Comunicato stampa sull’emergenza rifiuti a Costa Paradiso (Sardegna)

Comunicato stampa inviato il 2 agosto 2020 alle agenzie di stampa nazionali, ai giornalisti della stampa, della radio, della tv e del web, ai politici e ai proprietari di case a Costa Paradiso (oltre che a Vigili del Fuoco, Forestale, Procura della Repubblica, Regione, Provincia, Comune e ditta incaricata del ritiro rifiuti).

Gentili signori,
Costa Paradiso, località del nord Sardegna meta di turismo nazionale e internazionale, sta affrontando una pericolosa emergenza rifiuti che, soprattutto con l’arrivo della stagione estiva e dei turisti, rivela alti rischi per l’incolumità delle oltre 2.000 abitazioni e delle circa 10.000 persone che raggiungono la località in agosto. La situazione potrebbe diventare letteralmente incandescente.
I proprietari delle abitazioni, non ottenendo risposte dal Comune di Trinità d’Agultu e Vignola e dalla ditta appaltatrice della gestione dei rifiuti, hanno fatto partire una serie di denunce alla Procura della Repubblica, ai Vigili del Fuoco, alla Forestale per pericolo d’incendio e per la salute.
A dar voce alla loro protesta è Diana Lanciotti, nota scrittrice e giornalista gardesana che ha scelto di trasferirsi nella località di cui si è innamorata trent’anni fa e di difenderla dagli assalti speculativi.
Di seguito il comunicato stampa con le dichiarazioni di Diana Lanciotti e del presidente del Consiglio di Amministrazione della Comunità di Costa Paradiso e alcune fotografie che testimoniano la gravità della situazione.
Vista la grave emergenza, vi saremmo grati se voleste dare spazio alla notizia sulle vostre testate.
Grazie e buon lavoro

Simona Rocchi
ufficio stampa Diana Lanciotti
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Comunicato stampa

EMERGENZA RIFIUTI A COSTA PARADISO: GRAVE PERICOLO DI INCENDI E PER LA SALUTE. LA PROTESTA DEI PROPRIETARI.

La località sarda che fu il nido d’amore della coppia Vitti-Antonioni e il rifugio di personalità dello spettacolo, della cultura e della moda e tuttora meta di turismo nazionale e internazionale, è in pericolo a causa dell’accumularsi di rifiuti e di sterpaglie che la società addetta non raccoglie da mesi. Il rischio di incendi e sanitario è altissimo. L’appello a intervenire viene da centinaia di proprietari attraverso Diana Lanciotti, la giornalista e scrittrice gardesana da trent’anni innamorata della località sarda che si è impegnata a tutelare dalla speculazione e dalla malgestione. 

Otto milioni di metri quadrati di rocce monumentali, corbezzoli, lentischi, cisti, lecci, ginepri, eriche, elicrisi, ginestre, rosmarini e lavande selvatiche, un mare dai fondali ricchissimi e spettacolari, tramonti mozzafiato che ogni sera accendono l’orizzonte con colori non riproducibili da nessun pittore. Un angolo di paradiso che rischia di diventare un inferno. A Costa Paradiso, splendida località affacciata sul golfo dell’Asinara amata da Monica Vitti, Michelangelo Antonioni e altri famosi personaggi, è emergenza rifiuti da mesi e la situazione è vicina al collasso.

«Siamo preoccupati. Peggio: terrorizzati che da un momento all’altro divampi un incendio», spiega Diana Lanciotti, pubblicitaria, scrittrice e giornalista che qualche anno fa ha lasciato le sponde del lago di Garda per coronare il sogno di vivere nel luogo che l’ha conquistata a inizi anni ’90. «Da mesi si sono accumulate in tutto il territorio, a bordo strada e vicino alle isole ecologiche, montagne di sfalci delle potature, che si sono seccati diventando altamente infiammabili. A questi cumuli si aggiungono sacchi di immondizia che non vengono rimossi. Le isole ecologiche (anche se per definirle così ci vuole uno sforzo di fantasia) sono uno sfacelo e c’è da aver paura a entrarci. È come se vivessimo da mesi con taniche di benzina depositate lungo le strade, e quando arriverà il maestrale, che è previsto nei prossimi giorni, saremo esposti a rischi altissimi. Ma già lo siamo, perché basta un mozzicone acceso per mettere a rischio un territorio abitato in estate da almeno 10.000 persone. Siamo oltre duemila proprietari di case, e paghiamo regolarmente e profumatamente la TARI (tassa rifiuti) e, chi non è residente, l’IMU. Costa Paradiso è la lottizzazione più grande della Sardegna e da più di cinquant’anni è il volano dell’economia locale e di buona parte del nord Gallura. Eppure veniamo trattati in modo indegno da chi dovrebbe offrirci servizi essenziali. Una situazione di degrado e inciviltà che sta mettendo a repentaglio la nostra sicurezza e la nostra salute, azzerando il decoro dell’ambiente e deprimendo il valore delle nostre abitazioni. Chiunque viene per passare una vacanza in questa splendida località rimane inorridito dall’incuria e dall’accumularsi di rifiuti che sono sparsi lungo le strade di tutto il comprensorio. Chi dovrebbe intervenire e tutelarci fa orecchie da mercante.»

La vicenda si inquadra in una ben più ampia querelle che vede da anni fronteggiarsi l’attuale amministrazione comunale di Trinità d’Agultu (di cui Costa Paradiso fa parte, costituendo la fonte delle maggiori entrate per le casse comunali e per l’economia del territorio in genere, con un introito calcolato sui 20 milioni di euro, stando cauti) e gli oltre duemila proprietari di case, rappresentati da un Consiglio di Amministrazione da loro stessi eletto.

«La materia del contendere», spiega Diana Lanciotti, «è il completamento della rete fognaria che non è più adeguata a servire un così elevato numero di utenze. In questo senso, Costa Paradiso sta scontando anni di amministrazioni “distratte” rispetto ai veri problemi. L’attuale Consiglio di Amministrazione della Comunità di Costa Paradiso, con il consenso dei proprietari, sta cercando di risolverli nel rispetto delle leggi vigenti. Purtroppo il Comune e parte dell’imprenditoria locale stanno frenando il normale iter che prevede il coinvolgimento degli enti preposti (in questo caso Egas e Abbanoa), nel solco della legalità. La situazione si sta trascinando da troppi anni e la conflittualità tra proprietari e amministrazione comunale è salita ingiustificatamente alle stelle, alimentata da chi pensa di trarre vantaggio dalle divisioni, incrinando lo spirito di collaborazione che ha improntato i rapporti negli anni passati.»

La tensione è alta, al limite dello scontro: sono tante le questioni in sospeso e le domande che sorgono.

«Ad esempio», spiega ancora Diana Lanciotti, «come mai il TAR (tribunale amministrativo regionale, n.d.r.), che dovrebbe decidere a chi spetta l’onere dell’impianto fognario, da otto anni continua a rinviare la sentenza, lasciando che una parte del territorio viva in una situazione di illegalità, con scarichi non consentiti? Lo stesso TAR che in situazioni analoghe, qua in Sardegna, non ha avuto difficoltà a riconoscere e sanzionare le inadempienze dell’ente pubblico. Come mai il Comune per anni ha rilasciato permessi di costruire anche su terreni non allacciati alla rete fognaria? Come mai gli enti preposti, pur avendo partecipato a diversi tavoli delle trattative, non danno seguito agli accordi presi e non si assumono i propri obblighi? Come mai i proprietari, attraverso la Comunità che li rappresenta, da anni devono prendersi in carico la gestione (con conseguenti spese e responsabilità) di opere pubbliche che non competono loro, come il depuratore e le strade? Come mai questa parte d’Italia viene ignorata da chi dovrebbe far rispettare le normative? Eppure non è il Far West… Siamo più di duemila proprietari e come cittadini italiani che pagano le tasse e hanno investito sul territorio abbiamo il diritto e il dovere di abitare in case a norma di legge e di chiedere a chi deve di provvedere al più presto. Non tocca al privato cittadino farsi carico di opere pubbliche, soprattutto quando c’è di mezzo la salute e la legge stabilisce chiaramente i ruoli. È assurdo che un territorio, di cui Costa Paradiso dovrebbe essere il fiore all’occhiello, non riesca a uscire dall’impasse e che qualcuno alimenti le contrapposizioni raccontando che i proprietari vogliono accollare ai cittadini di Trinità le spese della fognatura. Non è vero: la fognatura andrà fatta secondo la normativa, con il coinvolgimento degli enti preposti, come nel resto d’Italia. La legge è chiara. Gli interessi in gioco sono tanti, ma solo uno conta: quello di un territorio splendido da cui qualunque intento speculativo va tenuto lontano.»

A questa annosa querelle ora si aggiunge l’emergenza rifiuti, che proprio nella stagione propizia agli incendi sta diventando letteralmente esplosiva. Le due questioni paiono collegate da un filo conduttore: la posizione di belligeranza adottata dal Comune di Trinità d’Agultu nei riguardi del CdA eletto dai proprietari di Costa Paradiso per rappresentare i loro legittimi interessi.

Il contratto per la gestione dei rifiuti è stato infatti stipulato dal Comune di Trinità con una ditta specializzata nello smaltimento rifiuti, mentre il Consiglio di Amministrazione della Comunità di Costa Paradiso non ha mai avuto voce in capitolo in questo rapporto, da cui è totalmente escluso. Eppure è stato chiamato a risponderne con una denuncia per danno ambientale.

In proposito, l’ingegner Gianni Monterosso, presidente del Consiglio di Amministrazione di Costa Paradiso eletto dai proprietari, ci ha rilasciato questa dichiarazione: «Come CdA ci siamo da subito impegnati a risolvere la questione della fognatura, che si trascina da anni, e abbiamo fatto tutti i passi che ci competono per coinvolgere gli enti preposti e riportare la questione nell’ambito della legalità. Ma finora ci siamo trovati davanti al classico muro di gomma. A ogni passo in avanti ne seguono due indietro. E ora ci troviamo ad affrontare questa pericolosa emergenza rifiuti. Stiamo cercando di smuovere gli ingranaggi di enti che finora hanno ignorato il problema e qualcosa si sta muovendo. Ma non competerebbe a noi intervenire, perché il contratto per la gestione dei rifiuti è tra Comune di Trinità e la ditta appaltatrice, che finora ha disatteso gli impegni. Qualcuno sta cercando di far ricadere la responsabilità su di noi, che rappresentiamo la proprietà, ma è un gioco che non ci riguarda. Così come non ci interessano le beghe politiche, economiche e di potere che hanno per oggetto il nostro territorio, che abbiamo scelto per la sua bellezza e la sua particolarissima natura.»

L’ingegner Monterosso è uomo di grande competenza e preparazione, con una lunga esperienza ai vertici di importanti aziende.

«La persona giusta per risolvere i problemi stratificati nel tempo», commenta Diana Lanciotti, «che gode della piena fiducia della maggior parte dei proprietari. Per amore del luogo ha deciso di dedicarsi in regime di puro volontariato alla soluzione dei problemi, ma deve confrontarsi con una realtà difficile, abituata a un modus operandi che spesso sfugge alle logiche del buon senso e del ben agire.»

La società a cui il Comune di Trinità ha affidato l’appalto per la gestione dei rifiuti è del nord Italia.

«La ditta, forse non a conoscenza delle problematiche del territorio, sin dall’inizio ha mostrato la propria inefficienza. Il contratto firmato dal Comune di Trinità prevede una durata di 7 anni per un corrispettivo di 8,9 milioni di euro per la raccolta dei rifiuti su tutto il territorio comunale. Costa Paradiso, con 12.000 presenze in alta stagione, dovrebbe assorbire buona parte dell’impegno della ditta. Ma a una cifra così sostanziosa non corrisponde un servizio adeguato, nemmeno fuori stagione, quando le presenze sono molto poche. Ogni volta che l’abbiamo fatto presente sia al Comune che al gestore, non abbiamo ottenuto soddisfazione. Addirittura, per pura ritorsione, il Presidente del nostro CdA, in quanto legale rappresentante della Comunità, è stato denunciato per… reato ambientale. Semplicemente perché non si è considerato che noi non siamo attori ma vittime di questo sfacelo. O forse perché fa comodo rifarsi sui più deboli: quelli che hanno casa qua, pagano più del dovuto, e passano buona parte dell’anno lontani. Siamo davvero al paradosso, per non dire all’indecenza, di una giustizia che colpisce gli onesti cittadini che operano in totale correttezza e si impegnano senza nessun interesse personale. Mentre non sanziona gli enti e i fornitori inadempienti.»

Tutto è documentato da fotografie scattate dagli stessi proprietari, che vivono nel terrore dello scoppio di incendi o epidemie, e da una serie di denunce firmate da numerosi cittadini alla Procura della Repubblica e ad altri enti (Comune, Forestale, Vigili del Fuoco, società appaltatrice). Denunce che avrebbero dovuto sortire un’immediata rimozione del pericolo. Ma così non è stato. Un residente a Costa Paradiso si è rivolto alla Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco, scrivendo:

“Da mesi vengono accumulate decine e decine di metri cubi di sfalci e potature lungo le strade del territorio, nei parcheggi privati a bordo strada, nelle aree verdi e in prossimità dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti. Chi dovrebbe occuparsi per conto del Comune della raccolta di questo materiale vegetale, al pari dei rifiuti solidi urbani, è la società Ambiente Italia srl che ha un contratto settennale con il Comune Trinità d’Agultu e Vignola. Detta società è gravemente inadempiente nei confronti del contratto sottoscritto con il Comune e il disservizio causato non solo rende indecoroso il territorio per la mancata regolare raccolta dei rifiuti, ma nel caso degli sfalci si è creata una situazione di grave pericolo di incendio (…) chiedo un immediato intervento di sopralluogo e conseguenti misure di eliminazione del rischio. Chiedo che la mia incolumità personale e l’integrità dei miei beni sia tutelata e garantita dagli Enti preposti.”

«Il paradosso», commenta la Lanciotti, «è che la Forestale ha inviato un “richiamo” sia al nostro Consiglio di Amministrazione, quindi a chi rappresenta noi proprietari, vittime incolpevoli e privi di qualunque titolo per poter intervenire, sia al Comune. Mettendoci sullo stesso piano, come se noi, privati cittadini, avessimo le responsabilità che ha invece l’ente pubblico riguardo il grave pericolo che da un momento all’altro può trasformarsi in disastro: per la nostra incolumità e per l’ambiente. Siamo in piena stagione turistica e basta un niente perché la situazione precipiti. Il dubbio che qualcuno sta avanzando è che si voglia alimentare la polemica (Dio non voglia anche un incendio) per scaricare le colpe sull’attuale CdA, sostenuto dalla gran maggioranza dei proprietari ma inviso a chi ha evidentemente interessi diversi da noi proprietari. Ma non voglio credere che dietro questo pasticcio ci sia una regia: si tratterebbe di un vero e proprio disegno criminoso. Fatto sta che, se dovesse succedere il peggio, non ci saranno santi: tutti coloro che, pur dovendolo fare, non sono intervenuti per prevenire e sanare questa situazione insostenibile dovranno risponderne penalmente e moralmente.»

Famosa per le sue iniziative a favore degli animali attraverso il Fondo Amici di Paco, l’associazione no profit da lei stessa fondata 23 anni fa, e i suoi libri diventati veri e propri cult, di Diana Lanciotti non è altrettanto noto l’impegno a favore del territorio in cui vive e dove ha ambientato una parte dei suoi libri, come Black Swan e Mamma storna.

«Ho finora evitato di parlare di queste vicende fuori dall’ambito di Costa Paradiso: ho sempre preferito… lavare i panni in casa. A costo di non denunciare le minacce e le intimidazioni che ho ricevuto per aver cercato di risolvere i problemi e dire da chi erano causati. Per zittirmi mi hanno persino denunciata per… scarico abusivo perché, nell’impossibilità di allacciarsi a una fognatura che non c’è (e non per colpa nostra, ma degli enti che non hanno provveduto a realizzarla secondo la normativa vigente), la mia casa utilizza un’apposita fossa Imhoff, accettata dal Comune nel permesso di costruire. Ma nella mia stessa situazione si trova lo stesso denunciante, che ha importanti interessi sul territorio, e almeno metà delle duemila case, come me non allacciabili alla fognatura perché non è stata fatta da chi doveva farla. La responsabilità è di chi ha rilasciato i permessi e di chi in tutti questi anni non ha provveduto a dotare Costa Paradiso di una rete fognaria secondo le disposizioni di legge. Altro che denunciare privati cittadini per pura ritorsione… Come dicevo, più di mille case si trovano in questa situazione, eppure i denunciati sono sette: io e i sei componenti del CdA. La nostra grave colpa, agli occhi di chi crede di poter continuare a fare il bello e il cattivo tempo, è di pretendere che si operi secondo legge. Sembra che finora la legalità sia stata un’opzione, e se cerchi di introdurla o reintrodurla c’è chi si adopera per metterti in condizioni di… non nuocere e non intralciare il raggiungimento dei suoi personali scopi. Ma non possiamo più far finta che i problemi non esistano, e continuare a nascondere le briciole sotto il tappeto. Proprio perché amiamo tanto questo posto, che vorremmo fosse una perla del Mediterraneo, dobbiamo fare di tutto per salvaguardarlo. Il mondo deve sapere, e chi può deve intervenire. Lancio perciò un appello a tutti i miei colleghi giornalisti affinché diano visibilità a questo problema davvero impellente e diano voce alla nostra legittima protesta. E alla magistratura chiedo di intervenire per impedire che la situazione precipiti. E ai politici, locali ma anche nazionali, di fare la loro parte abbandonando posizioni ambigue, visioni clientelari e logiche elettorali. O si sceglie la legalità o per Costa Paradiso sarà la fine. Non c’è tempo da perdere. E chi lo perderà ancora, baloccandosi con rimpalli e scaricabarile o, peggio, ricorrendo a minacce e intimidazioni, dovrà risponderne.»

N.B. Il comunicato è stato inviato il 2 agosto. Il giorno successivo sono arrivati i camion della ditta incaricata della raccota rifiuti per asportare parte delle ramaglie accumulate da mesi. C’è voluta… la stampa, come spesso succede, per farsi valere.

Diana Lanciotti, pubblicitaria, giornalista e fondatrice del Fondo Amici di Paco, è nota per i suoi libri sugli animali. Per chi ama i gatti: C’è sempre un gatto-Dodici (g)atti unici con finale a sorpresa La gatta che venne dal bosco, storia piena di ironia, emozione e magia. Gli amanti dei cani la conoscono per la quadrilogia di Paco: Paco, il Re della strada, Paco. Diario di un cane felice, In viaggio con Paco Paco, il simpatico ragazzo, bestseller che hanno per protagonista Paco, il trovatello testimonial del Fondo Amici di Paco. Grazie ai libri fotografici I miei musi ispiratori, Occhi sbarrati e Mostri canini si è fatta apprezzare anche come fotografa. In Mamma storna ha narrato la storia vera di un piccolo storno caduto dal nido. Boris, professione angelo custode è stato definito “la più toccante testimonianza d’amore per i cani”. Unendo i temi a lei cari, amore, mare, animali, ha scritto Black Swan-Cuori nella tempestaWhite Shark-Il senso del mareRed Devil-Rotte di collisione e Silver Moon-Lo stregone del mare, romanzi d’amore e di mare con i quali ha inaugurato il filone del “romanticismo d’azione”. Con La vendetta dei broccoli, “giallo vegetariano” di grande successo, ha aperto un importante dibattito sulle scelte alimentari. L’esperta dei caniI cani non hanno colpe Ogni gatto è un’isola sono dedicati al tema della comprensione dei nostri animali, al quale si dedica dal 2008 nella rubrica “Parliamone insieme” sulla rivista Amici di Paco. In Cara Diana ti scrivo ha raccolto 22 anni di corrispondenza con gli “amici di Paco” ma non solo. Antivirus. Emergere dall’emergenza è una raccolta di scritti per capire l’attualità partendo da ieri, mantenendo la propria libertà di pensiero. Titolare dell’agenzia Errico & Lanciotti, che firma gratuitamente tutta la comunicazione del Fondo Amici di Paco, è direttore responsabile della rivista Amici di Paco e direttore editoriale di Paco Editore. Vive in Sardegna e sul lago di Garda con il marito, tre gatti e tre cani. Il suo sito è www.dianalanciotti.it

 

Simona Rocchi
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Alcune foto dei cumuli abbandonati e non raccolti da settimane o in alcuni casi mesi, scattate il 2 agosto 2020. Cliccando sui link le potete scaricare a risoluzione più alta.

– Foto d’apertura: Cumuli di sterpaglie in una zona densamente abitata di Costa Paradiso. L’incuria e il senso del pericolo sono le sensazioni che si ricevono girando per tutto il comprensorio dove questi spettacoli indecorosi si susseguono.

– Foto A Sterpaglie lungo una via di Costa Paradiso davanti all’entrata di un’abitazione. I proprietari sono giustamente preoccupati per il pericolo incendi.


– Foto B Sacchi pieni di sterpaglie accatastati nell’area di un’isola ecologica nei pressi delle abitazioni di Costa Paradiso. Ogni poche centinaia di metri, girando per il comprensorio, questi spettacoli indecorosi si ripetono. Ne abbiamo fotografati decine, tutti vicinissimi alle case.

– Foto C Sacchi pieni di sterpaglie accatastati nei pressi de Li Streghi, una delle zone più suggestive del comprensorio, dove le rocce sono scavate dal vento come spettacolari sculture. Ma quello che colpisce, invece della bellezza della natura, è il degrado provocato dall’uomo.

– Foto D  Rifiuti con vista mare. La bellezza del luogo passa in secondo piano davanti a questo spettacolo indecoroso.


– Foto E
A pochi metri dalle abitazioni i cumuli di sterpaglie si… accumulano. Il rischio incendi è molto elevato, ma nonostante le reiterate richieste di intervento inoltrate dal CdA e la denuncia di una propretaria inviata alla Procura della Repubblica il 19 luglio, al 2 agosto la situazione non è cambiata.

– Foto F Sterpaglie accatastate a ridosso delle abitazioni nella per ora vana attesa che la ditta incaricata le ritiri. Nelle ultime settimane, nonostante le segnalazioni del CdA e le denunce dei proprietari, la situazione è solo peggiorata. Sembra quasi che qualcuno stia conducendo un pericoloso braccio di ferro.

 

– Foto G Il 2 agosto, in piena stagione, la situazione di Costa Paradiso è questa: cumuli di sterpaglie a decine disseminati lungo le vie, a ridosso delle abitazioni. Il pericolo incendio è altissimo, come evidenziato nelle segnalazioni fatte dal CdA e dalle denunce inviate dai proprietari agli enti preposti.

– Foto H Il parcheggio di un’abitazione occupato da sacchi pieni di sterpaglie altamente infiammabili in una delle vie di maggior passaggio. Questa è l’immagine che chi viene a Costa Paradiso ha in questo periodo. Un luogo unico al mondo, deturpato a causa dell’inadempienza della ditta incaricata dal Comune con un contratto di 7 anni per quasi 9 milioni di euro.

– Foto I Cumuli di sterpaglie e immondizia sostano da settimane nella via che conduce a Lu Diaulu, una delle zone residenziali di maggior fascino di Costa Paradiso. Se questo è il biglietto da visita di uno dei territori più spettacolari del Mediterraneo, lo stato d’animo non può essere d’incanto come invece il luogo meriterebbe.

– Foto L Nemmeno la famosa Cupola che fu il nido d’amore di Monica Vitti e Michelangelo Antonioni, e quest’anno è stata scelta dal FAI come uno dei “Luoghi del cuore”, è risparmiata dallo scempio dei rifiuti. Queste sono le sterpaglie accumulate nel parcheggio adiacente la storica villa.

 

– Tramonto a Costa Paradiso verso l’Asinara

 

 

5 commenti per “Comunicato stampa sull’emergenza rifiuti a Costa Paradiso (Sardegna)

  1. Come proprietari di lunga data di CP vorremmo ringraziare Diana Lanciotti per i suoi instancabili sforzi contro così tanti casi di ingiustizia, sia Costa Paradiso per apprezzare questa bellissima piccola parte del mondo e ringraziarvi per aver reso giustizia. Anche nella sua vocazione di essere l’ultima risorsa per molti animali … Quello che fa è un premio valore. Grazie, grazie DIANA abbiamo urgentemente bisogno di più persone così coraggiose su questo pianeta

  2. Non ringrazierò mai abbastanza Diana Lanciotti per la battaglia che da anni sta coraggiosamente conducendo in favore di Costa Paradiso nonostante le minacce e le pressioni subite. Anch’io ho reclamato varie volte per l’indecenza delle “isole ecologiche”….
    Cordiali saluti

    Daniela

  3. Sei molto coraggiosa, grazie per quello che fai tutti i giorni, sei una combattente sono contenta di leggere che sono venuti a portare via un po’ di rifiuti pericolosi…. Hai un grande potere, la tua penna! Che anche stavolta ne ha colpito più di una spada!!!! Grazie ciao carissima !

    Carla

  4. Mi unisco ai ringraziamenti per tutti coloro che stanno cercando di risolvere il problema, come l’attuale CdA e chi cerca di sensibilizzare enti e privati cittadini divulgando informazioni.

    Concordo in pieno con il contenuto dell’articolo che mi permetto di integrare con tre sintetiche constatazioni pratiche e un’amara considerazione conclusiva:
    1. gli spazi adiacenti alle aree dei cassonetti sono cosparsi di immondizia caduta durante il caricamento sui camion dovuta alla noncuranza degli addetti; può succedere che qualcosa possa cadere, ma gli addetti dovrebbero lasciare l’area pulita al termine delle loro operazioni di raccolta
    2. la frequenza con cui vengono svuotati i cassonetti è insufficiente e le aree di raccolta diventano stracolme inducendo a lasciare i sacchetti anche all’esterno delle aree recintate (con grande gioia dei cinghiali)
    3. i cassonetti sono predisposti per la raccolta differenziata, ma in più di una occasione abbiamo personalmente osservato gli addetti caricare tutto insieme vanificando la differenziazione

    Infine, a riprova dell’esosità della TARI di Costa Paradiso, segnaliamo che, per quanto ci riguarda, è più del doppio di quanto paghiamo per un’abitazione più grande in una nota località sotto il Monte Rosa che, tra l’altro, è frequentabile anche in molti fine settimana mentre la presenza a Costa Paradiso purtroppo è limitata solo a un paio di settimane all’anno (con conseguente minor produzione di rifiuti).

  5. Mille grazie a tutte le persone impegnate per spiegare e risolvere questo problema.

    Ovviamente questa non è una questione di capacità, nemmeno una questione di finanziamenti, sembra essere una questione di preferenze personali.

    Costa Paradiso è una vetrina per l’intera regione con riconoscimento internazionale.

    Non è solo un problema per i proprietari e le imprese locali, danneggia la reputazione regionale della Gallura ed è un crimine contro la natura e la reputazione internazionale dell’Italia

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