DELFINI, FIORENTINA E PAR CONDICIO…

Due notizie, trasmesse in questi giorni al telegiornale delle 20, mi hanno letteralmente bloccato il boccone che stavo ingoiando, e che ancora adesso è lì che fatica ad andare giù.
La prima è che anche quest’anno saranno decine di migliaia i delfini catturati in Giappone, dove il primo ottobre si è riaperta la stagione di caccia che proseguirà fino ad aprile, per rimpolpare il mercato della carne e l’industria dei delfinari di tutto il mondo.

Si sono viste scene agghiaccianti, di questi poveri animali (che per me sono l’equivalente dei cani, in acqua), ammassati in questi immensi scannatoi, dove decine di pescatori si avventavano su di loro, in un mare di sangue e sofferenza. E così questi animali intelligentissimi e socievolissimi, che io ho sempre considerato i “migliori amici dei marinai”, vengono massacrati o deportati in massa, in parte per riempire i piatti di sciagurati umani alla ricerca di esotiche prelibatezze (vi restassero sullo stomaco per l’eternità!), in parte per divertire con le loro abili performance il pubblico dei delfinari.
Sono rimasta scioccata, come credo sia successo a tutti coloro che hanno visto quelle immagini. Ma è giusto che ce le abbiano fatte vedere, perché è giusto che sappiamo che cosa succede “prima”, prima, cioè, che un animale giunga su un piatto in tavola sotto forma di bistecca.
Trovo abominevole, crudele, indegno, che nel terzo millennio si compiano ancora tali misfatti in nome dell’ingordigia e del business.
Ma poi negli stessi giorni sempre i tg hanno diffuso la notizia che “grazie” a una decisione dell’Unione Europea è stato dato il via al ritorno della fiorentina (intesa come bistecca, quella tanto cara ai toscani).
Certo che se far parte dell’Europa porta a questi grandi… vantaggi, meglio starcene fuori…
Di fronte ai toni trionfalistici con cui il ritorno della fiorentina è stato salutato da cronisti e passanti intervistati per strada mi sono sentita ancora una volta male e, di nuovo, il boccone mi si è bloccato a metà, ed è ancora lì, indeciso.
Ma come? Con tutti i problemi che ci sono al mondo (la fame è uno dei più gravi, insieme alle malattie), vi sembra il caso di inneggiare al ritorno della bistecca con l’osso? Da come l’hanno salutato, pare che in questi anni “senza la fiorentina” gli italiani abbiano rischiato di morire d’inedia. Ma ora il suo ritorno, da come ce l’hanno presentato, è tale da segnare un’epoca. E presto, così come per datare le epoche storiche si dice “prima di” o “dopo Cristo”, non ci sarebbe da meravigliarsi che si arrivasse a contrassegnare gli anni vigenti, suddividendoli in “con” o “senza la fiorentina”… E un giorno qualcuno racconterà ai propri nipoti che dal 2001 al 2005 (cioè nell’era “senza la fiorentina”) le nostre tavole hanno vissuto tempi bui, i piatti erano sguarniti, squallidi, gli italiani languivano trascinandosi senza speranza e ricordando i tempi d’oro di “quando c’era lei”.
Lei, la fiorentina. Una bistecca con l’osso, derivata da un animale vivo, senziente, nato però e allevato solo per soddisfare gli appetiti carnivori di umani che, ancora, nonostante il parere di fior di nutrizionisti e oncologi (primo tra tutti il professor Umberto Veronesi), non vogliono o fanno finta di non capire che la carne non va mangiata, che no abbiamo bisogno di proteine animali, visto che le proteine possiamo trarle da una molteplicitòà di altri alimenti.
Ma come si fa, a persone abitudinarie e pigramente attaccate alle tradizioni e convinte che “altrimenti non si possa fare”, come si fa a far capire che si può e si deve cambiare? Come si fa?…
Idea! Forse ho trovato un modo: scriverò alla RAI appellandomi alla “par condicio”. Hanno mandato in onda le immagini sconvolgenti della mattanza dei delfini? Ah, sì? E perché i delfini sì e i manzi o i vitelli no? Perché questo trattamento così discriminante? Che mandino in onda, quindi, anche immagini girate nei macelli, in cui si veda, e con dovizia di particolari, come vengono uccisi i bovini, e si capisca, attraverso i loro sguardi, se soffrono o no.
In nome della par condicio e della completezza d’informazione ce lo devono, no?
Nel frattempo, se volete fare qualcosa per i delfini e scrivere al governo giapponese perché cessi questo orrore, andate sul sito della LAV, dove troverete immagini e petizioni da sottoscrivere.
E se volete fare qualcosa anche per i bovini, prima che si tramutino in bistecche (con o senza l’osso), fatevi una bella ricerca sulla dieta vegetariana. Che, vi ricordo, non comporta nessuna rinuncia, se non quella ad ammazzare esseri viventi.
Ed è, anzi, una grande, meravigliosa conquista.

Diana Lanciotti (da www.dianalanciotti.it)

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