Basta con le richieste di aiuto! (?)

Alcune settimane fa abbiamo ricevuto questa lettera da un signore che in passato è stato “amico di Paco” e ha quindi sostenuto le iniziative del Fondo Amici di Paco:

“Sono un pensionato al minimo pensionistico che deve sopravvivere con circa 550.000 euro.
Ad inizio anno, da quando sono in pensione, scelgo 5/6 associazioni a cui destinare il mio modesto contributo.
Però ho preso l’abitudine di conservare in una scatola tutte le vostre lettere contenenti un bollettino.
Nell’anno 2012 ne ho ricevute 162 e nel 2013 164, spesso doppie o triple nell’arco dei 12 mesi.
Ora capirete bene che, pur apprezzando la grande opera che ognuna di voi svolge, non posso sacrificare una sia pur minima parte dei miei introiti a soddisfare una seconda vostra richiesta.
Pertanto, nel caso dovessi ricevere da una di voi un secondo bollettino, non mi basta più cestinare l’insistenza e l’anno successivo non sarete fra quelle a cui dedicherò la mia attenzione.
Perdonatemi, ma ricevo più richieste economiche che posta personale e noi pensionati non ce la facciamo più a sopravvivere.
Grazie”

Mauro

Posso capirlo: anch’io ogni giorno, non solo e tanto come Fondo Amici di Paco ma anche e soprattutto come privata cittadina, sono subissata da richieste di aiuto di ogni tipo. E a volte si fa fatica a orientarsi se si vuole fare qualcosa.

Rispondo al gentile Mauro:
Gentile signor Mauro, la ringrazio per averci scritto.
Mi stupisco però che lei ci comprenda tra coloro che mandano bollettini, in quanto non è nostra abitudine. Se lei ha ricevuto bollettini di richiesta a nome del Fondo Amici di Paco non sono di certo partiti da noi. Da parte nostra ha finora ricevuto la rivista, in quanto in passato è stato iscritto alla nostra associazione. La rivista per noi è un modo di comunicare le iniziative rese possibili grazie alla solidarietà dei nostri sostenitori, tra i quali abbiamo avuto il piacere di annoverarla.
Dico sempre a tutte le persone che mi scrivono o telefonano per “scusarsi” del poco che fanno, che ognuno deve fare solo ciò che può, e che se tutti, anche e soprattutto quelli che possono, facessero qualcosa per gli altri andrebbe tutto molto meglio.
La ringrazio per quanto ha fatto per aiutarci e la saluto cordialmente

Diana Lanciotti

Mauro mi risponde a sua volta:

Cara Diana, per prima cosa ti ringrazio per la sollecita risposta, per la verità mi aspettavo che la mia fosse solo letta dai miei destinatari senza degnarmi di commento. Per ora avevo solo iniziato a inviare la mia a quelle a cui più tengo, poi vedrò se proseguire, proprio perché qualcun altro non demorde arrivando a molteplici richieste nell’anno.
In verità volevo intendere che tutti usano inviare come comunicati lettere o riviste in cui l’indirizzo del destinatario è tratto da un bollettino di c/c o che come nel vostro caso, all’interno della rivista c’è una intensa segnalazione di bisogni, emergenza Sardegna, Emilia Romagna, campagna antiparassitari, 5×1000. A volte mi rattrista non poter far di più per i cani e per chi, come te ci dedica la vita, credimi.
Con questo sareste l’ultima associazione a cui rinuncerei, amo i cani, fortunatamente mi viene riconosciuto uno splendido feeling con loro, tanto che, per sopravvivere arrotondando la pensione, sono il dog sitter, e spesso dog trainer (dilettante) per amici e conoscenti.
I tuoi manifesti, ogni volta che mi arrivano, sono sempre affissi nel bar che frequento.
Ti ringrazio ancora

Mauro

Di seguito la mia risposta:

Gentilissimo Mauro, in effetti siamo tutti bombardati da richieste, però è anche vero che il mondo va a velocità diverse, perciò ci sono tante situazioni di bisogno e tante situazioni di abbondanza a volte… esagerata. Ci vorrebbe un po’ di riequilibrio.
Chi ha deciso di fare qualcosa per aiutare gli altri (uomini o animali) è purtroppo costretto a chiedere aiuto per raggiungere le persone che, potendolo fare, non lo fanno o per indifferenza o semplicemente perché non sanno come fare.
Abbiamo sostenitori che quasi si arrabbiano se insieme alle lettere di ringraziamento non aggiungiamo i bollettini postali.
La nostra rivista è lo strumento con il quale informiamo i nostri sostenitori delle iniziative rese possibili grazie alla loro solidarietà ed è anche il modo per informarli delle situazioni in cui c’è bisogno di aiuto.
Per anni abbiamo voluto fare i… “signori” limitando al massimo gli appelli, ma ci siamo accorti che molti dei nostri sostenitori hanno interpretato la cosa come se non avessimo bisogno di sostegno e hanno incominciato ad aiutare altre associazioni. Niente di male, per carità, però se, per esempio, ci vengono a mancare gli aiuti che ogni anno, da 9 anni, diamo con la Campagna Antiparassiti, i rifugi che contano su di noi vanno nel panico. Non sanno proprio come fare.
Tieni presente che un solo euro donato a noi si va a sommare a tutti gli altri euro che raccogliamo dai nostri sostenitori in tutta Italia, permettendoci di comprare antiparassitari, cibo e altro a prezzi migliori di quelli che un singolo rifugio potrebbe spuntare.
Chiedere aiuto… chiedendolo chiaro e tondo è diventato più importante ora che c’è Facebook. Ti chiederai perché: attraverso Facebook c’è un dilagare di appelli e tutti ormai sono informati delle diverse emergenze che colpiscono tutto il mondo. Si potrebbe pensare che sia molto più facile ricevere aiuto… e invece è esattamente il contrario. Con Facebook tutti o quasi tutti sono convinti che basti un “Mi piace” o un “Condividi” per aiutare, che per sostenere una causa basti un clic. Ma non si rendono conto che le ciotole non si riempiono con le chiacchiere.
La pagina facebook l’ha voluta fare la nostra addetta stampa, che la gestisce… ma ha dovuto riconoscere che avevo ragione quando le dicevo che per quanto riguarda la raccolta fondi non ne avremmo avuto grande ritorno.
Quindi per poter continuare ad aiutare i rifugi dobbiamo farci sentire attraverso la nostra rivista.
In ogni caso ognuno fa quel che può e nessuno pretende che si faccia di più. Io stessa, anche se tu scrivi che dedico la mia vita ai cani, in realtà non posso farlo in quanto ho il mio lavoro che mi dà di che vivere, mentre il Fondo Amici di Paco è puro volontariato e purtroppo a volte deve passare in secondo piano rispetto agli impegni professionali. Anch’io a volte mi sento in colpa per non poter fare di più, però ormai al di fuori del lavoro il mio tempo libero è del tutto dedicato al Fondo Amici di Paco.
Ti ringrazio per quello che fai a favore degli animali. È tanto, davvero.
Con tanti auguri

Diana

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