I nostri migliori amici

Tassa su cani & C.

Ci sono ancora degli sconsiderati che insistono per la tassa sui cani… io  farei un’altra proposta (ma non so a chi dirla): mettiamo balzelli sui pedigree… chè tanto sono  quelli “di un certo tipo” (e tu capisci bene cosa intendo) che vogliono il pedrigree a tutti i costi… così forse si incentiva la gente ad adottare meticci e cani del canile…
Che ne dici?

Daniela

(Clicca su “continua” per leggere la risposta di Diana)

Cara Daniela, in effetti ogni tanto questa storia della tassa sui cani (anzi: sugli animali) torna a farsi sentire. Però, appena appare lo spauracchio all’orizzonte, c’è subito qualcuno pronto a smentire e a parlare di bufala.
In proposito, ti riporto un comunicato stampa dell’onorevole Gianni Mancuso, veterinario da sempre impegnato anche politicamente per migliorare le condizioni di vita degli animali.

"Sono da anni nell’agone politico, ma ancora mi stupisco di come si riesca a sollevare un
incredibile polverone sul nulla.
Una revisione della legge 281 del 1991 ”Legge quadro in materia di animali d’affezione e di
prevenzione del randagismo" era necessaria per un inquadramento organico delle materie
relative agli animali d’affezione e alla loro gestione. Il nuovo disegno normativo contiene
molte iniziative sulla gestione di canili e gattili, sulla prevenzione del randagismo, solo per
fare un esempio, che vanno nella direzione del miglioramento delle condizioni degli esseri
animali senzienti. In lavoro istruttorio era stata avanzata la proposta di dare la possibilità ai
sindaci di chiedere un piccolo obolo di pochi euro ai proprietari di animali, prevedendo le
opportune esenzioni, da investire esclusivamente in servizi comunali a favore degli
animali.
La ratio era un aiuto ai Comuni, sempre in carenza di fondi, nelle loro spese per il
mantenimento dei canili (4 euro al giorno per cane) e la gestione dei randagi.
Durante la discussione in Commissione si è convenuto che la crisi contingente rende
inopportuna qualsiasi richiesta di contributo e il comma relativo è stato espunto, tanto che
non sarebbe mai arrivato in aula.
Spiace che il mio nome venga coinvolto in questa fanfaronata, dimenticando tutte le
battaglie che ho portato avanti come parlamentare e come medico veterinario, dalla
diminuzione dell’IVA sulle spese veterinarie all’esclusione delle spese sostenute dai
proprietari, dal redditometro, la diminuzione dell’IVA sul cibo per animali.
La vittoria che ricordo con più soddisfazione è stata la firma, a ottobre 2010, della
Convenzione Europea sul trattamento animali, che ha definitivamente sancito il divieto del
taglio di code e orecchie ai cani. Vittoria che, purtroppo, non ebbe sulla stampa la stessa
risonanza della bufala di questi giorni. Forse perché, al tempo, non c’erano ballottaggi in
vista…
On. Gianni Mancuso
19 Maggio 2012"

L’onorevole Mancuso è una persona molto attiva e credibile, e infatti sulla nostra rivista "Amici di Paco" ospitiamo spesso i suoi interventi. Se fa queste affermazioni non posso che dargli credito.
In effetti, per noi che amiamo gli animali qualche euro (se davvero così fosse) da pagare ai comuni per aiutarli ad affrontare meglio il problema del randagismo non sarebbe poi una cosa spropositata. Ma se non la è per me e per te (che magari faremmo una rinuncia da un’altra parte) potrebbe costituire un problema per altri.
L’onorevole Mancuso parla di "opportune esenzioni", però non vedo facile la via dei distinguo. Quindi, alla fine, anche se una tassa sugli animali (ma quali, poi? Solo i cani sono rilevabili, in quanto iscritti all’anagrafe canina… ma i gatti? I furetti? I criceti? I pesciolini rossi?…) non sarebbe una cosa così terribile, la vedo comunque difficile da organizzare e gestire. E comunque esiste sempre il rischio che diventi controproducente.
Quindi meglio così: che ancora una volta tutto si sia risolto in una bolla di sapone.
Vorrei invece fare una considerazione su quella che l’onorevole Mancuso definisce bufala. In effetti, appena ho ricevuto una valanga di comunicati di protesta dalle varie fonti animaliste e dall’ufficio stampa di quella che non si sa perché continua a definirsi "ex ministro" Brambilla (come se io mi facessi chiamare "ex ventenne", o "ex studentessa"…) sono rimasta perplessa. Mi è sembrata una levata di scudi un po’ frettolosa e superficiale. E infatti poi è emersa la verità: non c’era nessuna legge in procinto di essere approvata, ma solo una proposta che la Commissione stessa ha giudicato inopportuna. Tutto qui.
Però ancora una volta devo rilevare come il mondo animalista a volte esageri con le reazioni, le proteste, i comunicati inviati alla rete a tambur battente.
Per ogni moschino che vola ormai parte un comunicato stampa di questa o quella associazione per protestare, per inveire, per "sollevare il caso" e il relativo polverone. Tutto diventa un affare di stato: anche una dichiarazione avventata, una semplice intenzione, un puro equivoco.
Il troppo rischia di sortire l’effetto opposto, di stancare chi non è così "addosso" alle problematiche degli animali come invece siamo noi, di ottenere una reazione di rifiuto anziché il giusto sostegno. Ciò a cui dobbiamo puntare, invece, è la presa di coscienza da parte di tutti per fare passi avanti concreti sulla strada dei diritti degli animali, che tanto amiamo ma che a volte qualcuno sventola a sproposito come una bandiera, quando sarebbe meglio lavorare senza toni urlati, ma con l’esempio costante, con equilibrio, senza mai mollare.
Se si continua a urlare per qualunque cosa, si finisce per infastidire o far scappare i nostri interlocutori. Si creano antipatia e stanchezza, anziché simpatia e interesse. Non per niente il Fondo Amici di Paco ha fatto suo il motto "persuadere con dolcezza". Lo facciamo da anni, ottenendo risultati che nel tempo si sono stratificati e consolidati.
Per quanto riguarda invece la tua proposta di tassare i pedigree, anche se interessante, sinceramente non la trovo una strada percorribile.
L’allevamento dei cani è una tradizione che fa parte della storia dell’uomo, e naturalmente del cane. E, se condotto entro termini leciti, legittimi, senza snaturare l’identità psicosomatica del cane, senza violentarne la natura e il benessere psicofisico, non me la sento di stigmatizzarlo.
Come ho già detto in passato non ho nulla contro le razze. Ciò che mi preme, piuttosto, è che, di razza o no, ogni cane sia amato, rispettato, accudito come merita.
In ogni caso il tuo punto di vista, per il quale ti ringrazio, è molto interessante. Tanto che oltre che qua, sul mio sito, lo pubblicherò sulla rivista "Amici di Paco", che viene diffusa in 12.000 copie e arriva anche a veterinari e ad alcuni politici attenti alle questioni animaliste.
Un caro saluto

Diana

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