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Nuove testimonianze di medici: parliamo di sistema immunitario, reazioni avverse, esenzione

Con il mio ventiduesimo libro “Guariremo solo se…” è come se avessi scoperchiato un pentolone. Da allora quasi quotidianamente ricevo segnalazioni, commenti, documentazioni, per i quali ringrazio tutti coloro che mi danno modo di fornire un’informazione alternativa e consentire a chi mi legge di valutare punti di vista diversi dall’unico che la comunicazione ufficiale ci propina.
Nelle precedenti puntate di questa miniserie dedicata alle testimonianze e agli sfoghi di sanitari e insegnanti vessati da obblighi che non trovano riscontro scientifico e giuridico ma solo politico,  avevamo accennato alle reazioni avverse al vaccino anticovid riscontrate sul campo dai medici, ma taciute dalle autorità sanitarie e dalle virostar onnipresenti in tv.
Oggi approfondiamo proprio questo punto.

Gentile signora Diana, da medico immunologo di lungo corso le dico che sta facendo un’opera divulgativa notevolissima che dovrebbe essere d’esempio per tanti giornalisti che studiano la lezione e la ripetono senza aver prima controllato se è corretto ciò che sono obbligati a dire.
Finalmente qualcuno che parla di sistema immunitario, che lei ha abilmente descritto come “fedele cane da guardia” in un suo precedente articolo: https://www.dianalanciotti.it/tartassati-dallobbligo-vaccinale/.
Come ogni cane, e chi ha un cane mi capisce, va educato, nutrito nel modo giusto, stimolato a esercitare le sue funzioni, trattato con le dovute attenzioni e oserei dire…GENTILEZZA. Nei sieri anticovid sperimentali attualmente utilizzati (non escludo che quelli che verranno semmai ne verranno possano essere efficaci e non dannosi) manca proprio la GENTILEZZA: il nostro “fedele cane da guardia” viene trattato malissimo, stimolato a rispondere a un “rapinatore” che l’ha aggredito due anni fa, mentre non sa riconoscere i rapinatori (le nuove varianti) che lo stanno aggredendo ora, col risultato di frastornarlo, mandarlo in stress e renderlo incapace di rispondere agli attacchi. E, facilmente, come sta emergendo da studi che in Italia vengono accuratamente tenuti nascosti, avrà difficoltà in futuro non solo a difenderci dagli attacchi di questi rapinatori (i coronavirus che determinano la malattia Sars cov-2) ma assai presumibilmente di qualsiasi altro virus. Se al nostro cane stiamo attenti a somministrare cibo testato, di buona qualità, che lo preservi in vita e in salute a lungo, che non gli crei disordini metabolici e aggravi a livello degli organi, in primis fegato e reni, perché allora al nostro sistema immunitario non prestiamo le medesime attenzioni? E invece lo bombardiamo con cibo spazzatura, sieri non sufficientemente testati per cui le stesse multinazionali che li producono non ci danno garanzie e non si assumono responsabilità, scaricandole tutte sul fruitore finale, cioè chi si fa inoculare senza aver ricevuto nessuna reale garanzia né di essere immunizzato (parola con cui giocano con palese malafede) né di non incorrere in danni collaterali nel breve e nel lungo. Saranno proprio i danni a lungo termine che per la suddetta malafede non verranno MAI imputati agli attuali sieri. L’esperienza dimostra che la memoria dell’uomo si accorcia in maniera drastica quando si tratta di salute e di politica.
Mi scusi per la lunga esposizione, ma volevo ancora ringraziarla perché con l’esempio del “cane da guardia” mi ha aiutato a rendere più facilmente l’idea di sistema immunitario ai miei studenti, con i quali ci divertiamo da allora a fare esempi in campo cinofilo.
Con la mia più sincera stima

U.D.

Così commentava un paio di mesi fa un professore universitario, dopo aver letto il mio articolo Nuove testimonianze di medici vittime di soprusi in nome delle “regole” anticovid, riferendosi in particolare al concetto che esprimo da tempo: che il nostro sistema immunitario è il nostro fedele cane da guardia, e dobbiamo averne cura, rispettarlo. Se, al contrario, lo maltrattiamo e lo prendiamo in continuazione a bastonate, prima o poi ci si rivolterà contro.
Ho dovuto imparare a mie spese quanto sia prezioso, dopo che una serie di errori medici me l’ha tartassato ben bene. Chi mi conosce sa il calvario che ho dovuto affrontare a causa di un otorino scellerato che nel 2009 mi sottopose a un’operazione alle tonsille inutile e pericolosa (fui lì lì per lasciarci le penne per ben due volte), provocandomi una serie di guai e infezioni che… presero a bastonate un sistema immunitario che finora mi aveva preservata da ogni aggressione, proprio come un fedele cane da guardia.
Un inciso: è di questi giorni la notizia che finalmente, dopo quasi tredici anni, la negligenza e la colpa del medico e il danno alla mia salute sono stati riconosciuti anche dal giudice, con condanna al risarcimento. Niente, se rapportato a quanto ho patito per anni e a certe conseguenze che mai spariranno. Ma almeno il principio di tutela della salute del paziente è stato rispettato.
Fine della digressione. In ogni caso aver dovuto subire un attacco proditorio e ripetuto al mio sistema immunitario mi ha fatto capire quanto sia importante averne cura e non strapazzarlo. Ecco perché insisto a parlarne.

A commento del messaggio del dottor U.D. (già pubblicato sul mio sito), un altro medico mi scrive:

Finalmente qualcuno che approfondisce le tematiche sulle quali noi medici ci stiamo confrontando da tempo. Che il collega l’abbia scelta per esternarle è importante perché finora nessun giornalista ci ha dato credito: o sono schierati o così ignoranti da non capire la differenza tra virus e malattia o tra varicella e mononucleosi.
Come è facilmente rintracciabile in rete, “nel periodo gennaio-marzo 2021 sono state fatte 272 segnalazioni (2,9 casi ogni 100.000 dosi somministrate) di infezioni virali dopo vaccino anti SARS-CoV-2 (231 dopo Comirnaty, 34 dopo Vaxzevria, 7 dopo Moderna), per la quasi totalità di natura erpetica (simplex per il 66% e zoster per il 33%)”. Allo stato attuale delle conoscenze, il ruolo della vaccinazione anti-Covid-19 nel causare un’attivazione o ri-attivazione virale, in particolare dei virus erpetici, resta indeterminabile: se è vero che i vaccini dovrebbero comportare un’attivazione e non una soppressione del sistema immunitario, tale attivazione potrebbe interferire con i meccanismi della tolleranza immunologica, che permette ai virus di rimanere latenti.”
Quindi è ancora tutto piuttosto nebuloso anche se io e altri colleghi stiamo studiando questi aspetti e speriamo di poter produrre elementi da sottoporre agli enti. Purtroppo la farmacovigilanza non ci aiuta perché è carente per motivi endogeni ed esogeni… le lascio indovinare quali.
Concludo con preghiera di mettermi in contatto con il collega di cui ha riportato l’autorevole parere.
Complimenti per la capacità espositiva in materia che non è da tutti. Essere figlia di medico ha un suo valore, com’è evidente.

Come mi fa notare il dottore, in rete incomincia ad affacciarsi timidamente la correlazione tra virus erpetici e vaccinazione anticovid. Come si legge sul sito www.scienzainrete.it in un articolo che evidenzia l’importanza della farmacovigilanza:

Infezioni latenti
È spesso trascurata nelle segnalazioni l’attivazione di infezioni latenti che segue (o che consegue) alla vaccinazione. È noto che alcuni virus possono persistere nella cellula ospite senza causare patologie per molto tempo (a volte anni), finché uno stimolo a carico del sistema immunitario ne determina la riattivazione: il meccanismo biologico della latenza potrebbe dipendere sia da fenomeni di tolleranza da parte del sistema immunitario sia da strategie evolutive virali ancora ignote.
Tra i virus che hanno questo comportamento, i più noti sono quelli dell’herpes simplex di tipo 1 e 2, il varicella/zoster (VZV) e l’ Epstein-Barr (EBV) della mononucleosi.

Altri medici mi hanno scritto, spiegandomi che da tempo si trovano di fronte a reazioni al vaccino soprattutto in determinate circostanze. Una di queste, come avevamo già accennato, è la pregressa mononucleosi, la malattia causata dal virus di Epstein Barr che, essendo un herpes virus, resta avvinghiato alle nostre cellule e, come il più noto herpes labiale, è pronto a riattivarsi in situazioni di particolare “stress”.

A proposito di stress mi scrive un pediatra, che deplora la decisione di tanti genitori di far vaccinare contro il covid i propri bambini, quando si sa che i più giovani superano l’eventuale malattia quasi senza accorgersene:

Stress è anche sottoporre i nostri figli piccoli a un vaccino di cui non sono noti neppure a noi medici gli effetti. Mentre la malattia, laddove si manifesta, nei più piccoli procura nessuna o scarsa sintomatologia, il vaccino provoca in diversi casi una reazione immunitaria spropositata. Come se mettessimo il motore di una FormulaUno su una bicicletta pretendendo che non schizzi via impazzita. Inoltre stiamo scoprendo che soprattutto nei bambini che hanno contratto magari senza saperlo la mononucleosi si manifestano reazioni herpetiche importanti.

Come mi spiega un infettivologo:

I virus erpetici restano latenti nelle nostre cellule una volta superata la malattia, ma sono sempre sul chi va là, pronti a rialzare la cresta se in qualche modo li risvegliamo. Uno dei modi per risvegliarli è proprio questo vaccino (quello contro il covid, ndr), che sembra la tromba per dare la sveglia alla truppa. Chi conosce questo virus (Epstein Barr, ndr) sa che una volta riattivato può creare patologie che riguardano vari organi e comunque determinare uno stato di generale indebolimento delle difese immunitarie.

Una sovrapposizione, vaccino anticovid a virus di Epstein Barr, che come vedete mi viene segnalata con preoccupazione da diversi medici.

Un’immunologa mi scrive:

L’Epstein Barr Virus è quello che noi medici chiamiamo virus bastardo, perché sa nascondersi per lungo tempo e poi manifestarsi o rimanifestarsi in forme mascherate, subdole, non sempre riconoscibili. È un gran camaleonte. A dire il vero, io che lo studio da anni ho sviluppato una sorta di affetto nei suoi riguardi, perché ho scoperto che spesso si slatentizza quando succede qualcosa, quando qualcosa non va. È una sorta di segnale che attraverso il nostro sistema immunitario ci dice: “Guarda che hai fatto troppo rumore e mi hai svegliato. Fai un po’ più di silenzio che voglio continuare a dormire”. Lui in definitiva è un virus pigro e gli sta bene poltrire nascosto nelle nostre cellule. Chi glielo fa fare di uscire allo scoperto e rischiare che qualche medico si metta in testa di debellarlo? Il vaccino anticovid, ma è meglio se lo chiamiamo siero per non confonderlo con i vaccini che da anni ci proteggono veramente dalle malattie, è invece un incursore che va a disturbare il nostro bell’addormentato e lo obbliga a mettere in moto una difesa immunitaria. E se lo fai una volta, e poi due e poi tre, nessuno può dire che tipo di conseguenze avremo.

E se consideriamo che almeno il 90% della popolazione ha contratto, in forma sintomatica o anche asintomatica, la mononucleosi ed è quindi portatore di Epstein Barr virus, si può capire la dimensione del problema. Il nostro organismo è una macchina affascinante e solo se lo conosciamo e ne conosciamo i meccanismi possiamo mantenerlo in salute.
Come comportarsi, perciò, per evitare reazioni in chi è portatore del virus della mononucleosi?

Mi risponde un infettivologo:

Prima di procedere alla vaccinazione, sarebbe bene sottoporsi a un esame sierologico, sia per verificare la carica anticorpale contro il covid che contro l’Epstein Barr Virus che come stiamo verificando viene stimolato a riattivarsi con questi vaccini. Gli esami da effettuare sono quelli per la ricerca degli Anticorpi Anti Epstein Barr (EBNA) IgG, degli Anticorpi Anti Epstein Barr VCA IgG. E intanto che si fa, sarebbe utile anche la verifica di Citomegalovirus IgG Abs. Credo che i vari studi che io e altri colleghi stiamo conducendo sulle correlazioni tra virus erpetici e vaccinazione anticovid possano a breve indurre a una maggiore prudenza nell’utilizzo nei soggetti che presentano valori anticorpali contro l’EBV (Epstein Barr Virus, ndr) importanti.

Un altro medico mi scrive:

La terza dose ha inferto il colpo di grazia. Riprendo il concetto da lei espresso, che mi è piaciuto, del cane da guardia: è l’ennesima bastonata che gli diamo e alla fine, seppur fedele, lui si ribella. A chi piace continuare a buscarle? Infatti ormai sempre più colleghi parlano di “anergia”, di depressione del sistema immunitario, che non solo non ci protegge più dal coronavirus, ma anche da altri virus e altre malattie. Stiamo assistendo a un’impressionante riattivazione di patologie che si pensavano superate e temiamo che nel lungo periodo questo problema emerga con sempre maggiore frequenza e gravità.

Un altro medico rincara:

Ormai ad ammalarsi sono quasi solo i vaccinati, in particolare i tridosati. E non importa che abbiano già altre patologie, come dice qualcuno, perché sono anche le persone ritenute sane che si ammalano e magari manifestano malattie latenti.

Un cardiologo mi scrive:

Aver raccomandato/imposto ai giovani il vaccino anticovid è stato tirarsi la zappa sui piedi. Nell’anziano la correlazione vaccino-reazione può essere mascherata o giustificata dalla presenza di patologie: a una certa età è difficile trovare persone in perfetta salute. Mentre tutte le miocarditi che stiamo vedendo nei giovani, di livello grave o meno grave, è difficile non correlarle alla vaccinazione. Qualcuno prova a dire che vengono semplicemente “slatentizzate”, ma trovo assai improbabile che tanti giovani, sanissimi, sportivi, fossero portatori occulti di patologie cardiache. In ogni caso, se anche fosse, la probabilissima causa scatenante è questa vaccinazione.

Quando sento parlare di malattie slatentizzate mi viene in mente che anche una martellata su un dito ti “slatentizza” un ematoma. Ma basta non darsela… Sembra una banalizzazione, lo so, ma su questo tema mi sono confrontata con vari medici all’epoca in cui anche nel mio caso parlavano di patologie “slatentizzate”. Dietro la banalità c’è un fondo di verità. Sempre per restare in tema… canino: se non si è sicuri di saperlo affrontare, sempre meglio non svegliare il can che dorme.

Come mi conferma uno specialista in Allergologia e Immunologia clinica, che ringrazio per la quantità e la qualità della documentazione che mi ha inviato:

Lo stato dell’informazione è deprimente ed è lì che va ricercata in buona parte al responsabilità di quanto è accaduto. Se non smettono di scrivere e divulgare notizie per approssimazione spacciandole per “scienza” non ne usciremo. Lei è l’unica giornalista finora che parla di sistema immunitario… gli altri ripetono quanto sentito dire senza alcuna nozione e approfondimento. Ha ragione quando parla di sistema immunitario paragonandolo al nostro cane da guardia ed è deprimente vedere quanti colleghi abbiano abbandonato il principio di cautela per vaccinare ogni tipologia di pazienti. E più si ammalano più li fanno vaccinare. Li rassicurano dicendo, come ho sentito un collega al telefono con un paziente che dopo il booster si è preso il covid ed era a letto con febbre alta: “Per fortuna ti ho convinto a vaccinarti, tu che non volevi. Chissà adesso senza vaccino il covid cosa ti farebbe”. In realtà quando un vaccino funziona, i vaccinati non dovrebbero ammalarsi, ma neppure contagiarsi. Eppure succede sempre di più a chi è arrivato alla terza dose. Un vaccino, concesso di definirlo tale, tarato su un virus di tre anni fa, che ha subito nel frattempo un numero imprecisato di varianti (e chi ci dice che non siano proprio i vaccinati ad averle originate), non ha nessuna serietà, scarsa o nulla efficacia. Mentre ora, se ci si contagia, sappiamo come curarci.

Aggiornamento del 18 aprile 2022: lo stesso medico, dopo aver letto questo articolo, mi chiede di pubblicare le sue ulteriori considerazioni:

Quando dice che il nostro sistema immunitario è il nostro fedele cane da guardia coglie esattamente nel segno. Felice immagine per far capire a chi lo sottovaluta o non ne conosce i meccanismi quanta importanza rivesta per la nostra buona salute.
Come i miei colleghi da lei citati ho riscontrato diversi casi di pazienti portatori di virus di Epstein Barr e altri virus erpetici che già alla prima e soprattutto la seconda dose di vaccino antiCovid (definiamolo così per motivi pratici) sono andati incontro a una riattivazione con sintomatologie importanti, in special modo gli adulti: astenia, dolori invalidanti di tipo reumatico, debolezza, febbre, sudorazioni copiose soprattutto notturne, cefalee, fino alle note complicazioni legate alla mononucleosi solitamente abbastanza rare ma attualmente più frequenti, come epatite, anemia emolitica, trombocitopenia, miocardite, sindrome di Guillain-Barré, meningite, encefalite, sclerosi multipla. Per non parlare delle “leucemie fulminanti” e le pancreatiti.
Patologie che si sono riscontrate nell’ultimo anno e mezzo in modo sempre più massiccio, anche se ufficialmente non è stata fatta la correlazione con il vaccino. Ma noi medici le stiamo riscontrando con crescente preoccupazione. Tutti i pazienti che hanno manifestato queste sintomatologie rimbalzati dal medico di base si sono rivolti a specialisti nei più disparati campi. A taluni è stata diagnosticata fibromialgia e/o stanchezza cronica, che non sono altro che le classiche diagnosi di comodo per i pazienti affetti da mononucleosi: sintomi scambiati per malattia. Come spesso lo stress che è a sua volta un sintomo e non una malattia. Alcuni si sono sentiti definire “soggetto ansioso” e ho dovuto convincerli a fatica a non assumere benzodiazepine.
Diversi pazienti sono rassegnati a non recuperare lo stato fisico originario, altri non si arrendono e chiedono trasparenza sui dati relativi agli effetti avversi da vaccino antiCovid.
A tutti i pazienti che si sono rivolti a me faccio effettuare esami ematologici e immunologici specifici, per la ricerca degli anticorpi anti-EBV.
Da ciò posso affermare che la riacutizzazione del virus di Epstein Barr a seguito di vaccinazione antiCovid non solo è estremamente frequente ma crea buona parte delle problematiche che in modo non ufficioso sono attribuite direttamente al vaccino, mentre il percorso avviene in questi termini: presenza di Epstein Barr Virus – vaccinazione – riattivazione virus – patologie come quelle sopra citate.
Il mio consiglio è perciò di effettuare esami preliminari e non procedere alla vaccinazione antiCovid in quei soggetti che presentano valori anticorpali al virus di Epstein Barr ma anche ad altri virus erpetici e attendere dati ufficiali su queste correlazioni che, con una farmacovigilanza ben fatta, non potranno non venire fuori.
E ancora: alla luce degli attuali accadimenti che vedono sempre più persone contagiarsi dopo la terza dose ritengo, insieme a tutti i colleghi con i quali sto scambiando le rispettive esperienze, che la somministrazione dell’attuale vaccino, studiato su un virus ormai “vecchio”, a fronte delle non più ignorabili conseguenze vada sospesa.
La prego di voler dare spazio a queste note e la ringrazio per l’encomiabile opera di informazione che sta conducendo

Un endocrinologo osserva:

Ora parlano di nuova variante Omicron, la XE e tanto per dare numeri a caso parlano di una contagiosità del 10% superiore alla semplice Omicron. A parte che non è mai abbastanza chiaro come facciano a stabilire queste percentuali così nette, nessuno ammette che i nuovi contagi siano dovuti a un abbassamento delle difese immunitarie che è la diretta conseguenza di vaccinazioni ripetute e ravvicinate. Prova ne è, anche se non lo dicono, che ad ammalarsi ora sono quasi solo i trivaccinati.

Il dottore si chiede come facciano a stabilire percentuali di contagio così nette. Semplice: servono ai giornalisti, sempre ghiotti di dati per poter dare attendibilità e spessore a notizie che non ne avrebbero. Se gli dai solo la notizia senza qualche bel numeretto, sono loro che te lo chiedono. I numeri, le percentuali, sono il pane quotidiano di cui si pasce certo giornalismo dedito all’illusionismo.

Un reumatologo mi scrive:

Molte persone portatrici di patologie importanti si rivolgono a me per avere l’esenzione. Io in quanto specialista non posso rilasciarla e spiego che devono rivolgersi al medico di Medicina Generale. Ma non ne ho ancora trovato uno, in quasi due anni, che rilasci un’esenzione. Hanno paura, da una parte, e dall’altra si sentono coperti dal fatto che i pazienti devono firmare la liberatoria e quindi anche in caso di effetti avversi mai nessun medico verrà chiamato in causa.

Per esperienza personale posso confermare le parole del dottore. Medici che mi hanno seguita nel calvario di cui ho parlato all’inizio, da cui non sono purtroppo uscita indenne, mi hanno suggerito di chiedere l’esenzione, in attesa di capire se arriveranno vaccini anticovid più sicuri e tollerati. Circa un mese fa mi sono recata dalla dottoressa al cui elenco di assistiti sono iscritta da alcuni anni. Mai vista né sentita, visto che fino a 4 anni fa c’era mio padre, medico di quelli bravi, a seguirmi. Mi serviva una prescrizione e ne ho approfittato per presentarmi e chiederle un appuntamento per spiegarle la mia storia clinica e valutare un’esenzione. Ma appena ho pronunciato la parola esenzione, si è trasfigurata.
«Non voglio sentir parlare di esenzione in questo studio», ha sibilato balzando in piedi, l’aria stravolta del posseduto davanti alla croce agitata dall’esorcista. «Io di esenzioni non ne faccio. Si rivolga allo specialista.»
Le ho spiegato che nessuno specialista (come lei per prima dovrebbe sapere) è autorizzato a rilasciare esenzioni, e che avrei voluto portarle la mia abbondante documentazione clinica per vederla insieme.
Niente da fare: «Io non faccio esenzioni. Sono d’accordo con i miei colleghi di non assumerci questa responsabilità.»
Ecco qua: è “solo” un problema di responsabilità. Li hanno spaventati e ora più nessuno se la assume. Meglio un paziente morto che una sanzione. E la coscienza si mette a posto appellandosi alle “disposizioni ministeriali”.
Quella dottoressa, che purtroppo non fa onore al camice che indossa, non ha nemmeno voluto ascoltare la storia di un’assistita che, senza darle il minimo incomodo, da anni le fa percepire la sua quota relativa al SSN. Potrei essere affetta da patologie gravissime, ma lei non ne ha voluto nemmeno parlare.
Così è ridotta la sanità italiana. Posso dirlo, visto che mio padre per 60 anni ha onorato la professione e portato lustro alla Medicina. Ma, come mi diceva amaramente negli ultimi anni: «Vogliono che facciamo gli scribacchini: solo a compilare ricette.»
Lui non ci stava. Ma molti dei suo colleghi di oggi ci stanno e si accontentano. E credono che essere medici consista in compilar ricette ed evitare qualunque responsabilità.
Il sistema sanitario ha raggiunto un degrado da cui stenta a sollevarsi. E finché alla guida di un Ministero tanto importante avremo degli incompetenti non ne verremo fuori.

Diana Lanciotti

P.S. Un lettore mi segnala questo articolo del Giornale, in cui il dottor Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv) esprime la sua contrarietà all’uso di vaccini “vecchi” studiati su ceppi virali ormai non più presenti:

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/caruso-attacca-assurda-quarta-dose-vecchi-vaccini-2022210.html

I tartassati dall’obbligo vaccinale: medici e insegnanti raccontano (e presto toccherà agli over50…)

 

Nuove testimonianze di medici vittime di soprusi in nome delle “regole” anticovid

N.B. Questo è uno degli  articoli contenuti nel nuovo libro Libera mente di Diana Lanciotti – Paco Editore.

3 commenti

  • U.D.

    Gentile signora Diana. innanzitutto mi lasci dire che sono lusingato per essere stato citato in apertura al suo bellissimo articolo.
    Nel frattempo le più fosche previsoni si stanno avverando e i segni di un disastro del sistema immunitario sono sempre più frequenti. Stupisce, anzi fa inorridire, la tenacia nel non voler correlare le morti per “malore” con la somministrazione del “vaccino” anticovid che proprio ieri la dottoressa Gismondo ha definito obsoleto.
    Ho letto con attenzione e piacere degli studi di diversi miei colleghi sugli effetti “ancora più” avversi in presenza di virus erpetici. È una strada interessante che va di certo percorsa fino in fondo e nel frattempo la prudenza dovrebbe consigliare di sottoporre la popolazione a uno screening prima di procedere all’inoculazione.
    Ora si sta dando il via alla quarta dose ma spero che prima dell’autunno si arrivi a capire che non ha senso accanirsi… a meno che come argutamente insinua lei nella vignetta non ci sia un accordo con l’INPS.
    Battute a parte qualcosa deve succedere. Dalla pandemia alla guerra non c’è soluzione di continuità e le domande da farsi sono tante.
    So che lei e i suoi lettori ci considerate dei vili perché non ci esponiamo ma mi creda: se non si hanno le spalle coperte, anzi copertissime come i televirologi si rischia la carriera e… la fame. Siamo a questo punto.
    Rinnovandole la mia più sincera stima le formulo i miei migliori auguri di buona Pasqua

    U.D.

  • Dario

    Gentile Diana, vedo che i colleghi non menzionano le pancreatiti di cui stiamo incontrando una casistica impressionante se commisurata al passato.
    Fatica dire che non c’è correlazione col vaccino anticovid, ma ci proveranno.
    Grazie per la sua opera di divulgazione chiara e competente.
    Buona Pasqua

    Dario

  • Nicola

    Grazie signora Diana. Condivido ogni parola scritta dai miei colleghi. L’aumentare di “vittime illustri” colpite dal covid nonostante la “vaccinazione” apre uno squarcio su quella verità che prima o poi qualcuno dovrà far emergere… e se lo farà avrà dalla sua tutti i cittadini delusi dalla politica e dalle istituzioni, financo sanitarie.
    Con stima

    Nicola G.

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