Scrittura (idee, consigli)

Vivere di scrittura, oggi…

Cara Diana, sono una tua assidua lettrice, leggo ogni cosa che scrivi, dai libri agli articoli, ai tuoi post su Instagram e su Twitter, alle lettere nella tua rubrica La posta di Diana… sono una tua grandissima fan e vorrei tanto scrivere come te. Voglio diventare una scrittrice come te e fare della scrittura il mio mestiere, vivere di quello.
Ci sto provando da un paio d’anni, ma ogni volta che mi metto al computer mi si affastellano nella mente centinaia di dubbi e alla fine provo anche vergogna per quelle poche pagine che con grande sforzo riesco a mettere insieme. Il confronto con te e tutto quello che scrivi è schiacciante. Vorrei… ma sento di non farcela. Non so perché ti scrivo e scusami se ti faccio perdere del tempo ma… forse un tuo incoraggiamento mi sarebbe di sprone. Perciò ho pensato di mandarti alcuni dei miei scritti, poco più che appunti, per avere un tuo parere.
Vorrei però avere la certezza che sarai tu a leggerli: ci tengo in modo spropositato. 

Spero di leggere presto una tua risposta e intanto ti mando un saluto pieno di ammirazione

Francesca

Cara Francesca, ti rispondo con un misto di imbarazzo e incredulità, perché al giorno d’oggi mi sembra strano, scusami se te lo dico, che una ragazza dipenda dal giudizio di una come me, così poco “social”, quando i social sono pieni di persone che, pur non avendone il più delle volte  merito, si spacciano come guru della scrittura, della comunicazione, delle relazioni interpersonali, del lavoro. Persone che, qualunque dubbio tu abbia, di qualunque tipo, sono pronte a sciorinarti i loro consigli. Magari sotto forma di “corsi gratuiti” (sempre ovviamente con posti limitati). Quelli non mancano mai, e sono elargiti con grande generosità, perché questi benefattori vogliono solo il tuo bene e per aiutarti sono disposti a regalarti la loro scienza e la loro conoscenza, a farti guadagnare un sacco di soldi grazie ai loro consigli, portando sé stessi come esempio di persone che dal nulla, grazie al  magico web, sono diventate, secondo i loro parametri molto soggettivi, “qualcuno”.  I cosiddetti influencer, da cui sono distante anni luce, anche solo per ragioni di età. E che tu scelga di rivolgerti a me invece che a uno di questi personaggi mi suona strano. Però tutto sommato mi fa piacere.

Ma veniamo a te. Guarda che il blocco dello scrittore non prende solo te, ma anche famosi scrittori che hanno all’attivo decine di opere pubblicate, e con successo. Anche se il fatto che tu l’abbia ancora prima di aver pubblicato… mi fa brutalmente pensare che forse la scrittura non è il tuo modo di realizzarti. Nel senso che, anche se ami leggere e scrivere, non è detto che possa diventare il tuo mestiere. Ti sto provocando, spero tu lo capisca, per capire quanto è forte in te la spinta per fare della scrittura il tuo mestiere.
Tra l’altro ti confido una cosa: non è neanche il mio, nel senso che scrivo, e tanto, e pubblico anche tanto, ma il mestiere che mi dà da vivere è quello di consulente di comunicazione, dove guarda caso proprio la scrittura ha un ruolo molto importante. Però se pensassi di vivere grazie ai libri sarei un’illusa. Aggiungici che devolvo tutti i miei diritti d’autore al Fondo Amici di Paco, quindi la pubblicazione di libri non è di sicuro il modo, per me, di mantenermi.

Stai perciò attenta a chi ti crea false illusioni, facendoti credere che oggigiorno vivere di scrittura sia alla portata di tutti.
In Italia non è facile essere scrittori: o sei legato a questa o quella parrocchia (politica, intendo) o incontrerai più ostacoli che appoggi. Io non li ho mai cercati, gli appoggi, e probabilmente ho perso qualche occasione. Ma non sono disposta a vendermi l’anima pur di diventare una presenza stabile nei talk show televisivi dove molti scrittori, pur di non cadere nell’oblìo, sono  costretti a discettare su tutto, dal naufragio del matrimonio tra la famosa influencer e il cantante, alla guerra, una delle tante guerre che devastano il mondo. Da esperti di gossip a esperti di geopolitica in un nanosecondo.
Per quanto riguarda gli scritti che vorresti inviarmi, come ho già spiegato in altre occasioni non sono io a leggere in prima battuta i testi che ci vengono sottoposti, ma li inoltro ai nostri consulenti editoriali. Se la loro valutazione è positiva (o in certi casi non totalmente negativa) intervengo io a visionarli. In ogni caso non mi sento di passare in lettura qualcosa che tu stessa definisci “poco più che appunti” perché un consulente di una casa editrice deve avere in mano un’opera completa per poterne giudicare la pubblicabilità.
Quindi, vista la tua passione, ti sprono a insistere, a porti l’obiettivo di scrivere qualcosa che abbia un inizio e una fine e possa, magari con i dovuti aggiustamenti in fase di editing, diventare un libro. Come ho avuto modo di dire, la scrittura non è solo arte: è artigianalità, è applicazione, è sacrificio, è tempo speso a stare seduti, magari senza sapere che cosa scrivere, aspettando che l’idea che è in nuce in qualche angolo della nostra mente prenda vita. Ma finché non lo farai con metodo, i tuoi resteranno sempre “poco più che appunti”.

Forza Francesca. Fai questo tentativo e vedrai che ti renderai conto che il tuo futuro è nelle tue mani. Non nelle mie, né di chiunque altro. E guardati da chi ti farà credere il contrario.

Un abbraccio

Diana

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