“Pandemia dei non vaccinati”: quando la disinformazione prevale sulla Scienza

“Pandemia dei novax”, tuonano i media. La realtà, che nessuno dice, è che i positivi al Covid si trovano solo tra i non vaccinati perché ormai solo loro fanno i tamponi. I positivi vaccinati (che sono tanti) non si trovano perché con l’illusione del Greenpass non fanno controlli.

Dopo l’articolo di due giorni fa “Vaccinazione anticovid: fede o scienza?” in cui spiegavo come vaccinarsi o no sia ormai questione di…. fede, ho ricevuto diversi commenti positivi, anche da parte di medici che lamentano la disinformazione ormai fuori controllo, il fanatismo con cui le tesi vacciniste vengono sostenute da personaggi che nulla hanno a che fare con la scienza ma che, grazie alla fama ottenuta in tutt’altri settori, fanno presa sul pubblico.


In molti hanno stigmatizzato il livello infimo raggiunto da certe trasmissioni, inguardabili per faziosità e omologazione, che hanno spettacolarizzato la pandemia proponendo immagini forti per impressionare il pubblico (o meglio terrorizzarlo): come la macabra sfilata di camion militari a Bergamo, o le insistenti immagini di infermieri bardati come su Marte al capezzale di pazienti intubati, o i video delle ambulanze che sfrecciavano a sirene spiegate per far capire che per i contagiati (dopo avergli fatto passare giorni tappati in casa con “Tachipirina e vigile attesa”, senza vedere neanche l’ombra di un medico) un secondo in più sarebbe stato fatale; o le interviste ai… pentiti novax diventati strenui propugnatori della vaccinazione, di cui invocano una dose semestrale da qui all’eternità. Da novax a vaccinodipendenti in un batter di ciglia.

Un medico, in particolare, dopo aver criticato la disinformazione dilagante, che sorvola disinvoltamente sul fatto inconfutabile che si tratti di sperimentazione ancora in corso, mi ha fatto notare che, trattandosi di sperimentazione di una terapia nuova, ci sono tante crepe nella procedura, ma nessuno le evidenzia.
«A tutti gli effetti», mi spiega, «gli attuali vaccini anticovid sono sperimentati non, come si fa in genere, su un campione rappresentativo del target, ma (con la giustificazione dell’emergenza) su tutta la popolazione.» Un campione che nessuna azienda produttrice e nessun ricercatore si sarebbe mai sognato.
«Negarlo», dice il dottore, «è il vero negazionismo. Mentre si preferisce tacciare di negazionismo chi nutre dei dubbi, accusandolo di negare l’esistenza del Covid (affermazione falsa: sono pochissime al mondo le persone che negano che esista un coronavirius responsabile della malattia Covid-19, o SARS-CoV-2). Il vero “negazionista” è chi nega che siamo in una fase ancora sperimentale. E non si capisce perché negarlo, quando gli stessi produttori lo dichiarano apertamente e quando Pfizer ha comunicato che non pubblicherà i dati relativi alla vaccinazione prima del 2025, mentre Moderna pubblicherà i suoi presumibilmente alla fine del 2022.»
Ma non si può dire, altrimenti ti danno del complottista e del novax e ti trattano come un appestato, o un pericoloso agitatore da tenere a bada. Addirittura minacciano di rinchiuderti. Lockdown selettivi, in barba ai diritti costituzionali.
Come mi spiega ancora il dottore, ogni sperimentazione prevede che si proceda confrontando il farmaco da testare contro un placebo (esperimento in  “doppio cieco”). Quindi anche in questo caso, immaginiamo, si sta procedendo con “vaccino” e placebo. In proposito sarebbe interessante sapere se c’è la possibilità di “direzionare” su certi vaccinandi il placebo, evitando loro il rischio dei già noti e dei non ancora noti effetti avversi… (poniamo il caso di un “potente”, magari non giovanissimo, magari acciaccato, magari informato dei rischi, che non vuole vaccinarsi ma, essendo appunto “potente”, deve dare il buon esempio e convincere il gregge a farsi vaccinare con tranquillità e fiducia… Ecco che arriva in aiuto il placebo. Così la figura è salva, e la salute anche… Se così fosse, avremmo una sorta di VIP, Very Inoculated Placebo, o, anche, Veri Impostori Patentati).
Ma, mi fa notare il dottore, la sperimentazione di un farmaco viene condotta su un campione ristretto di volontari, che sono registrati e monitorati durante tutta la durata del test. Risulta quindi facile controllare eventuali effetti avversi, incrociando la farmacovigilanza attiva (cioè il controllo da parte dei medici sui pazienti sottoposti al test) con la farmacovigilanza passiva (cioè la segnalazione da parte di chi è vittima di reazioni avverse). Ma nel caso dei vaccini anticovid, somministrati praticamente a tappeto, come è possibile effettuare questo controllo, poter fare casistica e statistica? Si tratta, nominalmente, di sperimentazione, ma in realtà è un uso generalizzato e incontrollato di un farmaco i cui effetti (positivi e negativi) si conoscono (e anche qua relativamente) solo nell’utilizzo pratico e indiscriminato su tutta la popolazione. E poi, quand’anche si conoscono, si tende a nasconderli per non allarmarla e non rovinare l’esperimento.
Direi che è un’osservazione molto interessante, quella del dottore: stanno facendo sperimentazione sulla nostra pelle, però della sperimentazione mancano le regole e le limitazioni legali ed etiche. Hanno buttato allo sbaraglio la popolazione mondiale senza aver raccolto un numero sufficiente di casi.
Chi accetta si vaccina praticamente a scatola chiusa. Pensando, perché gliel’hanno fatto credere, che vaccinarsi sia come bere un bicchiere d’acqua. Questa sì che è fiducia.

Una delle tante virostar che vanno in tv e sui social a inveire e offendere chi è contrario a fare da cavia a questa sperimentazione (“la più grande, improvvisata e pericolosa sperimentazione della Storia”, come qualcuno l’ha definita) ha recentemente scritto:

“Negli anni 60 fu messo a punto un vaccino contro il virus respiratorio sinciziale. Purtroppo non solo non si dimostrò efficace, ma fu chiaro che i vaccinati contraevano la malattia in maniera più grave. La strada che conduce a un vaccino è sempre in salita.”

Ma guarda, invece, la fortuna che abbiamo avuto noi nel trovare subitissimo, nel giro di pochi mesi, un vaccino che salva l’umanità intera dal Covid…
Del resto si tratta dello stesso “esperto” che, interpellato sulla catena di miocarditi e pericarditi che stanno colpendo i vaccinati, soprattutto giovani e sani, ha risposto che si tratta di miocarditi “rare e benigne”. Vallo a spiegare ai giovani che sono morti (e per saperlo devi cercare sui giornali locali, perché i giornaloni e i telegiornaloni si guardano bene dal dare queste notizie) per problemi cardiaci sopravvenuti dopo il vaccino. La famosa morte “rara e benigna”.
Lo stesso loquace esperto, a inizio pandemia, dai salotti di una trasmissione RAI (pagata col canone dai contribuenti) ci rassicurava sul fatto che “in Italia è più facile essere colpiti da un fulmine che contrarre il Covid…”
Purtroppo questi sono gli allegri giullari che riempiono giornali e tivù con le loro incontinenze verbali. Pericolosi “fenomeni” che diffondono disinformazione speculando sulla pelle altrui. Ci vorrebbe un Ordine dei Medici per il quale la Medicina torni a essere fondata sull’etica anziché sull’estetica.

Un altro medico mi segnala un’intervista al professor Giuseppe Di Bella che, con una spiegazione tecnica chiara e precisa, chiarisce che la proteina Spike inserita nel vaccino anticovid è simile ad alcune proteine presenti nel nostro organismo e può indurre in confusione il nostro sistema immunitario, provocando una reazione autoimmune.
Ecco cosa dice Di Bella:

“La proteina Spike induce l’organismo, aggirando e confondendo il sistema immunitario, ad attaccare proteine vitali che somigliano alla spike e che sono fondamentali per la nostra salute. Inoltre può provocare cardiomiopatie, pericarditi, fibrillazioni per azione di anticorpi Spike-dipendenti sulla proteina cardiaca Titina, riscontrate e ormai ammesse soprattutto nei giovani vaccinati (in cui la Titina è maggiormente espressa). La proteina S può arrecare danni neurologici per reazione autoimmune con proteine del sistema nervoso come la Neuropillina 1 e formazioni di Prioni, noti per la neurotossicità (come nella mucca pazza). Può causare tromboembolie e vasculiti per reazione autoimmune con le proteine dell’endotelio vasale. Reazione aggravata dall’attivazione patologica dell’aggregazione piastrinica e danni ai polmoni, effetti cancerogeni per interazione con gli acidi nucleici. Ma anche sterilità, aborti e molto altro’’.

Un altro medico mi spiega l’arcano dei contagi in forte incremento tra i non vaccinati, tanto da far gridare alla “pandemia dei novax”. La verità è che, credendosi “immunizzati” perché con grande scorrettezza i media usano il termine “immunizzato” invece di “vaccinato”, i vaccinati non fanno più i tamponi. Gli unici a dover fare tamponi sono i non vaccinati, il cui ricorso ai tamponi è aumentato enormemente per ottenere il “greenpass” e non perdere il lavoro. E non è difficile capire che… più tamponi fai, più positivi trovi. Solo che se fai tamponi solo ai non vaccinati, i positivi li trovi solo in mezzo a loro.

«I vaccinati, credendosi al sicuro», mi spiega il dottore, «non si controllano e nessuno li controlla. Quindi, quando si contagiano (e succede molto spesso) trasmettono il virus a chi entra in contatto con loro. Ma, non facendo tamponi, nessuno lo sa. È giocoforza che, essendo gli unici a farsi i tamponi, i non vaccinati siano gli unici a risultare contagiati. Ma è un’aberrante errore

Un errore che induce ancora una volta a discriminare chi non si vaccina, e a illudere i vaccinati di essere al sicuro frequentandosi tra di loro ed evitando come la peste i non vaccinati. Che invece, essendo controllati con i tamponi, sono molto più sicuri e… frequentabili dei vaccinati.
Dove li trovate, tra i sostenitori del “vaccino” anticovid, dei medici che spieghino tecnicamente e chiaramente i motivi per cui vaccinarsi? Ti dicono “DEVI farlo.” Punto e basta. E se non ti basta, ti addossano responsabilità (inesistenti) verso la salute collettiva, fingendo di non sapere che sono proprio i vaccinati ad aver creato le varianti. Come si lasciò scappare Walter Ricciardi tempo fa, ma ora pare se ne sia dimenticato. Peccato che ormai, in era social, tutto venga messo “a verbale” e basti una semplice ricerca per rispolverare vecchie (ma neanche tanto) dichiarazioni e dimostrare la spudorata tendenza a mentire di questi inattendibili personaggi.
Personalmente tendo a credere a chi mi dà spiegazioni logiche, rispetto a chi vuole costringermi a fare qualcosa senza spiegarmene i motivi e le conseguenze. Gli atti di fede, semmai, li riservo al comparto religioso, non alla salute.

Un altro lettore, professore universitario, mi invia il video di un convegno (https://www.youtube.com/watch?v=VruS4N0_wxE) in cui sono intervenuti Peter Doshi e Linda Wastila, docenti dell’Università del Maryland e firmatari insieme a una trentina di scienziati ed esperti della salute di una petizione in cui hanno chiesto alla FDA (Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) di rifiutare la piena approvazione dei vaccini Covid fino a quando le misure di efficacia e sicurezza non saranno soddisfatte.
Il dottor Doshi, professore associato alla Scuola di Farmacia dell’Università del Maryland, denuncia la totale scomparsa del pensiero critico di fronte a ciò che attualmente viene spacciato come Scienza ma in realtà non ha nulla di scientifico, mentre a guidare le decisioni in campo sanitario sono spesso il marketing e il business.
Si è arrivati, afferma Doshi, a una forma di censura e di autocensura per cui anche chi capisce l’inconsistenza delle dichiarazioni ufficiali sul Covid non ha il coraggio di dissociarsi, non si esprime e non si mette in gioco, lasciando spazio solo al Pensiero Unico.
Ribadendo che in Inghilterra i ricoveri e i decessi riguardano in maggior parte i vaccinati, Doshi si chiede: se si trattasse davvero di una “pandemia di non vaccinati”, che bisogno ci sarebbe di fare ulteriori richiami vaccinali? Inoltre sottolinea come i “vaccini” a mRna non siano in realtà veri vaccini, ma averli chiamati tali serve per indurre fiducia nella popolazione mondiale, abituata da anni a farsi somministrare vaccini contro malattie che un tempo seminavano morte. Un furbesco e, direi, truffaldino escamotage per rassicurare chi, senza la parola “vaccino” che evoca qualcosa che ci difende da malattie mortali, non si fiderebbe così ciecamente come invece sta succedendo.
Doshi ricorda anche il caso del Tamiflu, farmaco di presunta efficacia contro l’influenza suina, per far scorta del quale nel mondo si sprecarono 2,62 miliardi di dollari. Anche allora, come oggi con il “vaccino” anticovid, non ci fu verso di avere dalla casa farmaceutica dati sulla sperimentazione e si scoprì troppo tardi quanto fosse inutile e, anzi, dannoso (v. https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/12/farmaci-e-studi-clinici-lo-scandalo-tamiflu-e-il-silenzio-della-roche/949196/ ).
Allora, come oggi, quasi nessuno protestò per questa mancanza di trasparenza da parte delle aziende produttrici. «Perché», spiega Doshi, «pochi operatori sanitari e ricercatori conducono attività indipendente.» La segretezza dei dati è la negazione della Scienza, che ha bisogno di trasparenza e confronto, spiega ancora Doshi: «Dal mio punto di vista c’è molto poco di scientifico in tutto questo. I dati sui vaccini anticovid saranno disponibili tra anni. Eppure stiamo chiedendo, adesso, anzi stiamo obbligando milioni di persone a usare questi prodotti. Qualunque sia la parola che volete usare per questa situazione, senza dati non è Scienza.»

La dottoressa Wastila, specializzata in geriatria, ricercatrice e docente all’Università del Maryland, confuta la presunta sicurezza dei “vaccini” anticovid e pone l’accento sui danni gravi a livello cardiaco, lamentando il ritardo da parte dei funzionari addetti alla farmacovigilanza nel riconoscere effetti avversi insorti a pochi giorni dalla somministrazione. Ci sono voluti 4 mesi in Israele, spiega, per ammettere che il vaccino provoca miocarditi di livello grave. La dottoressa parla di danni “devastanti” che hanno colpito molti vaccinati: «Mi stupisco quando sento definire la miocardite un effetto collaterale accettabile. Soprattutto per i giovani la miocardite è pericolosa per la vita ed è una condizione invalidante.»
La dottoressa Wastila rivela che solo negli Stati Uniti sono stati segnalati 10.304 casi di miocardite in vaccinati, per il 20% tra i 12 e i 32 anni. Ma, osserva, sono cifre sottostimate, perché si calcola che gli effetti collaterali dichiarati siano solo tra l’1 e il 10%. Si può solo immaginare quanto sia più elevata la gravità delle conseguenze non rilevate e/o non rese note. La dottoressa Wastila è indignata dal fatto che, nonostante l’ormai noto rischio di miocarditi, si stia spingendo per il booster con la terza dose, pur sapendo che può essere un acceleratore non di immunità quanto di danni collaterali.
«Attenzione», avverte. «Nessuno conosce la prognosi a lungo termine delle miocarditi indotte da vaccino, e se il danno cardiaco è permanente. E perché non lo sappiamo? Perché non abbiamo studiato abbastanza a lungo il problema. Ci vuole tempo (…) La vaccinazione di massa di nuovi prodotti ci priva di quel tempo prezioso.»
Poi la dottoressa Wastila parla di decessi. «Al 25 ottobre a livello mondiale sono stati segnalati 17.000 decessi dopo la vaccinazione.» Ma anche in questo caso si tratta di stime fortemente sottostimate.
Dati che, spiega la dottoressa, potrebbero essere suffragati o meno dalla lettura delle cartelle cliniche, dei referti autoptici, dei certificati di morte, che però non sono mai stati resi pubblici, nonostante precise richieste. La Norvegia è l’unico stato che ha fatto eseguire da geriatri indipendenti uno studio dei decessi seguiti alla vaccinazione, da cui emerge che almeno il 36% è probabilmente dovuto alla vaccinazione. Nessun altro paese ha avviato questo tipo di indagini.
«Come può una persona pensante», si chiede la dottoressa, «non guardare questi dati e chiedersi cosa diavolo sta succedendo? Stiamo prendendo decisioni critiche sulla vaccinazione di massa delle popolazioni vulnerabili sulla base di pochi o nessun dato.»
A fine ottobre il Comitato consultivo per i vaccini e i prodotti biologici correlati della FDA si è riunito per discutere l’autorizzazione all’uso di emergenza (EUA) del vaccino Pfizer-BioNTech per i bambini dai 5 agli 11 anni. In proposito la dottoressa Wastila rivela che un membro del comitato, e caporedattore del New England Journal of Medicine, ha riconosciuto la scarsità dei dati sulla vaccinazione pediatrica, affermando: «Non avremo i dati finché non inizieremo a usare questo vaccino.»
«I nostri figli sono dati», commenta la dottoressa con preoccupazione. «Si nega all’individuo di poter decidere che cosa far entrare nel proprio corpo.»
E conclude lapidaria: «L’obbligatorietà e il lancio precipitoso di questi vaccini, che impedisce alle persone di informarsi prima di essere vaccinate, creano dubbi sulla sicurezza dei vaccini.»

Purtroppo i medici, soprattutto in Italia dove la pressione del ricatto è più pesante che altrove, sono spaventati, si nascondono, non rilasciano dichiarazioni. A parte il solito noto manipolo di virostar che occupano i salotti tv in pianta stabile, tanto che molti si chiedono come facciano a curare i pazienti (e il più delle volte non li curano e manco li vedono, perché il loro mestiere consiste nel dirigere strutture ospedaliere, non di stare a contatto con i malati), a esprimersi pubblicamente sono alcuni medici che hanno aderito ai gruppi per le terapie domiciliari e ogni tanto vanno a farsi massacrare in tv sperando di far riaccendere un lumicino di ragione nelle teste sottoposte da due anni a un sistematico lavaggio del cervello.
Qualcuno, tra questi, riesce a esporre le sue ragioni, che sono poi le ragioni della Medicina, strapazzata, violentata, calpestata da certi giornalisti professionisti della disinformazione, che pur di assecondare i diktat dei loro editori sarebbero disposti a dichiarare che la terra è piatta… proprio loro che danno dei terrapiattisti a coloro che mettono in luce le contraddizioni ed esprimono dubbi sull’opportunità di vaccinare in tutta fretta l’intera popolazione mondiale contro una malattia che non è stata sufficientemente studiata.
È successo alcuni giorni fa quando il dottor Andrea Stramezzi, capofila delle cure domiciliari, ha ricordato che l’onnipresente dottor Fabrizio Ernesto Pregliasco, noto per le giravolte e le contorsioni in cui si è abilmente esibito in questi due pesantissimi (per il suo fisico e immagino la sua mente) anni di occupazione stabile dei palinsesti tv, pur spacciandosi per virologo in realtà è igienista.
La risposta di Pregliasco, “Sono virologo perché mi occupo di virologia da sempre”, ha come c’era da aspettarsi scatenato l’ilarità e gli sfottò sul web. Dal “Io sono pilota di Formula1 perché guardo i Gran Premi” a “Io sono Valentino Rossi perché seguo la MotoGP”, da  “Io sono dentista perché mi lavo i denti tutti i giorni” fino a “Io sono prete perché vado a messa ogni domenica”…
Io stessa non sono riuscita a trattenermi e ho scritto su Twitter: “Io sono psichiatra perché ascolto sempre i pazzi che vanno in tivù”. Ma, a guardar bene, potrei anche definirmi veterinaria, visto che da sempre mi occupo di animali…
Alla fine il dottor Stramezzi ne è uscito a testa alta perché, supportato dall’esperienza e da dati clinici reali, ha ribattuto punto per punto al fuoco di fila scatenatogli contro dai detrattori, facendoli incartare nelle loro contraddizioni. Però il gioco dell’uno contro tutti (anzi del “tutti contro uno”) è davvero scorretto.

È chiaro che l’informazione imparziale e corretta è andata a farsi benedire da un pezzo. Siamo davanti alla più grande operazione di marketing della storia (e di marketing ne so qualcosa, visto che è il mio mestiere da quasi quarant’anni) in cui si ricorre alle armi più subdole (il terrore, la discriminazione, la disinformazione, il ricatto) per convincere il pubblico con argomenti inconsistenti, inauditi, antiscientifici. Giustificabili solo con la somma ignoranza o la totale malafede di chi li esprime: personaggi di dubbia credibilità, assurti a guru della Scienza.
Purtroppo sono troppi i giornalisti che, rinunciando al loro ruolo di segugi e mastini della verità, si stanno prestando al gioco. Un gioco pericoloso per la salute e il futuro dell’umanità.
Parlano di Scienza, ma sono i primi a farne strame.

Diana Lanciotti

P.S. Vi segnalo il progetto Testimonies, creato per fornire una piattaforma per tutti coloro che sono stati colpiti dopo aver ricevuto i vaccini per il covid-19 e per assicurarsi che le loro voci siano ascoltate, dal momento che non vengono ascoltate dai media.
https://www.vaxtestimonies.org/it/

P.P.S. È di oggi (19 novembre 2021) la pubblicazione su La Verità di una lettera firmata da undici accademici, tra cui il professor Marco Cosentino, docente al Centro Ricerche Farmacologia Medica dell’Università dell’Insubria, i quali spiegano come i cosiddetti “vaccini” a mRNA siano in realtà “terapie geniche” già da tempo allo studio per la cura (e non la prevenzione) di particolari malattie, ma mai approvate a causa dei dubbi sulla loro sicurezza. «La loro approvazione in regime di urgenza ha permesso di “risolvere” i dubbi e i doverosi studi sulla sicurezza che negli ultimi vent’anni hanno impedito alla terapia genica di imporsi come metodo generalizzato di cura. L’obiettivo è di soppiantare l’apparato farmacologico tradizionale con una miriade di farmaci/vaccini a mRNA poco controllati e gestiti da poche multinazionali.»

 

 

3 commenti per ““Pandemia dei non vaccinati”: quando la disinformazione prevale sulla Scienza

  1. Concordo su tutto. E aggiungo che l Italia ha memoria cortissima sugli scandali sanitari che hanno coinvolto ex ministri salute, ex primari, ex specialisti del settore sanitario commerciale. Purtroppo se ci sono voluti anni di indagini sui fatti passati , oggi la vedo ancora più dura perché i miliardi di big pharma stanno accontentando un po tutti , e la spinta vaccinale arriva da accordi politici passati, serviti alla lorenzin,oltre che naturalmente, a speranza .L immagine di ministro si era compromessa con l assenza piano pandemico, l obbligo vaccinale surrettizio o reale, gli serve per fare la parte di chi prende la situazione in mano. E funziona perché il 90% degli italiani è diventato un gregge guidato dal pastore.

  2. Analisi impeccabile di una situazione intollerabile. Oggi un’amica si è permessa di dirmi che chi non accetta questi “vaccini” è ignorante e disinformato. Le ho mandato il link di questo articolo ed è rimasta senza parole.
    Grazie Diana!!!

    Marina

  3. Ha detto la pura, cristallina verità. Quella verità calpestata e ridicolizzata oppure negata con atteggiamenti di fastidio dai mass media in generale. Medici che non segnalano, gente disinformata, nonostante si firmi il consenso, quotidiano lavaggio del cervello per le povere cavie da parte dei mezzi d’informazione, medici che definisco corrotti o a loro volta, poco informati….Siamo nel bailamme più assoluto. Che tristezza e che vergogna!

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