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Il nostro Tommi

Oggi è il 15°anniversario dell’adozione di Tommi. Il nostro Tommino che arrivò per caso (o per destino) quindici giorni dopo la scomparsa di Paco. Molti di voi conoscono la storia: Paco ci lasciò all’arrivo in Sardegna il 26 dicembre del 2006, dopo quindici anni meravigliosi, vissuti intensamente. Aveva deciso di salutarci nella terra che tanto amavamo, che ci aveva visti felici per anni.
Boris ci aveva lasciati un anno e mezzo prima, e Paco ne sentiva tantissimo la mancanza. Arrivò Joy, e subito Paco se ne prese cura, anche perché Joy aveva seri problemi di salute.
Quando Paco ci lasciò fu Joy a esserne lacerato. Vagava per casa e fissava la porta credendo di vederlo ricomparire e più passavano i giorni e più si intristiva. Non parliamo di noi, del nostro stato d’animo. Portavamo Joy a passeggiare in spiaggia, col cuore pesante e Joy captava, come solo i cani sanno fare, il nostro dolore. Ci mancava, tremendamente. Paco era il nostro cane speciale, e nonostante un anno difficile per la sua salute cagionevole eravamo arrivati a considerarlo immortale.
E così, quando un paio di settimane dopo telefonai a Cosetta, la fondatrice del rifugio Fratelli Minori di Olbia, per salutarla e dirle di Paco, lei ci invitò ad andare a trovarla.

“Ci sono dei cuccioli appena arrivati”, mi disse.
“Guarda, se è per venire a trovarti vengo”, le risposi. “Ma non credo che ce la farò a prendere un cane. È troppo presto. Abbiamo bisogno dii tempo.”
Però andammo, con la scusa di salutare Cosetta e fare una visitina alle centinaia di cani (oltre 500) salvati e in attesa di adozione. Lui era in infermeria, arrivato la vigilia di Natale con i suoi fratellini: quattro cucciolini non ancora svezzati, strappati alla mamma e mollati dentro un sacco davanti al cancello del rifugio. La loro fortuna fu che al rifugio, feste o non feste, c’è sempre qualcuno a prendersi cura dei cani e dei gatti. Era iniziata da poco, in quegli anni, l’abitudine di non abbandonare per strada i cani, ma di abbandonarli nei pressi dei rifugi. Quanta pietà, vero? Che umane attenzioni: invece di sterilizzarli ed evitare cucciolate da buttare via come scarpe vecchie, lasciano accoppiare i propri cani e poi si disfano dei nuovi nati, sapendo che altri se ne occuperanno…
Due dei quattro fratellini erano stati adottati. Restava un folletto nero e fulvo, misto segugio, e il fratellino tutto fulvo. Mentre l’altro ci ignorò bellamente, quello nero ci accolse come se ci aspettasse da sempre, buttandosi contro le sbarre e prendendosi ogni ogni volta delle gran musate. Ma lui sembrava non sentir dolore, tanta era la frenesia di attirare la nostra attenzione.
Dopo due anni, ricordavo così quei momenti (v. https://www.dianalanciotti.it/tommi-due-anni-pieni-di-sorrisi/):

“È buffissimo, e anche un buffone. Sembra un cane dei cartoni animati. Per farlo calmare infilo un dito nella gabbia e lui, con i suoi dentini aguzzi, me lo mordicchia. Non vuole mollarmi. Tiro via il dito e lui di nuovo si butta contro le sbarre. Ennesima musata. Mi nascondo, per vedere se si calma. Ma lui abbaia, ringhia, ne fa di tutti i colori. Mi riavvicino e lui impazzisce nel rivedermi. Infilo di nuovo il dito e lui di nuovo se ne impossessa e non vuole restituirmelo. Se ci provo ringhia, brontola, abbaia, si avventa con i suoi due chili scarsi contro le sbarre.
Mi riavvicino. Ci guardiamo.
“Dai, stai tranquillo, non me ne vado… lo sai che ti voglio bene.”
Sì, così: esattamente così gli ho detto. Ho detto, a un cane appena conosciuto, che gli volevo bene.”

Quanto bene vogliamo ancora, al nostro Tommino? Quanto bene gli ha voluto Joy, che fu felice di mettersi sotto l’ala protettrice quello scricciolino che quando si piazzava sul suo codone scompariva in mezzo al pelo? Divennero una coppia affiatatissima, uniti dalla stessa dirompente vitalità. E quando fu Joy ad andarsene, fu la volta di Tommi soffrire come… un cane. Ho scoperto che è un detto con un grosso fondamento di verità: i cani soffrono tremendamente quando il loro compagno di vita se ne va. Diceva il dottor Dalzovo che quando succede è come se gli si amputasse una zampa: perdono una parte di sé. E Tommi dava davvero l’impressione di essere un cane privato di qualcosa di vitale.
Fu così che arrivò Leo ma, per le strane alchimie che si creano nei cervelli dei cani, Tommi all’inizio non lo accettò… finché Leo non lo superò in altezza e assunse le fattezze di Joy. Lui, abituato a un gigante, aveva bisogno della presenza rassicurante di un altro gigante. Da lì divennero una coppia inseparabile, i nostri Stanlio e Ollio, Mimì e Cocò, Gianni e Pinotto, sempre insieme a correre e giocare. Ho decine di foto di loro due che fingono di litigare per contendersi un gioco, che corrono all’impazzata in spiaggia, sul prato o sulla neve.

Ricordi… bellissimi ricordi che ho rispolverato nel settembre del 2020, quando Leo ci ha lasciati… e sto rispolverando anche ora.
Sì, perché anche Tommi ci ha lasciati. Il nostro cavallino pazzo ha deciso di raggiungere il suo Leo e il suo Joy. Se n’è andato la notte del primo dell’anno, facendoci iniziare il nuovo anno con un dolore immenso. E però, finalmente, un po’ di pace.
È stato un anno pesantissimo, caro Tommi. Dopo che Leo ci ha lasciati, anche tu, con la testa e con il cuore, ci hai lasciati. Non hai accettato che il tuo fratellone non fosse più accanto a te, a invitarti a uscire per giocare, a leccarti le orecchie, a condividere ogni momento con te. Non ce l’hai fatta, e qualcosa dentro di te si è spezzato. Hai continuato a cercarlo, ad aspettarlo, non hai mai smesso. Sei rimasto con noi ancora per questi strazianti quindici mesi, con il tuo corpo e la tua mente acciaccati, a farci compagnia con la parte più “difficile” di te: l’ombra di quello che eri.
Tutti i problemi che NON ci hai MAI dato in quattordici anni, si sono concentrati nell’ultimo. È stato un anno sempre in salita, e ogni giorno la salita diventava più faticosa, e a un certo punto mi sono trovata in affanno. Doverti accudire è stato importante, non ci avrei mai rinunciato, anche se qualcuno si meravigliava che io non cercassi una soluzione più “comoda” per liberarmi di un impegno così gravoso. Ma è un’idea che non mi ha mai sfiorata. E se anche mi avesse sfiorata, si sarebbe liquefatta davanti al tuo venirci incontro festoso quelle rare volte che ti lasciavamo a casa da solo per poche ore. In quei momenti, solo in quelli, sembravi tornare in te, il nostro Tommino di sempre.
La mia vita negli ultimi mesi era scandita dalle tue esigenze, tante. Dalle strane abitudini che, senza rendertene conto, avevi preso.

È stata una prova difficile, per una come me che ama svisceratamente gli animali. Una prova pesante, e non sempre sono stata all’altezza, lo ammetto. A volte la pazienza è venuta meno, spazzata via dalla stanchezza, le notti spezzate, le giornate impostate sull’essere sempre presente a risolvere i piccoli grandi problemi che il tuo non essere più te stesso provocava.
Lo so, Tommino, negli ultimi tempi a volte ti sarò sembrata esasperata. Ma c’era anche tanto dolore, tanto senso di impotenza, quando mi lasciavo andare e dicevo “Non ne posso più”. Io che credo sempre di poter guarire gli inguaribili e non mollo mai, stavolta mi ero resa conto che la partita era già persa da tempo. Ed è stata durissima accettarlo.
Alla fine hai fatto tutto da solo: abbiamo festeggiato insieme, con un pizzico di serenità e speranza, la fine di un anno terribile per tanti. E poi, dandoci un grande dolore ma anche un po’ di sollievo, hai voluto andar via. Hai voluto che tornassimo a pensare a te come al nostro cavallino matto, il nostro Tommino dagli occhi spiritati, lanciato in corse sfrenate insieme ai suoi fratelloni biondi. E adesso sarai là con loro, a correre e raccontarvi storie.
È così che, anche se le ultime immagini cercano di sovrapporsi a quelle gioiose, mi sto impegnando a ricordarti.
Ti vogliamo bene, Tommi. Corri felice.

Diana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Altri ricordi di Tommi:

 

…Paco, il nostro grande e meraviglioso Paco, ci ha lasciati.
È successo il 26 dicembre del 2006, nei modi e nei tempi che lui ha scelto e voluto. E anche nel luogo che lui ha scelto e voluto.
Paco era con noi da quasi quindici anni e ne aveva perciò sedici, più o meno. Ma la stessa malattia che un anno prima ci aveva portato via Boris (così, all’improvviso, colpendoci a tradimento), in lui aveva lasciato strascichi evidenti, con ripercussioni gravi sul fegato e poi sul cuore.
Il suo cuore così grande…
Quando non ce l’ha più fatta, quando ha deciso che le crisi si facevano troppo frequenti, che camminare su questa terra stava diventando ogni giorno più pesante, si è guardato intorno e ha scelto di andarsene là, nel luogo che da anni considero la mia vera casa, dove siamo stati tanto e tante volte felici insieme.
Ora lui riposa là, ai piedi del suo corbezzolo preferito, sotto il cielo e davanti al mare che amava.
Ha voluto, ha aspettato che succedesse là. E, così facendo, mi ha indicato la sua volontà.
E ora con noi c’è Tommi, brigante sardo arrivato (so che a qualcuno sembrerà strano e prematuro, visto il nostro attaccamento a Paco) due settimane dopo la morte di Paco.
Siamo andati al canile, laggiù, così, tanto per fare un giro, e lui era là, scricciolino di un mese e mezzo e due chili di peso.
E sembrava davvero che ci aspettasse.
Sono sicura che ci aspettava. Paco l’aveva informato.
Guarda che verranno due umani: lei bionda e lui alto. Avranno la faccia triste e il cuore stretto. E saranno lì non perché lo vogliono veramente. Ma perché l’ho deciso io per loro. Fai in modo di conquistarli. Non ti sarà poi così difficile. Sii te stesso. Come io sono stato me stesso, tanti anni fa, dietro le sbarre di quella gabbia gelida. Non ci vuole molto per farsi amare da loro. E quando ti ameranno, sarà con tutto il loro cuore. E per sempre.
Buona fortuna, Tommi. Ora tocca a te.

Diana Lanciotti, da Paco. Diario di un cane felice (Paco Editore. ed, 2016)

 

https://www.dianalanciotti.it/ora-ce-benny-ma/

http://www.lidaolbia.it/lietofine/tommi_c.html

20 commenti

  • Adriana

    Carissima Diana, siamo molti dispiaciuti per la vostra perdita. Non conoscevamo Tommi, ma abbiamo conosciuto Paco. Non ci sono parole. Perdere il proprio cane è un lutto e chi non lo capisce non conosce l’amore che i nostri canni ci danno.
    Un abbraccio a te e Gianni

    Adriana e famiglia

  • Luisa L.

    Cara Diana, anche questa volta mi hai commossa fino alle lacrime. La tua sincerità nell’ammettere certe “mancanze” è ammirevole. Ma non sentirti in colpa. L’hai amato e curato. Altri non sarebbero arrivati fino in fondo come hai fatto tu.
    Con tutta la mia stima

    Luisa

    • Manuela

      Carissima Diana mi sono scese le lacrime perché il tuo scritto mi ha fatto emergere emozioni e ricordi che credevo sopite. 3 anni fa è mancata Sissi, una labrador adottata quando aveva 2 anni. Tutti mi dicevano di soprimerla perché faceva fatica ad alzarsi e aveva bisogno di costanti cure. Pensavo di essere preparata alla sua dipartita, aveva 18 anni, ma il dolore che ho provato è stato lacerante.

      • Diana Lanciotti

        Grazie, Manuela. Sissi ha vissuto felice, grazie a te. Anche il mio Tommi era felice. Abbiamo la fortuna di poter serbare tanti bei ricordi di loro.

        Grazie per aver pianto per Tommi. Con tutti i sorrisi che ci regalano in vita meritano tutte le nostre lacrime quando se ne vanno.

        Un caro saluto

        Diana

  • Maria Vittoria

    Fanno parte della nostra vita,hanno fatto un tratto di strada con noi ma sono entrati per sempre nella nostra anima con tutti i nostri sentimenti… tenerezza, fedeltà, dolcezza, fatica, stanchezza, dolore, amore.

    Maria Vittoria

  • Cristina

    Cara carissima Diana,
    Il tuo racconto mi ha profondamente commosso. Sono tanto dispiaciuta per voi e per il vostro dolore, che si rinnova sempre quando viene a mancare uno degli amici così cari.
    Tommi ora sta bene, come è stato bene con voi che lo avete amato, coccolato, accudito e che lui ha ricambiato con tanto amore.
    Ricordati ora solo dei giorni felici che avete passato con lui…. dimentica gli affanni dell’ultimo anno.
    Ti saluto con affetto

    Cristina

  • Tita Colombo

    Ti capisco … quanto dolore … la veterinaria mi diceva … si limiti a prendere animali altrimenti la sofferenza sarà sempre tanta …. ma passati 30 anni con due cocker poi adottata pallina a 11 anni e vissuta per fortuna bene con noi solo 4 anni ma almeno ha avuto carezze … e per non parlare dei gatti … col primo cane Gea solo lei … ma fuori molto tandagi da accudire più arrivata Baffo e 6 gatti in casa …. poi si è svuotata casa …arrivata Pallina che accudivo in un deposito di Camion da 5 anni …. e dopo 5mesi che lei se ne è andata arrivato Barabin un gatto con coda quasi da volpe … spaventato come Pallina… per me lo ha mandato lei …. ora con noi da 4 anni …. ma sono vecchia ora ed ho paura … per il futuro …. danno tanto amore 💕🐾🐾

  • Lauretta B.

    Un racconto che rende lieve anche il più grande dolore. Grazie per avercelo detto, ma in modo così dolce.
    Un abbraccio

    Lauretta

  • Federica

    È stato un cane felice, il piccolo Tommi.
    Grazie Diana, sei una luce in questo mondo buio dove si fa fatica a orientarsi

    Federica

  • Alessandra Ricci Moneta Caglio Monneret de Villard

    Le mie più sentite condoglianze, purtroppo è un’esperienza che ho passato più volte, compreso il vedere il proprio peloso lasciarsi morire quando viene a mancare il suo “fratellino” e rinascere con l’arrivo di uno scricciolo morsicatore….. è un dolore immenso che non passa e non passerà mai, semplicemente piano piano si accoccola in un angolo del cuore e rimane lì.
    Ancora condoglianze

  • Maria Marcoli

    Un grandissimo abbraccio perché quando ci lasciano si portano via un pezzo del nostro cuore e il dolore è forte.
    Buon viaggio Tommi ora sei con i tuoi adorati compagni
    Maria

  • Donatella

    Mi dispiace davvero tantissimo…So cosa intendi con dolore ma anche sollievo…Però, anche nella malattia, loro sanno insegnarci tante cose: la pazienza, la dignità, l’accettazione della malattia stessa, la capacità di amare e vivere appieno fino all’ultimo respiro , l’abbandonarsi fiducioso alle nostre cure, anche quando una medicazione può essere dolorosa, senza ribellarsi, figuriamoci poi mordere, ma leccando la mano che cerca di aiutare!!! Lezioni, ricordi, Amore che riempiono e riempiranno – arricchendole – le nostre vite oltre le lacrime di oggi. Un bacione e un grosso abbraccio,
    Donatella

  • Micol

    Cara Diana,
    Com’è difficile accompagnare negli ultimi momenti i nostri amatissimo compagni di vita con il codino… Ti sono accanto con tutta l’anima, il mio pensiero delicato ed affettuoso al tuo Tommy, un nuovo piccolo Angelo con il codino che ti protegge dal Ponte dell’Arcobaleno… Queste creature meravigliose a metà tra angeli ed eterni cuccioli, lasciano indelebile impressa nel nostro cuore l’impronta del loro amore incondizionato nei nostri confronti… È un dolore immenso e struggente di quelli che non si superano solo s’impara a convivere con essi… Mi stringo a te con immenso affetto, Micol

  • Fabio Augusto Bubula

    … Carissima Diana, da un paio di settimane non visitavo il tuo sito, assorbito dalle ansie per il mio Angel e il mio Misha, dall’accudire anche gli altri pelosi, dai problemi in famiglia, dalla situazione connessa al covid… ti pensavo infatti impegnata nello scrivere articoli su questo, con il tuo pensiero equilibrato e libero, un vero salvagente per mente e cuore di cui sento sempre più il bisogno…
    E invece… Tommi…
    Leggendo il tuo racconto mi sono ritrovato nei tuoi stati d’animo nell’affrontare le loro malattie e la loro partenza. Mi sono commosso, immagino come ti sei sentita scrivendo.
    Non aggiungo altre parole qui, ne ho già messe giù troppe. E questi sono momenti in cui le parole della mente fanno un passo indietro per lasciar spazio al parlare del cuore.
    Un abbraccio forte a te e Gianni, una carezza affettuosa ai compagni di Tommi, che vivono la sua mancanza come lui aveva vissuto quella Joy e Leo.
    Fabio, Angel & compagni

  • Luigia P.

    Ho letto della morte di Tommi mi dispiace tantissimo quando muore un nostro amico pelosetto muore un membro della nostra famiglia. Un abbraccio grande e grazie dal profondo del cuore per tutto quello che fatte per i nostri compagni di viaggio.

    Luigia

  • Annarosa B.

    Caro Tommy,
    sei nel Ponte dell’Arcobaleno, dove hai incontrato Paco e tutti gli altri miao e bau dei tuoi umani. Scodinzola a tutti, e se vedi il mio gatto Michele dagli una leccata da parte mia.
    Grazie per tutto quello che hai fatto per i tuoi simili in tutti questi anni!
    Annarosa

    • Diana Lanciotti

      Grazie di cuore. Tommino sarà senz’altro Lassù a correre e giocare. Anche con Michele: lui amava i gatti.
      Un caro saluto

      Diana

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