I nostri migliori amici

Ho letto "Mamma storna"

Ciao Diana, posso darti del tu? Io mi chiamo Silvana ed ho appena finito di leggere il tuo ultimo libro che mi ha toccato nel più profondo dell’anima! Anch’io questa estate ho vissuto una storia un po’ simile alla tua, ma con due rondoni, uccellini dolcissimi e di grande interazione con l’essere umano, di cui uno caduto dal nido in giugno, allevato e partito in luglio, esattamente un mese dopo averlo trovato e l’ultimo, che non e’ ancora partito e che adesso si trova a Francoforte, alla clinica del Rondone, dove attende l’impianto delle piume della coda, per poi essere in grado, con un piumaggio di tutto rispetto, di riacquistare la sua libertà
Anche la mia è una lunga storia, fatta di tante emozioni, di profonde riflessioni, di paure e di tensioni.
Pensavo di essere diventata un po’ svitata, perché non capivo come due uccellini così piccoli avessero potuto assorbire così profondamente le mie attenzioni e la mia energia, ma leggendo il tuo libro, che ho praticamente “divorato”, mi sono rivista e specchiata nel tuo percorso, anche se con dinamiche un po’ diverse…
Io amo profondamente gli animali, tutti gli animali, vivo con due splendidi micioni (non mi posso permettere altro per svariati motivi che non sto qui ad elencare), quando posso presto del volontariato all’ENPA e con mia grande sorpresa, questa estate, senza che me lo aspettassi, dopo l’incontro con il mio primo rondone “Cippy’, cadutomi sui piedi, ho conosciuto un mondo nuovo, che mi ha regalato delle bellissime emozioni che non potrò mai dimenticare.
Volevo dirti che il tuo racconto è straordinario, come straordinario è l’incontro con queste bellissime creature del cielo, che se anche cosi’ piccole possono racchiudere e farti intravedere l’intera bellezza del creato.
Forse non so esprimere come te, che sei una brava scrittrice, i miei sentimenti, ma volevo dirti che attraverso la tua storia ho rivissuto, passo passo, la mia storia e ciò mi rende solidale e mi conforta e mi fa sentire più felice, anche se un pizzico di nostalgia per i miei ‘Cippini’ resta sempre in fondo al cuore.
Congratulazioni per la storia che hai regalato a tutti i tuoi lettori e congratulazioni per Oreste, che alla fine, forse per destino, è riuscito a riacquistare la sua grande libertà!
Un caro saluto

Silvana

(clicca su “Leggi tutto” per leggere la risposta di Diana)

Carissima Silvana, inutile dirti che la tua mail mi ha fatto tantissimo piacere.
Una volta un amico disse che "il mondo va a velocità diverse". Intendeva che mentre da una parte c’è chi spara a qualunque essere capace di volare, dall’altra c’è chi si occupa di ripulire, piuma per piuma, i cormorani imbrattati di petrolio in uno dei tanti disastri ecologici; da una parte c’è chi si occupa di allevare i piccoli di foca restati orfani, quando invece ci sono quelli che li massacrano senza pietà per farne pellicce e scarponcini.
Che il mondo viva questa strana dicotomia me lo confermi raccontandomi una cosa meravigliosa, che non sapevo esistesse: la clinica del Rondone. Qualcuno dirà che è una pazzia: con tutti i rondoni che ci sono, perché perdere tempo e denaro per curarne uno?
E allora, potremmo chiederci, con tutti gli esseri umani che ci sono perché sprecare tempo e denaro per salvarne uno?
In realtà siamo qua per darci una mano tutti, o una zampa, se vogliamo, senza distinzione di specie. E tocca soprattutto a noi, che ne abbiamo la possibilità, aiutare le creature più deboli di noi.
Anche per "Mamma storna" è stato come per il libro di Boris, che scrissi soprattutto per me, per lui, per tributargli un omaggio tramite ciò che credo di saper fare meglio, cioè scrivere, e che non sapevo se pubblicare per timore che molti non capissero, mi considerassero esagerata, eccessiva in tutto questo mio attaccamento a un cane.
E poi, quando mi sono decisa, dicendomi "Ma sì, buttiamoci, tutt’al più mi criticheranno", ho scoperto che con la storia di Boris ero andata dritta al cuore di tantissime persone. Persone che amano immensamente (come meritano) i propri animali, ma che a volte hanno pudore, addirittura vergogna, dei propri sentimenti. Hanno paura di essere criticate, derise.
Capita, purtroppo.
Ma a deridere questi sentimenti sono di solito persone che non solo non amano gli animali, ma non sanno amare nemmeno i propri simili. E allora, mi sono detta dopo l’esperienza di Boris, chissenefrega di questi, di queste persone che, povere loro, sono povere di spirito e non hanno mai avuto la grande fortuna di amare ed essere amate da esseri che sanno darci tutto il loro cuore, incondizionatamente.
E così con "Mamma storna", dopo un’iniziale titubanza, ho deciso di andare fino in fondo, e scrivere ciò che è veramente successo, ciò che ho veramente provato, ciò che veramente questa storia straordinaria mi ha regalato.
So che molti mi criticheranno, trovando esagerato tutto questo attaccamento a un umile uccellino, ma giorno dopo giorno mi sto accorgendo che molte persone che hanno vissuto esperienze simili alla mia ora hanno il coraggio di dirlo, non si sentono più "svitate" per aver amato un uccellino e aver gioito e sofferto per lui.
Ed è bello, no? Siamo dei privilegiati, diciamocelo senza presunzione, con la massima umiltà: la natura, il destino, o chi volete voi, ci ha messi di fronte a un’opportunità straordinaria. Quella di vedere, sotto le piumette arruffate di un piccolo uccello, un’intelligenza, un cuore, un’anima. Fortuna, privilegio che non capitano a tutti.
E allora abbiamo il dovere di dirlo, di dichiarare a tutti, anche a quelli che vivono senza voler vedere, senza voler ammettere che questo creato è pieno di cose meravigliose, dobbiamo dirlo che il mondo in cui viviamo può e deve essere diverso da quello che conosciamo attraverso la tv, che troppo spesso ci propina un’immagine del mondo triste, perversa, squallida.
Il mondo in cui viviamo è pieno di cose splendide. Basta aprire il cuore e la mente per scoprirlo ed esserne parte.
Grazie per la tua testimonianza. E continua a esternare le tue emozioni senza paura. Lo sai fare benissimo.
Un caro saluto

Diana

P.S. Sono felice che "Mamma storna" stia raccogliendo tanti consensi, perché è una storia che parla d’amore per il creato. L’importante è tener presente che in caso di ritrovamento di un uccellino è sempre bene, come ho fatto io, rivolgersi a un veterinario o a un’associazione, come ad esempio la Lipu, per sapere come doversi comportare. Non esiste il "fai da te", in questo campo. A volersi arrangiare si rischia di fare grossi danni, e quando è in gioco una vita non c’è da scherzare.

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