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17 febbraio: festa del gatto. W i gatti!

Oggi si celebra la festa del gatto, animale oggetto di amore sfrenato o di odio esagerato. Come sottolinea Diana Lanciotti nel suo libro “C’è sempre un gatto-Dodici gatti unici con finale a sorpresa”.
Leggiamone insieme le prime righe dell’introduzione.

PERCHE’ DEI RACCONTI SU GATTI
Amo da sempre e con passione i gatti. La lunga frequentazione con questi splendidi esseri mi ha portato ad alcune ferree convinzioni.
La prima è che nei confronti dei gatti non si può restare impassibili. O piacciono (e si amano) o non piaccioo (e si odiano).
A causa della mia "felinomania" mi capita molto spesso di parlare di gatti, anche perché certe volte conoscere il pensiero delle persone sugli animali mi aiuta a inquadrane il carattere. Be’, non ho mai incontrato nessuno che mi dicesse: «I gatti? Non mi fanno né caldo né freddo.» Anzi, se ci fosse qualcuno che invece la pensa così, me lo faccia sapere, per favore. Rientra in una categoria tipologica che ancora non mi è capitato d’incontrare.
Di un’altra cosa sono convinta: che c’è sempre un gatto, per ognuno di noi. Un gatto che entra nella nostra vita, magari per caso o di soppiatto, e vi lascia un’impronta. Per quanti esiste un gatto che rappresenta qualcosa di speciale e riveste un significato particolare? Quanti recano dentro di sé l’immagine o il ricordo di un gatto?
C’è sempre un gatto, per chi sa meritarselo. Una presenza spesso discreta, ma carica di magnetismo, che talvolta arriva ad influire, in maniera anche profonda, sulla nostra esistenza.

da "C’è sempre un gatto-Dodici gatti unici con finale a sorpresa"(Diana Lanciotti – ed. Felinamente&C. gruppo Mursia, 1995).

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