Scrittura (idee, consigli)

Come proporre un libro

Anzitutto volevo complimentarmi per il suo libro: White Shark. Leggo prevalentemente romanzi ma non sempre mi appassionano; i personaggi del suo libro, invece, hanno avuto la capacità di materializzarsi nel mio cuore quasi fossero reali!
Arrivo al dunque: vorrei proporre una mia opera alla Casa Editrice Paco ma non trovo nessun indirizzo cui spedire il cartaceo.
Le sarei inoltre grata se volesse suggerirmi come propormi al “complicato” mercato editoriale.
Grazie mille
Una sua lettrice…..

Daniela F.

(clicca su “Leggi tutto” per leggere la risposta di Diana)

Gent.ma Daniela, La ringrazio per la Sua lettera.
Per quanto riguarda Paco Editore, forse Le è sfuggito che ne sono direttore editoriale, quindi è a me che dovrà inviare eventuali opere, che provvederò a girare ai nostri consulenti editoriali per una prima valutazione.
Per quanto riguarda la nostra casa editrice, attualmente stiamo cercando di implementare la collana “Amici di zampa”, libri che parlano di animali il cui ricavato, come del resto quello di tutti i libri di Paco Editore, va destinato al Fondo Amici di Paco per sostenerne le attività a favore dei cani e dei gatti senza famiglia (per saperne di più può visitare il sito www.amicidipaco.it). In ogni caso può inviarci una scheda sull’opera che intende sottoporci in modo che possiamo conoscerne i contenuti.
Per quanto riguarda le modalità di proposta al mercato editoriale, un autore che non abbia “santi in paradiso” (cioè conoscenze dirette per sapere chi contattare senza perdersi nei meandri di certe realtà farraginose) non può far altro che fare come Lei: scrivere o telefonare e sperare che qualcuno si degni di rispondere. Glielo dice una che ci è passata in prima persona…
Il consiglio è di cercare case editrici che le sembrino in sintonia con i contenuti dell’opera che vuole proporre. Partendo magari non dalle grandi, che sono troppo arroccate nelle loro torri d’avorio e difficilmente… sprecano il loro tempo con autori che non siano già non dico noti, ma notissimi.
Per quanto riguarda i piccoli editori, invece, stia accuratamente alla larga da quelli che le chiedono un contributo per la pubblicazione. Purtroppo stanno aumentando gli editori (o pseudoeditori… a volta sono semplici tipografi) di questo genere, che speculano sull’altrui voglia di pubblicare e non danno garanzie serie, né di tirature reali né di distribuzione, né di promozione.
Io stessa, per il mio primo libro “C’è sempre un gatto”, incontrai sulla mia strada un editore che all’epoca mi chiese… 13 milioni di lire. Ovviamente gli risi in faccia. Poi per fortuna trovai un editore serio (Mursia) e iniziai a pubblicare con loro.
Ora pubblico con Paco Editore (che non chiede contributi agli autori) per poter aiutare il Fondo Amici di Paco anche attraverso i miei libri.
Infine, quando troverà chi accetta di visionare la sua opera, prima di inviarla faccia in modo di averla riletta e ricorretta con attenzione e occhio critico almeno una decina di volte. Non è mai abbastanza, gliel’assicuro.
Eviti, per favore, la sindrome da “eiaculatore precoce della scrittura”. Una definizione non molto elegante, ma che rende bene l’idea. In gergo editoriale la si usa per definire chi “ha una fretta smodata, incontrollabile” di mandare fuori i propri scritti, senza preoccuparsi di leggerli e rileggerli o, come dice Stephen King, di “uccidere i propri cari”: eliminare cioè le frasi o le parti a cui noi siamo affezionati (la scrittura è come un parto, per lo scrittore, e le parole che scrive sono le sue creature), ma che un lettore terzo non troverebbe interessanti o consoni alla storia.

Con i più cordiali saluti

Diana Lanciotti

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