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È in uscita Amici di Paco 67. L’editoriale di fine anno di Diana

Entro la metà di novembre sarà distribuito in 15.000 copie il numero 67 di Amici di Paco. Come ogni anno sarà possibile  acquistare i Regali di Paco per un Natale all’insegna della solidarietà.
Di seguito, l’editoriale di Diana Lanciotti, fondatrice del Fondo Amici di Paco e direttore responsabile della rivista.

Carissimi amici di Paco,
eccoci alla fine di questo ventesimo anno dedicato agli animali, a cui ne seguirà un altro, e un altro ancora, fianco a fianco, noi e voi. Come sapete, il Fondo Amici di Paco ha compiuto in giugno 20 anni. Vent’anni che hanno segnato grandi passi avanti, conquiste all’inizio impensabili. Basti pensare al silenzio che avvolgeva il problema del randagismo prima che il nostro Paco insegnasse, grazie alla sua straordinaria storia, che abbandonare un cane è uno de gesti più vili che si possano compiere, soprattutto perché colpisce creature completamente umanodipendenti, per le quali abbandono significa una sorte crudele e solo molto raramente la salvezza.
Poco prima che io e Gianni adottassimo Paco, i cani randagi catturati e portati in un canile, anziché essere accuditi, curati, amati dai volontari come succede ora, venivano soppressi dopo tre giorni. Immaginate quanti di loro hanno fatto una fine così atroce? Adesso per fortuna la legge vieta la soppressione, però non dobbiamo in ogni caso illuderci che la vita in canile, per tanto che i cani siano trattati bene e amati, sia una condizione auspicabile. Non la è, per nessun cane. Il posto di un cane, in quanto animale “domestico”, è la domus, cioè la casa: al nostro fianco, a svolgere uno dei tanti compiti che lui ama svolgere, che in certi casi si limitano a… farci compagnia. Che sia chiamato a compiti “eroici”, come è il caso dei cani da salvataggio, o da guardia, o antidroga, o antiesplosivi… o anche solo ad affiancarci nella nostra vita quotidiana, ad accompagnare i nostri “normali” momenti felici o tristi, giorno dopo giorno, il cane è sempre all’altezza della situazione, sempre adeguato al compito che gli viene affidato. L’importante è che abbia un compito da svolgere, che non significa, come qualcuno teme “sfruttarlo”, ma anzi, farlo sbocciare, facendolo sentire utile e attivo all’interno della dinamica della coppia e del branco in cui l’abbiamo inserito.
A proposito di compiti, ho scoperto che anche nella lotta al terrorismo internazionale, questa piaga orrenda che ha aggredito il nostro mondo negli ultimi anni, ci si avvale di cani addestrati per la ricerca degli esplosivi: li ho visti all’opera in un documentario e sono rimasta colpita dalla gioia e dalla giocosità con la quale operano, rivelandosi collaboratori indispensabili per consentire agli esseri umani di continuare a fare la propria vita nonostante le minacce sempre più gravi provenienti da esseri che l’umanità l’hanno ripudiata da tempo.
Sono tanti i ruoli che i nostri cani svolgono al nostro fianco, dalla condivisione della nostra vita di tutti i giorni a compiti vitali per l’umanità. Non ci sono altre creature così capaci di offrirsi totalmente e in modo diversificato al proprio “padrone”… Padrone: sì, avete letto bene. Ho usato una parola che avevo smesso di usare da tempo, della quale ho invece riscoperto il vero significato. Per anni l’ho rifiutata, usando giri di parole come “amico umano” o “amico a due zampe”. In realtà la parola “padrone”, nel senso letterale di “patrōnus, protettore, difensore”, non implica “possesso”, “proprietà”, ma “cura”, e“difesa” di ciò che ci è affidato, che sia la nostra casa, la nostra patria, la nostra stessa vita. O i nostri animali domestici.
Il concetto di “padrone” racchiude l’essenza di quello che dobbiamo essere per il nostro cane: protettori, responsabili, fidati. Perciò non stupitevi se mi sentirete o leggerete usare il termine “padrone”, d’ora in poi. Al di là di ogni ipocrisia, è ciò che dobbiamo essere per loro, se li amiamo liberandoci da tutte le sovrastrutture che a volte diventano storture, che alterano la vera essenza del rapporto uomo-cane.
Concludo questa chiacchierata a ruota libera invitandovi ad amarli, i vostri cani, e ad amare e proteggere tutte le creature di questo mondo, uomini o animali che siano. Odiare, fare del male, non fa bene a nessuno, neanche a chi odia e fa del male. Distinguiamoci per essere davvero “buoni”, e non solo in occasione del Natale. Che vi auguro sereno, come ogni giorno del prossimo anno che ci aspetta. Un anno in cui impegnarsi a migliorare un pezzetto di mondo potrebbe essere la missione che ognuno di noi vorrà darsi. Siate dei buoni “padroni”, per i vostri cani. Siate dei buoni esseri umani, sempre, con tutti: animali e nostri simili.
Auguri con tutto il cuore a voi e ai vostri cari a 2 e 4 zampe e  un caloroso abbraccio da me e da Gianni

Diana

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