UNA STORIA D’AMORE PER SAN VALENTINO

BLACK SWAN. STORIA D’AMORE E DI MARE
Con il successo del suo nuovo romanzo, Diana Lanciotti ha occupato una casella ancora vuota nel mosaico della narrativa italiana, inaugurando un filone inesplorato: quello del romanticismo d’azione, per libri adatti a ogni età e sesso. Una storia d’amore perfetta da regalare al proprio lui o alla propria lei per San Valentino.

Ordinanza Sirchia “Cani potenzialmente pericolosi” – Il parere di Emilio Nessi

Facendo seguito all’articolo di Diana Lanciotti sulla recente Ordinanza Sirchia (v. http://www.dianalanciotti.it/2003/09/la-bufala-delle-razze-pericolose/ ) abbiamo chiesto il parere di Emilio Nessi, famoso giornalista RAI amico degli animali e autore di Theo, il dono degli dei, edito da Paco Editore.

Continua a leggere “Ordinanza Sirchia “Cani potenzialmente pericolosi” – Il parere di Emilio Nessi”

Cani pericolosi?

Facendo seguito all’articolo di Diana Lanciotti sulla recente Ordinanza Sirchia (v. http://www.dianalanciotti.it/2003/09/la-bufala-delle-razze-pericolose/ ) abbiamo chiesto il parere del dottor Piero Bianchi, noto veterinario milanese e autore di libri editi da Paco Editore, che cura la rubrica “I consigli del veterinario” sulla rivista Amici di Paco.

La recente emanazione, da parte del Ministro della Sanità, on. Girolamo Sirchia, di un’ordinanza – frettolosamente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale – atta a porre un freno al fenomeno delle aggressioni ai danni di bambini, adulti e anziani da parte di cani potenzialmente pericolosi, ha stabilito delle norme ben precise riguardanti, oltre al Pitbull, le razze comprese nei gruppi 1 (cani da pastore e bovari, esclusi quelli svizzeri) e 2 (bovari svizzeri, molossoidi, cani tipo Pinscher e Schnauzer) della classificazione adottata dalla Federazione Cinologica Internazionale.

I dubbi e le perplessità sono parecchie. Nell’ordinanza, tanto per fare un esempio, non si parla dei meticci (bisogna forse ritenerli dispensati dagli obblighi previsti?) e vien fatto comunque di sorridere nel considerare che nei gruppi 1 e 2 figurano razze (come il Pinscher e lo Schnauzer nani, il Bobtail, il Collie o il Terranova) da ritenere pericolose.

Il problema, in realtà, andrebbe valutato da un punto di vista differente: l’aggressività canina, infatti, dipende nella maggior parte dei casi dall’ignoranza del proprietario nei riguardi delle esigenze psicologiche dell’animale. Non ci si stancherà mai di ripetere che scegliere un cane per amico è una grossa responsabilità, che implica il dovere di instaurare con l’animale un rapporto teso a rispettare e valorizzare la sua reale natura. Ciò molto spesso non avviene, perché si pretende di comunicare con esso utilizzando un linguaggio sbagliato, senza avere l’umiltà di abbassarci al suo livello e di entrare nella sua testa, per comprendere i suoi comportamenti. Questo modo di agire, a lungo andare, causa inevitabilmente degli inconvenienti che, se riguardanti determinati soggetti, possono costituire notevoli problemi di convivenza e di gestione.

dr. Piero M. Bianchi, medico veterinario
(da “Amici di Paco” n° 25)

 

LA BUFALA DELLE RAZZE “POTENZIALMENTE PERICOLOSE”

L’ordinanza del Ministro Sirchia sulle “razze pericolose” ha gettato nel panico milioni di cittadini, possessori di cani pacifici, educati, veri membri della famiglia, che, da un giorno all’altro, si sono trovati additati all’opinione pubblica come proprietari di “cani pericolosi”.

Dal 13 settembre ogni giorno riceviamo centinaia di telefonate, fax, e-mail di persone indignate per una misura così assurdamente restrittiva e senza senso. Questa caccia alle streghe fomentata da alcuni giornalisti che per mesi hanno montato i pochi casi di morsicature da parte di Pitbull (e solo Pitbull), facendo credere a tutti che tutti i cani italiani fossero impazziti e diventati mordaci, ha creato pressioni tali da far emettere un’ordinanza che andrebbe bene, se solo non prevedesse questo elenco di cani “potenzialmente pericolosi” in cui è compresa una gran parte dei cani che vivono tranquilli e pacifici nelle case degli italiani, obbligandoli alla tortura della museruola e al pagamento di cifre per l’assicurazione ben più alte di quelle attualmente rientranti nella “responsabilità civile”.
Io penso che sia andata così: qualche sprovveduto e “zelante” tecnico del Ministero, scorrendo questa classificazione, fatta dalla Federazione Cinologica Internazionale in base a certe caratteristiche morfologiche dei cani, e non certo in base a una loro presunta pericolosità, deve aver visto nomi come Rottweiler, Dobermann, Dogo Argentino e pensato, nella sua ignoranza della materia, che lì dentro, in quei due gruppi, fossero riunite le “razze pericolose”, e così ha preso di sana pianta quell’elenco, vanificando tutto quanto nei secoli si è fatto per riconoscere ai nostri migliori e più fedeli amici, i cani, il ruolo che spetta loro al nostro fianco.

Di un eventuale elenco si discuteva da anni, ma tutti gli etologi e gli esperti erano concordi nell’impossibilità di stabilire quali razze siano etichettabili come pericolose (oltre a quella umana!) e la conclusione era, sempre, che non esiste il cane pericoloso per sua natura, ma esiste il cane costretto a essere pericoloso da un addestramento criminale o comunque da un’educazione deviante.
Purtroppo, invece, spinto dalle pressioni della pubblica opinione in cerca del solito capro espiatorio, ecco che arriva chi, in tutta fretta e, temo, senza cognizione di causa, copia pari pari una classificazione internazionale che nulla ma proprio nulla ha a che fare con la pericolosità dei cani. Così vediamo classificati come pericolosi cagnolini di 3 chili, come i Pinscher nani, oppure i Collie (Lassie!), i San Bernardo, i Leonberger (definiti dagli esperti “giganti buoni”), i Border Collie (Shonik), i Terranova, gli Scahpendoes, i Bobtail e via dicendo.
La formulazione dell’ordinanza poi è nebulosa, in quanto parla di “pitbull e di altri incroci o razze con spiccate attitudini aggressive appartenenti ai gruppi 1 e 2. Parrebbero esclusi gli incroci di quelle razze, e che nei gruppi 1 e 2 vadano individuate le razze “con spiccate attitudini aggressive” (in base a cosa?), e che perciò non tutte siano da considerare. Però poi lo stesso Ministero si smentisce, perché nel suo sito internet pubblica l’elenco sopra riportato senza fare distinzioni.

Infine: l’articolo 2 dell’Ordinanza, sancendo l’obbligo contestuale di guinzaglio e museruola, fa riferimento all’articolo 83, primo comma lettere c) e d) del Regolamento di Polizia Veterinaria, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954 n° 32. In realtà tale regolamento recita testualmente:

c) l’obbligo di idonea museruola per i cani non condotti al guinzaglio quando si trovano nelle vie o in altro luogo aperto al pubblico;

d) l’obbligo della museruola e del guinzaglio per i cani condotti nei locali pubblici e nei pubblici mezzi di trasporto.

Le sottolineature sono nostre ed evidenziano l’incongruenza e, probabilmente, la non validità dell’ordinanza, che si richiama a un articolo che è diverso da come viene riportato nell’ordinanza stessa.
E poi nessuno ha tenuto conto che l’articolo 83 del suddetto Regolamento di Polizia Veterinaria riguarda specificamente ed esclusivamente la profilassi della rabbia, ed era comprensibile in tempi (49 anni fa) in cui non vigeva l’obbligo della vaccinazione antirabbica. E comunque già allora l’uso del guinzaglio escludeva l’obbligo della museruola (salvo che nei locali pubblici o sui mezzi di trasporto).
Basterebbe rendere obbligatorio l’uso del guinzaglio, che è una misura di sicurezza fondamentale, sia per l’incolumità del cane che delle persone.

Purtroppo lo scontento dilaga, così come il disamore per le istituzioni che sembrano voler colpevolizzare i cittadini per il semplice motivo di amare i propri cani.
In ogni caso, come risultato dell�’ordinanza, sono già iniziati gli abbandoni. In tanti siamo convinti che si sia trattato di una svista e che basti farlo presente al Ministro per rimediare. È quello che stiamo facendo.
Dopo avergli scritto una lettera il giorno stesso della pubblicazione dell’Ordinanza, abbiamo aperto il forum del nostro sito www.amicidipaco.it, dove stiamo raccogliendo i pareri dei cittadini coinvolti (e sconvolti) dall’ordinanza. Poi per il numero 25 della nostra rivista “Amici di Paco” stiamo preparando un dossier speciale sulla “beffa delle razze pericolose”. E in questi giorni abbiamo consultato esperti cinofili e avvocati (per la parte legale) insieme ai quali abbiamo definito una base per le nostre proposte. Il tutto, man mano che viene prodotto, viene inviato o segnalato al Ministro. Speriamo di essere ascoltati.

Diana Lanciotti

LE PROPOSTE DEL FONDO AMICI DI PACO

  • Cancellazione dell’elenco delle “razze potenzialmente pericolose”
  • Obbligo di iscrizione all’anagrafe canina.
  • Obbligo di guinzaglio nei luoghi pubblici.
  • Pene severissime in caso di omessa custodia e abbandono dei propri cani (portandoli a reati penali).
  • Creazione in ogni comune di aree verdi riservate ai cani e ai loro conduttori.
  • Lotta senza quartiere ai combattimenti tra cani e alla criminalità collegata.
  • Obbligo di museruola in luogo pubblico ai cani riconosciuti mordaci da un esperto veterinario in seguito a due episodi di morsicatura non motivabili.

Ordinanza “cani potenzialmente pericolosi” – Lettera di Diana Lanciotti al ministro Girolamo Sirchia

Egr. Ministro della Salute
Prof.Girolamo Sirchia

p.c. Presidente del Consiglio
cav. Silvio Berlusconi

 

Desenzano del Garda, 13 settembre 2003

 

Oggetto: Ordinanza cani “potenzialmente pericolosi”

 

Egregio Ministro,

nell’ambito della nostra attività a tutela dei cani, vorremmo esprimerLe la nostra posizione riguardo l’ordinanza in oggetto.

Continua a leggere “Ordinanza “cani potenzialmente pericolosi” – Lettera di Diana Lanciotti al ministro Girolamo Sirchia”