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Orsi contro uomini… “Tu da che parte stai?”

Pur pressata da più parti a pronunciarmi su due tragici episodi che hanno visto di recente protagonisti gli animali, l’orsa JJ4 che ha ucciso un giovane nei boschi della Val di Sole e i due Rottweiler che hanno azzannato mortalmente una donna in Liguria, ho preferito prendere tempo per metabolizzare le notizie e cercare di farmi un’idea. Non è facile, per nulla, quando esseri che dovrebbero coesistere in armonia su questa terra sembrano non trovare una convivenza pacifica. Del resto non ci riescono gli uomini con i loro simili, figurarsi con creature di specie diverse.
Per quanto riguarda la tragedia della signora azzannata dai due Rottweiler non posso che ripetere quanto di recente ho affermato circa un’altra aggressione purtroppo mortale: manca una cultura cinofila che renda tutti edotti del fatto che i cani non sono giocattoli, e certe razze lo sono ancora meno (v.https://www.dianalanciotti.it/rottweiler-sotto-accusa/).
Sul fatto dell’orsa invece faccio davvero fatica a pronunciarmi. E, mi chiedo, è davvero così indispensabile? Non è che per forza di cose si debba sempre avere un’idea su tutto. La tendenza generale, alimentata dai social e dai talk show, è invece di creare ed esacerbare contrapposizioni, accendere dibattiti, favorire il tifo da stadio su qualunque questione. L’abbiamo visto con il covid, con la contrapposizione spinta (e ingiustificata) tra novax e sivax e lo si sta vedendo tuttora con la guerra in Ucraina, quando invece di accettare che esistano posizioni sfumate si pretende che tutti si schierino: o col nero o col bianco. Non esistono toni intermedi. I grigi non sono ammessi.
Un mondo scomodo, per me e chi come me tende invece a considerare le vicende da vari punti di vista nella convinzione che la verità non stia mai solo da una parte.

“Tu da che parte stai?” mi hanno chiesto in tanti in questo periodo. Come se fosse inconcepibile che non si voglia ridurre tutto a una partita di calcio.
Quando sento la frase “stare dalla parte giusta”, sulla bocca di tanti nei giorni scorsi a proposito della storia d’Italia (ogni riferimento al 25 aprile è voluto), mi viene da pensare che proprio la Storia, di cui tutti siamo figli oltre che artefici, nonostante ci provi in tutti i modi a insegnare non ha buoni discepoli. Che bisogno c’è, infatti, di schierarsi sempre da una parte o dall’altra?
Eppure, se ascolti i dibattiti di cui ogni canale tv ormai straripa, persino sulla vicenda dell’orsa trentina non puoi non schierarti: o sei con l’orsa (e quindi accetti che abbia ucciso un essere umano, e quasi dai a lui la colpa di essersi fatto ammazzare) o sei con la vittima e quindi accetti che l’orsa e altri orsi giudicati “pericolosi” vengano abbattuti.
Ecco, “abbattuti”… anche con i termini si gioca per creare scalpore e acuire le contrapposizioni. Parlare di abbattimento richiama alla mente l’idea di qualcuno che imbraccia un fucile o impugna una pistola e fa secca la povera orsa. Una barbarie che solo a pensarci fa inorridire. In realtà, qualora JJ4 venisse condannata, si procederebbe con la stessa metodica praticata per la soppressione dei nostri cani e dei nostri gatti quando stanno così irrecuperabilmente male e il veterinario coscienzioso stabilisce che mantenerli in vita sarebbe solo un crudele allungamento della loro sofferenza. Anche JJ4 verrebbe sedata e quindi accompagnata al suo destino con una morte “dolce”…
Come? Cosa dite? Mi è sembrato di sentire la voce di qualcuno sollevarsi indignata: «Allora se fai queste distinzioni vuol dire che stai con chi vuole la morte di JJ4!»
No, non sto affatto con chi vuole uccidere un’orsa che si è comportata da orsa, difendendo i suoi cuccioli da quello che lei ha ritenuto un pericolo. Ma non sono neppure dalla parte di chi vuole far passare il concetto che il fattaccio sia successo una tantum e si possa riprendere a vivere facendo come se non fosse successo.
Sono solo stufa di questo teatrino, di questa rissa infinita che vede scontrarsi senza tregua animalisti e… il resto del mondo. Sono stufa di questo tifo da stadio che va in onda a reti unificate quando si parla della questione degli orsi. Sono stufa di personaggi antipatici, spesso anche incompetenti, chiamati a recitare una parte e sostenere un punto di vista magari condivisibile, la cui condivisibilità viene però subissata dalla loro totale mancanza di empatia e da proclami puramente ideologici. Personaggi, di entrambi i fronti, che non fanno altro che azzuffarsi perché ormai i dibattiti in tv funzionano così, e se vuoi che ti invitino devi adeguarti a scendere nell’arena dove il conduttore, più che il pubblico, vuole veder scorrere il sangue. E lì devi per forza recitare una parte, che se sei animalista è tutta e solo dalla parte degli animali e se non lo sei è tutta e solo dalla parte degli uomini. Non ci sono vie di mezzo.
Sono stufa di personaggi per cui l’animalismo è un mestiere come tanti, costretti a sostenere le loro tesi anche quando la fanno a botte con la realtà e il buon senso. Ma se così non facessero sarebbe come se il dipendente di un’azienda (come sono ormai certe organizzazioni animal-ambientaliste) parlasse male della propria azienda o sostenesse tesi in contrasto con l’interesse aziendale.
Sono stufa di sentir dire da certi animalisti che dovremmo accettare l’accaduto perché l’anno scorso i cacciatori hanno ucciso 15 persone. Non mi è chiaro se chi lo sostiene voglia per caso intendere che per pareggiare il conto dobbiamo accettare che gli orsi uccidano altre 14 persone. O sentirli dire che nel Parco d’Abruzzo nessun amministratore si sogna di invocare la morte degli orsi neanche quando avvengono dei ferimenti. Quindi, su stessa ammissione di chi fa queste incaute affermazioni, anche lì, oasi a metà, le aggressioni non sono un fatto raro.
Sono stufa di sentir dire che si tratta dell’unica l’aggressione mortale da parte di un orso in 150 anni. Quindi… tutto bene?
Sono stufa di sentire certi animalisti perennemente arrabbiati dire che bisogna boicottare il Trentino. Ennesima regione che si aggiunge alla lista dei proscritti da parte di fanatici che per smuovere le autorità non esitano a infangare o prendere di mira un’intera popolazione, facendo di ogni erba un fascio. Dov’è la logica, dov’è il disegno, dov’è la strategia?
Sono stufa di sentire l’etologo di turno che ci spiega la differenza tra animali pericolosi e animali lesivi… Che cosa cambia, nei fatti? O la zoologa che come se parlasse di erbacce infestanti da estirpare spiega che dal punto di vista zoologico per JJ4 sarebbe preferibile l’eutanasia alla cattività.
Tramontata l’era delle virostar, è l’ora delle zoostar. Dio ce ne scampi.
Sono stufa di sentire pseudoesperti pontificare senza fornire soluzioni concrete. Però sono anche stufa di sentire giornalisti e politici addurre argomentazioni di cui loro stessi sembrano poco convinti (ma che servono ad accarezzare l’opinione pubblica, fatta di elettori e lettori) e arroccarsi su posizioni che rasentano il ridicolo, accampando argomentazioni flebili, della stessa consistenza di un budino. O amministratori locali dal grilletto facile che, invece di ammettere il fallimento della politica, con l’arroganza tipica di chi non ha sostanza vogliono avocare a sé decisioni che non sono in grado di assumersi per manifesta incompetenza. E aizzano gli uni contro gli altri per sviare l’attenzione dalle proprie responsabilità.
La verità è che… già, ma qual è la verità? È che in tanti si sono messi di buzzo buono a combinare questo colossale pasticcio: amministratori locali, operatori turistici e ambientalisti uniti in un osceno abbraccio che, anni fa, li ha visti decidere tutti insieme appassionatamente che, poiché l’orso bruno trentino si stava avviando all’estinzione, bisognava importare nuovi orsi. E da dove? Mica dall’Abruzzo, dove pare che gli orsi marsicani siano più pacifici (sempre che nessuno, ovviamente, gli faccia saltare la mosca al naso). No, troppo semplice. Li hanno importati dalla Slovenia. Dove, anche se tutti la portano a esempio di buona gestione, gli orsi sono numericamente così cresciuti che quest’anno è previsto l’abbattimento di oltre duecento esemplari (cosa che avverrà invece in modo cruento, per mano armata di cacciatori ufficialmente incaricati del massacro).

Il progetto Life Ursus, finanziato dall’Unione Europea, venne avviato nel 1996 dal Parco Naturale Adamello Brenta in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento e l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (ISPRA) con lo scopo di tutelare la popolazione degli orsi bruni del Brenta. In realtà, per come si è evoluto, o anzi involuto, è lecito dire che poggia le basi su motivazioni puramente economiche, del tutto estranee alla salvaguardia delle specie in estinzione. La pioggia di fondi europei, come succede spesso in questi casi, è servita a dilavare qualunque rigurgito dalle coscienze di chi avrebbe obiettato che forse non era il caso di portare da fuori orsi notoriamente più aggressivi degli orsi bruni trentini. Orsi sloveni, appunto, che incrociandosi con gli orsi trentini avrebbero introdotto i geni di una maggiore aggressività, soppiantando il carattere più pacifico e timido dei plantigradi autoctoni.
Sul sito del Parco Adamello, alla voce “Life Ursus” si legge:

“Numerosi i partner che hanno collaborato all’iniziativa. Accordi operativi, oltre che con le quattro province confinanti con Trento, sono stati fatti anche con l’Associazione Cacciatori Trentini, che collabora tuttora anche al monitoraggio degli orsi, con il WWF – Trento e con numerosi altri enti, organizzazioni ed associazioni di categoria.
La fase preparatoria del progetto ha previsto anche un sondaggio di opinione (affidato all’Istituto DOXA di Milano) che ha coinvolto più di 1500 abitanti dell’area. I risultati sono stati sorprendenti: più del 70% ha dichiarato di essere a favore del rilascio di orsi nell’area. La percentuale ha raggiunto addirittura l’80% con l’assicurazione di adottare misure di prevenzione dei danni e gestione delle situazioni di emergenza.”

“I risultati sono stati sorprendenti”, ci spiegano: addirittura l’80% della popolazione (intervistata durante il sondaggio) si è dichiarata favorevole all’introduzione degli orsi. Già. Sono del mestiere (mi occupo da trent’anni di marketing e comunicazione) e posso dire con assoluta cognizione di causa che i sondaggi possono essere pilotati nella direzione voluta dal committente, in base a come si formulano le domande e come si interpretano le risposte. Pratica del resto ampiamente utilizzata nei sondaggi politici…
Facile perciò, se non spieghi alla popolazione rischi e benefici e poi ti addormenti sugli allori di questo “inaspettato” plebiscito a favore degli orsi e pensi solo a intascare i fondi europei, che tutto vada a rotoli. Le premesse c’erano tutte.
E infatti da lì in poi il pasticciaccio si è ingigantito, con l’avallo o comunque la passività di chi ha fatto finta di non accorgersi che gli orsi, resi più “confidenti” come ci spiegano gli esperti, sentendosi a proprio agio come un pisello nel suo baccello grazie a risorse così facilmente disponibili non si sono schiodati dalla zona ristretta in cui erano stati immessi con l’idea (fallace) che da lì si sarebbero sparpagliati in tutto l’arco alpino. E sapete perché in Trentino si sono trovati così bene da eleggerlo a casa definitiva? Perché hanno sempre avuto cibo pronto e di facile reperibilità, tra cassonetti non antintrusione e abitanti o turisti che lasciavano avanzi di cibo per gli orsi… che sono così carini e vederli dal vivo procura sempre una piacevole scarica di endorfine che, si sa, fanno bene all’umore. E, oltre al famoso liquore al carciofo, che c’è di meglio di una sana botta di ormoni della felicità contro il logorio e il grigiore della vita moderna?
E così, resi più “confidenti” da questo fast food a cielo aperto, gli orsi hanno finito per fare l’associazione uomo-cibo. Non nel senso che considerano l’essere umano un prelibato bocconcino, ma un procacciatore di cibo. Esattamente come i cinghiali che ormai imperversano in tante zone abitate d’Italia, resi “confidenti” dal cibo sempre a portata di zampa lautamente elargito dai cassonetti o dagli irresponsabili che lasciano avanzi in giro o addirittura gli allungano un boccone. Perché, si sa, i cuccioli di cinghiale hanno quel musetto così irresistibile… e che dire di quelle righe sui fianchi che li fanno sembrare personaggi dei cartoni animati, dove gli animali sono spesso umanizzati, ma nella realtà di umano non hanno neanche un pelo?
Purtroppo all’epoca pare che nessuno si sia posto il problema. Ripopolano con animali selvatici, veri, in carne e ossa, mica delle sagome in cartone, e poi pretendono di poter continuare a vivere come se non ci fossero. Sarebbe come popolare il Po di alligatori e poi pretendere di andare a farci il bagno con la famiglia.

E ora… come se ne esce? Come si risolve quer pasticciaccio brutto del Parco Adamello? Al di là delle polemiche, del tifo da stadio, delle contrapposizioni, servirebbe una visione che vada oltre il proprio ombelico. Soluzioni rapide ed efficaci che rimedino in modo definitivo ai disastri combinati da speculatori incompetenti. Nessun abbattimento, quindi, che avrebbe solo il sapore e la crudeltà di una vendetta o di un lavaggio di coscienza postumo e lo scopo di soddisfare la sete di sangue di una parte di opinione pubblica più incline all’emozione senza ragione, soprattutto se condizionata da politici e giornalisti che giocano con le vite altrui (umane e animali): i primi a scopi elettorali, gli altri per creare scalpore e innalzare gli ascolti.
Nessun abbattimento e nessuna eutanasia, quindi, ma il ricorso a rimedi non così fantascientifici come la sterilizzazione e il trasferimento in zone lontane dai centri abitati, anche attraverso quei famosi corridoi faunistici che permetterebbero agli orsi di spostarsi da lì, superando gli ostacoli rappresentati dall’autostrada, dal fiume Adige e dalla ferrovia. Per quanto riguarda JJ4 e gli altri tre orsi rinchiusi al Casteller, il trasferimento in un’oasi faunistica.
Se invece di sollevare un inutile vespaio gli amministratori sollevassero finalmente i loro pesanti deretani incollati alle poltrone e dessero la parola ai tecnici, si sarebbe già trovata una soluzione sensata, civile, umana.
Come esseri “superiori”, siamo proprio noi umani i responsabili delle vite e dei destini degli animali. Esserlo comporta assumerci delle chiare responsabilità quando il nostro compito di tutori del pianeta non viene svolto in modo adeguato.
Ma a quanto pare le soluzioni intelligenti e di buon senso non interessano a nessuno. Sennò di che cosa si parlerebbe nei talk show? Se l’orsa JJ4 finisse di essere argomento di conversazione (accesa) bisognerebbe inventarsi una nuova emergenza per non rischiare di uscire dai circuiti della visibilità a tutti i costi.
Però, per favore, basta col tifo da stadio e le risse in tv.

Diana Lanciotti

 

P.S. A distanza di qualche giorno il sito della Provincia autonoma di Trento pubblica un comunicato in cui si rassicura sul fatto che “nessuna zona è interdetta per la presenza di orsi”. Vi si legge testualmente:

Nessuna strada in Trentino è stata chiusa a causa della presenza dell’orso nei boschi. Lo precisa il Servizio foreste della Provincia autonoma di Trento, che smentisce quanto riportato su alcune pagine social, secondo cui in diverse zone delle Giudicarie e della Val di Sole sarebbe stato interdetto l’accesso a strade forestali e piste ciclabili per via della presunta presenza di orse con cuccioli. Il Corpo forestale non ha mai invitato nessuno ad allontanarsi dai boschi, dove comunque nelle zone in cui sono presenti i plantigradi è bene seguire le regole di comportamento riportate sull’apposita segnaletica e sul materiale informativo elaborato dall’Amministrazione. Si ricorda peraltro che la presenza di femmine di orso con i cuccioli non rappresenta un impedimento per il libero accesso ad una determinata area: sul sito istituzionale dedicato ai grandi carnivori è disponibile il servizio che consente di conoscere le aree del Trentino in cui sono segnalati i diversi nuclei. Attualmente sulla cartina sono riportate 12 segnalazioni di cucciolate dell’anno (che non corrispondono necessariamente a 12 cucciolate diverse).

Forse sono io che non ci arrivo, ma in un momento così delicato un po’ di prudenza in più non guasterebbe. Mi pare di rilevare un certo bipolarismo nella comunicazione della Provincia di Trento: da una parte fanno la guerra agli orsi, dall’altra rassicurano la popolazione (e soprattutto i turisti che si accingono a decidere se scegliere il Trentino tra le proprie mete vacanziere) che è tutto ok madama la marchesa.
Mi convinco sempre di più che questo enorme pasticcio sia causato dalla leggerezza che ha accompagnato la decisione di ripopolare di orsi i boschi trentini a puri scopi turistici, e cioè economici. Poi la situazione gli è scappata di mano e non sanno come venirne fuori.

https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/Comunicati/Orso-nessuna-zona-interdetta-per-la-presenza-dell-animale

 

 

8 commenti

  • Giovanna

    Cara Diana, aspettavo la tua opinione e come sempre mi hai sorpresa per la tua capacità di analisi fuori da qualunque tracciato e conformismo. Un punto di vista che abbraccia tanti punti di vista è quello che serve in questa bagarre che non cenna a placarsi. Ora è arrivata anche la morte dell’orso M62: voluta, causata o accidentale? Certo che tutto il vespaio alimentato da media, politici e animalisti non sta facendo il bene degli animali e neppure della popolazione. Come dici tu mettere uno contro l’altro serve ai politici per sviare l’attenzione dalle proprie responsabilità.
    Con sincera stima

    Gio

  • Annarosa

    Sono d’accordo con lei: la ragione e il torto -come diceva Manzoni – non si dividono con un taglio netto. Penso all’umano morto e a quei poveri orsacchiottti e alla loro mamma.

  • Patrizia

    NON HO NIENTE DA AGGIUNGERE A QUELLO CHE HAI SCRITTO. HAI CENTRATO IN PIENO IL MIO PENSIERO IN QUESTO MONDO DI GENTE CHE DEVE DIRE LA SUA AD OGNI COSTO, SENZA NEANCHE CONOSCERE MINIMAMENTE IL “PROBLEMA”.

    PATRIZIA

  • Gianfranco

    Buon giorno, Diana.
    Che l’orsa abbia fatto il suo “mestiere di orsa” per difendere i cuccioli, non c’è dubbio, nè niente di strano. Gli Animali reagiscono per istinto, non conoscono la cattiveria, al contrario degli “umani” che, spesso con malvagità, si accaniscono gli uni contro gli altri. Il detto “Homo homini lupus”, risale a Plauto e non credo sia mai stato smentito. Quì non è questione di Buoni o Cattivi, Pro o Contro. L’Opinione Pubblica, secondo me, sta reagendo all’atteggiamento di Fugatti, presidente della Regione Trentino A:A, che sta dimostrando di accanirsi in modo assolutamente personale contro l’orsa, in questo frangente, e non solo! Anche contro altri orsi che, alla fine, se non vai a scomodarli in modo improvvido nel loro ambiente, probabilmente non ti guardano neanche. D’altra parte, io personalmente, che ho sempre goduto della compagnia di cani di ogni razza fin da quando avevo 4 anni ( ne ho 69!! ), mi guarderei bene dal mettere la mano vicino ad una cucciolata anche di cani di piccola taglia..! Ogni madre difende la propria con le unghie e coi denti (d’altra parte, un cane o un orso ha solo quelli a disposizione, mica il mitra..!!). Credo, dunque, che il buon senso ( che “dovrebbe” guidare le azioni di un essere umano) ci voglia in ogni caso, e non ci sarebbe bisogno nè di piangere il morto, nè tantomeno, di ricorrere a reazioni “sbracate” da parte di pubblici amministratori che, probabilmente, dovrebbero soppesare meglio le parole con le quali esordiscono, talvolta, in modo gretto ed infelice, tenendo presente, infine, che è stata la stessa madre del “podista” (smettiamola con gli inglesismi) ucciso dall’orsa, che si è pronunciata contro la “vendetta” auspicata, invece, dal “prode” Fugatti con innumerevoli ordinanze che, oltretutto, finora, i Tribunali hanno annullato!
    Auguri per il prosieguo della Tua Missione in favore dei cani e di tutti i nostri amici “pelosi”.

    Gianfranco

  • Gabriele

    Condivido in pieno; mi considero un animalista ma non piace neanche a me la visione bianco/nero; e spesso molti animalisti mi sembrano i tifosi delle curve di calcio.
    E questo dell’orsa sarebbe proprio il caso di non mettersi a fare i tifosi.
    Cordiali saluti

    Gabriele

  • Luisa

    Come sempre una disamina equilibrata senza lasciarsi trascinare dalle follie animaliste o dalla sete di vendetta degli amici dei cacciatori.
    Se persino i genitori del povero Andrea non hanno chiesto la testa dell’orsa forse è il caso di femarsi a riflettere. Ho diffuso questo splendido articolo tra i miei contatti e molti che avevano posizioni molto nette mi hanno ringraziata per averli aiutati a riflettere.
    Grazie Diana e complimenti

    Luisa

  • A. B.

    Cara Diana,
    ti scrivo in un momento di profonda amarezza. Parlavo con un condomino – credevo fosse un amico, ma non lo era – di quel corridore morto in Trentino, ed infelicemente ho esclamato: «Adesso se la prenderanno con l’orso!» Stavo per aggiungere: Sono stati messi i cartelli? Si è fatto volantinaggio informativo? E mi sono messa a piangere.
    Subito, l’altro ha detto che sono una animalista – e non è vero – che lui ucciderebbe i cani disabili sul carriolino, che le nutrie nei fossi andrebbero ammazzate, che in Germania fanno bene a sparare agli orsi che vengono da fuori, che non sono normale e sono da manicomio.
    So quanti scherni, accuse, maledizioni, vere proprie molestie telefoniche ho subito quando avevo con me il gatto, visto che secondo i telefonisti ero colpevole di averlo, volergli bene ed avergli dato un nome umano, so che per due volte ho rifiutato di abbandonarlo – e non ne sono pentita, perché avrebbe significato condannarlo a morte sicura, per mano umana – so quanto ho patito perché quando insegnavo ero d’accordo con una collega di parlare anche del WWF, nell’ambito del Piano Offerta Formativa, ma sbaglio ad amare la natura e gli animali, portare il cibo a due gattili? Davvero sono da manicomio e non sono normale?
    Scusa lo sfogo, ma sono stanca di essere accusata!
    A.

    • Diana Lanciotti

      Cara A., è chiaro che la tua è una domanda retorica e tu per prima sai di… non essere da manicomio. Amare gi animali è un sentimento che nulla sottrae all’amore per gli esseri umani, eppure ci sono ancora quelli che ci credono. Peccato per loro, che non hanno mai conosciuto l’amore per e dagli animali.
      I cuori aridi purtroppo non capiscono e il loro egoismo impedisce loro di aprirsi a qualunque compassione verso il prossimo, che sia umano o animale non cambia.
      Poi in ogni cosa serve l’equilibrio. Ma se non si porta via nulla a nessuno, siamo liberissimi di amare svisceratamente gli animali e volerli aiutare senza sentirci o sentirci dare dei matti.
      Un caro saluto

      Diana

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