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Trump presidente: la rivincita dei parrucchini

L’hanno preso in giro in tutti i modi, pensando che la gente badasse solo alle apparenze. Facendo credere, ad esempio, che sotto quel buffo “parrucchino” ci fosse il vuoto. Invece probabilmente Donald Trump è… un genio.
Da perdente senza scampo è diventato il 45° presidente degli Stati Uniti, mentre tutti si affannavano con tanto di numeri e statistiche a dimostrare che no, che mai, che figurarsi se il popolo americano avrebbe eletto un tipo così ridicolo e poco glamour…

Mentre gli intellettuali, i politicamente corretti, i cantanti e gli attori di grido facevano il tifo per la Clinton, lui ha saputo conquistare il popolo. Che se n’è fregato bellamente se Madonna o Beyoncé o Robert De Niro o Meryl Streep hanno usato la loro popolarità per sostenere una donna invischiata nell’establishement fin sopra i capelli.
Si sono stufati di questa politica elitaria e si sono riappropriati del loro diritto di esprimere democraticamente la propria volontà. Votando uno che ha saputo uscire dal gregge dicendo alla gente quello che la gente voleva. Alla Clinton, invece, la gente sembra fare un po’ schifo, e la sopporta giusto in quanto potenziale portatrice di voti.  In ogni caso per essere battuta le sono serviti un miliardo e trecento mila dollari… sperperati in un’inutile campagna elettorale farcita di slogan e finzioni.

Il mondo della cultura e dello spettacolo gli era contro… ma Trump è andato avanti per la sua strada. Ora c’è chi piange, chi prega (qualche donnina intervistata su un programma RAI) per paura che… Trump possa scatenare la terza guerra mondiale. Ma lo dicevano anche di Reagan, e tutte (o quasi ) le cose che dicevano di lui le hanno dette anche di Trump. E Reagan è stato un grande presidente, a detta di sostenitori e oppositori.

Perché dobbiamo sempre sindacare sulle scelte degli altri, e non siamo capaci di farci gli affari nostri? Perché critichiamo le scelte di un popolo che ha eletto democraticamente il proprio presidente, quando non siamo capaci di mandare a casa un dittatorello da strapazzo che ci sta portando alla rovina senza neanche essere passato dalle urne elettorali? Noi, che viviamo in un regime di dittatura, abbiamo il coraggio di criticare le scelte democratiche degli americani? Eggià… siamo in democrazia…

Io non avrei saputo chi votare, se fossi stata un’elettrice americana. So di certo che non avrei votato per la Clinton. Auspico da tempo governi in mano alle donne, però non “quella” donna, con “quel ” marito e “quell'” entourage di finanzieri, banchieri e intrallazzoni.

Il commento più divertente l’ha fatto Grillo, parlando del più grande Vday. Mentre il più sensato è stato di Marine Le Pen, che ha detto: «Non è la fine del mondo, ma è la fine di un mondo.» Il modo della finanza che tiene in scacco interi popoli, il mondo dei poteri forti che se ne infischiano di mettere sul lastrico intere nazioni.

Ora aspettiamo i commenti di Renzi, fino a ieri fan “della Hillary” e, con uno dei suoi camaleontici voltafaccia, probabile futuro amico fraterno di Donald Trump.
E ci sarà da ridere ad assistere alle capriole dei vari politici e governanti che finora sbavavano dietro alla Clinton, mentre da gennaio dovranno confrontarsi con il loro zimbello, spiegandoci di non aver mai voluto veramente che perdesse…

Diana Lanciotti

P.S. A proposito di Renzi: ormai per molti è “TutanRenzi” e tutto ciò che tocca… va in malora. È successo con gli atleti italiani alle Olimpiadi, con la sonda spaziale Schiapparelli che dopo il suo augurio si è schiantata su Marte, con le regioni terremotate, che dopo la sua visita sono state colpite da un nuovo teremoto di magnitudo ancora maggiore (cosa mai successa nella storia…) e ora con “la Hillary”. Per non parlare dell’Italia, che da quando lui dice chè è in ripresa va sempre peggio.
E se, dopo aver fatto tutti gli scongiuri, lo mandassimo a casa? Magari con un bel NO al prossimo referendum…?

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