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Grande idea: svuotiamo i canili!

Internet è una grande invenzione, che permette di mettere in contatto milioni di persone, imparare, conoscere, scoprire… però questa bella medaglia ha il suo brutto rovescio: chiunque si alzi la mattina con un’idea balzana (balzana quando va bene, ma a volte si tratta di idee veramente terribili) può divulgarla in rete dove, state pur certi, troverà dei seguaci disposti a sostenerla e diffonderla.
È il caso dei maniaci pervertiti che inneggiano alla violenza su umani e animali e arrivano addirittura a metterla pubblicamente in pratica, molestando o addirittura seviziando creature innocenti. Esempi che purtroppo trovano facile attecchimento in altre menti malate… e il male si diffonde, così, tramite la rete.
Oggi non mi occupo, però, dei casi più eclatanti, ma vorrei parlare di una mail (le classiche mailbombing con cui veniamo tutti tartassati quotidianamente) che invita a firmare per lo svuotamento dei canili e dei gattili. Una petizione rivolta alle istituzioni (senza, però, che si indichi quali sarebbero queste istituzioni).

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L’idea è innegabilmente, lapalissianamente buona: chi non sognerebbe (io sono stata la prima, e da 17 anni piano piano sto facendo in modo che il mio sogno diventi realtà… ma ci vorranno decenni, non credo proprio basti una petizione online…) che i canili diventino inutili perché tutti i cani abbandonati hanno finalmente trovato famiglia?
Il mio sogno, l’ho detto sin dall’inizio, è che un giorno i canili (e i gattili) non esistano più. Come ho scritto nel mio libro fotografico Occhi sbarrati-Reportage dal canile: “Verrà il giorno in cui non ci saranno canili. In cui non ci saranno cani abbandonati, né umani crudeli. Lo so, è un sogno. Ma se ci crediamo, se ci impegniamo, diventerà realtà”.
Perciò, se qualcuno fa qualcosa per far sì che i cani dei canili vengano adottati mi dà una mano a realizzare questo sogno.

Peccato, però, che questa petizione ricordi tanto quell’altra iniziativa di Berlusconi che, per attrarre voti in una strampalata campagna elettorale dove tutti fanno a gara a chi la spara più grossa, si è rivolto al mondo animalista. Probabilmente mal consigliato da qualcuno che gli ha suggerito di seguire questa strada impervia senza fornirgli i giusti elementi.
Per carità, posso credere che Dudù abbia fatto il miracolo, ma quando leggo “dobbiamo far adottare i 150.000 cani ospitati nei rifugi” mi cascano le braccia. Sì, mi cascano perché mi rendo conto che qualcuno ha suggerito al Cavaliere di cavalcare una tigre (quella dell’animalismo) senza essersi preso la briga di approfondire la questione.
Mi spiego: non è vero che nei canili ci sono 150.000 cani da adottare. I 150.000 cani di cui la propaganda elettorale sta parlando sono quelli che, in media, venivano abbandonati tanti anni fa, ogni anno. È un dato che divulgammo noi per primi, anzi che creammo (in senso buono) estrapolandolo dalle statistiche sugli abbandoni effettuate nell’arco di 10 anni.
Per poter dare l’idea della grandezza di un fenomeno di cui 17 anni fa a nessuno interessava un bel fico secco, fummo i primi a parlare di questa media di 150.000 cani abbandonati ogni anno.
Il fatto è che non necessariamente i cani abbandonati finiscono in canile, ma spesso piuttosto finiscono sotto le ruote di una macchina, o muoiono di stenti, o si rinselvatichiscono e restano randagi per tutta la loro vita, e solo una parte viene adottata. Gli altri, quelli che vanno a finire in un canile, vanno ad aggiungersi a quelli che già ci sono, e che invecchiando dietro le sbarre difficilmente troveranno una famiglia, salvo casi fortunati ma purtroppo rari.
Sfido chiunque, perciò, a dire che nei canili ci sono 150.000 cani…
Cerchiamo di essere seri e di non dare i numeri a casaccio solo per avere qualche voto in più.
Certo, ben venga qualunque iniziativa volta a far adottare i cani abbandonati, ma che qualcuno ne faccia il cavallo di battaglia di una campagna elettorale partita zoppa per risollevarne le sorti… be’ mi dà leggermene fastidio. Perché così facendo non solo si prendono in giro gli elettori, ma si calpesta l’impegno serio e concreto delle associazioni di volontariato che da anni si impegnano veramente e onestamente (e senza sparare cifre a casaccio) per salvare i cani e i gatti senza famiglia e dare loro un futuro più dignitoso.
Fine della filippica (certo che la politica, se non fosse la cosa tragica che è diventata, a volte potrebbe essere anche comica…) e veniamo al tema di questo editoriale: la petizione alle istituzioni per “svuotare canili e gattili”.
E ancora una volta… mi cascano le braccia.

L’idea che sottende questa iniziativa è tutta contenuta in una frase: “chi desidera adottare un cane/gatto, lo va a prende in un canile, STOP ALLA VENDITA DI CANI E GATTI”.
Così, proprio così.
Insomma, lasciando stare la sgrammaticatezza della frase, se ne desume che in questo a volte strano e comunque variegato mondo dell’animalismo c’è qualcuno che pensa di poter imporre le adozioni… per legge, invece di preoccuparsi seriamente di impedire gli abbandoni.
Per carità, adottare un cane al canile è un atto meraviglioso, generoso, di grande umanità. Però non vedo lo scandalo nel comprare un cane di razza, se in quella determinata razza si riscontrano le caratteristiche adatte per fare di quel cane “il nostro” cane.
Continuo francamente a non capire, e l’ho già detto e scritto altre volte, da dove nasca e che senso abbia questo accanimento contro i cani di razza, i cani acquistati. Una vera forma di “razzismo”.
So di ripetermi, ma continuo a paragonare la scelta di un cane con la scelta della persona con cui vivere (marito o moglie): quanti al momento di scegliersi un compagno (umano) se lo vanno a cercare tra gli emarginati, i disadattati, i senza tetto? Una minima minoranza, direi. Nessuno ha mai avuto da ridire se, al momento di mettere su famiglia, si sceglie una persona di cui si è innamorati e che, in più, non vive di stenti ma addirittura ha un lavoro, un reddito, una sicurezza economica.
Allo stesso modo qualcuno potrebbe obiettare che, con tutti i bimbi orfani che ci sono, non bisognerebbe più generare figli propri. Lo so, è un paradosso, ma mi pare centrato sul tema.

Insomma, se si pensa di poter vietare “per legge” l’acquisto dei cani allora mi viene da dire ciò che spesso chi si occupa di animali si sente dire: “Ma non avete nient’altro da pensare”?
Io non ho mai condannato o criticato chi acquista un cane (purché non si alimenti il traffico di cuccioli, ma ci si rivolga ad allevatori seri e onesti). Critico invece e condanno duramente, senza sconti, chi un cane (di razza o no) lo maltratta e lo abbandona.
È su questo problema che dobbiamo concentrare tutte le nostre forze, come stiamo facendo noi da 17 anni, senza pause, con sempre più convinzione e soddisfazioni: dobbiamo lavorare con impegno e costanza sulla sensibilizzazione, soprattutto sui più giovani, che sono più aperti e inclini alla compassione. Solo così, con l’impegno vero, concreto, si ottengono dei risultati, e non con le petizioni o i proclami elettorali.

Comodo (e assurdo) far sentire in colpa chi compra un cane anziché chi lo abbandona.
O diventare “animalisti” senza mai aver messo piede in un canile e non conoscere la realtà brutta, orribile, del randagismo. Che non è fatto di numeri da dare a vanvera, ma di vite reali calpestate come si fa con un mozzicone di sigaretta, e buttate via come si fa con una scarpa vecchia.

Diana Lanciotti

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