedente alla fine di novembre (v. https://www.huffingtonpost.it/entry/di-lorenzo-irbm-entro-lanno-3-milioni-di-dosi-di-vaccino-in-italia-video_it_5f84a39fc5b6e5c320023209), il sempre più loquace Di Lorenzo dichiara:

“È credibile che entro fine novembre ci sia la validazione del candidato vaccino attuale e che entro l’anno possano arrivare le prime dosi. La produzione, a rischio, è incominciata da qualche mese…. quindi per la fine dell’anno saranno pronte per l’Europa 15 milioni di dosi e per l’Italia i primi 3 milioni…”

Capito? Vorrei che faceste attenzione ai tempi: ben prima della fine di novembre questo signore dichiarava che la produzione “a rischio” era iniziata “da qualche mese”.
Quindi i tempi dello studio e della sperimentazione si assottigliano ulteriormente… Pare davvero che ci sia stata una corsa forsennata, che neanche Speedy Gonzales…
Ma, doccia fredda arrivata a raffreddare i bollenti entusiasmi, appare l’altra faccia della luna di questa combine tra Pomezia e Oxford: la dichiarazione di Pascal Soriot, numero uno della società farmaceutica AstraZeneca, partner del progetto, che il 26 novembre, a pochi giorni dalla pubblicazione dei primi risultati sulla sperimentazione, che indicavano un’efficacia del prototipo fra il 62 e il 90% a seconda dei tipi di dosaggio, dice che “Il candidato vaccino antiCovid elaborato dall’università di Oxford, in collaborazione fra gli altri con l’Irbm di Pomezia, richiede studi supplementari”.
Ma come… se è già in produzione da mesi…
Ma è di ieri la nuova dichiarazione di sempre più ciarliero Di Lorenzo, che a FanPage dichiara (v. https://www.fanpage.it/attualita/di-lorenzo-irbm-prime-dosi-vaccino-oxford-astrazeneca-gia-pronte-approvazione-per-gennaio/):

“I primi volontari sono stati vaccinati 7 mesi fa, per cui possiamo dire che c’è una copertura per questo periodo. Poi dopo la conferma e validazione delle agenzie questi test continueranno per capire quanto dura la copertura per i vaccinati e per vedere se nel tempo ci saranno effetti di un certo rilievo da tenere in considerazione.”

Santo cielo: adesso si scopre che il vaccino c’era già 7 mesi fa! Ma allora in quanto tempo l’hanno studiato? Questa benedetta ricerca in quanto tempo l’hanno fatta?  E poi, leggo bene o si parla di “continuare i test” per capire la durata e vedere se ci saranno “effetti di un certo rilievo”?
Sembra solo a me che la sperimentazione la vogliano fare, di massa, su tutti noi? Che abbiano bisogno di cavie? O penso male?

Ditemi ora come si fa a fidarsi e orientarsi in questo dedalo di notizie e contronotizie, in questa nebbia che sale sale…
Come si fa a dire in tono trionfalistico “Abbiamo il vaccino, a breve saremo vaccinati tutti?”
Come si fa a fidarsi di questi (politici e “scienziati”), con i disastri che hanno combinato, e le frottole che ci hanno snocciolato con la faccia tosta che contraddistingue i mentitori seriali?
E guardate che non sono l’unica malfidente, l’unica a nutrire dubbi. Sono in buona compagnia, se lo stesso Crisanti chiede dati (che chissà se e quando arriveranno) prima di vaccinarsi, e così pure la Gismondo. E se Ferruccio De Bortoli su La Verità dichiara: “E c’è da fidarsi se questa classe politica e se questa classe scientifica sono all’unisono chiamate a gestire la soluzione finale, il vaccino, del male da loro curato con approssimazione e precarietà?”

È forse sentendo questa sfiducia diffusa che il nostro non voluto, non votato e non stimato presidente del consiglio l’altra sera durante l’ennesima televendita ha parlato di TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) da riservare a chi non vorrà vaccinarsi. Forse, con quella malaccorta affermazione che ha scatenato la ribellione dei cittadini fieri difensori della propria libertà di pensiero e dell’autodeterminazione, Conte ha voluto far sapere agli amici (suoi) cinesi che la missione va avanti: dalla Via della Seta… all’autostrada del vaccino (v. https://www.dianalanciotti.it/il-cerchio-si-chiude/).
Ma credo che, seppur sostenuta da una sceneggiatura tanto curata, la recita non regga più. La trama, man mano che si dipana, appare sempre più sfilacciata. E la trionfante corsa (a rompicollo) al vaccino si sta rivelando piena di inciampi.
Perché, davanti a tante marchiane contraddizioni, davanti a tanti buchi neri, e tutti questi… conti che non tornano, voi vi fareste vaccinare?
Hanno un bel minacciare “patentini” di vaccinazione per poter viaggiare, lavorare, in pratica vivere. Non ci riusciranno, se noi non vogliamo. Se sapremo farci valere. Anche se in loro soccorso adesso arrivano medici presenzialisti che, dopo una prima fase di critica alla gestione del covid, si sono allineati e sono i primi a propugnare il patentino per poter mettere il naso fuori di casa (emblematico il clamoroso caso del dottor Bassetti, che ha cambiato improvvisamente registro, forse dopo l’incarico di coordinatore della gestione dei pazienti Covid per il Ministero della Salute, per il quale si è detto “onorato”).
Be’, potranno chiamare a supportarli nei loro intrighi tutti i medici del mondo, allettandoli con incarichi e prebende, ma verranno lo stesso spazzati dalla scena che occupano abusivamente. A spazzarli sarà la stessa Storia che con arroganza credono di scrivere. La Storia, che nel suo inesorabile corso ha spazzato via uno dopo l’altro tutti i fantocci che credevano di avere inventato la ricetta per il Potere Eterno. Verranno spazzati anche loro, questi signori nessuno.

Diana Lanciotti

P.S. Attenzione, cari colleghi giornalisti e cari politici che ogni giorno vi affannate a magnificare le doti del vaccino anticovid, su cui gli stessi medici nutrono tante perplessità: fare un vaccino non è come bere un bicchier d’acqua. Se non conoscete certe problematiche, evitate di parlarne. Fare certe affermazioni alla leggera, creare illusioni tanto per… riempire gli spazi è da irresponsabili.

P.P.S.  Il dottor Bassetti lunedì 7 dicembre a Quarta Repubblica, condotto da Nicola Porro, ha dichiarato che “solo” il 20% dei medici fa la vaccinazione antinfluenzale. Il tono era critico. Ma… non sarebbe il caso di farsi delle domande? Come mai proprio chi conosce bene efficacia ed effetti dei vaccini rifiuta di farseli somministrare? Tutti “negativisti” o “complottisti”??

P.P.P. S. Alcuni giorni fa il ministro della Difesa Lamorgese è risultata positiva al Covid in seguito a tampone. Pochi giorni dopo è arrivata la smentita: si trattava di un falso positivo. Ma… “succede raramente”, come qualche solerte giornalista si è affrettato a specificare.
Sicuri sicuri che non succeda spesso? E che tutti questi positivi non siano a loro volta FALSI? E che vogliano farci fare un vaccino in base a numeri derivati da test in (buona) parte falsi o falsati? Per una malattia che difficilmente uccide? Mentre la sfilza delle reazioni avverse al vaccino è impressionante?
Nessuno si chiede come mai Pfizer ha fatto sapere che renderà noti i dati della sperimentazione tra 4 anni e ha preteso l’immunità legale in caso di danni alla salute dei vaccinati?
Possibile che nessuno si ponga queste domande?
Dubitare… fa bene alla salute. Ora come non mai.

 

Sullo stesso argomento: https://www.dianalanciotti.it/un-fiore-per-un-vaccino/

 

 

5 commenti per “La corsa (a rompicollo) al vaccino antiCovid

  1. Diana, sono stato fino a tre anni fa primario ospedaliero e direttore di uoc universitaria. Ammetto, su questa vicenda, di non aver mai assistito ad un tale concentrato di assurdità, di forzature della conoscenza e di reale propaganda nei confronti della popolazione.
    Il discorso non si esaurisce in poche righe ma vorrei solo dire che assistiamo ad uno psicodramma infarcito di bugie, mal congegnato e peggio rappresentato, che sta ancora in piedi solo per due motivi: la campagna di terrore instillato in una popolazione inerme e la rete di complicità che sostiene una narrazione altrimenti improponibile anche ad uno studente del terzo anno del corso di laurea.
    Non abbiate paura e soprattutto non vaccinatevi: è inutile concettualmente e pericoloso praticamente.

    1. I Medici che vogliono dire apertamente ciò che pensano sui vaccini rischiano di essere messi sotto inchiesta e anche radiati dall’Ordine dei Medici dal 2016 quando ci sono state le polemiche per le plu di vaccinazioni promosse dalla Lorenzin la federazione nazionale degli ordini dei medici ha inserito nel codice deontologico il divieto ai medici di divulgare idee che inducano a non vaccinarsi. Meditate anche su questo la dittatura sanitaria non è stata instaurata nell’ultimo anno a causa del covid19 già ha le sue basi da anni.

  2. Siamo governati da pagliacci, incapaci, stolti ed imbeccilli e questo lo dimostra il continuo comportamento scorretto, di prenderci in giro
    Dicendo c***e anziché dirci la verita’.a cominciare nel dire che tutta la gente muore
    per il covid. È ovviamente meschino il loro comportamento a prestarsi ad un gioco delinquente, che si capisce chiaramente solo per lo scopo di toglierci la nostra libertà.
    Dov’è finita la democrazia.
    Credo sia giunto il momento di ribellarsi.
    Tutte le notizie che ci danno non sono veritiere, anzi sono tutt’altro. CHE SCHIFO

  3. Una profonda, attenta, lucida e super partes descrizione degli accadimenti passati, presenti e futuri. Condivido pienamente. Mi hai chiarito alcuni passaggi che mi erano sfuggiti. Grazie Diana

  4. E Mattarella muto.
    Inoltre se quelli sui barconi si dichiarano gay vengono accolti a braccia ancora più aperte perché in Africa sono discriminati.
    Veniamo a sapere che c’é un vaccino pronto nelle fialette già da tre mesi, alla faccia della sperimentazione (che faremo noi sulla nostra pelle). E che dire della minaccia di TSO per chi non si vaccina? E della proposta di due di LEU/PD di mettere una patrimoniale sugli straricchi con un patrimonio da 500K euro? Ma hanno idea del valore di un appartamento in centro a Roma o Milano o Brescia? E la demenziale trovata del cash-back e la lotteria degli scontrini quando c’è gente che non arriva a fine mese? Benvenuti nel girone infernale del governo dei comunisti, dei grullini del Vaffaday e del buffone fiorentino col bostik sul culo. Con Re Sòle al comando.
    E dei quasi mille morti dell’altro giorno manco un fiato, altrimenti diventa palese anche ai poveri di spirito che tutto ‘sto cinema è fallimentare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *