I nostri migliori amici

Boris, Zeus e il Paradiso

Carissima Diana,
volevo congratularmi per il tuo libro “BORIS Professione Angelo Custode”, che ho letto con immenso piacere e, non lo nascondo, spesso con il fazzoletto in mano; il 12 novembre 2009 ho perso il mio amatissimo Zeus, un pastore tedesco di 15 anni e mezzo.

Leggendo il tuo libro, mi sono ritrovata in tantissime situazioni da te vissute, ho pianto per la nostalgia e mi sono sentita vicina a te per il dolore per il tuo Boris. Ancora adesso non riesco ad adottare un altro cane, perché mi sembra di tradire il mio Zeus, al quale ho voluto bene come ad una persona. Ho un bambino di 8 anni e Zeus è stato come il mio secondo figlio. Ho scoperto il tuo libro dai miei amici veterinari, ai quali avevo fatto visita dopo la morte di Zeus, leggendo una recensione su una rivista per animali. Ti vorrei inviare una foto di Zeus ed una lettera che ho scritto ai miei amici veterinari in occasione del Natale 2009; nella lettera ripercorro un po’ la vita del mio cagnone, raccontando alcuni fatti che hanno riguardato loro, come suoi medici.
Volevo aggiungere solo una riflessione; mi sono chiesta: “Gli animali hanno un’anima? E se ce l’hanno esiste anche per loro il paradiso?”
Ho interrogato il parroco del mio paese e mi ha risposto che non possono andare in paradiso, in quanto sprovvisti di anima (versione ufficiale e più tradizionalista della chiesa cattolica). Alla stessa domanda l’insegnante di religione di Copparo (Stefano) mi ha detto che, a suo parere, non c’è una posizione ufficiale della chiesa; ma, in teoria non potendo scegliere fra il bene ed il male, per loro non può esserci una vita ultraterrena, dunque se così è sono sprovvisti di anima.
Daniele, insegnante di religione a Comacchio, mi ha risposto che la questione è tuttora aperta; un vecchio parroco, un tempo, per consolare un bambino per la perdita del suo amato cane, gli disse che avrebbe rincontrato un giorno in paradiso il suo amico a quattro zampe.
Ora io rimango con il mio dubbio, anche se sinceramente, nessuno può provare niente, dunque affermare con certezza.
Comunque voglio credere che il mio Zeus dall’alto mi veda, perché comunque, anche se non fosse vero, ne è valsa la pena averci creduto.
Un caro saluto e grazie per avermi donato ore piacevoli, ma anche un po’ malinconiche e forse terapeutiche per il mio dolore

Mara

(clicca su “Leggi tutto” per leggere la risposta di Diana)

Carissima Mara, non ho molto da aggiungere a quanto mi scrivi se non che, come ho già detto, il dolore che ci danno andandosene non sarà mai pari a tutte le gioie che hanno saputo donarci in vita, e quelle che ancora, ricordandoli, ci danno anche quando se ne sono andati. Il tuo Zeus ha fatto una vita felice lasciandoti tanti bei ricordi. Ma spero e ti auguro che presto un altro cane possa essere altrettanto felice al tuo fianco. Aver voluto e voler così tanto bene a un cane non dovrebbe precluderci la possibilità di amare ancora: l’importante è non cercare doppioni, un altro cane uguale (qualcuno finisce per chiamarlo con lo stesso nome dello scomparso, ma credo che non si debba fare: ogni cane è unico e irripetibile), non fare paragoni, ma accettare la differenza e l’amore che un nuovo cane sa darci.
Per quanto riguarda l’aldilà… io sono convinta che se c’è per noi ci sia anche per i nostri animali.
Se la Chiesa ci dice che c’è un paradiso per noi umani, non capisco perché poi ci dica che per gli animali non c’è. Sta tutto in un’interpretazione personale e soggettiva, ma se è vero che chi ci ha creato ha poi deciso di accoglierci in un paradiso, nessuno potrà mai farmi credere che questo stesso essere superiore non voglia accogliere, dopo averli lui stesso creati, anche gli animali.
In ogni caso chi ti ha dato quelle risposte a mio avviso un po’ sbrigative forse non ha tenuto conto di ciò che papa Paolo VI disse: "Un giorno rivedremo i nostri animali nell’eternità di Cristo".
Ti dirò che ormai non sto nemmeno più a perdere tempo a rincorrere i pareri di questo o quest’altro esponente della Chiesa su questo argomento.
Ciò che conta non è quanto pretendono di stabilire gli uomini, ma quanto ha stabilito Dio. E, soprattutto, quanto stabilisce la nostra coscienza che, a tutti noi che amiamo gli animali, dice che se c’è un futuro nell’aldilà per noi, di certo ci sarà anche per loro.
Un caro saluto

Diana

P.S. Sul numero 48 di Amici di Paco troverai la foto di Zeus e la lettera che hai scritto ai suoi veterinari.

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