Un libro in memoria di Baddy

Diana carissima, due mesi fa ho perso dopo lunghissima e terribile malattia il mio adorato Baddy, il mio cane che ha condiviso con me dieci meravigliosi e indimenticabili anni. Da quel giorno il vuoto che c’è dentro di me è incolmabile e mi aggiro nella vita come se non ci fosse più niente che valga come prima quando c’era il mio meraviglioso cucciolone. Eravamo un’anima divisa in due corpi, avevamo un’intesa straordinaria e mai provata in nessuna occasione della mia vita.
Ho letto tutti i tuoi meravigliosi libri e vorrei fare qualcosa per ringraziare il mio Baddy per tutto l’immenso amore che mi ha donato in questi splendidi anni nei quali siamo sempre stati insieme senza mai lasciarci un attimo solo. Vorrei scrivere la storia di Baddy, dal giorno in cui (lo ricordo come fosse oggi) c’incontrammo sotto una pioggia scrosciante e incessante e decidemmo che eravamo destinati a stare insieme per sempre, senza mai lasciarci, mai. Ora lui è andato… Vorrei far conoscere a tutti il grande dono che è stato Baddy per me, e tutto ciò che ci siamo donati in questi bellissimi anni e, sì, vorrei che tutti conoscessero anche l’immenso dolore che ora mi dilania e mi fa stare male. Vorrei onorare la sua memoria e cercare almeno in qualche modo di uscire dal terribile baratro in cui la scomparsa del mio Baddy mi ha fatto precipitare, un baratro senza fine.
Vorrei qualche consiglio e sapere se potrò mandarti il mio libro per Paco Editore perché vorrei aiutare anche tanti cani grazie al mio Baddy. Conto di incominciare a scriverlo dopo le feste di Natale e di finirlo entro la fine di gennaio, non prima avendo impegni lavorativi purtroppo non procrastinabili. Se lo mando ai primi di febbraio posso contare su una pubblicazione per la prossima estate?
Aspetto con trepidazione una tua risposta e ti saluto con affetto

Carla

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Racconti sugli animali per Paco Editore

Ho trovato il vostro sito cercando un editore che pubblichi storie di animali, per sottoporgli in visione la mia raccolta di racconti su questo tema. Non trovo riscontro però sulla vostra eventuale disponibilità a leggere manoscritti e le eventuali modalità di invio del testo.
Chiedo perciò cortesemente informazioni in merito.

Ne approfitto anche per farvi i complimenti per l’impegno che dimostrate e per tutte le vostre attività a sostegno dei nostri amici animali.
Grazie mille per la gentile risposta

Ramona C.

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Un’opera inedita

Cara Diana, dopo aver letto i Suoi libri mi sento un po’ inadeguata, però amo anch’io scrivere e vorrei tentare di pubblicare qualcosa. Ho scritto la storia mia e del mio gatto Oscar, un personaggio a mio avviso piuttosto originale. Ora lui non c’è più e ho scritto questa storia per ricordarlo per sempre e per farlo conoscere a tante persone.
Si parla di noi, della vita che abbiamo condiviso, delle nostre baruffe e delle rappacificazioni e un po’ sono io a raccontare, un po’ è Oscar. Fino alla fine. Allora sono solo io a raccontare…
L’ho fatta leggere a un paio di amici che si sono divertiti soprattutto leggendo nero su bianco episodi condivisi o che conoscevano già. E poi alla fine hanno pianto sapendo quanto ero affezionata a Oscar.
Ora, io vorrei proporlo a Lei per un giudizio. Pensa che sia possibile? E poi vorrei sapere se è Lei a leggerli, i manoscritti. Mi piacerebbe avere un Suo giudizio, proprio il Suo. Prima che lo mandi può darmi qualche consiglio?
E poi vorrei sapere: anche voi chiedete un contributo per la pubblicazione?
Con stima

Angela

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Come proporre un libro

Anzitutto volevo complimentarmi per il suo libro: White Shark. Leggo prevalentemente romanzi ma non sempre mi appassionano; i personaggi del suo libro, invece, hanno avuto la capacità di materializzarsi nel mio cuore quasi fossero reali!
Arrivo al dunque: vorrei proporre una mia opera alla Casa Editrice Paco ma non trovo nessun indirizzo cui spedire il cartaceo.
Le sarei inoltre grata se volesse suggerirmi come propormi al “complicato” mercato editoriale.
Grazie mille
Una sua lettrice…..

Daniela F.

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Metodo sì o metodo no?

Cara Diana,
su “Amici di Paco” ho letto la tua intervista a Deric Longden, autore del libro “Il gatto che venne dal freddo” pubblicato ora da Paco Editore e anni addietro da Mondadori. Ebbi allora la fortuna di leggerlo e lo trovai molto simpatico e scritto bene tanto che mi venne voglia di riprendere in mano la penna che avevo abbandonato dieci anni prima per raccontare un po’ di storie di animali che mi giravano in testa (le storie… non gli animali).
Non sai il piacere che ho provato a leggere un’intervista a un autore che apprezzo senza riserve (in inglese mi ero letto anche il suo libro sulla moglie Diana). Ciò che mi ha lasciato perplesso è la risposta alla tua domanda sul suo metodo di scrittura… pare che Deric non ne abbia!
Mentre se leggo Stephen King, o te, o la Mazzantini, pare che il mestiere dello scrittore richieda metodi e tempi assolutamente circoscritti.
Seguendo i vostri consigli ho dedicato un anno intero alla stesura di un libro di racconti e l’ho recapitato a un editore (veramente a più d’uno, ma solo da uno ho ricevuto risposta). Sai che cosa mi ha scritto? “I racconti si dipanano in una perfezione formale che diventa schematica lasciando fuori l’inventiva più schietta. Il rischio è dato dall’assenza di palpito e genuinità. Più che frutto d’ispirazione parrebbe mera opera condotta a tavolino.”
Allora ho sbagliato tutto? Ho seppellito l’ispirazione sotto quella che tu definisci “artigianalità”? Ho fatto di un’arte un semplice mestiere?
Sono amareggiato e scusami per lo sfogo, ma la delusione d’aver gettato alle ortiche un anno della mia vita per avere questo esito mi fa impazzire.

Raffaele D.

Poesia… tomba dell’amore?

Carissima Diana, non so se questa mia lettera rientra nell’argomento “Sentimenti” o “Scrittura”. Ma fai tu, se avrai voglia di rispondermi.
Ho un problema che mi turba parecchio. Scrivo poesie. E’ un modo di realizzare la mia interiorità che sento profonda dietro una facciata di ragazza brillante neolaureata in biologia e in attesa del posto prestigioso in azienda.
Tra due mesi mi sposo. Lui è l’amore della mia vita, non principe azzurro bello e impossibile, ma ragazzo semplice e concreto.
Nella sua concretezza, non capisce la mia passione per la poesia. Non l’ha mai capita in tre anni di fidanzamento, ma finora non gli ho mai portato via nulla scrivendo di notte nel momento in cui riesco a svincolare i pensieri dal quotidiano e librarli nel metafisico. O giù di lì.
Lui mi ha già dato un ultimatum: se credi di scrivere di notte non ci penso neppure a sposarti.
Non gli ho detto né sì né no, però mi ha preso l’angoscia di non riuscire a ritagliarmi quello spazio magico che per me è vitale, lo è per il mio equilibrio psicofisico.
Che cosa devo fare?
Sally T.

ON WRITING

Cara Diana, scusami il tu, ma ho letto tutti i tuoi libri e ti considero un’amica di lunga data. Ho notato nella tua scrittura una crescita e una profonda maturazione. Anche a me piace scrivere anche se non posso paragonarmi a te, però vorrei chiederti se hai frequentato in questi anni qualche corso di scrittura creativa o fatto letture sull’argomento. So che ci sono tanti manuali di scrittura creativa, alcuni li ho anche acquistati ma vorrei sapere da te se ce n’è qualcuno che consideri migliore degli altri.
Ti ringrazio tanto e ti faccio tantissimi complimenti per la tua attività di scrittrice e per il tuo impegno a favore degli animali
Luisa F.

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