Una bella giornata tra amici a 2 e 4 zampe…

Carissima Diana mi ha fatto molto piacere conoscerla domenica.
Le sarei molto grata se mi inviasse le foto dei miei micro-pinscher Aisha (nero-focata con una zampina anteriore più corta) e Chi-Lu ‘ (marrone, senza un occhietto) e anche le foto di Clementina, il pinscher marrone un pò più grandino della mia amica che mi accompagnava.
È stata una bellissima iniziativa.
La ringrazio per tutto quel che fa per gli animali e per farci sognare con i suoi libri.
Grazie per tutto e spero a presto

Lucia

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Incontro al New Thought

Gentilissima signora Lanciotti, ci siamo conosciuti domenica scorsa a Lugagnano durante la manifestazione Porte Aperte della scuola New Tought.
Sono il proprietario di Petrus, a cui lei dopo una mia richiesta ha dedicato un po’ di tempo per fargli alcuni scatti fotografici. Volevo appunto ringraziarla tantissimo per questo e grazie anche per avermi omaggiato di un suo libro e di una copia della sua rivista.
Devo dire che avevo sentito parlare del Fondo Amici di Paco, ricordo di aver visto anche la pubblicità in TV tempo fa.
Dopo aver letto tutto il suo libro fotografico la sera stessa ed aver sfogliato anche la rivista non posso che fare a lei e a tutti i suoi collaboratori i miei complimenti: aver creato un’opera così bella ed importante come l’associazione Amici di Paco non è cosa da poco.
Devo dire che era da un po’ di tempo che pensavo di dare un piccolo contributo a qualche associazione che aiutasse cani, animali selvatici o uccelli; ho contribuito pochi giorni fa con una piccola offerta ad una cena a tema per raccogliere fondi da parte di alcune volontarie, le quali operano in un canile e collaborano per eventuali sequestri di cani maltrattati.
Credo comunque che aderirò ad Amici di Paco perchè la trovo un’associazione ormai consolidata, ricordo questo nome da un bel pò di tempo ormai. Leggendo la rivista si ha subito la sensazione della serietà di questa associazione, serietà ed impegno scaturiti da un grande amore per gli animali. Al giorno d’oggi la certezza che le proprie donazioni vadano sicuramente a compiere il loro dovere fa stare bene tutte le persone che le fanno.
Colgo l’occasione per farle un grosso in bocca al lupo per tutto, continui così.
Cordiali saluti.

Nicola

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Mamma picciona

Ciao Diana,
sono una tua fan e socia da un po’, e proprio ieri ho ripreso in mano il tuo bellissimo libro “Mamma storna”.
Un motivo c’è: mi rivedo nella tua storia, sto passando anche io lo smarrimento che hai provato tu quando Oreste se ne è andato.

Voglio solo sfogarmi un po’, visto che hai provato le stesse cose.
Ho trovato il 15 Luglio un pulcinotto di piccione, l’ho imboccato, fatto crescere, coccolato, accarezzato, e per ben 2 mesi e mezzo è stato con me, purtroppo chiuso in bagno perché avendo 4 gatti e due cani avevo paura che lo uccidessero.
Avevo chiesto lumi a quelli della LIPU, che mi han detto che era meglio non rilasciarlo in natura, dato che ormai era imprintato con me, ma proprio la mattina in cui ero al telefono con loro il mio piccolo è volato via dalla finestra, lasciata aperta da mio marito.
Quando me ne sono accorta mi è preso un colpo, e da allora (sono passato solo 2 giorni) sono tristissima, e non riesco a capacitarmi che non lo rivedrò più, ma quel che è peggio è che non so se riuscirà a cavarsela lì fuori.
È stato sempre chiuso in bagno, e non sa niente di quello che c’è là fuori!
Anche io mi sento tanto “mamma piccione” che ha perso il suo piccolo; è straziante. Anche lui mi saltava in testa, sulla spalla, e facevamo le coccole: ora chissà dov’è.
Ogni sera vado a letto e prego Iddio che lo aiuti a sopravvivere, e piango. Mi sento in lutto, sono in lutto. Di giorno cerco con gli occhi gli alberi del mio giardino e quelli degli altri giardini, ma tanto so che non lo rivedrò mai più.

A volte si fanno delle cose per amore, ma forse condanniamo a morte questi piccoli esseri del cielo che una volta cresciuti si trovano in un mondo che non hanno imparato a conoscere da piccoli. Spero che non mi capiti più di dover soccorrere un uccellino, ma purtroppo io sono una di quelli che non si gireranno mai dall’altra parte, ma questo vuol dire soffrire da cani quando fallisci.

Grazie per avermi letta, Diana, era solo uno sfogo. Che Dio protegga il mio Cippi e tutte le creature ogni giorno massacrate da quell’essere schifoso che è l’essere umano.
Ciao, e grazie per quello che fai.

Antonella

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Schnauzer nano col megaesofago

Sono disperata! Da poco abbiamo scoperto che il nostro schnauzerino nano di 5 anni è affetto dal megaesofago! Siamo spaventati perché non sappiamo come gestire la cosa… abbiamo già salvato il piccolo da una polmonite ab ingestis…. ce la siamo vista davvero brutta…. mio marito gli ha costruito una sediolina dove lui può mangiare rimanendo dritto…
Ma il veterinario ci ha dato poche speranze. Finita la cura di antibiotici il cane ha ricominciato a rigurgitare soprattutto la notte e quando abbaia… Ora non prende più nulla a livello di farmaci… Vi prego abbiamo bisogno di consigli per potergli SALVARE LA VITA! Aspetto notizie con ansia….
GRAZIE

Donatella

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Yaki, Labrador con il megaesofago

Gentilissima Diana,
le scrivo da Roma dopo varie incertezze e spinto anche da quanto di positivo trovo nel suo sito internet.
Dunque le spiego il nostro problema (nostro=di famiglia).
Abbiamo un figlio maschio peloso di dieci anni di nome Yaki (Labrador retriever biondo) che fino a 2 mesi fa correva, saltava, mangiava e via dicendo, come un cucciolo, e infatti veniva spesso scambiato per un cucciolotto di pochi mesi.
Improvvisamente (almeno così ci è sembrato) ha manifestato rigurgito dopo il pasto (all’epoca secco ammorbidito con acqua calda) che veniva rimangiato subito e che per qualche giorno sembrava trattenere. Poi non trattenendolo quasi più, abbiamo consultato immediatamente una clinica veterinaria di Roma (il nostro veterinario non era reperibile per suoi motivi personali) che attraverso una serie di esami, ripetuti più volte e con molta professionalità e competenza, (sangue, compresa tiroide, ecografia addominale, visita neurologica (negativa) e radiografie toraciche (queste risultate positive) ha diagnosticato un megaesofago idiopatico piuttosto serio. Spiazzati dalla diagnosi e dal termine (mai sentito prima), abbiamo seguito subito i consigli sul tipo di alimentazione (umido anziché secco come fino a quel momento), ciotola posta in alto, cercando di mantenere Yaki il più a lungo possibile in posizione verticale, ecc.
Tutti questi accorgimenti hanno cambiato radicalmente il modo di alimentarsi del nostro piccolo che inizialmente sembrava trattenere meglio. Premetto che dal peso iniziale di circa 35 kg era passato a circa 29 kg in una settimana!!
Sembrava anche aver ripreso qualcosa anche in termini di massa quando, di nuovo non riesce più a trattenere quasi nulla, acqua compresa.
Siamo molto preoccupati, abbiamo cambiato tipo di consistenza della pappa (più pastosa, meno pastosa, più fluida, con acqua, senza acqua, frazionata in più volte al giorno, ecc.) ma senza alcun risultato: i rigurgiti sono continui e copiosi.
Mi scuso per la lunghezza ma ho voluto esporre più o meno a fondo il grosso problema che ci troviamo ad affrontare. Amiamo il nostro Yaki più di ogni cosa e non possiamo neanche pensare che una disfunzione così assurda possa portarcelo via.
Le chiedo cortesemente un suo consiglio ed eventualmente che lei possa fare da tramite con il Dott. Dalzovo che, mi pare di capire, sia piuttosto esperto in materia e che ci possa consigliare sul da farsi.
Grazie dell’attenzione.
Un cordiale saluto

Filiberto

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Un pensiero che ci unisce

Cara Diana,
sono una ragazza di 21 anni e mi chiamo Anastasia.
Navigando in internet, fra vari appelli di cani in cerca di adozione e vari canili sono “inciampata” nel tuo sito… ho letto la tua biografia e mi sono subito sentita “a casa”, mi riconosco in quello che scrivi. La tua grande passione per queste splendide creature e la tua voglia di aiutarle ci accomuna!
Da poco sono mancati i miei due amatissimi angeli, Afra e Kimba.
Per me è stato uno shock, ho sofferto moltissimo e mi sentivo totalmente incompresa, nessuno a parte i miei famigliari riusciva a capire le mie parole ed il mio dolore, che è stato davvero profondo, tale a cambiare totalmente la mia visione della vita. Così, la mia passione, che mi accompagna da quando sono una bambina, si è rafforzata ed ho deciso di fare tutto ciò che mi è possibile per aiutare queste creature dedicandomi così alla sensibilizzazione, mostrando varie immagini a tutti i miei conoscenti, da poco ho anche realizzato un fascicolo con vari appelli portandolo nelle scuole. Il mio contributo è davvero misero per il momento, ma i miei progetti sono realizzabili ed io ci credo molto, anche se una volta entrati in questo mondo ci si rende conto che il numero dei cani reclusi, abbandonati, randagi è davvero immenso, e questo è sconfortante, fa pensare che sia una missione impossibile ma io ci voglio credere, anche perché sto conoscendo persone che condividono il mio pensiero e questo mi da grande forza e speranza!
Ho acquistato proprio in questo momento il tuo libro “Occhi sbarrati”. Lo mostrerò a più persone possibile. La gente deve sapere, deve VEDERE… nascondersi e non voler conoscere questa realtà non migliorerà le cose… ho letto una frase bellissima tratta sempre dal tuo libro: “entrare in un canile è sempre un’esperienza che sconvolge, che cattura e ci trasforma. Impossibile restare indifferenti a quegli occhi che parlano d’amore, a quei musi che sporgono attraverso le sbarre: il rischio è di lasciare là il cuore. Chiuso in gabbia, accanto ad uno di loro”.
Non c’è nulla di più vero: a me è successo esattamente così, il mio cuore è in gabbia con OGNUNO di loro… ci penso notte e giorno e la mia volontà di fare tutto ciò che mi è possibile è davvero forte!
Infine una bella notizia, da qualche mese abbiamo adottato una cagnolona tutta nera da un canile molto grande di Roma… È la mia gioia e mi sta aiutando tantissimo a superare il mio periodo di sconforto e quando mi volto a guardarla e la vedo serena sul suo divano mi convinco che quello che sto facendo vale davvero la pena!
Ti ho scritto queste poche righe nella speranza che ti facciano piacere e che ti diano la conferma che tutto quello che fai smuove i sentimenti di persone come me.
Cordialmente

Anastasia

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La vicenda della cagnolina di Trinità: solidarietà per Miriam

Ciao Diana ti scrivo due righe per parlarti di Miriam. Non credo assolutamente che Miriam sia coinvolta in quello che è successo alla cagnolina, posso invece credere a quello che dice lei che è la piccola non sia stata impiccata, ma sia stato un’incidente.
Miriam è meravigliosa, si è sempre presa cura di tutti i cani abbandonati a Trinità e quando poteva aiutava tante persone in primis me quando ho perso il lavoro e non riuscivo ad arrivare a fine mese. Mi ha aiutato con i miei cani, Miriam e io ci siamo conosciute personalmente pochi anni fa e posso dirti che è una persona MERAVIGLIOSA a cui voglio un bene dell’anima. Conosco anche Eva Bianchi per vari motivi, ma non potevo aspettarmi che facesse questo, che accusasse qualcuno x la morte di un cane. Poi accusare proprio la persona che li salva e che si fa in mille pezzi per loro. La signora Bianchi vorrei solo sapere da chi ha avuto tutte queste notizie false e rovinare la vita a una ragazza seria e meravigliosa come Miriam.
Grazie per quello che stai faccendo per lei

Antonella Manca

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La vicenda della cagnolina (non) uccisa in Sardegna

Gentile signora Lanciotti,
mi permetta di dirle che nel leggere la sua lettera riscontro ancora una volta che, accanto al suo amore per gli animali, esiste anche un amore per la Sardegna, ed i sardi, che la portano a volte a mancare di obbiettività; a volte l’hanno portata, qualora i fatti non potevano essere negati, a cercare di giustificare dei comportamenti crudeli verso gli animali con la “storia dura” che la Sardegna ha alle sue spalle: l’insensibilità e la cattiveria non possono e non devono trovare giustificazione. In questo caso, l’ha portata ad arrivare a conclusioni affrettate, senza considerare ciò che avrebbe dovuto, senza concedere il beneficio del dubbio.

Lei sostiene che la notizia della cagnolina seviziata ed impiccata sia falsa, sia perché la signora Miriam Prunas ha trovato anche lei 4 cani della medesima razza, una mamma e tre cuccioli, ma in buone condizioni di salute (di cui uno trovato morto, ma per una disgrazia), sia perché il fatto che chi ha ritrovato il corpo non si sia premurato di scattarle una foto e di metterla online, è per lei, in qualche modo, una dimostrazione della sua falsità. Non solo ma che questa notizia sia stata diffusa per “gettare discredito sulla Sardegna”. Ma se fosse stata lei a trovarsi di fronte la terribile scena di un cucciolo torturato ed impiccato, avrebbe avuto voglia di fotografarla, o, piuttosto, non sarebbe rimasta sconvolta, attraversata da tutto eccetto che dal freddo, razionale pensiero di scattarle una foto ? E poi che ragione avrebbe mai avuto una volontaria, una persona amante degli animali, di voler gettare fango sulla Sardegna ? E la signora Eva Bianchi, della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, che vive ad Alghero, per quale motivo avrebbe dovuto voler screditare questa Terra se non credendo e riportando in assoluta buona fede quanto riferitole ? Lei non ha preso neanche in considerazione la possibilità che, come detto sensatamente dalla signora Miriam Prunas, possa esserci stata una segnalazione errata, un equivoco, no, lei ha pensato male, ha condannato..

Quanto alla sua affermazione che le crudeltà contro gli animali non hanno una “denominazione d’origine regionale”, nessuno pensa che “tutti” i sardi si divertano a fare del male agli animali nè che queste cose succedano” solo” in Sardegna: la piaga del randagismo e gli episodi di crudeltà avvengono, infatti, oltre che in Sardegna, anche in regioni quali la Campania, la Calabria, la Puglia e la Sicilia. Soprattutto al Sud, questo è innegabile. Quanto alla Sardegna, ho letto recentemente… “Vado in vacanza tutti gli anni in Sardegna e vedere la cecità quasi assoluta delle istituzioni sarde sul trattare dignitosamente gli animali randagi è una realtà e non una diffamazione. Basta girare per le strade. Di contro, vi sono tante persone che, da sole, sfamano tanti randagi e si prendono cura di loro”.
Ora, se lei, per conoscenza diretta, personale, si sente di poter affermare che gli abitanti di questo particolare comune sono delle brave persone che non abbandonerebbero e non farebbero del male ad alcun animale, e che anche il Sindaco è una brava persona, amante degli animali, ha fatto senz’altro bene a difenderli, ma, a mio giudizio, non era il caso di mostrare così tanta indignazione perché, dopo tutto (ed anche qui è una questione di obbiettività) a fronte di UN comune buono, di cui si è, forse, parlato male ingiustamente, ce ne sono altri NOVE che sono cattivi: è come se uno si infuriasse per essere stato incolpato di UNA cosa che non ha fatto.. quando però ce ne sono altre MILLE che invece ha fatto !

Infine, lei ha definito certe affermazioni “fuori luogo”, ma fuori luogo è stato anche il suo sarcasmo sull’aver incluso tra i destinatari della mail Papa Bergoglio: “una vera scortesia non coinvolgere anche il Padreterno.. non ne avranno trovato l’e-mail ?”. Perché questo sarcasmo ingiusto e direi anche offensivo ? A me è sembrato più che giusto indirizzare la mail anche a lui, una persona seguita da milioni di cattolici e che, avendo adottato il nome di un santo che amava gli animali, dovrebbe dire una parola di amore per gli animali, in difesa degli animali, contro la violenza sugli animali. E sarebbe ora che lo facesse !
Mi sono sentita di doverle scrivere per la stessa ragione per cui l’ha fatto lei: in difesa di qualcuno (che peraltro non conosco) che mi è sembrato accusato ingiustamente.
Ringraziandola per la sua gentile attenzione, la saluto cordialmente… E cerchiamo di non dimenticarci mai che siamo dalla stessa parte !

Ayres

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Ancora sul cagnolino ucciso in Sardegna

Non credo di avere più parole… fatti come questi e simili, anche se non è la prima volta che li sento (e purtroppo non sarà nemmeno l’ultima), feriscono, amareggiano, ti fanno perdere il sonno.
E sì che con il mio lavoro di veterinario ne vedo tante di brutture che tante volte non sono disgrazie ma il risultato della cattiveria più pura.
E vi parlo dal Veneto industrializzato e acculturato, non dal paesino “sperduto” del profondo Sud. Ma se la cultura andasse di pari passo con l’umanità e l’intelligenza il mondo sarebbe da un pezzo un posto migliore.
Ho imparato, per far bene il mio lavoro, a sopportare tante situazioni difficili da digerire ai profani del mestiere. Ma la cattiveria gratuita è una cosa che mi sgomenta ogni volta, che mi fa venire un nodo in gola, il maldistomaco, il respiro corto e una rabbia furiosa che sfogo mandando i più fantasiosi accidenti al mostro di turno.
Rimediare a quei danni su quelle innocenti creature mi fa sentire come se cercassi di svuotare l’oceano con un cucchiaino da tè. Ma continuo perché, anche se non tutti, molti riesco a farli star bene e a trovar loro una famiglia, perché mi farebbe star peggio girarmi dall’altra parte più che far tutto per niente, perché ogni giorno sto a contatto con tante persone che per il loro amico animale farebbero di tutto.
C’è tanta brava gente, questo bisogna ricordarlo sempre. Se si cade nell’errore di credere che il peggio abbia la meglio passa la voglia di impegnarsi per cambiare le cose e questo è gravissimo! Non esiste solo il negativo come si ostina a dimostrare il tg! E’ vero: purtroppo “fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”… ma la foresta silenziosamente cresce, appunto, e pian piano diventa una forza. Questo non dobbiamo dimenticarlo mai!
Affettuosi saluti e buona Pasqua

Chiara

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A proposito del cagnolino ucciso in Sardegna

Purtroppo dalla sua tanto amata sardegna arrivano troppe notizie di animali
maltrattati, seviziati, uccisi o “semplicemente” ignorati quando vagano
moribondi per incuria, malattia, fame, sete.
Troppo spesso la gente vede e non muove un dito tranne i poveri volontari che,
come ben sa, si ammazzano di fatica, di dolore rimettendoci di persona.
Non oso pensare cosa può succedere senza che nessuno veda, come per questa povera creatura vista per puro caso.
Sono inorridita e inferocita contro tutta questa gente, delle loro usanze barbare della loro assoluta mancanza di cuore e di intelligenza.
Ovvio che non sono tutti così ma IO BOICOTTO LA SARDEGNA.
NON ANDRO’ MAI IN QUEI LUOGHI ANCHE PER LEGITTIMA DIFESA:
SO CHE MI ROVINEREI LE VACANZE MANDANDO AL DIAVOLO LA MIA
TANTO FATICOSAMENTE MANTENUTA NON VIOLENZA.
Allora vadano pure gli allegri vacanzieri che non mettono il naso fuori dai loro villaggi dorati o tutti quelli che riescono a non essere toccati da quello che vedono.

Tullia

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