Benigni, l’Inno di Mameli e… Faccetta nera

Cara Diana, io Benigni non l’ho trovato così “memorabile” (parola che nel suo pasticciato intervento ha ripetuto a sproposito e allo sfinimento). E’ solo un gran furbo. Per 250.000 euro avrebbe anche cantato Faccetta nera se gliel’avessero ordinato.
Tra tutti i commenti pro-festival dei giornalisti proni ieri ho letto il Suo che lo definiva Festival dell’Unità e ci faceva notare che Andy Garcia ha definito l’Italia un paese libero, alla faccia della sinistra che afferma il contrario.
Volevo dirLe che sono d’accordo con Lei e in disaccordo con coloro che vogliono farci credere che siamo sotto una dittatura.
Daniela

Clicca su “Leggi tutto” per leggere la risposta di Diana

Berlusconi e il caso Ruby

Cortese Diana Lanciotti, su questo suo sito in passato ho letto diverse volte le sue opinioni relative a fatti dell’attualità ed invece non riesco a trovare un suo giudizio sul rubygate e sulla spregevole vicenda che vede al centro di un’inchiesta della magistratura per prostituzione minorile e concussione il presidente del consiglio. Come mai, è rimasta senza parole?

Angelo

Clicca su “Leggi tutto” per leggere la risposta di Diana

B-day: chi ha vinto?

Cara signora Lanciotti ho letto condividendola in pieno la sua lettera all’on. Bocchino e vorrei conoscere la sua opinione dopo il Bday,cioè le votazioni di Camera e Senato sulla fiducia. Glielo chiedo da ex militante come lei (a quanto ho capito) di una parte politica nella quale ho creduto per lungo tempo e nella quale non mi identifico più oramai da tempo.
Secondo lei oggi chi ha vinto?
Un sincero augurio

Federico

Clicca su “Leggi tutto” per leggere la risposta di Diana

Eluana

Gentile Signora Diana,
le scrivo perchè ho appena terminato di leggere il suo commento sulla vicenda a dir poco drammatica di Eluana in coma irreversibile da 17 anni. Dramma ovviamente che è più della famiglia che di Eluana e la penso esattamente come Lei, bisogna esserci in mezzo per poter giudicare o decidere se staccare le spine o meno. Certo il padre l’avrebbe già fatto, ma il padre insieme alla  famiglia  possono decidere della vita della figlia, che vita non è più.
Tutti gli altri (politici, giornalisti falsi moralisti e anche il Vaticano) che non parlino di omicidio perchè staccare le spine in questo caso od in altri casi simili a questo non è omicidio è soltanto pietà, ma ripeto come Lei ed insieme a lei, bisogna esserci dentro per poter giudicare  o decidere cosa  fare  o non fare, altrimenti è meglio stare zitti

Nuccia R.

(clicca su “Leggi tutto” per leggere la risposta di Diana)

A favore del boicottaggio contro la Sardegna…

Signora Diana,
chi le scrive è una reale animalista da vecchia data e Guardia Zoofila.
Sono in dovere di informarla di alcuni aspetti che, solo chi li affronta direttamente sul luogo, conosce. Non condivido alcune sue riflessioni, per esempio quelle destinate ad epiteti quali ignoranti e razzisti a coloro che utilizzano l’invito al boicottaggio (quale unico mezzo a disposizione vista la latitanza di organi preposti), e che condivido a pieno, per far sentire l’amarezza e il dolore che si prova davanti a troppa crudeltà e indifferenza nei confronti di creature abbandonate a se stesse. La Sardegna non è solo quella affascinante da lei descritta e che dimostra di conoscere bene, esiste “anche” una Sardegna da me e da altri frequentata fatta di drammi perpetrati giorno dopo giorno che evidentemente lei ignora. Non le descrivo tutto quanto visto e vissuto insieme ad altre 8 persone durante un campo di lavoro organizzato intenzionalmente per un canile bisognoso di ogni tipo di aiuto, un canile dove i cani mangiano esclusivamente pane secco e acqua terrosa raccolta da un pozzo, un canile che ogni settimana raccoglie animali straziati, fiocinati, con colonne vertebrali rotte, bruciati vivi, con ossa infilate nel retto, corde metalliche avvolte al collo e alle zampe, con metà del loro peso, gravemente malati, un canile lasciato alla gestione di una privata grazie al TOTALE DISINTERESSE dell’amministrazione comunale sebbene la legge nazionale 281/91 e quella regionale prevedano che sia lo Stato ad occuparsene.
Alcune delle cose descritte le ho viste, alcuni cani li ho accompagnati in clinica per il loro ultimo viaggio. Questa esperienza ci aveva annientati psicofisicamente e badi bene: stò parlando DI UN SOLO canile.
Chi ha scritto non voleva ovviamente offendere il duro lavoro di una persona esemplare come Cosetta e di chi, come lei, in Sardegna viene UTILIZZATO per “rifilare” cani indesiderati, trovati moribondi e, ancor peggio, portati dagli stessi dipendenti comunali che dopo ben 16 anni dall’entrata in vigore della legge non hanno ancora costruito un canile sanitario nè un rifugio. Se conosce Cosetta queste cose dovrebbe saperle come dovrebbe aver percepito il suo stress, le sue paure e udito i suoi pianti.
Chi le scrive è tutt’altro che persona fanatica, impulsiva, ignorante o presuntuosa bensì è persona esperta in materia, che vuole vedere direttamente le realtà e che si incontra con le istituzioni. Detto ciò converebbe che lei faccia un’ulteriore riflessione, questa volta corredata da quanto finora scritto.

Credo che se lei fosse non semplicemente sarda, ma una persona sarda a conoscenza dei fatti, volontaria presso qualche canile o gattile sardo, obiettiva, riluttante a quelle sevizie che in molti hanno finora compiuto a danno di poveri animali indifesi non potrebbe che comportarsi come noi e deciderebbe di non limitarsi a chiedere il boicottaggio di una terra tanto ostile ma, forse, andrebbe anche oltre.
Saluti.

Tiziana Rampini

(clicca su “Leggi tutto” per leggere la risposta di Diana)

Chi parla a vanvera?

GENT.MA DIANA LANCIOTTI,
SE MAGARI VOLESSE ANCHE PRENDERE RESIDENZA A LAMPEDUSA, A PORTOEMPEDOCLE O A NAPOLI RIESCE A DENUNCIARE ANCORA PIU’ PERSONE.
CI TENIAMO COMUNQUE A PRECISARE CHE IL BOIOCOTTAGGIO E’ LEGATO ALLA TERRA E AL DIO DENARO E NON E’ UN INSULTO ALLA POPOLAZIONE ANZI, COME POTRA’ VEDERE IN MOLTI FILE CHE LE HO ALLEGATO, SPESSO SONO I SARDI A CHIEDERE GIUSTIZIA.
PRENDA NOTA CARA SIGNORA DIANA E ANZICHE’ PARLARE A VANVERA CERCHI DI ARROTOLARSI LE MANICHE E SALVARE SUL SERIO QUALCHE CREATURA
INNOCENTE ANZICHE’ TUTELARE LA RICCHEZZA.

Corinna (Chiliamacisegua)

(clicca su “Leggi tutto” per leggere la risposta di Diana)

Nostalgia della Sardegna

Da quando sono emigrata dalla Sardegna 13 anni fa (facendovi ritorno solo purtroppo per me il periodo delle ferie estive e se posso Natale) ho cominciato ad apprezzare la mia terra più di quando invece ci vivevo e mi pareva allora una prigione. Non vedevo l’ora di andarmene, mi sembrava un mondo chiuso e io volevo conoscere il resto del mondo. Negli anni ho cambiato idea, sono cambiata io, è cambiata la Sardegna.
Ora che sono lontana mi sono cari i ricordi e leggo tutto ciò che è stato scritto sulla mia Sardegna. Come ha detto qualcuno pare che gli scrittori non solo sardi si siano accorti della Sardegna. Era ora.
Ho letto i tuoi romanzi proprio perché la Sardegna fa parte delle ambientazioni che hai scelto e raccolgo tutti i tuoi scritti sulla Sardegna e li leggo e rileggo. Mi fai sentire orgogliosa di essere sarda e venire voglia di tornare. Un giorno chissà se ci riuscirò.
Mi era piaciuta la risposta a quella ragazza che abita all’estero e che presto tornerà in Sardegna ma non riesco più a trovarla.
L’hai cancellata o è andata persa? Vorrei poterla rileggere, particolarmente dove parlavi del maestrale che qua nel cuore della Padania soprattutto quando ci sono le nebbie mi manca. Un tempo lo odiavo, quando lo sentivo arrivare mi rifugiavo in casa. Ora quando lo sento soffiare (d’estate è così raro però) gli corro incontro a braccia spalancate.
Grazie di aver scritto meraviglie sulla Sardegna. Quest’anno ci tornerò a fine novembre. Si sposa una mia cugina e non voglio mancare. Sarebbe bello incontrarti là.

Milena

 

Fuga dalla Sardegna

Ciao Diana. Al contrario di Silvia e Giovanna che osannano la Sardegna io sono scappato dieci anni fa e non vi farò ritorno mai più. Diplomando geometra facevo pratica nello studio di un geometra a xx (località citata). Era una persona onesta lo ammiravo e ho imparato tanto da lui. Però la sua onestà ogni giorno era messa a dura prova: pressioni politiche, piccoli ricatti, minacce di ritorsioni… Leggendo il tuo post mi sono ricordato tuttii rospi ingoiati da lui e da me in quel periodo. Ho resistito un anno poi ho detto: no, non ci sto. Io in questo ambiente non lavorerò mai, se devo vendermi o piegarmi per poter lavorare piuttosto me ne vado. Me ne sono andato. Ora lavoro a xx (località citata nell’Italia del nord) in un’azienda e mi occupo di tutt’altro. Ma almeno se faccio bene il mio lavoro non c’è nessuno che mi prende in disparte e mi minaccia perché… sono troppo bravo e corretto. Questa è la mia esperienza. Ho lasciato. Con questo non voglio dire di boicottare la Sardegna ma di ammettere che ha ancora tanta strada da fare.
Scusami Diana ma non condivido il tuo entusiasmo, e nemmeno quello di Silvia (sicura di volerci ritornare?) o di Giovanna.

Carlo

(clicca su “Leggi tutto” per leggere la risposta di Diana)

Scuse e ringraziamenti dalla Sardegna

Cara Diana voglio chiederti scusa a nome del popolo sardo. Scusa e grazie. Scusa per il modo come sei stata trattata da quel signore (geometra? E come ha potuto conseguire un qualsiasi titolo di studio un incivile di tal fatta?) e grazie per quello che ho letto scritto da te sulla Sardegna. Ho letto i tuoi romanzi che parlano anche della mia terra e tutto quello che scrivi sulla nostra isola meravigliosa che finalmente anche altri scrittori si stanno accorgendo che esiste e non è solo mare.
Il popolo sardo, anche se come ti ha scritto Fabiana alcuni soggetti sono arretrati e a mio parere la disonorano, ha desiderio di nuovo. Mio padre faceva il manovale e ha fatto studiare me e i miei tre fratelli maschi. Due sono laureati, io laureanda, il piccolo frequenta ragioneria. Se non ci fosse stato il turismo e la necessità di costruire case e alberghi per “i continentali” mio padre non so di cos’avrebbe vissuto e come avrebbe potuto mettere su famiglia e farci vivere con decoro. Vorrei scriverti tante cose e spero un giorno di poterti incontrare nella mia terra per stringerti la mano e poterti ringraziare.
Ciao

Giovanna

(clicca su “Leggi tutto” per leggere la risposta di Diana)