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A proposito di Green Hill

Ricevo e pubblico molto volentieri il comunicato stampa del Coordinamento Fermare Green Hill, che ringrazio di cuore per tutto l’impegno profuso in tanti anni, con l’augurio che veda al più presto i suoi frutti.

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Martedì 8 maggio è diventata per tutti la giornata mondiale contro Green Hill e la vivisezione. Questa giornata lanciata dal Coordinamento Fermare Green Hill con il sostegno e l’appoggio di attivisti in tante parti del mondo, ha suscitato una tale attenzione da diventare uno dei momenti di picco del movimento antivivisezionista. In totale sono state 82 le città del mondo toccate da proteste, tavoli informativi, incontri con i consoli e ambasciatori italiani o anche semplici volantinaggi.Molte migliaia le persone coinvolte in tutti e 5 i continenti.
In Italia in una sola settimana siamo riusciti ad organizzare iniziative in 38 città e ad avere una partecipazione mai vista. I media hanno cominciato a parlarne già qualche giorno prima e tutto ha suscitato appoggio pieno da parte della gente, che finalmente ha scoperto il dramma della vivisezione e se ne sente partecipe. Tanta mobilitazione non è passata inosservata.
Perché l’8 Maggio?
Il 9 maggio presso la XIV Commissione del Senato dovevano essere presentati gli emendamenti al testo dell’articolo 14 per il recepimento della Direttiva Europea sulla sperimentazione animale. Sappiamo benissimo come le lobby della farmaceutica abbiano lavorato per fare pressione sui senatori e stiano chiedendo di applicare la Direttiva senza restrizione alcuna, ma sappiamo anche che l’86% degli italiani è contrario alla vivisezione e vuole chiuso Green Hill subito e ha applaudito la liberazione in pieno giorno dei cani da questo inferno.
700 le persone che hanno protestato a Milano e hanno invaso Piazza Duomo
Martedì 8 maggio abbiamo sentito con mano questo appoggio delle persone, che hanno ricevuto e letto con piacere i volantini, si sono informate, hanno fatto la fila per firmare le petizioni contro la vivisezione, hanno applaudito alle proteste. Non siamo più una minoranza, ma siamo un movimento che ha forte e largo appoggio e che al potere economico della ricerca su animali fa paura. Mai si era visto tanto fermento, mai i vivisettori hanno sentito così forte la rabbia di un popolo che non ne può più delle loro torture compiute in nome di una falsa scienza. Si stanno svegliando le coscienze, si scuotono gli animi e tremano i palazzi del potere fondato sul denaro!
La Commissione si prende tempo
Non sappiamo se per far calmare le acque, ma la presentazione degli emendamenti in XIV Commissione è stata rimandata di una settimana e si farà il 16 maggio alle ore 12.00.
A loro dire ci sono impedimenti tecnici per l’applicazione della legge che porterebbe alla chiusura di Green Hill e al divieto di allevamenti di cani, gatti e primati per la vivisezione (oltre che degli esperimenti senza anestesia). Ma è evidente che ci sono solo volontà economiche e politiche a sostenere i torturatori e gli aguzzini.
I nomi di chi voterà a favore di Green Hill saranno pubblici, per questo costoro temono un pessimo ritorno di immagine, per se stessi e anche per i partiti di appartenenza. Se non vogliono il loro nome associato alla vivisezione sarebbe semplicemente ora che ascoltassero la gente, invece di farsi comprare dalle mutinazionali. Ma sappiamo bene come funziona la politica…
Qualche parola sui media e sui politici
L’attenzione sulla giornata è stata alta e tutti ne hanno parlato, aumentando così la pressione su chi deve decidere se Green Hill chiuderà o resterà aperto. Purtoppo come succede spesso alcuni media hanno distorto le cose. In più di un quotidiano è stata riportata infatti la notizia che la giornata mondiale contro la vivisezione e contro Green Hill è stata promossa ed organizzata dall’ex ministro Michela Vittoria Brambilla. Il Coordinamento Fermare Green Hill smentisce pubblicamente questa informazione, ritenendo che sia dannosa per l’intera campagna che nasce fin da subito come movimento spontaneo di singole persone, senza simboli di appartenenza a partiti o associazioni, persone unite portando avanti contenuti e messaggi che non devono e non possono essere manipolati o strumentalizzati da nessun politico o personaggio in cerca di visibilità. Riteniamo che il cambiamento culturale, che prevede la presa di coscienza della responsabilità umana su tutti i tipi di sfruttamento animale, debba avvenire attraverso persone libere, consapevoli, coscienti che la disinformazione è strumentale a mantenere invariato lo stato delle cose.
La signora Brambilla nella giornata mondiale in cui erano organizzate ben 82 proteste nel mondo ha colto l’occasione per farsi fotografare di mattina con dei cuccioli di beagle in un parco Milanese, per avere visibilità in un momento così importante e apparire anche lei sui giornali. A chi ci ha sempre detto che l’appoggio di personaggi politici può dare visibilità alle problematiche degli animali noi abbiamo sempre risposto pacatamente che tale appoggio i politici lo devono dare nelle loro sedi e nel compito che a loro spetta, quindi legiferando a favore degli animali e prendendo posizione nei consigli comunali, regionali o nel parlamento, non andando in piazza per i flash dei fotografi a farsi propaganda elettorale tra gli animalisti o facendo promesse che troppo spesso non vengono mantenute.
In una giornata di tale portata e attenzione mediatica come quella di martedì non c’era assoluto bisogno di un personaggio politico in un prato con dei beagle per far parlare di vivisezione, su questo non c’è alcun dubbio. Ma il personaggio in questione aveva bisogno della giornata per far parlare di sè e continuare a promuovere la sua immagine di paladina degli animali e degli animalisti. Tanto che poi qualcuno ha detto che è stata lei ad organizzare queste 82 proteste in tutto il mondo e molti diranno poi che sarà stata lei a far chiudere Green Hill, non la lotta popolare di migliaia di persone che per due anni hanno fatto sacrifici e tanto hanno dato, o di quelle che si sono prese denunce pur di fare azioni spettacolari e far parlare di vivisezione, o di quei volontari che martedì hanno messo tanta energia per far sì che venisse fuori una giornata di tale portata storica.
Tra le nostre linee guida della giornata abbiamo precisato a tutti la volontà di non vedere simboli politici o di associazioni o partecipazione di personaggi politici nelle proteste, proprio per ribadire che di una lotta popolare si tratta, senza leader e senza simboli. Purtroppo approfittando di ingenuità o della difficoltà a gestire una situazione confusionaria in piazza, a Roma un senatore ha preso il megafono e ha parlato alle centinaia di persone. Anche qui ribadiamo che se viene svolto un lavoro contro la vivisezione è lodevole, se fatto davvero con passione e sincerità, ma che non è la piazza o un’iniziativa animalista il posto per farsi propaganda. Vogliamo i fatti e non le parole!
E’ veramente triste dover notare quanto a volte gli animali vengano strumentalizzati per la propria pubblicità personale.

Coordinamento Fermare Green Hill

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