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Notiziona: l’essere umano è diventato più buono

 

La storia dell’umanità è costellata di inganni, soprusi, atrocità, vessazioni. È la storia dei potenti che schiacciano o sfruttano i popoli e, raramente, dei popoli che si ribellano allo strapotere dei potenti e li mandano a quel paese. Ma, con l’avvento della “democrazia”, in cui almeno sulla carta il potere passa in mano al popolo, le voci di coloro che si sono ribellati e hanno lottato strenuamente contro le tirannie, spesso immolandosi, sono solo echi dal passato che si spengono penosamente, assorbiti e attutiti dalla gommapiuma che ormai riempie le coscienze di popoli troppo abituati all’agio, al benessere, a possedere e… a essere posseduti.
La democrazia alla fine è essa stessa un inganno, perché ti illude di avere quel potere che non hai e, quando osi esercitarlo come credi ti spetti, te lo scippano da sotto il naso. Il più delle volte senza quasi che tu te ne accorga, perché lo fanno da furbi, addormentandoti con regalini e premietti che ti mettono buono e tranquillo (si sa, con la pancia piena e le stive cariche è difficile essere rivoluzionari), spegnendo qualunque anelito a una libertà che non sia solo fittizia.
Non sto dicendo niente di nuovo né di straordinario. Cose banalissime, di cui la storia è testimonianza continua, ma che una volta adagiati nella bambagia, non dovendoci arrabattare per ottenere le conquiste che altri si sono sacrificati per ottenere, tendiamo a dimenticare.
Tendiamo a dimenticare che l’uomo è… homo homini lupus, tendiamo a dimenticare che l’uomo è lupo verso gli agnelli, e appena si ritrova con denti più aguzzi del prossimo pensa di poterlo sbranare a suo piacimento. E il più delle volte lo fa, senza che l’agnellino di turno abbia il tempo, la voglia, la forza di reagire.
Perché il lupo si è fatto così furbo, e l’agnellino sempre più ingenuo, che ha tolto al più debole il tempo, la voglia e la forza di ribellarsi.

Lo sappiamo che l’uomo inganna, deruba, reprime, e lo fa in modo proporzionale al potere che detiene. In ogni ambito, anche il più piccolo, spunta sempre il ducetto che cerca di prevalere e imporsi. Persino nelle riunioni di condominio, nelle assemblee scolastiche, nel consiglio direttivo della bocciofila dei mutilatini o dell’associazione allevatori sardine a pois. Ma forse, chi lo sa, persino nell’orto dietro casa ci sono lotte di potere tra cavoli e cetrioli, tra zucchine e melanzane.
È il mondo che va così: c’è sempre qualcuno che si sente “migliore” degli altri, più portatore di diritti degli altri e cerca di sottomettere gli altri al suo volere. Perché, senz’altro, il suo volere conta più del volere degli altri.
Eppure oggi assistiamo alla pantomima che va in onda a reti unificate e a pagine unificate con cui si vuol far credere che l’uomo sia diventato altruista e caritatevole, che i potenti abbiano a cuore le sorti dei più deboli, e abbiano smesso di prevaricare, sfruttare, schiacciare per il proprio tornaconto personale. Da quando c’è la pandemia, all’improvviso sono diventati tutti più buoni, generosi, tanti cloni del buon samaritano, impegnati da mane a sera a far del bene al prossimo. A volerlo difendere dal virus cattivo con la pozione magica che rende invincibili e, alla novantanovesima dose, immortali. Sempre se la scampi.

I potenti lavorano per noi, per noi popoli che dovremmo ringraziarli per quanto di bello e buono fanno per noi… E infatti non c’è politico, non c’è giornalista, non c’è virostar che scordi anche solo per un attimo di ribadire quanto i potenti stiano facendo per il bene dell’umanità tutta. Di quanto le case farmaceutiche, come tanti emuli di san Francesco, si siano spogliate delle lussuose vesti per indossare il saio del fraticello, rinunciando a profitti favolosi per soccorrere i poveri e i diseredati.
Ormai il mondo si è tuffato nel mare della bontà, che lo permea tutto e lo fa luccicare… Li vedete, no, i cuoricini negli occhi dei vari Monti, Bassetti, Pregliasco, Ricciardi, Sileri, Vespa, quando con aria amorevole e caritatevole si sforzano di far capire agli ignoranti, cavernicoli, irresponsabili “novax” che il vaccino di papà Pfizer è l’unico capace di salvare l’umanità dal disastro?
Fidiamoci, fidiamoci di questo nuovo modello d’uomo che per la prima volta fa capolino nella storia: l’uomo che lavora per il prossimo, che aborrisce il guadagno e l’interesse personale, anteponendovi il bene della collettività.
Affidiamogli la nostra salute e le nostre anime. Lui si è fatto buono per noi e la nostra salvezza.

Diana Lanciotti

P.S. Consoliamoci con queste parole di Abramo Lincoln: “Potrete ingannare tutti per qualche tempo, o alcuni per tutto il tempo, ma non potrete prendere per il naso tutti per tutto il tempo.”

 

Guariremo solo se… il mio contributo a un’informazione libera dalle gabbie del Pensiero Unico

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