I sentimenti degli animali

Gentile signora Diana,
ieri ho ricevuto il pacco (splendido il calendario! ) ed ho commesso una mascalzonata: il libro (Paco, diario di un cane felice) è destinato a mia sorella, che adora i suoi libri. Ma poiché io davanti ad un libro sono peggio di un drogato in astinenza davanti ad una dose, prima di incartarlo me lo sono letto. L’ho letto “in un boccone” e non trovo le parole per complimentarmi. E’ bellissimo, forse ancora più di Paco il Re della Strada.
Potrei scriverle duecento righe di elogi, per questo libro e per quelli letti in precedenza, ma penso che mi manderebbe all’inferno.
Per cui mi limito a ringraziarla, perché sa descrivere così bene i sentimenti di chi come me (e fortunatamente come tanti altri) ama gli animali.
Perché riesce a mettere in luce anche il punto di vista del cane (ho letto molti  libri, più o meno belli, che trattano il rapporto tra uomo e cane ma vi ho sempre trovato descritti solo i sentimenti umani, e spesso la scrittura mi sembrava “forzata”).
E soprattutto la ringrazio perché dà voce a chi non ne ha.
Comunque ieri sera ho dovuto consumare un flacone di collirio per evitare che mio marito, rincasando, pensasse ad un disgrazia! Io non sono abitualmente una con la lacrima facile, ma gli animali mi sciolgono l’anima.
Bacioni a tutti
Luisa

Cara signora Diana,
anch’io ti ringrazio per i tuoi libri, perché la mia mamma ride, piange, si commuove, si intenerisce………….. e poi mi triplica le coccole!
Un grande bau
Balu

(clicca su “continua” per leggere la risposta di Diana)

Cara Luisa, ma davvero pensa che se lei mi scrivesse "duecento righe di elogi" la manderei all’inferno? Me le godrei una a una… e poi me le rileggerei in religioso raccoglimento…
E’ vero che scrivere è bello e gratificante, ma anche ricevere un riscontro dai propri lettori è altrettanto bello e gratificante. Qualcuno ama "scrivere per sé stesso" e forse è il motivo per cui tutti scrivono (un po’ come se tenessero un diario). E fin qui va bene… però quello che non va bene è che chi scrive "per sé stesso" pretenda anche di pubblicare, senza pensare che spesso quello che si scrive "per sé stessi" non interessa proprio a nessuno. Ma dico proprio a nessuno.
Scrivendo si rischia di fare eccessivi riferimenti a sé stessi, alla propria vita, alle proprie esperienze. Tutte cose che, anche se noi le riteniamo fondamentali (per forza: sono LA NOSTRA VITA, sono LE NOSTRE ESPERIENZE!), non è detto che siano altrettanto fondamentali per altri. Anzi.
Soprattutto in storie autobiografiche o parzialmente autobiografiche (come sono appunto i miei libri su Paco) si rischia di scivolare nella cronaca trita e ritrita di episodi che, se per noi hanno un valore immenso, per altri possono valere meno di un soldino bucato.
Quindi quanto lei mi scrive è davvero tanto, tanto e ripeto tanto importante per me.
Perciò grazie, grazie di cuore.
Un caro saluto a lei e una coccolona al grande Balu

Diana

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