Paco

Ho avuto il piacere di leggere il suo libro “Paco, diario di un cane felice”. Mi è stato prestato ma dopo alcune pagine ero già in libreria per acquistarlo: volevo averlo per poterlo ancora rileggere. Mi ha coinvolta così tanto che mi sembrava di conoscere Paco di persona, mi ha sommerso di emozioni, commosso da farmi leggere molte delle pagine in lacrime.
Ho amato Paco e tutti i personaggi del libro fin dalla prima pagina e non vedo l’ora di leggere anche “Paco, il re della strada”.
Sono volontaria nel canile della mia città (Rovereto) e cerco di fare tutto il possibile per rendere la vita dei nostri amici più dolce e normale possibile ma purtroppo sono tanti e ho sempre l’impressione di non fare abbastanza.
Un anno fa ho adottato un piccolo cane di sedici anni cieco, sordo malato di tiroide e di cuore.
Quando è arrivato in canile era pieno inverno soffriva molto per il freddo ma soprattutto era veramente apatico a tutto e troppo rassegnato alla sua condizione.
Come se aspettasse che quel famoso camion che Paco nomina spesso nel suo libro venisse a liberare il suo piccolo cuore da quel dolore che l’abbandono gli aveva causato. E’ entrato a fare parte della mia già numerosa famiglia di amici vari (cani gatti conigli ecc.) la vigilia di natale e piano piano è proprio rinato, è sempre in cerca di baci e coccole a cui non era abituato.
Sono molto felice della mia scelta e vorrei sensibilizzare le persone affinché anche i cani non più giovani abbiano una possibilità di capire che non siamo tutti orribili ma che sappiamo anche amarli fino alla fine e che anche per loro c’è tanto amore.
Parlando con lei mi sembra di conoscerla da sempre e le voglio esprimere tutta la mia ammirazione per quello che ha fatto con il Fondo Amici di Paco a cui mi sono immediatamente iscritta.
La ringrazio di tutte le belle emozioni che mi ha fatto vivere attraverso il suo libro.
Tanti saluti

Marina

(clicca su “Leggi tutto” per leggere la risposta di Diana)

Cara Marina, sono molto felice quando i miei libri riescono a suscitare emozioni.
In questo periodo ho curato la terza edizione di "Paco, il Re della strada" (lo presentiamo sul numero 48 di "Amici di Paco" che, iscrivendoti, riceverai) e mi è sembrato che Paco fosse ancora accanto a me, a guidarmi nella revisione e nella stesura di un nuovo capitolo che ho voluto aggiungere per completare una storia che, dopo 15 anni, mi pareva un po’ tronca.
Mi sono chiesta più volte che cosa sarebbe successo a Paco se non l’avessimo preso con noi. Al canile ce l’avevano presentato come un cane difficile, tendente a scappare e nel tempo ci siamo convinti che qualcuno l’avesse già adottato ma, stufo delle sue continue fughe e della sua… mania di comandare, l’avesse riportato indietro. Credo che alla fine, se non fossimo arrivati noi a farci "abbindolare" dal suo sguardo languido da finto cane indifeso, lui sarebbe rimasto in canile, invecchiando piano piano. E la sua coda dall’alto della sua schiena sarebbe scesa mestamente. E invece il destino, che non finirò ma di ringraziare, ha voluto regalarci Paco, una delle cose più belle che mi siano capitate.
Pubblico molto volentieri il tuo appello: in effetti i canili sono pieni di cagnolini anziani che meritano affetto e di vivere almeno gli ultimi anni sereni e amati. Cani ormai rassegnati, ma ancora capaci di dare tanto amore.
Hai fatto un gesto molto bello, adottando il tuo sedicenne. Fagli una grossa coccola da parte mia.
Un caro saluto

Diana

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