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Non voto più, mi dispiace

Dopo il voto del Senato che ha sancito l’approvazione di una maggiore liberalizzazione della caccia, di cui abbiamo riferito più sotto, e dopo che il Fondo Amici di Paco ha diramato un comunicato ufficiale in cui condanna la decisione del Senato, Diana Lanciotti ha scritto una lettera personale al presidente Berlusconi per esprimergli la sua delusione e invitarlo a intervenire per bloccare la legge.

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Padenghe sul Garda, 31 gennaio 2010

Gent.mo Presidente Berlusconi,
Le scrivo in seguito all’approvazione da parte del Senato dell’art.38 della legge comunitaria, che consente un’ulteriore liberalizzazione della caccia e la strage autorizzata di animali selvatici, di uccelli migratori, di cuccioli non ancora svezzati dai genitori.
Il Fondo Amici di Paco, associazione nazionale per la tutela dei cani della quale ho l’onore di essere presidente onorario, ha diramato un comunicato stampa nel quale dichiariamo il nostro completo dissenso a questo voto. Inoltre, attraverso il sito www.amicidipaco.it (seguito da migliaia di persone) e la rivista “Amici di Paco”, letta da una media di 50.000 persone, l’associazione darà informazione precisa e dettagliata ai propri lettori e sostenitori degli sviluppi di questa vicenda.
Questi gli atti ufficiali. Ora però vorrei esprimermi anche a livello personale.

Per “tradizione familiare” e valori da me condivisi, sin dalla mia prima votazione da maggiorenne ho votato per la Destra. Da ragazza (fine anni ’70) ho fatto attivismo politico (…) Andando avanti mi sono purtroppo accorta che la mia “purezza” ideologica mal si combinava con gli obiettivi di chi fa della politica una professione e un business, o comunque un centro di potere. Non mi riferisco, comunque non solo, alla parte politica in cui “militavo” (allora si diceva così), ma al mondo della politica in generale.
Ho smesso di fare politica attiva ma non ho mai smesso di votare per il Centrodestra. (…)
Ho continuato a votare, a volte dovendo chiudere un occhio e tapparmi il naso davanti a certi personaggi della politica che non vorrei vedere schierati dalla nostra parte; ho continuato a votare, anche quando mi sono resa conto che, una volta seduti sulla loro seggiolina, tutti (destra e sinistra) finiscono per assomigliarsi e che il potere e le prebende obnubilano purtroppo le menti. Ma ho continuato a votare e ad appoggiare il Centrodestra. Votare sinistra è anacronistico, antiprogresso. Sarebbe voler male all’Italia e agli taliani.

Oggi, per la prima volta in vita mia, a un passo dai cinquant’anni, ho deciso che dalle prossime elezioni non voterò. Non voterò mai più.
Perché, infatti, dovrei andare a votare gente dalla quale non mi sento rappresentata? Gente che rappresenta solo sé stessa e i propri privilegi? Gente che vola alto, sopra le esigenze e le aspettative dei cittadini e le ripaga con l’inganno e lo sberleffo? Perché aver votato in modo così “sporco” una legge antidiluviana e anacronistica, che ancora una volta ci metterà in cattiva luce in Europa, che disattende e anzi va contro il volere dei cittadini (che per la maggior parte, come dicono anche i sondaggi, sono contrari alla caccia), e averlo fatto con un ignobile escamotage proprio da parte del relatore, è una vergogna. Ed è ancora più vergognoso che, come tanti pecoroni, tutti gli altri senatori, per obbedire agli ordini di partito, abbiano votato. Devo credere che la signora Germontani, tanto per fare il nome di una mia concittadina, sia favorevole alla liberalizzazione indiscriminata della caccia? O il senatore Gasparri, che ho sempre stimato? E tutti gli altri che hanno votato allineati, zitti e coperti come, ripeto, tanti pecoroni?
È un paradosso che la stragrande maggioranza dei cittadini sia contraria alla caccia e che invece proprio in parlamento sieda una congrega così compatta e unita, senza dubbi e tentennamenti, di persone favorevoli alla caccia.
La chiamiamo ancora democrazia di rappresentanza, questa?

Forse c’è qualcuno che crede che ad avere a cuore certe questioni sia solo uno sparuto numero di animalisti. Ma non è così. La maggior parte dei cittadini è contraria a tutte le misure che vanno contro il benessere degli animali.
Qualcuno penserà che si tratta di questioni secondarie. Ma non è così. Lasciando da parte l’aspetto inerente l’amore e il rispetto per gli animali, che fanno parte della cultura di molte persone (che si contrappone alla non cultura di chi non li rispetta e pensa di poterne disporre a proprio piacimento), questa legge è un assalto alla libertà dei singoli cittadini, in quanto limita loro ulteriormente (non solo per gli attuali e già eccessivi 5 mesi) il godimento delle proprie proprietà, di passeggiare in campagna, di godere della natura. Ancor più di quanto già ci limiti per tutti quei lunghissimi cinque mesi in cui siamo costretti a sottostare a un vero e proprio coprifuoco mentre persone munite di fucile sparano e massacrano sotto i nostri occhi, vicino alle nostre case.
Avevo, avevamo scritto altri appelli in proposito. Abbiamo scritto anche all’onorevole Fini, il quale ci ha fatto sapere di aver inoltrato la nostra richiesta alla commissione competente. Speriamo che almeno alla Camera qualcuno rinsavisca.

Mi scusi se ho usato termini e toni forti, non è nel mio stile; ma sono davvero esasperata e disgustata.
Da parte mia, se la legge non verrà ritirata non voterò più. Se il mio voto in Parlamento non è più rappresentato, smetterò di votare. E farò di tutto perché tanti altri elettori non votino più. Dato che ho un buon seguito di persone che mi apprezzano come scrittrice e fondatrice del Fondo Amici di Paco, farò in modo che in tanti conoscano la mia posizione e riflettano se è il caso di dare ancora fiducia a persone che hanno dimostrato di non meritarla.
È con profonda delusione e tristezza che scrivo queste cose e so che Lei potrà capire quanta amarezza ci sia nella mia decisione.
Spero che potrà e vorrà fare qualcosa perché i cittadini non continuino a sentirsi così derisi e mal rappresentati.
Con tanti e sinceri auguri

Diana Lanciotti

P.S. Le allego una copia del mio libro “Mamma storna”, un testo che tutti i signori senatori, che col loro voto hanno condannato a morte milioni di animali, dovrebbero leggere.

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