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Cucciolo di Weimaraner in arrivo

Ciao, a breve mi arriverà un cucciolo di Weimaraner.
Tutti mi allarmano circa questa razza perché dicono che quando crescono non li puoi lasciare a casa da soli per più di un ora che diventano distruttivi. So, anche grazie al tuo libro “L’esperta dei cani”, che non si può generalizzare in questo modo perché ogni cane è una storia a sé.
Però un po’ di paura me l’hanno messa
Cosa mi consigli? Portarlo subito a fare addestramento? Oltre che a farlo correre molto che è una necessità di cui so che questa razza ha bisogno.
Ti ringrazio per una tua eventuale risposta
Filippo

 


Gentilissimo Filippo, innanzitutto ti faccio i miei complimenti per la scelta di una razza tanto particolare e tutti i miei auguri perché abbiate una vita lunga e felice.
Molti conoscono il Weimaraner solo per il magnetico sguardo grigiazzurro, e ignorano che è un cane da caccia dotato di una vivacità che contrasta con l’immobilità dello sguardo che ti puntano addosso ipnotizzandoti.
Ma immagino che tu ti sia ben documentato sulle caratteristiche (non solo fisiche) della razza prima di decidere che è il cane adatto a te e che tu sei l’uomo adatto a lui.

Il Weimaraner è un cane da caccia, snello ma muscoloso e… nervoso. Certo, non aspettiamoci un nevrastenico o un esagitatao, non in quel senso; di solito, quando si parla di carattere nervoso, a proposito di un cane, s’intende attivo, vivace. Non un cane da salotto, insomma.
Immagino che non lo terrai sempre chiuso in casa, anche se, come ogni cane, non lo dovrai relegare tutto solo in giardino…
Il cane (di qualunque razza o misto di razze) è un animale sociale, che ha bisogno del contatto fisico e psichico con il proprio padrone.
Lasceremmo un bimbo fuori casa, da solo, tagliato fuori dalla famiglia?
Ecco, quando si pensa di prendere un cane bisogna porsi questa domanda. E non per considerarlo un figlio (anche se male non fa a nessuno), ma semplicemente per capire che un cane, diventato per nostro volere un essere totalmente umanodipendente, non potrà mai essere completo, valorizzato nelle sue doti caratteriali, né potrà mai maturare e dare il meglio di sé se lo lasceremo lontano da noi e dal nostro nucleo familiare.
Lo standard ufficiale del Weimaraner recita: “Versatile, facile da addestrare, vigoroso e appassionato cane da caccia”.
Insomma, volenti o nolenti, ogni due o tre righe ci viene ricordata l’origine e l’inclinazione di questo cane: la sua ragione d’essere, potremmo dire. Nato per rintracciare la preda, correndo per chilometri nelle selve della Turingia.
Ciò non significa, chiariamolo, che dovrai portarlo a caccia. Spero proprio di no. Solo che dovrai tenere conto delle doti naturali per cui il Weimaraner è stato selezionato. E farlo muovere, e correre. E magari correre con lui, che fa anche bene.

Ma veniamo al tuo timore circa la distruttività che il Weimaraner manifesterebbe se… lasciato da solo in casa per più di un’ora.
Ricordiamoci che, Weimaraner o no, un cane distruttivo è sempre un cane al quale si impedisce di sfogare la propria naturale e sana vitalità che, se compressa a lungo (dall’ora in su… ma anche meno), da qualche parte dovrà sfogarsi. E a rimetterci sarà l’arredamento di casa.
Ma non illudiamoci che basti la semplice passeggiatina di dieci minuti intorno a casa: magari per qualche tempo ci illuderemo che basti, ma prima o poi la voglia di prati, di annusare e scorrazzare in giro col naso a terra o a fiutare l’aria dei grandi spazi emergerà, e se non sapremo offrirgli qualche bella sgroppata da farlo stancare e restare col fiato corto non faremo di lui un cane felice.
Certo, è un cane impegnativo, meravigliosamente impegnativo se lo si conosce e, di conseguenza,  lo apprezza.
Pare che, pur essendo un cane da ferma, sia incline a usare la bocca, non per mordere ma per afferrare e riportare. Perciò, soprattutto da cucciolo, sarà bene mettergli a disposizione di dentiera qualcosa da mordicchiare, per evitare che le sue attenzioni si orientino sul suddetto arredamento intonato al mantello.
Dicevo prima che non è un cane da guardia, anche se il suo abbaio piuttosto possente e perentorio, unito allo sguardo gelido al limite dello sprezzante, può fare da deterrente a eventuali intrusi.

Con lui ci vorranno fermezza e soprattutto coerenza, come del resto per tutti i cani, per aiutarlo a capire che essere un bravo cane educato conviene a lui, oltre che a noi.
La facilità di addestramento di cui parla lo standard ufficiale non deve ingannare facendo pensare che sia il massimo della malleabilità. Lo standard, infatti, si riferisce alla specialità (cioè alla caccia) per cui il Weimaraner è portato. Fuori da quell’ambito sarà importante affidargli dei compiti che tengano conto delle sue naturali inclinazioni. E qui arriviamo al tema educazione, o come dici tu addestramento.
In proposito ho sentito il parere di Demis Benedetti, educatore cinofilo e fondatore di New Thought, oltre che coautore del mio libro L’esperta dei cani: «Tutte le razze sono state create per un determinato compito, e la selezione ha portato ad affinarne le caratteristiche fino a differenziarle in modo molto evidente. Come per ogni cane con un istinto molto alto come il suo, è consigliabile che il Weimaraner svolga molta attività fisica, che comporti anche un buon impegno mentale. L’addestramento andrà fatto fin da subito, tenendo conto delle sue peculiarità di cane da caccia.»

Dovrai insistere molto sul richiamo, perché se un giorno deciderai di liberarlo in campagna non si metta a inseguire un’ipotetica preda e prima di rivederlo dovrai aspettare, e poi aspettare. Per fortuna il Weimaraner è un cane docile, che impara volentieri. E sta all’educatore e al proprietario individuare le corde giuste da far suonare per ottenere una perfetta sinfonia.

Qualcuno obietterà che Weimaraner tranquilli in città se ne vedono… mah, certo, se ne vedranno anche. Ma siamo sicuri che siano felici? Siamo sicuri che non siano bombe a orologeria pronte a esplodere, se privati troppo e troppo a lungo della libertà di essere dei veri Weimaraner?
Un ultimo punto: la compagnia. Non è un cane che ami star da solo. Dotato di grande sensibilità e devozione, ha bisogno della vicinanza del proprio padrone, su cui riverserà una buona dose di possessività, mettendolo al centro delle sue attenzioni.
Non male, essere al centro delle attenzioni di un cane con quell’aria così snob, che invece con noi si dimostrerà un coccolone a oltranza.

Auguri, Filippo. E fammi sapere.

Diana

2 commenti

  • Lucio Diamanti

    Condivido quanto scritto. Ne ho uno di quattro anni e mezzo e la sua autonomia da solo non supera le tre quattro ore; ti vuole solo stare vicino!!
    Da molto impegno e molte soddisfazioni.
    Completamente diverso dai pastori tedeschi o maremmani che ho avuto in precedenza

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