I nostri migliori amici

Una compagna per Capì

E’ incredibile la somiglianza tra Paco e Capì (così si chiama il nostro cane, di 5 anni, color carbonato, “meticcio” (ma penso sia un misto tra uno schnautzer ed un terrier, o qualcosa di simile) che mi hanno regalato quando aveva un mese. Capì potrebbe essere un cane da circo, tanto è atletico: va matto per correr dietro ai sassi, di una volecità incredibile, è tutto un muscolo, è un cane “salterino” che mi fa una cinquantina di salti da fermo! E’ lo spasso del paese, ma soprattutto non ho mai conosciuto un cane così affettuoso, come un bambino. Vuole stare sempre con noi, ovunque andiamo. E chiaramente mi sono affezionato come con un figlio. Purtroppo è ancora vergine perché viviamo in un’epoca di sterilità di massa. per ora abbiamo difficoltà a tenere dei cuccioli, ma se un giorno le cose andassero meglio mi piacerebbe avere degli eredi suoi! Ed allora, le chiedo: ci sarebbe una femmina tipo Paco/Capì per andare a nozze? Per ora nomn ho a disposizione lo scanner per inviarLe la foto di Capì, ma lo farò appena possibile. Un cordiale saluto.

Mario Samarughi

Gent.mo signor Samarughi,
anch’io qualche volta mi sono ritrovata a pensare con rammarico che è un peccato che un cane straordinario come Paco non abbia degli eredi che perpetuino su questa terra la sua “straordinarietà”.
Però, e dico per fortuna, ogni volta ho riflettuto sulla cosa e sono puntualmente rinsavita.
Innanzitutto ogni cane è straordinario, quindi TUTTI i cani dovrebbero avere eredi… ma chissà che cosa succederebbe!
E poi mi sono detta: ma se Paco è colui che mi ha aiutata a capire la realtà del randagismo e a capire quanti cani ci sono, abbandonati senza speranze, nei canili, una volta che (magari non succedesse mai!) lui non ci sarà più, proprio in nome suo dovrò farmi forza e andare in un canile per dare amore e speranza a un altro cagnolino.
Lei dice che siamo in un’epoca di sterilità di massa, e lo dice come se fosse un male. Ma guardi che non è così, anzi: è proprio la sovrappopolazione, canina e felina, a provocare buona parte del fenomeno degli abbandoni: troppa è l’ “offerta” rispetto alla capacità o voglia di “assorbimento” da parte delle famiglie. E che cosa succederebbe se ogni proprietraio di cane e gatto decidesse di far procreare il proprio quattrozampe?
Capisco e condivido il suo dispiacere di non avere una “continuità della stirpe” ma, mi creda, non è una buona idea. Quando un nostro cane ci lascia, ormai l’ho capito, ce n’è sempre un altro ad aspettarci e pronto ad amarci, che merita il nostro amore. Con questo non voglio dire che “rimpiazzerò” Paco a cuor leggero. Ma già da ora sono convinta che non abbiamo il diritto di aumentare la popolazione canina per una scelta che sarebbe di puro egoismo, solo per avere un cane “simile” al nostro. Con questa filosofia, allora, arriveremmo a giustificare la clonazione.
Cordiali saluti

Diana Lanciotti

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