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Da Diana un grazie e un appello agli “amici di Paco” e non…

Questo è l’editoriale con cui Diana apre il numero 56 di “Amici di Paco”, la rivista del Fondo Amici di Paco di cui è direttore responsabile.

“Carissimi amici di Paco,
innanzitutto vorrei augurarvi un buon anno, con la speranza che per chi ha trascorso un 2013 difficile questo sia finalmente l’anno della ripresa. Voglio anche ringraziare tutti voi che, nonostante la crisi, non ci avete fatto mancare il vostro aiuto, permettendoci di proseguire con le nostre iniziative di solidarietà.
E, personalmente, voglio e devo ringraziare chi ha comprato il mio nuovo libro “La gatta che venne dal bosco”, comprandolo per sé e per regalarlo. Siete stati fantastici, anche perché comprandolo ci avete aiutati ad affrontare un’emergenza che si è verificata in novembre: l’alluvione in Sardegna, che ha fatto tante vittime umane e colpito duramente anche molti rifugi, tra cui I Fratelli Minori di Olbia e l’Arca Sarda di Santa Teresa Gallura, che in molti conoscete perché da anni ci aiutate ad aiutarli.

Come leggerete nelle prossime pagine (quasi interamente dedicate all’emergenza Sardegna e in piccola parte all’emergenza che ha colpito in questi giorni l’Emilia Romagna) il Fondo Amici di Paco si è attivato immediatamente mandando aiuti ai due rifugi, che io e Gianni abbiamo visitato una settimana dopo l’alluvione. Abbiamo dovuto aspettare qualche giorno per non essere d’intralcio, perché i lavori di messa in sicurezza dei recinti hanno richiesto giorni e giorni di impegno immane da parte dei volontari, che hanno lavorato instancabilmente e con un’abnegazione davvero commovente.
È stata dura aspettare: noi eravamo in Sardegna, nei giorni dell’alluvione e, anche se nella nostra zona non è succcesso niente di grave, abbiamo capito subito che non molto lontano (a poco più di un’ora di strada da noi) la situazione era drammatica. Ma, come dicevo, andarci subito era impossibile, perché la viabilità era molto difficoltosa. e avremmo corso pericoli inutili Per fortuna sapevo che tutti i cani e i gatti erano stati salvati, anche se le strutture hanno subito danni ingenti. Ecco, allora, che ho pensato di “usare” il mio nuovo libro per aiutare i rifugi sardi, devolvendone il ricavato per la ricostruzione. Lo stesso ho deciso di fare con il mio Occhi sbarrati-Reportage dal canile, il cui ricavato andrà (anzi, è andato e sta andando) al canile di Cosetta, dove ho scattato tutte le fotografie contenute nel libro.
E ora, con l’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna, in particolare il modenese, ho deciso di devolvere il ricavato di un altro mio libro, Mamma storna, a due delle associazioni più attive sul territorio: la LAV e Il Pettirosso di Modena, che tanto hanno fatto e stanno facendo per salvare e accudire gli animali coinvolti dal maltempo.
Lascio spazio, qua sotto, a tutte le informazioni che vi potranno servire per aiutarci ad aiutare la Sardegna e l’Emilia Romagna. E, contrariamente alle mie abitudini (non so perché, ma chiedere aiuto da sempre m’imbarazza…), vi rivolgo un appello fatto col cuore: non dimenticatevi della Sardegna e dell’Emilia Romagna così duramente colpite dall’alluvione. Dateci una mano ad aiutarle, acquistando i libri, tante copie, e parlandone con tutti coloro con cui potete parlarne.
A proposito di parlare, vorrei finire con una nota dolente: Simona, la ragazza che si occupa dell’ufficio stampa, l’anno scorso ha insistito per creare una pagina Facebook del Fondo Amici di Paco. Be’… si è verificato quello che sospettavo: tante condivisioni, tanti “mi piace”, tanta solidarietà parlata, ma di beneficenza vera, fatta mettendo le mani al portafoglio (magari rinunciando a una pizza o a una sera al cinema… o all’ultimo modello di cellulare), non se n’è vista. In tanti ci hanno scritto: “ho girato a tutti i miei contatti”, ma senza versare un centesimo. Lo so, non sono discorsi simpatici da fare; parlare di soldi non è “elegante”, però purtroppo è con il vil denaro che si può fare beneficenza. Le parole non riempiono le ciotole vuote. E… non eliminano le pulci e le zecche.
Altra nota dolente, su cui tornerò con più tempo: ho notato che molti di voi, che ci hanno sostenuti per anni, hanno improvvisamente smesso di aiutarci.
Parlo proprio di voi che, con la vostra costante generosità, ci avete permesso di diventare un’associazione attivissima, in grado di fare tante cose splendide per i nostri amici animali: mi rivolgo a te Loretta, a te Nicoletta, a te Chiara, a te Silvia, a te Lorella, a te Silvana, a te Loredana, a te Gemma, a te Giselda, a te Stefania, a te Rosalinda, a te Maria Grazia, a te Tiziana, a te Rosa, a te Donatella, a te Daniela, a te Maristella, a te Caterina, a te Annamaria, a te Paola, a te Rosanna, a te Fiorenza, a te Graziella, a te Donata, a te Gianfranco, a te Claudio. A tutti voi, amiche e amici, che avete smesso di sostenerci. Lo so, alcuni di voi aiutano i canili vicini… non dico che non dovete farlo, anzi. Ma facendo mancare il vostro aiuto a noi, ci tagliate la possibilità di continuare a garantire aiuti ai rifugi che abbiamo sempre aiutato. Fate bene a dare aiuti diretti, però come ho spiegato altre volte dare 5 euro a noi non è dare “solo” 5 euro: è dare 5 euro che si sommano ad altri 5, e poi ad altri 5, fino a formare una cifra consistente che ci permette di andare dalle ditte che producono gli antiparassitari o il cibo e spuntare prezzi più bassi, che il singolo canile non potrebbe ottenere.
Quest’anno, se ce la fate, tornate a essere “amici di Paco”: tanti piccoli aiuti, messi insieme, fanno un grandissimo aiuto. Ce n’è tanto bisogno.
Un caro saluto a tutti voi”

Diana

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