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Cane anziano con megaesofago

Gentile Diana,
sono la padrona di una golden retriver di quasi 15 anni affetta da megaesofago.
La patologia le è stata diagnosticata sei mesi fa, fino a quel momento non si erano verificati i sintomi.
La mia cagnetta, Pinkina, ha già i polmoni molto compromessi, un cuore anziano, e segue tutte le terapie necessarie, spesso è sotto antibiotico per la polmonite cronica, e la faccio bere e mangiare in piedi e subito dopo la faccio passeggiare.
Così ha trascorso gli ultimi sei mesi altermando fasi di equilibrio a crisi, la cui soluzione appare sempre dubbia vista anche l’età.
In questi giorni la situazione è nuovamente degenerata. Non riesce ad alimentarsi per i continui rigetti specialmente in seguito all’assunzione di acqua.
Fino ad ora riusciva a mangiare i suoi soliti croccantini, le pappe liquide provate venivano trattenute peggio. In questi giorni abbaimo iniziato oltre ai tanti farmaci che già prendeva a farle anche molte flebo perché disidratata e fiacca. IL mio problema è quello di trovare un equilibrio per un cane che vorrei finisse con dignità e senza troppo soffrire i suoi ultimi giorni. Pinkina è nata a casa nostra 14 anni fa, le siamo molto legati e dispiaciuti per questa sua vecchiaia così difficile.
Vorrei dei consigli su come meglio riuscire a farla nutrire posto che già mangia in piedi. Mi piacerebbe sapere che tipo di pappe prepara per il suo Joy.
Grazie per l’attenzione

Geraldina

Gentilissima Geraldina,
mi dispiace tanto per la sua Pinkina. Già essere anziana le ha portato tanti problemi, e questa cosa non le ci voleva proprio.
Per risponderle, innanzitutto vorrei stabilire che cosa si intende quando si dice che i cani affetti da megaesofago devono mangiare “in piedi”. Qualcuno crede che si debbano far stare sulle zampe posteriori, in posizione eretta. In realtà in genere è sufficiente farli mangiare con la ciotola tenuta in alto, all’altezza del petto o un po’ più su, in modo che non debbano chinarsi. Per Joy ho acquistato una ciotola sistemata su un apposito trespolo regolabile in altezza, che si trova o si ordina nei negozi di articoli per animali.
Inoltre gli somministro due pasti al giorno, a base di riso soffiato bagnato con acqua, carne macinata, ricotta, formaggio tipo Edamer, spesso ceci, carote spezzettate, mele, un cucchiaio di olio d’oliva. Una o due volte la settimana aggiungo un uovo crudo, e alla fine di ogni pasto gli do un panino secco che lui si sgranocchia tranquillamente a terra. L’acqua la beve in una ciotola lasciata a terra.
Solo che Joy prima di arrivare a questo ha fatto una cura, che l’ha aiutato a ripristinare la motilità dell’esofago. Le suggerirei di sentire il dottor Dalzovo, che oltre a Joy ha curato e sta curando con successo tanti altri cani con questa patologia (ho appena pubblicato la testimonianza di Sofia).
A parte le scrivo il numero di telefono.
Mi riscriva per qualsiasi chiarimento e per tenermi informata.
Le faccio tantissimi auguri. Una coccolona a Pinkina

Diana

P.S. Qui troverà diverse risposte alle lettere di altri proprietari di cani con megaesofago:

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