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Un anno senza Joy

Domani sarà un anno che Joy se n’è andato.
Ho avuto 364 giorni per abituarmi all’idea di arrivare al primo anniversario della sua scomparsa.
Mi sono preparata e da giorni mi dico che domani non sarà diverso da oggi, da ieri, da una settimana fa.
In realtà sento che sarà un giorno particolare.
Non l’ho ancora accettato, che se ne sia andato.
Forse avevo “investito” emotivamente troppo su di lui. Il fatto di averlo “salvato” dalla soppressione, di aver scelto di lottare per lui, con lui, ci aveva legati in modo straordinario.
Se Boris era il mio angelo, Joy era la mia “roccia pelosa”.
Se a Boris ho voluto un bene dell’anima, a Joy ne ho voluto altrettanto e… forse anche di più, se possibile.
Ci sono momenti, di quella lunga notte, che mi accompagnano sempre. Momenti in cui l’ho visto lottare, come io avevo lottato per lui, per resistere, per starmi ancora accanto, per non lasciarmi.
E poi quel suo lungo, doloroso sguardo addolorato, dolcissimo e amaro, con cui mi ha detto addio.
Uno sguardo che in pochi secondi ha saputo riassumere cinque anni vissuti insieme.
Mi manca. Mi manca tanto.

 

 

 

 

 

 

 

Il mio infermierino

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