Buona Pasqua anche a loro

Che dire? concordo pienamente sul fatto che mi sembra troppo comodo far vedere gli animali prima in paradiso e poi in formato bistecca, mucche da latte al pascolo con l’erba in bocca mentre la realtà è ben diversa. Basta andare in tangenziale Salò-Brescia e vedere negli allevamenti dislocati le condizioni degli animali-fosse per me queste pubblicità sarebbero da considerare ingannevoli e meritorie di essere tolte dalla televisione.
Un saluto animalista da beppe62

Dogville

Cara Diana,
ti ricordi quando ti mandai una copia del mio progetto “Dogville”? Ebbene, dopo lunghi pellegrinaggi al comune della mia città finalmente sono riuscita a farmi dare in concessione un terreno. Almeno così sembra, perché devo presentare un progetto controfirmato da un geometra (e meno male che avevo detto che essere volontari, soldi zero) e dopo la giunta comunale dovrebbe convalidare tutto quanto. Tengo le dita incrociate, perché tra burocrazia e elezioni regionali, nessuno ha tempo per noi.
Ho preso contatti con una bravissima veterinaria che si sta facendo le ossa con la fisioterapia, mi ha dato una grossa mano (e anche gratis) con Silvano, il cane paraplegico che ora sta da me. Silvano è tornato a camminare solo ed esclusivamente grazie al suo impegno ed alla sua caparbietà. Pochi anni fa, Silvano sarebbe stato soppresso.
Comunque il nostro parco è di circa 600 mq con tre aree riservate ai cani. Una è libera dove ognuno di loro può giocare, correre senza limiti e senza restrizioni. L’altra è dedicata all’agility (niente gare però solo giochi) e la terza all’insegnamento ai più piccoli su come si vive e convive con gli animali.
Ed ecco perchè ti scrivo. Vorremmo prendere contatti con le scuole, parlare ai ragazzi di tutti quei cani che soffrono perchè abbandonati, di come ci si deve comportare, fare delle riunioni e parlare con i più piccolini… insomma cercare di avvicinare i bambini al mondo animale. Parlando con la mia vet, pensavamo di far conoscere ai ragazzi il tuo libro. Presentarlo, leggerlo insieme (magari nei pomeriggi in cui i ragazzi stanno a scuola) e commentarlo con loro. Tutto questo prima di tutto se tu sei d’accordo. E se ti sembra una buona idea.
Ecco qui, questo è quanto. Mi piacerebbe che tutti sapessero di questo nostro progetto per espanderlo il più possibile. Non serve vero che ti dica che tutto questo non lo faccio per soldi…
Con affetto e stima
Laura P.

Dal Brasile con amore…

Cara Diana,
spero che ti ricordi di noi. Ho ricevuto le riviste e i libri che mi hai mandato e mi sono piaciuti tanto. Le riviste di Paco ci sono servite da ispirazione per il nostro lavoro assieme ai cani che accogliamo nel nostro canile: Abrigo Piccolina. Siamo un’istituzione senza fine di lucro che raccoglie, cura e cerca di far adottare circa 300 cani che vivrebbero abbandonati per le strade della città di Avaré, in San Paolo. L’Abrigo Piccolina fu ideato e creato per dare un’opportunità di vita dignitosa a questi animali, offrendo: casa, cibo, assistenza veterinaria e molta tenerezza da parte dei volontari.
Il nome “piccolina” è stato scelto per rendere omaggio a una cagnolina che viveva per strada e fu adottata dalla nostra famiglia. Lei è stata tanto speciale per noi e, quando ci lasciò ha lasciato anche l’ispirazione per la realizzazione di questa bella opera.
Credo che sarebbe un argomento interessante per la sua rivista “Amici di Paco” presentare l’Abrigo Piccolina e il lavoro che conduce, anche perché è stato costruito e mantenuto da un italiano nato a Lucca, che vive da quando aveva 5 anni in Brasile ed è mio marito: Giovanni Marco Delle Sedie, che volle trasformare il suo sogno in realtà.
Potrà sapere molto di più sull’Abrigo Piccolina attraverso il nostro sito www.abrigopiccolina.org.br. Avrei molto piacere di aumentare la nostra amicizia e gemellare le nostre associazioni attraverso un reciproco aiuto e divulgazione delle iniziative. Se un giorno verrai in Brasile saremo onorati di ospitarti per presentarti personalmente il nostro “Abrigo Piccolina”.
Un grande abbraccio
Dr.ssa Rosana Mercadante

Paco, da ex Re della strada… a maestro di vita

Cari Diana e Paco, frequento la seconda media e quest’anno a scuola la nostra profe di lettere ci ha fatto adottare “Paco, il re della strada”. Ne dobbiamo leggere un capitolo per settimana e poi ne parliamo insieme in classe dove stiamo seguendo un lavoro sul randagismo e il rispetto verso tutti gli animali non solo quelli domestici. Ora la mia classe è arrivata a leggere l’undicesimo capitolo quello quando Paco viene abbandonato. Però arrivata a quel punto mi ero già tanto appassionata alla storia di Paco che non ci sono riuscita ad aspettare una settimana per continuare a leggerlo. Così sono andata avanti per mio conto e in quattro sere l’ho finito 🙂 Mi è piaciuto molto e sono felice per Paco che ora abbia di nuovo una famiglia che gli vuole bene ma ho incominciato a pensare tanto a quei poveri cani che ogni anno vengono abbandonati come c’è scritto negli articoli dei giornali alla fine del libro. Io che cosa potrei fare per loro? Intendo adesso perché invece da grande so già che cosa vorrò fare: la veterinaria e lavorare gratis (o a stipendio minimo) in un canile.
Grazie per la risposta

Giovanna Maria F.

Ma l’animalismo è solo di sinistra?

Cara Diana, ricevo da giorni email di progetto Gaia inerenti il comitato “Voto anch’io” dove dopo un’iniziale titubanza si dice chiaro e tondo di votare per il centrosinistra cioè per i candidati che garantirebbero di occuparsi “ANCHE della Questione animale”. Allegata c’è la lista dei candidati che aderiscono (manco a dirlo tutti verdi o democratici di sinistra tra cui un presidente d’associazione animalista che dopo essersi dato tanto da fare finalmente è uscito allo scoperto mettendosi in politica). Io non condivido di voler ghettizzare l’animalismo e l’ambientalismo a sinistra. Io non sono di sinistra epperò amo gli animali (faccio volontariato in un canile), rispetto l’ambiente (faccio parte di un gruppo ecologista che organizza periodi di full immersion nella natura), vado al lavoro in bicicletta e prendo i mezzi se piove o nevica. Eppure non sono di sinistra.
Un cordiale saluto
Ruggero G.

STELLINA

Gentile signora Diana, il triste giorno 30 gennaio 2002 la mia barboncina adorata a solo 12 anni ci ha lasciati. Dopo giorni di tanta sofferenza, ridotta ad un pietoso fagottino, abbiamo dovuto sopprimerla.
E’ morta tra le mie braccia, mentre le parlavo d’amore e la baciavo disperatamente. La mia piccoina viveva con il figlioletto di due anni più giovane. Alle 18 ho telefonato al veterinario perché Stellina si aggravava. Nello stesso momento suo figlio saliva sul lettone dove lei riposava e l’ho visto annusare la sua mamma e darle un ultimo bacio. Aveva capito tutto!
Stellina era entrata nella nostra vita portando il sole, la gioia e tanto calore. Quel lontano giorno che andai a prenderla in negozio, appena mi vide si precipitò incontro a me. Ancora oggi provo una grande emozione ricordando quel momento.
Stellina era bellissima, una vera “donnina” (così la chiamavo per farla felice), un carattere dolcissimo di infinita bontà e amore, una mamma stupenda. Per me, che vivo in solitudine, era la vita.
Ogni sera, quando mi sedevo per leggere o guardare la tv, lei metteva con dolcezza i piedini sulla mia gamba come per dirmi: “Mi prendi su?” Lasciavo che questo piacevole rito avvenise ogni sera per ammirare la dolcezza dei suoi occhietti. Poi la prendevo in braccio e la coccolavo, la baciavo, le parlavo a lungo, e lei capiva. Era la mia certezza di ogni sera, il più grande e discreto amore della mia vita, mi dava conforto e coraggio per il giorno dopo.
Ora il mio tesoro non c’è più, la casa è vuota e terribilmente silenziosa, non vorrei venisse mai sera. Un grande dolore mi attanaglia come a sofficarmi.
Non le ho detto addio, ma “ciao piccolina, spero che il Signore un giorno ti riporti fra le mie braccia”. Lo spero con tutto il cuore, solo questo pensiero mi conforta un po’.
Maria C.

I MIRACOLI DI STELLINA

Gent.ma signora Diana, grazie di cuore per quanto mi ha scritto: mi è stato di grande conforto.
Il mio profondo attaccamento a Stellina aveva un doloroso significato: nel 1988 una grave malattia della nostra unica figlia ci ha portato un grande dolore e un incubo senza fine che si concluderà per noi genitori solo alla fine della vita (ma di nostra figlia che ne sarà?). Ecco perché Stellina, entrando nella nostra casa, aveva portato come per magia la forza di andare avanti e anche gioia e allegria. Del resto è stata una cagnolina eccezionale, solo la salute le è mancata troppo spesso. Ma io ogni sera dalla sua compagnia ricevevo un’iniezione di vita e di forza per tirare avanti nonostante tutto.
Ai primi di maggio, dopo la sua morte, ero veramente allo stremo, non capivo se era esaurimento o depressione, ero smarrita. Ho chiesto aiuto Lassù e alla mia piccola Stellina.
Sapevo che mio marito era contrario, ma un lunedì una forza inspiegabile mi ha fatto reagire. E’ stata una reazione così forte che non dimenticherò mai, proprio perché in quel periodo mi sentivo così debole. Dovevo reagire subito. Dopo due giorni avevo in casa due cuccioline di tre e cinque mesi che cercavano famiglia. Ancora una volta la mia dolce Stellina mi è stata d’aiuto.
Ora siamo contenti, c’è anche allegria, pure Golia che si era intristito è diventato allegro e gioca con le piccole e guai se qualche estraneo tocca le sue cucciolette. Ora la saluto cordialmente, con uno stato d’animo contento, più impegnata (ma mi aiuta a non pensare) e con tante scodinzolatine dal mio simpatico trio
Maria C.