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Articolo “Facciamo polemiche/2 – La carnevalata delle mascherine” su La Verità di oggi

Oggi La Verità, il quotidiano di Maurizio Belpietro, pubblica l’articolo di Diana Lanciotti “La carnevalata delle mascherine”.
Se non avete la possibilità di comprare il quotidiano (a cui ci si può abbonare anche online: https://www.laverita.info/) cliccando su Continua a leggere sotto l’immagine del giornale potete leggere il testo integrale e commentarlo.

 

Emergere dall’emergenza
FACCIAMO POLEMICHE/2
La carnevalata delle mascherine (sapevano tutto e hanno fatto una strage…)

L’articolo della scorsa settimana “Facciamo polemiche” è valso a Diana Lanciotti il plauso di tante persone che l’hanno contattata per esprimere il proprio consenso. Parole forti, verità pesanti, dette senza urlare o dare pugni nello stomaco, ma “persuadendo con dolcezza” che è il motto di Diana diventato anche il motto del Fondo Amici di Paco, l’associazione no profit da lei fondata 23 anni fa insieme al marito in seguito all’adozione del mitico Paco.
«Non mi aspettavo tante telefonate e tante email. Molte persone mi hanno ringraziata per aver espresso il loro pensiero e la loro voglia di farsi sentire e valere. Eppure non credo di aver scritto nulla di trascendentale, ma solo quello che io e tantissimi Italiani abbiamo nel cuore.»
Come ci si spiega perciò che tante persone abbiano sentito il desiderio di prendere il telefono e parlarle o scriverle?
«Credo che sia successo ciò che mi succede spesso: ho scritto col cuore, parlando al cuore di chi mi legge. Da tempo si è creato uno scollamento tra politici e cittadini. I primi parlano e agiscono arroccati sulle loro postazioni altolocate, senza un vero contatto con la vita e la società reale. Atteggiamento che purtroppo appartiene anche a certi giornalisti che considerano intellettualmente inferiore la “gente comune” (come odiosamente la definiscono) e le si rivolgono con quella supponenza che li rende lontani (e antipatici). Io, pur essendo giornalista, mi sento di far parte della “gente comune” e di avere solo la fortuna di saper scrivere e dare voce a chi ha doti diverse dalle mie.»
E infatti molti l’hanno incoraggiata a far sentire ancora la sua voce.
«In tanti hanno letto sul mio sito altre riflessioni sui temi di attualità e mi hanno invitata a diffonderle. Dato che in questo periodo è in atto uno scaricabarile per nascondere le vere responsabilità e le scelte criminali del governo centrale, ho pensato di ricordare a tutti come è nato questo colossale, vergognoso e tragico pasticcio. Di chi sono veramente le colpe, anche se si cerca di sviare l’attenzione additando altri colpevoli. Come si è arrivati, dopo aver dichiarato lo stato di emergenza a fine gennaio, a inanellare uno sbaglio dietro l’altro. Per incompetenza e irresponsabilità. Siamo stufi delle televendite di un imbonitore che aspira a diventare il primo Zar d’Italia e almeno una volta la settimana invade le reti tv per propinarci fandonie, mettere il bavaglio all’opposizione, prometterci soldi a cascata che mai avremo, confidando nella creduloneria di qualche sprovveduto. Perché solo uno sprovveduto può credere alla raffica di bugie che escono dalla bocca di questo avvocato probabilmente aduso a difendere l’indifendibile. Uno che come unica soluzione, dopo aver tergiversato per un mese di troppo, ha scelto di tenerci prigionieri in casa e continua a farlo, mentre sulle nostre teste e sulla nostra pelle si prendono decisioni che ci privano del nostro futuro. Noi reclusi, loro collusi (con i poteri d’Oltralpe che hanno deciso di depredare l’Italia, come già fatto con la Grecia). Sotto questi attacchi, l’Italia si sta ammalando di rassegnazione. Dov’è l’opposizione VERA? Diamole la sveglia visto che si è addormentata al suono di “Non facciamo polemiche”. Facciamole, invece, teniamo alta la guardia, diciamo la verità, esprimiamo il nostro DISSENSO. Non facciamoci derubare anche di quello.»
Sul sito www.dianalanciotti.it vi consiglio anche l’articolo “Decreto “no-runner”: mezze misure da mezze cartucce”.

Paola Cerini

La carnevalata delle mascherine (sapevano tutto e hanno fatto una strage…)

Per non dimenticare: la parata degli irresponsabili

È ufficiale: governo e autorità sanitarie già da gennaio sapevano  che era in arrivo la pandemia di Coronavirus. Sulla Gazzetta Ufficiale dell’1 febbraio, su delibera del Consiglio dei Ministri datata 31 gennaio 2020, veniva pubblicata la “Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”.
Eccone i passi salienti:
“Vista la dichiarazione di emergenza internazionale di salute pubblica per il coronavirus (PHEIC) dell’Organizzazione mondiale della sanita’ del 30 gennaio 2020…”
“Considerata l’attuale situazione di diffusa crisi internazionale determinata dalla insorgenza di rischi per la pubblica e privata incolumita’ connessi ad agenti virali trasmissibili, che stanno interessando anche l’Italia…”
“Considerata la necessita’ di supportare l’attivita’ in corso da parte del Ministero della salute e del Servizio sanitario nazionale, anche attraverso il potenziamento delle strutture sanitarie e di controllo alle frontiere aeree e terrestri”
“Vista la nota del 31 gennaio 2020, con cui il Ministro della salute ha rappresentato la necessita’ di procedere alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale di cui all’articolo 24 del decreto legislativo n. 1 del 2018…”
“Ritenuto, pertanto, necessario provvedere tempestivamente a porre in essere tutte le iniziative di carattere straordinario sia sul territorio nazionale che internazionale, finalizzate a fronteggiare la grave situazione internazionale determinatasi”
“…e’ dichiarato, per 6 mesi dalla data del presente provvedimento, lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.”
Firmato: Il Presidente del Consiglio dei ministri Conte
Quindi questi sapevano tutto almeno dal 30 gennaio: da quando cioè, con sospetto ritardo, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) si era decisa a dichiarare l’emergenza internazionale, non riuscendo più a “coprire” il colpevole silenzio della potente amica Cina che per mesi aveva tenuta occultata la situazione (e probabilmente tuttora occulta i dati reali). Pur essendo avvisati, pur avendo dichiarato ufficialmente lo stato di emergenza, i nostri malgovernanti e compagnia stonante hanno fatto finta di niente. Qualcuno dice: ma sulla Gazzetta c’era scritto. Già, come se tutti gli italiani la mattina a colazione leggessero la Gazzetta Ufficiale invece della Gazzetta dello sport.
E fino al 21 febbraio, cioè quando è scoppiato il caso di Codogno, hanno taciuto, hanno nascosto la polvere sotto il tappeto. Pur avendo già ipotizzato il “potenziamento delle strutture sanitarie e di controllo alle frontiere aeree e terrestri” hanno continuato a dare dei razzisti e degli sciacalli ad avversari politici e governatori di regione che chiedevano misure restrittive alla circolazione. Hanno continuato a ridere, a predicare “abbraccia un cinese”, ad accogliere barconi di migranti, a far rientrare i Cinesi che erano stati in Cina per il Capodanno.
Tutti uniti e compatti a dare il proprio contributo al disastro.
Conte, in un’orgia di esposizione mediatica, a ripetere: “Situazione sotto controllo… Siamo preparati… La popolazione non deve essere preoccupata”.
Zingaretti a prendere l’aperitivo a Milano e sghignazzare che era una semplice influenza (salvo beccarsi il virus, che lo sta pietosamente tenendo via dalla scena, risparmiandogli qualche sputo in faccia da parte dei familiari dei morti uccisi dalla loro stupidità, la loro inettitudine, il loro odio verso Salvini, il loro disprezzo per gli Italiani).
Gori, il sindaco di Bergamo, a farsi vanto di andare al ristorante cinese per esprimere la vicinanza agli amici della Via della seta. Salvo ora fare il pianto greco.
Sala, il sindaco di Milano, a declamare “Milano non si ferma”. Salvo, ora, versare lacrime di coccodrillo ammettendo di aver “forse” sbagliato. Notare il “forse”.
I conduttori tv, da Formigli alla Merlino, a strafogarsi di involtini primavera a tutto schermo.
Per non dire dei vari virologi che in un mese hanno fatto più presenze in tv di Fiorello in dieci anni, a rassicurarci che in Italia il rischio contagio era un’ipotesi fantascientifica, quasi come il rispetto dei diritti civili in Cina: “In Italia il rischio è zero. Il virus non circola”, “Quando tutto questo sarà finito, mi farò fare un ciondolo a forma di coronavirus” e, ancora: “Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale.” E sull’uso della mascherina ironizzavano: “meglio una maschera di Carnevale”. Ogni riferimento alle dichiarazioni di inizio febbraio del professor/scrittore Burioni e successivamente della sua collega/nemica Gismondo è tutt’altro che casuale: due tragicomiche “primedonne” che hanno imperversato in tv come divi del cinema facendosi la guerra a suon di disinformazioni, lucidando un ego smisurato e trastullandosi con la pelle degli altri.
C’è da chiedersi se ora, dopo aver tranquillizzato gli Italiani, la sera quando vanno a dormire tutti questi personaggi contino le pecore oppure i morti che con le loro “rassicurazioni” hanno provocato. Perché se ”fior” di politici e di “scienziati” ci dicevano che potevamo stare tranquilli, che ”Milano non si ferma”, che potevamo continuare a fare la nostra vita… perché mai avremmo dovuto smettere?
Ma quello che dà la misura della malafede e del comportamento criminale di queste persone è la pagliacciata delle mascherine.
Per due mesi ci hanno detto che non servivano (qualcuno veramente continua a dirlo), e che servono solo agli infetti per non contagiare il prossimo. Salvo poi dirci che c’è in giro una quantità insospettabile e strabiliante di asintomatici. Che, senza le mascherine, spruzzano nell’aria le famose “goccioline” e spargono virus a gogo. Mai nessuno che abbia detto che, se servono in uscita, riparano anche in entrata.
Ma perché ci dicevano che non servono? Semplice: perché non ce n’erano e, ancora dopo più di due mesi, non ce ne sono.
Se chi è alla guida del paese (autorità politiche e sanitarie) avesse adottato il criterio del buon padre di famiglia, con sincerità e coscienza avrebbe dovuto dire: “Cari cittadini, mascherine non ce ne sono. Però quando uscite adottate tutte le accortezze. Copritevi la bocca e gli occhi come meglio potete”. Da una sciarpa, a un passamontagna, a qualunque altra cosa, l’ingegno degli Italiani sarebbe riuscito a creare un presidio. Non marcato CE, certo, ma in ogni caso in grado di dare una bella scremata al virus. E adesso non ci sarebbero tutte quelle file di bare, e famiglie straziate per aver perso i propri cari.
Hanno decimato la popolazione anziana, e dato una bella sfoltita anche a quella più giovane.
Incoscienti? No: criminali.
Sì, criminali, tutti quelli che già il 31 gennaio dichiaravano lo stato di emergenza, e non solo non sono stati capaci di approntare le strutture e le attrezzature sanitarie per fronteggiarlo, ma hanno mandato gli Italiani alla guerra nudi, indifesi… nemmeno con le famose “scarpe di cartone”. In molti casi sarebbe bastata una mascherina fatta col domopac. Neanche quella hanno voluto suggerirci. Hanno preferito minimizzare, negare, accusare (i leghisti e i medici lombardi), condannando a morte migliaia di persone.
Purtroppo per l’Italia e per noi Italiani, alla guida del Governo ci siamo ritrovati, nel momento sbagliato, l’uomo più sbagliato. Un individuo pernicioso in preda a un delirio di onnipotenza e ostaggio della UE. Una combinazione nefasta, di cui stiamo vedendo i risultati. Dopo aver mandato a morte migliaia di Italiani e aver soffocato il dissenso dei superstiti, da cui pretende applausi e riconoscenza, vorrebbe instaurare un regime totalitario. In cui nessuno dice la verità ed esprime il proprio pensiero, pena essere bollato come  polemico o provocatore. O essere censurato. Eh, già, perché adesso si sono inventati la task force antifakenews. Che, come minimo, starà studiando l’abolizione del primo di aprile e pesci connessi…
Più pericoloso di un tiranno, Giuseppi (da qualcuno definito Re Tentenna) sta insediando in modo subdolo una dittatura, calpestando tutti i nostri diritti e la Costituzione. Crede di “scrivere” la Storia, ma non sa che la Storia (con la S maiuscola) si tiene lontana dalle mediocrità. Per fortuna è notizia di pochi giorni fa che l’avvocato Taormina ha presentato una denuncia alla Procura di Roma per “epidemia colposa”. Speriamo. Anche se si sa come vanno a finire le cose quando a detenere il potere è una certa parte politica…
Io credo che tutti coloro che con il loro comportamento irresponsabile, imprudente, avventato hanno provocato questa tragedia debbano essere incriminati e interdetti a vita dai pubblici uffici.
Non ci restituirà i nostri morti, ma almeno ci risparmierà di doverne piangere altri. Perché se questa volta è andata così, la prossima…?

Diana Lanciotti

Nel riquadro:

LIBRI A FAVORE DI UNA CAUSA
Tutti i libri di Diana Lanciotti trattano tematiche importanti e contengono un messaggio su cui riflettere. Paco il Re della strada (il primo della famosa trilogia), un cult della letteratura “animalista” venduto da più di vent’anni e adottato anche nelle scuole, ha svelato la realtà del randagismo, favorendo una presa di coscienza delle crudeltà dell’uomo verso gli animali. I romanzi, nel filone del “romanticismo d’azione” mixano abilmente sentimenti e avventura. Black Swan-Cuori nella tempesta affronta con una sensibilità che tocca le corde più intime le problematiche di una disabilità come il sordomutismo; White Shark-Il senso del mare racconta la forza dell’amicizia capace di sublimarsi in sacrificio; in Red Devil-Rotte di collisione è l’amicizia che, in connubio con la lealtà in campo sportivo, può portare a scelte che potrebbero sembrare criticabili ma sono semplicemente umane; Silver Moon-Lo stregone del mare celebra lo spirito di sacrificio di una madre per la propria figlia.
La vendetta dei broccoli», giallo vegetariano di grande successo, punta il dito sull’atteggiamento prevaricatore dell’uomo nei riguardi degli animali, coinvolgendo il lettore con una storia originalissima ad alto grado di suspense.
Il ricavato dei libri della Lanciotti (compresi i diritti d’autore) è devoluto al Fondo Amici di Paco per aiutare gli animali senza famiglia.

 

N.B. Questo è uno dei 160 articoli contenuti nel nuovo libro Antivirus. Emergere dall’emergenza di Diana Lanciotti – Paco Editore.

11 commenti

  • Piera

    Che dire, sapevamo tutto , già dal 25 /27 di gennaio , allarme di “rischio pandemia” emanato dall’oms il 30 di gennaio. Dopo aver minimizzato quando non ironizzato o tranquillizzato per un mese, oggi cercano i capri espiatori in tutti gli altri, in primis la martoriata Lombardia, che non sarebbe tale se avessero fatto prevenzione anziché la criminale “minimizzazione” dell’infezione.

    • Diana Lanciotti

      Purtroppo è così. Le colpe ormai sono sotto gli occhi di tutti, e spero che averle fatte emergere non si riduca a un semplice esercizio fine a sé stesso ma che metta fine all’egemonia di incapaci, mistificatori, profittatori. Ma, come ho già detto, questa genìa di intrallazzatori ha giocato bene le sue carte, occupando tutti gli spazi in cui ancora sopravviveva la democrazia. E mentre noi ce ne stiamo chiusi fuori dal mondo, agli arresti domiciliari, loro stanno frettolosamente cambiando le regole del nostro mondo, e quando usciremo lo troveremo completamente cambiato. Spero che non saremo cambiati noi, nonostante la paura che ci hanno instillato, e riusciremo a riprenderci i nostri diritti, le nostre libertà, la nostra dignità.
      Un caro saluto

      Diana

  • Mario

    Mia cara Diana Lanciotti. Ho appena letto un tuo articolo sulla Verità. Condivido pienamente quello che scrivi in merito ai disastri compiuti da questo governo in particolare il premier Conte che tra l’altro si paragona a Churcill (che bestemmia!) Lo stesso si sta già rivoltando nella tomba! Un tassello secondo me manca però. Mi dispiace dirlo ma è questo popolo bue ( sicuramente la maggioranza ) che nei decenni ha scambiato il voto per un piatto di “lenticchie”, generando una classe politica degna di tale popolo. Del resto un politico che fosse stato un buon padre di famiglia inculcando prima i doveri e poi i diritti non avrebbe avuto il voto neanche dai propri familiari. La buon’anima di Andreotti sosteneva che in democrazia valgoni i voti e lui sulla base dei 500.000 voti si sentiva ampiamente legittimato,dimenticando però di aggiungere che quei voti li aveva comprati infornando nei vari Enti pubblici una marea di cittadini. Celebre era la frase del suo scudiero, senatore Franco Evangelisti, e cioè: “A fra che te serve?”.
    Concludo con l’indimenticabile Ennio Flaiano: “L’Italia nel corso dei secoli ha avuto tante invasioni ma la peggiore è stata quella degli italiani”.
    Ho pensato di scriverti e magari, laddove ti è possibile, avere un carteggio con te. Per il modo come ti esprimi fai onore al giornalismo, alla faccia di moltissimi tuoi colleghi, per colpa dei quali in tv ormai vedo solo film e documentari.
    Un sincero abbraccio

    Mario

    • Diana Lanciotti

      Caro Mario, mi dispiace doverti dare in parte ragione: in effetti, lasciando stare i buoi per non offenderli (i buoi), gli italiani hanno le loro belle colpe e sono inclini a farsi domare e tosare, per usare altri paragoni col mondo animale.
      Non credo (lo spero) che si tratti della maggioranza, ma i danni causati dal loro comportamento rassegnato, collusivo, opportunista, ricadono purtroppo su tutti. Anche su quelli che portano alto l’onore del nostro paese. Molti dei quali sono purtroppo costretti a lasciarlo per realizzarsi altrove, dove lo statalismo e l’azzeramento dei meriti non esistono.
      Io amo profondamente l’Italia e il mio sogno è che questa classe politica e dirigente corrotta, disonesta, profittatrice venga spazzata via. Ma, finché ce ne stiamo chiusi in casa, mentre quelli cambiano le regole del nostro mondo cosicché quando usciremo dalla prigione troveremo un mondo totalmente cambiato, la vedo dura.
      Teniamoci in contatto. Intanto ti invito a visitare quando puoi il mio sito, dove troverai altre riflessioni attuali, ma anche meno fresche, su argomenti sociopolitici. In proposito sto preparando un libro che raccoglie le mie riflessioni. Me l’hanno suggerito alcuni lettori de La Verità, che mi hanno conosciuta dalle pagine del quotidiano e quindi non conoscono ciò che da anni pubblico sul mio sito, oltre alle tematiche legate agli animali.
      Ti ringrazio per avermi scritto e, quando vuoi, sono qua

      Diana

  • elisabetta sameklodovici

    Sono una fedele lettrice del quotidiano La Verita’ e mi voglio complimentare per il suo coraggioso articolo che condivido in pieno. I nomi di chi deve rispondere del dramma che ha procurato sono chiarissimi e questo nonostante i giornaloni asserviti e la disinformazione anche internazionale imperante. Purtroppo non solo non ci libereremo facilmente di questi sciagurati ma loro faranno di tutto per controllarci, silenziarci e indebolirci come paese dal punto di vista anche economico. Mala tempora currunt ma, per chi ha fede, dico anche “sursum corda”

    • Diana Lanciotti

      Cara Elisabetta, purtroppo abbiamo imboccato una china molto ripida e, mentre noi siamo reclusi, stanno cambiando sulla nostra pelle le regole del nostro mondo.
      Certo che chi ha causato tanti morti dovrà risponderne, anche se per ora si trastullano col gioco dello scaricabarile. Gioco che dà la misura di come questi sciagurati si sentano messi all’angolo. Come è tipico dei politicanti che credono di poter spremere e vessare all’inverosimile i cittadini e che questi non si ribellino. Sento tanta rassegazione, è vero, ma anche tanta voglia di ripresa e di riprenderci la nostra vita e i nostri diritti calpestati. Ce la faremo? Dipende molto da noi, dalla nostra capacità di essere un popolo vero e di saper incanalare le proprie energie verso un obiettivo comune, anziché pensare ognuno al proprio orticello. Spero che dopo questa mazzata al sogno della globalizzazione si rivaluterà il peso e il ruolo delle singole nazioni. E che tutte le menti e l’imrprenditoria e i capitali che sono fuggiti all’estero possano tornare in Italia e farla rifiorire, dopo che anni di malgoverno hanno fatto terra bruciata.
      La informo che sto preparando un libro che raccoglie le mie riflessioni sull’attualità. Me l’hanno suggerito alcuni lettori de La Verità, che mi hanno conosciuta dalle pagine del quotidiano e non hanno mai letto i miei articoli sul mio sito.
      Un caro saluto

      Diana

  • Giovanna

    ASSOLUTAMENTE FANTASTICO !! Grazie per avermi letto nel pensiero !! Credevo di essere la Mosca bianca visto che la maggior parte delle persone che conosco si riempiono la bocca elogiando quei personaggi ! Mi sentivo sola ma adesso vedo che per fortuna c’è ancora tanta gente che usa il cervello ! Buona giornata

    Giovanna

  • Massimo

    Cara Diana, perdoni se mi rivolgo a Lei come una vecchia amica (vecchia da vecchia data), ma serve a dimostrazione della mia completa condivisione del Suo articolo su La Verità del 17 Aprile.
    Avevo letto con attenzione il precedente articolo Facciamo polemiche 1, sentendolo come mio (ho avuto il piacere di veder pubblicato sullo stesso quotidiano una mia lettera sugli anziani, alla quale il Dr. Giordano ha risposto
    pubblicandola), essendo la nostra famiglia molto amante degli animali.
    Scrivo da anni quello che Lei ribadisce, e con la semplicità che piace anche a me, sostiene quello che è anche il mio pensiero: c’è troppa distanza tra politica, certa stampa, oggi i virologi star, e la GENTE COMUNE, che però è quella che manda avanti il Paese.
    NON FARE POLEMICHE DETTO DA CHI CI COMANDA “ABUSIVAMENTE “, anche se consentito da una Costituzione da rivedere e un Pres. della Repubblica troppo silenzioso, si può interpretare con una parola, “odiata” da chi ci comanda ora:
    DITTATURA!!

    Massimo

    • Diana Lanciotti

      Caro Massimo, purtroppo ha ragione: siamo in un regime totalitario, in cui siamo scivolati piano piano, stando chiusi in casa mentre quelli, fuori, cambiano le regole del nostro mondo. Che, quando e se finalmente usciremo, troveremo completamente cambiato.
      Appena qualcuno osa far notare tutta una serie di coincidenze che hanno portato a questa effettiva cancellazione delle libertà individuali e del rispetto della Costituzione, gridano al complottismo.
      Credo invece che sia vero che si sta compiendo un disegno partito e voluto da lontano, di cui noi siamo semplici pedine sul grande scacchiere della finanza internazionale. Quella più sordida e criminale che c’è sulla terra.
      Non so, e lo capiremo andando avanti, se siamo solo alle prove generali o se siamo già nella fase finale di questo disegno criminale.
      Cerchiamo però di non ammalarci di rassegnazione, perché come il nostro organismo è spesso capace di combattere i virus, la nostra mente deve essere capace di combattere il virus della tirannia travestita da benefattrice che sta serpeggiando su scala mondiale.
      In proposito sto preparando un libro che raccoglie le mie riflessioni sulla realtà sociopolitica. Ne parlerò a breve sul mio sito, che la invito a visitare per leggere anche altre mie opinioni.
      Un caro saluto

      Diana Lanciotti

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