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Parliamone insieme… SOS gattina dispettosa…

Cara Diana,
sono Tiziana, ti scrivo per esporti un problema che per una volta tanto non riguarda un cane, bensì una micetta. Baby, così l’ho battezzata, per via della sua dimensione minuta e tanto dolce. Baby è stata abbandonata poco più che neonata insieme ai suoi fratellini. Fortuna ha voluto che venissero trovati da una signora, che dopo averli allattati e svezzati, si è preoccupata di darli in adozione. L’ho presa con me che non aveva neanche due mesi.
All’inizio era una gattina dolce, tranquillissima, molto buona e affettuosa. Pensa che la portavo a spasso ogni volta che uscivo, tenendola semplicemente in braccio. Era come se non avesse fatto altro nella sua breve vita, e insieme attiravamo l’attenzione di tutti.
Non so se dipenda da questo, però tutto è peggiorato da quando, dopo la prima visita di controllo, la veterinaria ci ha prescritto vari medicinali da darle. La salute di Baby era semplicemente un disastro! Io e il mio compagno abbiamo seguito tutte le indicazioni scrupolosamente. La nostra gattina non era molto collaborativa, fin qui ci sta. Da allora però è cambiata completamente: è dispettosa, disobbediente e spesso e volentieri ci soffia contro, come fosse selvatica. Questa cosa urta molto il mio compagno, che non comprende il perchè di questo atteggiamento negativo, ma anche a me non piace. Ho sempre avuto gatti fin da quando ero bambina, quindi so quanto siano intelligenti e imparino in fretta ciò che vogliamo loro insegnare. Baby invece si ostina a non imparare, mi rifiuto di credere che sia “stupida”, quindi è semplicemente dispettosa! Se per esempio la sgrido perchè rovescia la ciotola dell’acqua (lo fa sempre, per lei è un gioco) o perchè si infila dove sa di non dover andare, scappa come un furetto, ma dopo un secondo stai certa che ripeterà lo stesso errore! E così per altre mille volte, in un gioco che diverte solo lei. Non mollo la presa, deve imparare, ma tante volte mi butto giù quando vedo che la mia buona volontà è inutile.
Mi consolo soltanto pensando che in fondo è ancora piccolina, magari col tempo si darà una calmata. Ma se non succedesse? Il mio fidanzato ha un limite di pazienza pari a zero! E a volte anch’io scoppio, lo ammetto.
Aspetto impazientemente qualche consiglio.

Tiziana

(clicca su “Leggi tutto” per leggere la risposta di Diana)

Cara Tiziana, forse il problema (ammesso che problema sia…) sta proprio nel fatto che "una volta tanto non riguarda un cane, bensì una micetta".
Leggendo la tua mail, la domanda che mi è venuta subito da farti è: forse è il tuo primo gatto? Poi andando avanti leggo che invece i gatti fanno parte della tua vita da quando eri bambina; anzi, come tu dici, hai "sempre avuto gatti".
In realtà, come dovresti sapere, un gatto è l’essere che meno si presta a essere posseduto da qualcuno. E’ uno degli esseri più liberi che esistano su questa terra. Cercare di piegarlo ai nostri voleri sarebbe come cercare di rinchiudere l’aria in una gabbia o in un pallone pieno di buchi.
Io, che convivo da sempre con i gatti, ti confesso che non sono mai o quasi mai riuscita a far fare loro qualcosa. E se ci riesco, è solo una pura illusione, quella di esserci riuscita: significa che per puro caso, per un’occasione fortuita, a sua maestà il micio aggradava, in quel preciso momento e solo in quello, di fare quella cosa che io mi aspettavo da lui. Se mi aspetto da lui la stessa cosa in un momento diverso, difficile essere accontentata. Paganini non ripete. A meno che non sia lui a volerlo.
Non per niente sono stati scritti interi libri sulle caratteristiche peculiari del gatto, che lo rendono da sempre uno dei misteri più affascinanti del mondo.

Ti riporto alcune delle frasi per me più significative:
"Ai gatti non piacciono i cambiamenti, soprattutto se non sono stati decisi da loro." – Roger A. Caras
"Un gatto è una tigre che viene a mangiare dalle nostre mani." – Yakaora Genrin
"La spiccata individualità dei gatti li rende inconfondibili l’uno con l’altro. Nei loro padroni invece si ritrovano gli stessi tratti comuni: essi sono tutti quanto assolutamente determinati ad assecondare le bizzarrie e i capricci dei loro compagni felini, e ciò li rende incredibilmente felici." – Mary S. Emilson
"Quando la chiamavo fingeva di non sentire, ma arrivava un po’ dopo quando poteva sembrare che avesse deciso di venire spontaneamente." – Arthur Weigall
"I gatti sono esseri misteriosi. Nelle loro menti c’è molto di più di ciò che possiamo immaginare." – Sir Walter Scott
"Le persone a cui piace insegnare qualcosa agli animali, si troveranno di gran lunga meglio con un cane." – Barbara Holland
"Un gatto è un enigma senza soluzione." – Hazel Nicholson
"Il gatto vive solo, non ha alcun bisogno di società, obbedisce soltanto quando lo decide, sostiene che dormire gli permetterà di vedere le cose con maggior chiarezza e si fa le unghie su ogni cosa dove riesca a mettere le proprie zampe." – François René de Chateaubriand
"Io non mi meraviglio affatto quando il gatto fa qualcosa di misterioso, mi meraviglio quando fa cose normali." – Gino Paoli
"Tra tutte le creature di Dio solo una non può essere resa schiava: il gatto." – Mark Twain
"I gatti sono più brillanti dei cani. Non potrete mai chiedere a otto gatti di trainare una slitta da neve." – Jeff Valdez
"I cani corrono quando vengono chiamati. I gatti ricevono il messaggio e lo rimandano indietro." – Mary Bly
"Che misteriosa ricetta conoscono i gatti per saper dosare in modo così perfetto dolcezza e crudeltà, timidezza e aggressività, docilità e spirito selvaggio?" Mary S. Emilson
"Il modo migliore per tenere un gatto è cercare di cacciarlo via."- E. W. Howe
"Dio ha creato il gatto per dare all’uomo il piacere di accarezzare la tigre." – Fernand Méry
"Artisti come i gatti, soldati come i cani." – Desmond Morris
"I gatti sono semplicemente umani, anche loro hanno dei difetti." – Kingsley Amis
"Agli occhi dei gatti tutto appartiene ai gatti." – Proverbio inglese
"Ho incontrato molti gatti e molti filosofi, ma la saggezza dei gatti è infinitamente superiore." – Hippolyte Taine
"Un gatto arriva sempre quando lo si chiama, a meno che abbia qualcosa di meglio da fare." – Bill Adler
"Ogni oggetto in movimento serve a interessare e divertire il gatto. Egli è convinto che la natura lo tenga occupato con le sue distrazioni: non può concepire che l’universo abbia altro scopo." – F.A. Paradis de Moncrif
"Chi gioca con un gatto deve aspettarsi di essere graffiato". – Miguel de Cervantes
"I gatti si divertono maliziosamente nel fare ciò che noi noi non vorremmo che facessero e lo fanno con tale affettata innocenza che aggravano materialmente la loro deliberata offesa." – Helen Winslow
"Gli animali sono strani: i cani ti guardano dal basso in altro; i gatti ti guardano dall’alto in basso; solo i maiali ti guardano da eguali." – Winston Churchill
"Molti di noi, in modo piuttosto simile ai nostri gatti, hanno una vena di crudeltà. Non mi sentirei a mio agio con un gatto che camminasse in giro per casa con un’aria da santarellino." – Beverly Nichols
"Anche se fa le fusa accanto al camino e zampetta accanto alla staccionata sul retro della casa, abbiamo un animale selvaggio così ribelle e puro come nessun altro sotto la volta del cielo." – Alan Devoe
"Non concede facilmente il suo sguardo e, sebbene possa acconsentire a essere il vostro compagno, non sarà mai il vostro schiavo." – Théophile Gautier
"Per fare il bagno a un gatto occorrono una buona dose di perseveranza, coraggio, convinzione e un gatto. L’ultimo ingrediente di solito è il più difficile da reperire." – Stephen Baker
"I gatti sono individui unici, con idee proprie su ogni cosa, comprese le persone che gli appartengono." – John Dingman
"Come ogni proprietario di gatti ben sa, nessuno può possedere un gatto." – Ellen Perry Berkeley
"Alcuni gatti sono ciechi, altri sordi, come una campana. Ma non esistono gatti stupidi." – Anthony Henderson Euwer
"Il gatto è l’unico essere vivente disposto a dare la vita per gli altri. Tanto sa di averne altre sei a disposizione." – Diana Lanciotti

Tutte esagerazioni? Non credo: il gatto, per tanto che ci illudiamo di averlo addomesticato, mal si presta a quella che noi intendiamo (caninamente e umanamente ragionando) per obbedienza.
Il gatto non obbedisce: aderisce benevolmente alle nostre aspettative, si degna di compiacerci, ci concede i suoi favori. Ma per una volta che ci va bene, quante altre volte non va come vorremmo?
Per farti un esempio, io ho imparato un trucco: se voglio che Maggie (una gattina molto indipendente, che fino a un anno fa chiamavamo "selvatichina") mi venga in braccio, non mi sognerei mai di prenderla e accoccolarmela sulle gambe. Semplicemente, mi siedo e aspetto. E sta’ tranquilla che dopo nemmeno un minuto lei è già lì che fa le fusa e impasta sulle mie gambe. Le rare volte che l’ho presa io e me la sono messa in braccio, lei se n’è regolarmente andata via con fare oltraggiato. Per tornarsene di sua spontanea volontà dopo pochi minuti, come se niente fosse successo.
Potrei raccontarti decine di episodi del genere. Maggie era una gattina vagabonda, poco socievole, tendente a mostrare gli artigli. Di colpo, senza che noi abbiamo fatto nulla per forzarla, si è imborghesita, si è trasformata in una gattina casalinga, che passa intere giornate sdraiata sulla sedia con cuscino che le ho preparato accanto a me, nel mio studio. Se fosse per lei dovremmo condividere la stessa sedia, ma lei se ne starebbe spaparanzata occupandone tre quarti, concedendomene il quarto residuo.
Credo proprio che, come per Maggie, anche per Baby sia solo questione di lasciar fare al tempo. Senza peraltro pretendere che si assoggetti a diventare un soldatino. Del resto, se segui la mia rubrica su "Amici di Paco", saprai come la penso anche circa l’obbedienza dei cani: sono contraria a farne dei soldatini pronti a scattare, ma sono invece sostenitrice di un rapporto imperniato sulla comprensione e sulla capacità di trasmettere loro ciò che vogliamo e di capire i loro pensieri. A proposito: lo sai che recentemente ho sentito un ragazzo sbeffeggiare la propria nonna che asseriva che il suo cane pensa? "Non vorrai dirmi adesso che i cani pensano!" le ha detto. Domanda che mi ha fatto chiedere a che cosa serva il cervello a tanti umani…
Tornando alla tua Baby: non so proprio se il suo cambiamento sia legato in qualche modo alla cura a cui l’avete sottoposta, o meglio al fastidio che le vostre… attenzioni in quel periodo le hanno procurato. Ma, da come mi descrivi Baby, io credo che il vero "problema" è che è ancora giovane. E poi forse prima non stava tanto bene e non manifestava tutta la sua esuberanza di gattina giovane e giocherellona. Adesso che è di nuovo in forze, grazie a voi, alle vostre cure, è diventata quella che è giusto che sia, almeno secondo la sua indole.
Ho girato la tua richiesta anche al dottor Piero Bianchi, il quale ha confermato le mie impressioni: "La cura farmacologica, certo, potrebbe aver favorito il manifestarsi di alcuni atteggiamenti descritti, ma il vero "problema" – se così si può chiamare – è la giovane età della bestiola e il suo carattere ancora in fase di evoluzione."

Cara Tiziana, tu dici che non vuoi mollare la presa. Ma hai provato, invece, a mollarla?
Vuoi insegnarle a non rovesciare la ciotola? E perché mai, se è così divertente? Perché mai, se farlo le procura le vostre attenzioni? (sto ragionando come lei, adesso, non da umana).
Forse dovreste ignorarla, più che cercare di "addestrarla". Potrebbe essere che per lei, come tu del resto dici, sia tutto un gioco. E, poiché il gatto si considera sempre al centro dell’universo, ciò che diverte un gatto deve per forza divertire anche tutti gli altri, su questa terra.
Mi pare, cara Tiziana, che vi siate impegolati in un braccio di ferro dai dubbi risultati. Non credo proprio che le "prove di forza" servano a ridurre una micetta vivace a più miti consigli. Credo che dobbiate armarvi di tanta (e serena) pazienza e lasciare che il tempo faccia il suo lavoro.

Se il problema è la ciotola dell’acqua rovesciata, perché non metterla temporaneamente in un posto, magari nel lavandino, dove se la rovescia non succede nulla di grave? Se si infila in un posto dove non dovrebbe, perché non fare in modo che non riesca ad accedervi, almeno finché non le passerà l’interesse per quel dato posto?
Purtroppo tante volte avere un gatto in casa obbliga a "blindare" certe zone della casa e comunque ad adottare delle contromisure difensive.
Io ho smesso di avere le tende per anni. Quando i mei gatti sono invecchiati, ho potuto rimetterle. A Maggie fortunatamente non interessano.
Si tratta di arrivare a qualche compromesso e di entrare nell’ottica che un gatto mai e poi mai diventerà l’ideale di gatto che avete in mente. Provate a darle tempo, senza pretendere troppo da una gattina in crescita e… vedrete: le fusa estasiate che Baby farà quando deciderà di sdraiarsi accanto a voi sul divano saranno la cosa più consolatoria del mondo.

Fammi sapere. Se pubblicherò questa lettera su "Amici di Paco" vorrei poter raccontare come sono andate le cose.
Tantissimi auguri a voi e una coccola a Baby

Diana

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