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La Banca Bassotti al governo dell’Italia

Ieri si è insediato il governo Mont. Li avete visti, ieri? Uomini grigi, mal lavati, consunti dall’avidità di potere che li anima e li devasta fin dai primi vagiti (un’avidità che non può non essere congenita): sono la nuova Banda Bassotti, anzi la Banca Bassotti chiamata dal nostro esimio e non super partes presidente della Repubblica a governarci…
Siamo davvero in buone mani. Banchieri, finanzieri, gente che fa del potere e/o dell’intrallazzo la propria ragione di vita.
Scippatori della volontà popolare, della democrazia.
Certo, non è che fossero meglio quelli di prima: politicanti da strapazzo che hanno gettato nel fango l’occasione che noi elettori gli avevamo dato con fiducia e con la speranza che ci migliorassero questa malandata Italia, quest’Italia martoriata da anni e anni di malgoverni cattocomunisti. Non ce l’hanno fatta e si sono impantanati, appunto, nel fango.

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Da tempo speravo che ci fosse un ricambio, e che l’attuale classe politica venisse spazzata via e rimpiazzata con sangue e menti fresche. Ma mai avrei pensato che con un colpo di spugna (anzi di stato) qualcuno sarebbe passato sulle nostre teste e sulle nostre volontà imponendoci un governo che non ci rappresenta e non ci rappresenterà mai.
Età media: 63 anni. E’ questo che si intende per “nuovo che avanza”? E per “ricambio generazionale”? Un piccolo esempio: avete visto il ministro del Turismo e Sport (un altro che viene dal mondo delle banche… ma guarda un po’!)? Quanto sport credete che abbia fatto in vita sua? Vi sembra competente in materia?
Lo stesso vale per tutti gli altri: valenti professionisti nel loro settore, per carità, ma tutti tecnocrati, tutta gente che vive nella stratosfera e del paese reale sa poco o niente.
Dicono che vogliono salvare l’Italia. Il rischio è che per salvare la nave affoghino tutti i passeggeri. Cioè noi.
Come dicevo ieri, per questi signori non siamo altro che pecore da tosare, nullità a cui chiedere lacrime e sacrifici per affrontare una crisi generata da loro, non di certo da noi. Noi che lavoriamo onestamente e abbiamo finora impedito che la barca andasse a picco. Purtroppo, per tanto che ci impegniamo, poco o nulla possiamo fare contro lo strapotere di questi che vivono a livelli stratosferici rispetto a noi.
Ora l’esultanza o il silenzio rassegnato con cui il colpo di stato è stato accolto mi sgomentano. I sinistri e i centristi o non hanno capito niente (facile) oppure sono conniventi e hanno i loro interessi in questa losca vicenda (ma non credo che siano abbastanza furbi da trarne i benefici che s’illudono di avere), mentre i destri si stanno chiudendo in un rimbecillito silenzio, un misto di senso di sconfitta e di rassegnazione. Tanto, a quanto pare, era già tutto deciso da tempo, come potete leggere nei due illuminanti articoli del Giornale. Ecco i link:
http://www.ilgiornale.it/interni/il_c…comments=1 e http://www.ilgiornale.it/interni/ecco…comments=1
L’unica soluzione sarà scendere in piazza, farsi sentire, farsi valere, prima che mettano in atto la loro rapina e ci derubino dei nostri averi guadagnati col lavoro vero, e non con le operazioni in Borsa.
Ma chi lo farà, chi scenderà mai in piazza, chi alzerà la voce, se anche i sindacati sono allineati e coperti e mostrano un’ottusa soddisfazione nei confronti del nuovo governo?
Vuoi vedere che ci tocca espatriare? Già, ma dove? In Francia, a farsi governare da Sarkozy? Per carità. In Germania, a farsi governare dalla Merkel? Ma neanche per idea.
L’unica speranza, per me, è che i Sardi si decidano a fare una Sardegna Nazione, così finalmente potrò trasferirmi là definitivamente, lontano dalle sgrinfie della Banca Bassotti.
Scherzo? Sì, ma mica poi tanto.

Diana Lanciotti

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