Lettera/appello al Presidente della Repubblica Mattarella

Su sollecitazione di tanti Italiani preoccupati per l’attuale situazione socio/politica/economica ho scritto una lettera/appello al Presidente Mattarella invitandolo a intervenire per impedire a questo Governo di arrecare ulteriori danni agli Italiani e all’Italia.
Questo è il pdf: Lettera Mattarella
Di  seguito il testo trascritto.

15 maggio 2020

Egregio Presidente Mattarella,

premetto che, come una parte degli Italiani, non mi sento rappresentata da Lei. Fatto che però non cambia la sostanza né la portata della richiesta che sto per farle, né la stima nei suoi riguardi, che mi spinge a scriverle.

La situazione in cui versa l’Italia è disastrosa. Non è un termine esagerato. E credo lei lo sappia. Immagino che lei non frequenti i social network, ma spero che nella sua cerchia ci sia qualcuno che lo fa e le riporti le testimonianze di quanto sta accadendo in ogni parte d’Italia, anche se gli organi di stampa non lo mostrano. I cittadini sono stremati, sfiniti esasperati, disperati. Si sentono abbandonati dalle istituzioni. Anzi: sono abbandonati dalle istituzioni. Nonostante, con cadenza settimanale, qualche imbonitore vada in tivù a raccontarci che lo Stato non lascia indietro nessuno.

Lo Stato sta lasciando indietro TUTTI gli Italiani, che non ne possono più di essere presi in giro. Abbiamo assistito con pazienza, troppa pazienza, a tutta una serie di errori, giravolte, capriole, salti mortali con triplo e quadruplo avvitamento per raccontarci la verità del momento. Verità che aveva la durata di un’effimera, per essere soppiantata da un’altra di pari durata.
Ci hanno raccontato tutto e il contrario di tutto, giocando sulla nostra pelle, con la nostra stessa vita.
Coloro che hanno contributo al disastro e alla strage di Italiani, che purtroppo non è ancora finita, dovranno risponderne: oltre che alla propria coscienza, anche al popolo italiano e un giorno, si spera, alla Giustizia. Umana e divina.

Anche se molti media, come spesso succede, sono ridotti a lustrascarpe del potere, e perciò raccontano solo una verità di facciata e non mostrano i filmati delle persone che in ogni parte d’Italia manifestano la propria frustrazione, il proprio dolore, la propria rabbia, in tutta la nazione sta dilagando lo scontento. Uno scontento in continua crescita, che piano piano potrebbe trasformarsi in rivolta. Anche se i sondaggi farlocchi raccontano di consensi stratosferici verso il governo e il presidente del consiglio, noi sappiamo (e spero anche lei sappia) che tra questo governo e i cittadini si è creato un insanabile scollamento. E che l’attuale presidente del consiglio, nonostante la propaganda di regime, è il più inviso di tutti i tempi. Basta parlare con le persone, ascoltarle, entrare nei social, per avere il polso reale della situazione.

Vogliamo andare avanti così, vogliamo esacerbare gli animi finché non ci sarà più una via d’uscita? Vogliamo che l’Italia continui a sprofondare nel baratro? Vogliamo far finta che tutto vada bene?
Gli osservatori stranieri sembrano quasi più informati sulla situazione dell’Italia dei nostri politici, che ci ammanniscono che “andrà tutto bene” e si riempiono la bocca di fantomatiche “potenze di fuoco”. Non voglio pensare che all’estero conoscano la situazione dell’Italia e lo stato d’animo degli Italiani, e che non li conosca invece chi è alla guida del paese.
È di oggi la notizia che l’agenzia di stampa francese AfP descrive l’Italia come un paese di poveri sempre più poveri, di disperati in fila per il cibo davanti alle sedi delle organizzazioni benefiche, e ipotizzi il rischio di una guerra civile. È questa l’immagine che il resto del mondo ha di noi. Un’immagine in parte purtroppo vera e che diventerà sempre più vera se nessuno di coloro che possono arresterà questa corsa verso il precipizio.
Lei è uno di questi, Presidente Mattarella. Lei può fermare questa corsa.
Non di certo può farlo un governo di inadeguati che ha inanellato un errore dopo l’altro, che ci ha resi lo zimbello degli altri paesi e, ora, persino dei terroristi.
Lei, Presidente, lo sappiamo, non è come loro. E però tace, non interviene, non mette fine a questo scempio. Non parla a noi Italiani col linguaggio che vogliamo sentire, che abbiamo il diritto di sentire.

Sa quante volte, nelle telefonate e nelle email che ricevo da tutte le persone che mi chiedono “parla tu per noi”, “tu che scrivi, scrivi per noi”, mi sento dire: «Chiedi al presidente Mattarella di intervenire.»
Lo sto facendo. Ora. A nome mio e di milioni di Italiani che non ne possono più e aspettano l’occasione per riprendersi i loro diritti e la loro dignità calpestati e vilipesi.

Le scrivo anche se, come le dicevo, non mi sento rappresentata da Lei. Almeno finora.
Non ho dubbi che lei sia una persona per bene. Però non basta. Come Presidente della Repubblica lei deve a tutti noi Italiani qualcosa di più. Ci deve il coraggio di dire BASTA.
Basta davanti all’agonia di una nazione allo sfascio.

Si parla di rimpasto di governo, o dell’avvento dell’ennesimo tecnico. Sarebbe l’ennesimo errore, l’ennesimo schiaffo agli Italiani.
E perché invece non andare al voto? Chi ha paura del voto? Quelli che illegittimamente ricoprono posizioni in cui non li avremmo mai messi, né mai li metteremmo? Pazienza, dovranno rinunciare. C’est la vie. È durata anche troppo, la pacchia. La musica deve cambiare.
A questi signori fa paura? Ad alcuni toccherà andare o tornare a lavorare? Se ne facciano una ragione, come gli Italiani in questi mesi si sono fatti una ragione di perdere i propri cari, la propria salute, i propri beni, il proprio lavoro, le proprie certezze.

In questo tragico frangente gli Italiani hanno dimostrato di essere responsabili e maturi, molto migliori di chi li governa. La stessa maturità e la stessa responsabilità ci vanno riconosciute rispettando (e non “concedendoci” come qualche politico con mire da monarca direbbe) la nostra volontà di andare al voto, il nostro sacrosanto diritto di sceglierci i nostri rappresentanti.

L’attuale compagine di governo, lo sappiamo tutti, ormai non rappresenta più gli orientamenti politici degli elettori. Continuare a mantenere in piedi un cadavere ricomposto, che puzza dalla testa ai piedi, è l’affronto peggiore che si possa continuare a fare agli Italiani.
Essere “responsabili”, come qualcuno si spaccia di essere, è altra cosa dal mantenere in vita questa specie di mostro di Frankenstein.

Perciò, e concludo, egregio Presidente, faccia tutto quanto è in suo potere per fermare la tragicomica rappresentazione che questi indegni governanti stanno dando della politica italiana. L’Italia si merita un futuro. Ora ha a malapena un presente. Che scade già domani.

Lo faccia, signor Presidente: stacchi la spina a questo mostro. Lo faccia, se vuole essere ricordato come l’uomo di Stato coraggioso che ha saputo prendere in mano le redini dell’Italia e ridarle la dignità che le hanno rubato. Lo faccia, per consentirci di poterci sentire TUTTI rappresentati da Lei. Ci renda orgogliosi di avere come Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella.

Viva l’Italia, viva gli Italiani

Diana Lanciotti

28 commenti per “Lettera/appello al Presidente della Repubblica Mattarella

  1. Cara Diana,
    grazie per aver scritto la lettera al presidente Mattarella!
    Leggendo la sua lettera mi è venuto da piangere, per la situazione in cui siamo finiti.
    Io e i miei amici e conoscenti non solo ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni, ma addirittura ci dobbiamo difendere da queste.
    Speriamo che il popolo italiano si risvegli dall’ipnosi e prenda coscienza della realtà.
    Cordiali saluti

    Massimo P.

    1. Caro Massimo, l’ho scritta col cuore, pur sapendo che da questo presidente della Repubblica (che se si ricorda fu sponsorizzato da Renzi affinché non fosse un personaggio che potesse fargli ombra) non verrà mai niente a favore dei cittadini. Né da lui, né dal resto dei governanti filocinesi che vorrebbero fare dell’Italia una succursale della Cina. Sono tutti là, arroccati nei loro eremi, da cui guardano il popolo scannarsi per sopravvivere.
      Spero tanto che siamo capaci di unirci e mandarli a casa e scrivere un nuovo capitolo della nostra storia. Senza di loro, finalmente.
      La invito a leggere anche gli altri miei articoli e commentarli.
      Sta per uscire “Antivirus”, il mio nuovo libro che ha l’intento di indurre i lettori a uscire dalla pigrizia mentale e dall’isolamento socioculturale in cui ci hanno ingabbiati. Mi auguro che vorrà leggerlo e darmi una mano a diffonderlo: http://store.amicidipaco.it/index.php?sez=store&page=product_info&id=106

      Cordialmente

      Diana Lanciotti

  2. Condivido le sue richieste e la ringrazio per aver fatte sue le nostre preoccupazioni e sofferenze per la deriva nella quale il paese va sempre più lasciandosi andare. Ci sono responsabilità per chi ha l’ onore di rappresentarci e queste responsabilità andrebbero onorate prima che la crisi sociale diventi tragica ed irreversibile.
    Ci si sta giocando la dignità di Nazione civile, dotata di una grande Costituzione e formata da un popolo laborioso e tollerante quanto pochi al mondo.

    Maria Cristina

  3. Egregia Sig,ra LANCIOTTI ! Fermo restando che in democrazia ogni cittadino ha il sacrosanto diritto di poter esprimere liberamente il proprio credo politico e questo ovviamente vale anche per lei. Quello che invece non e’, a mio avviso, ammissibile e’ che lei si serva dei ns. amici animali per attaccare in modo oltremodo violento il ns. governo, che non e’ quello che io vorrei, tuttavia so distinguere tra un governo di centro ed un governo di estrema destra fascistoide, capeggiato dal duo Salvini/Meloni. Capisco che a lei piacerebbe proprio questo e ne ha tutto il diritto, quello che invece non le concedo e’ che usi i ns. cari amici a quattro zampe per farepropaganda politica avendo la possibilità’ di avvicinare il vasto popolo animalista che segue la sua Associazione.
    Distinti saluti

    Alessandro C.

    1. Mi occupo come volontaria, a titolo gratuito, dell’ufficio stampa del Fondo Amici di Paco, di Paco Editore e di Diana Lanciotti. La signora Lanciotti da 23 anni si impegna a favore degli animali a titolo totalmente gratuito, tanto che persino dalla vendita dei suoi libri non percepisce niente ma tutto il ricavato viene devoluto per aiutare i cani e i gatti senza famiglia.
      Sono gli animali, in realtà, a “usare” la signora Lanciotti come portavoce dei loro problemi. Se non ci fosse stata e non ci fosse lei a parlare di abbandono, randagismo, maltrattamenti ancora 23 anni fa mi creda che oggi non si sarebbero fatti tanti progressi a livello di diritti degli animali.
      La signora Lanciotti, sin da subito, ha messo al servizio della causa animalista la sua professionalità, facendo sì che le problematiche degli animali venissero conosciute da pubblico, media, istituzioni. Sottraendo tempo, energia e denaro al suo lavoro e alla sua vita privata. In tanti dovrebbero prendere esempio da una persona come lei. E ringraziarla.
      Trovo estremamente ingiusta la sua accusa e sono sicura che se lei volesse approfondire chi è e cosa fa Diana Lanciotti si scuserebbe.
      Cordiali saluti

      Simona Rocchi

      1. Sinceramente non vedo per quale motivo dovrei scusarmi. Se avreste letto con la dovuta attenzione il mio scritto vi sareste accorti che la mia critica si riferiva unicamente alla parte politica della sig.ra Lanciotti e non certamente a quella altamente lodevole in difesa degli animali. Sarebbe bellissimo se di sig.re Lanciotti animaliste ce ne fossero tante in Italia e non solo e un po meno di propagandiste politiche. Per concludere esprimo un vivissimo apprezzamento e riconoscenza alla sig.ra Lanciotti per il suo impegno pluriennale a favore degli animali ai quali nessuna Autorità’ governativa di qualsiasi colore politico attribuisce la dovuta attenzione.
        Cordiali saluti e buon lavoro,
        Alessandro C.

        1. Gentile signor C., chiamasi propagandista”, secondo la Treccani: “Chi fa propaganda per qualcosa, e in partic. chi fa propaganda per la diffusione di un’idea politica, sociale, religiosa, o anche culturale, artistica e sim. 2. Agente, non necessariamente fornito di rappresentanza commerciale, il cui compito è quello di svolgere un’opera di promozione e informazione presso particolari categorie di clienti…”
          Quindi secondo lei io sarei una “propagandista”. Forse, ma adesso spero di sì, non le è chiara la differenza tra esprimere le proprie idee liberamente e democraticamente e fare “propaganda”. Lei non ha letto nulla di quanto io ho scritto in questi anni sulla politica, l’attualità, la società, perciò interpreta, anzi travisa le mie intenzioni. La mia non è propaganda, ma espressione libera e indipendente di un pensiero. Credo lei non pensi che l’essere umano è suddiviso in compartimenti stagni e se si occupa di una tematica non possa interessarsi di altro.
          Come ho spiegato nell’intervista sul mio nuovo libro in uscita proprio oggi: “Non amo le etichette in genere, le definizioni che fanno credere che se una persona fa una cosa non possa anche interessarsi di altro. Non esiste l’essere umano monotematico… né tantomeno deve esistere l’essere umano monopensante.” https://www.dianalanciotti.it/antivirus-emergere-dallemergenza-maggio-2020/
          Le ricordo che pur non trattando tematiche legate al mondo degli animali (a parte una piccola sezione) anche il ricavato di Antivirus è devoluto come sempre al Fondo Amici di Paco per aiutare i cani e i gatti senza famiglia.

          Cordialmente

          Diana Lanciotti

    2. Gentile signor C., vorrei che lei mi spiegasse in che modo io mi servirei degli amici animali. Trovo questa sua affermazione una forzatura e anche piuttosto pesante, e il tono estremamente offensivo.
      Non è che impegnarsi a favore degli animali impedisca di interessarsi del resto del mondo. Soprattutto se occuparsi di animali è un’attività no profit, al di fuori della sfera lavorativa.

      Grazie al mio lavoro, invece, ho un punto di vista privilegiato: ogni giorno sento persone dei vari settori lavorativi che mi testimoniano la loro preoccupazione, la loro disperazione. I suicidi sono in aumento.
      In tanti mi chiedono di scrivere, visto che è il mio mestiere, e francamente faccio fatica a restare a guardare. Fa parte della mia natura cercare di migliorare, per quanto poco possa essere, un pezzettino di mondo. Anche a non essere toccati in prima persona dalla crisi non si può fingere che il problema non ci sia, in tutta la sua enormità. Siamo un popolo e come tale non possiamo non aiutarci.

      Non vedo dove io stia sfruttando gli animali visto che, al contrario, ho sempre messo al servizio degli animali la mia capacità di scrivere e anche le mie competenze professionali. È esattamente il contrario di quanto lei afferma.
      Se lei poi invece di partire lancia in resta si fosse preso la briga di leggere gli articoli che ho pubblicato recentemente avrebbe letto che non risparmio critiche neanche all’opposizione. Avrei criticato qualunque governo si fosse macchiato di colpe tanto orribili verso i cittadini. O oltre 30 mila morti non le sembrano abbastanza? E milioni di cittadini ridotti sul lastrico?

      Il mio è un attacco violento? Invece quello che hanno combinato i nostri politici comandati da una pletora di virologi è una coccola? Hanno fatto un disastro e sono loro a doverne rispondere. A noi cittadini, che siamo i loro datori di lavoro, ricordiamocelo.
      Ma il problema è il mio “attacco violento” e un fantomatico “uso” degli animali. Già.
      Vedo che come spesso capita è più divertente lo sport di mettersi gli uni contro gli altri per non ben chiare e ipotetiche contrapposizioni politiche, piuttosto che farsi valere nei riguardi di una politica che considera noi cittadini pecore da tosare. Una politica che ha ben chiaro il concetto di divide et impera, a cui molti paiono felicemente prestarsi. O prostrarsi.
      Se a qualcuno sta bene, fatti suoi. A me non sta bene. E in tutto questo non vedo cosa c’entrino gli animali.
      Buonanotte

      Diana Lanciotti

  4. Condivido pienamente il Suo pensiero, Diana. Pur sapendo, purtroppo , che un presidente che conferma al governo forze politiche mai votate non ha nessuna volontà di modificare alcunché. Rinnovo il mio plauso per il grande impegno e tenacia che Lei mette nelle sue e nostre battaglie.

    T.C.

  5. Cara Diana, hai scritto bene ma io penso che Mattarella sia anche lui artefice di questa situazione. Poteva intervenire mesi fa e non l’ha fatto. Io non lo chiamo presidente perché non lo considero più tale, doveva fare da arbitro ed è stato troppe volte di parte, per me si merita lui e l’attuale governo tutto ciò che di male gli possa capitare. Non sono più arrabbiata sono disgustata.

    Daniela

  6. Cara Diana,
    ti scrivo per spiegarti perchè non sottoscrivo la tua bellissima lettera..
    Premetto che ormai da diversi anni voto turandomi il naso, dato lo squallore dei nostri politici, di qualunque colore….l’ultima volta ho votato ‘contro’, contro i 5 stelle per la precisione, perchè li ritengo inconcepibili ed impresentabili…per poi ritrovarmeli al governo, grazie anche a Salvini.
    Come ti ho già detto, non credo comunque che sia una buona idea andare alle elezioni nel pieno di una pandemia.
    Di errori il Governo ne ha fatti tanti (anche se a parziale giustificazione va puntualizzata l’eccezionalità della situazione) e ne pagherà il prezzo sicuramente. Ma la soluzione in proposta, in questo momento, sarebbe un male peggiore.
    Oltretutto non vedo nessun politico di una stazza tale da convincermi che il gioco valga la candela, purtroppo.
    Le ideologie politiche sono una cosa, ma la differenze la fanno gli uomini (vedi Zaia e Fontana, ad esempio). Guarda quello che è successo e tuttora succede in Lombardia. Io, pur non avendolo votato, ho giustificato Fontana & co. fino a metà aprile, ma ora è indifendibile.
    Ha fatto errori imperdonabili, costati delle vite. Fontana non ha nemmeno saputo copiare dal suo compagno di partito Zaia. Perchè non ha imparato nulla? A differenza di Zaia (in Veneto avevano iniziato il 21 gennaio), non ha fatto produrre i reagenti x i tamponi dall’università di Milano , non ha fatto tracciamenti e quindi non ha isolato opportunamente gli infetti, nonostante avesse requisito ben 15 alberghi rimasti vuoti. Avrebbe potuto isolare lì i contagiati, togliandoli dalle famiglie, che così non si sarebbero infettate..
    Da noi un sacco di gente è stata abbandonata a casa, senza assistenza se non telefonica con il medico di base, al quale si erano proibite le visite domiciliari per mancanza di presidi; medico di base a cui non era stato dato nessun protocollo e ti curava come poteva o assumendosi rischi in proprio (se bravo) o dandoti la sola tachipirina. Senza aver fatto tamponi! O guarivi da solo o, se ti aggravavi, morivi. Spesso non si faceva in tempo a raggiungere l’ospedale e se lo raggiungevi trovavi code di ambulanze. Con a bordo tutti codici rossi, che non si riusciva nemmeno a sbarellare. Non c’era posto nemmeno nei corridoi. Dovevano aspettare e molti sono morti cosi o si sono aggravati talmente che, anche se sono poi guariti, hanno postumi pesanti ad organi vitali, quali cuore, polmoni, fegato, reni..
    Si stima che in Lombardia i contagiati siano 10 volte i numeri ufficiali…ma non si sa, perchè non sono stati fatti i tamponi.. fino a tre settimane fa li facevano solo a quelli che arrrivavano in ospedale, quindi solo ai casi gravi.
    Ora ci dicono che possiamo fare i test diagnostici privatamente (62 euro; in Liguria li facevano già un mese fa per euro 40/45); come si fa a non pensare male?!?
    Ora anche i tamponi, forse, si potranno fare privatamente, unica regione in Italia, e la più colpita. Adesso ci sono i reagenti, privatamente…
    E non si vergognano neanche!! Anzi Fontana, che secondo me è andato fuori di testa, si vanta di aver gestito bene…
    Siamo stati bravissimi noi, a non uscire di casa!! Salvo qualche stupidotto che usciva.
    Zaia sarà anche stato fortunato, ma ha avuto la giusta intuizione. Non si parlano nemmeno fra istituzioni dello stesso partito.
    Ecco io sono schifata da questa gente, non si salva nessuno.. e non credo che valga la pena di rischiare di andare alle lezioni con il correlato periodo di immobilità in una situazione già cosi provata…per ritrovarci poi gente sempre incapace. Qua ci sono tante famiglie che non hanno nulla da mettere in tavola, continuiamo a fare raccolte di generi alimentari e soldi per consentire loro di arrivare ad incassare i sussidi o la cassa integrazione.. non possiamo allungare i tempi.. e sarebbe inevitabile con la crisi di governo.
    Non mi sono piaciute le propagande elettorali fatte senza ritegno quando ogni giorno si contavano i morti, sono desolata…A molti interessavano solo i sondaggi…dovrebbero vergognarsi.
    Mi spiace, Diana, non supportarti questa volta; sono sempre d’accordo su tutto quello che proponi, ma ora sono proprio nauseata….non ho fiducia in nessuno di loro.
    Un grande abbraccio

    Rita

    1. Cara Rita, non devi affatto giustificarti se, questa volta, “non mi supporti”. Ti ringrazio, piuttosto, per aver dedicato del tempo a scrivere questo commento articolato, che pubblico molto volentieri perché, come credo tu sappia, sono molto interessata al confronto tra le idee, anche e soprattutto se diverse dalle mie. Tu conosci la mia tendenza a mantenermi super partes, anche se in politica non è mai facile. Non ho tessere di partito, sono uno spirito libero, che ritiene la propria libertà di pensiero uno dei beni più grandi da salvaguardare.
      In realtà non si tratta di supportare me, ma di dare o non dare voce ai sentimenti di preoccupazione, sofferenza, disperazione, che purtroppo albergano in una buona parte degli Italiani.
      Io forse godo di un osservatorio privilegiato, per il lavoro che faccio, e ho contatti quotidiani con tante tante persone dei vari settori lavorativi e ti assicuro che la situazione per molte è pesantissima. Come dicevo a Silvia, a cui ho risposto ieri, il fatto di non essere toccati direttamente dalla crisi non può esimere nessuno dal sentire e fare proprie le difficoltà degli altri.
      Anch’io sto risentendo della crisi, e persino il Fondo Amici di Paco, che a causa della pandemia e delle nuove priorità non sta ricevendo donazioni, eppure deve organizzare la 18a campagna antiparassiti per aiutare decine di rifugi che ogni anno aspettano il nostro aiuto per mantenere in salute migliaia di cani e di gatti e favorirne l’adozione.
      Però mi rendo conto che ci sono persone che stanno ancora peggio, che non vedono un futuro… e a queste non me la sento di rispondere “rassegnati”, “arrangiati” tanto non c’è alternativa. L’alternativa ci DEVE essere, SI DEVE trovare, se non vogliamo che l’Italia entri nella spirale di distruzione in cui l’hanno spinta con tutte le forze. Dall’esterno, ma anche dall’interno.
      Anch’io, come te, non vedo personalità con la “stazza” giusta a cui poterci affidare con piena fiducia. Scherzando sono arrivata a dire che anche da noi ci vorrebbe un Putin per qualche anno…
      Ma la mancanza del… leader perfetto, quello che può andare bene a te e a me, non significa che dobbiamo portarci ancora sulle spalle lo schiacciante fardello di questi incapaci che stanno massacrando l’Italia. Non dobbiamo solo pensare a ciò che ci aggrada, ma a quello che gli Italiani sentono di meritare.
      Tu parli dei problemi della Lombardia e della buona gestione del Veneto. Non voglio né posso prendere le difese di nessuno, ma bisogna considerare che in emergenza le decisioni riguardanti la salute pubblica passano nelle mani dello Stato. La Lombardia purtroppo si è affidata, secondo “i protocolli”, allo Stato e a quella pletora di virologi che un giorno dicevano bianco e il giorno dopo nero, più occupati a fare i divi in tivù che il loro mestiere. Zaia invece si è mosso più liberamente. Ha rischiato, e si è assunto delle responsabilità. Gli è andata bene (certo: è bravo e si è circondato di persone brave), però ha scelto la strada dell’autonomia, che non era contemplata dalla legge. Secondo me ha fatto benissimo, però se non fosse andata così bene ora a essere crocifisso sarebbe lui.
      Per quanto riguarda l’appello a Mattarella, non si tratta di andare a votare SUBITO, ma di prepararsi per l’autunno, per non dover morire tutti, economicamente e psicologicamente, a causa di questa gestione dissennata. Non so se sai che nel decreto chiamato ottimisticamente “Rilancio”, ed enfatizzato con la solita sovrabbondanza di aggettivi dal presidente del consiglio, è compreso l’allungamento ad altri 6 mesi dello stato di emergenza: dalla prevista scadenza del 31 luglio 2020 al 31 gennaio 2021! Vuol dire che questi sanno già che la “pandemia” si protrarrà fino allora? No, anche perché tutti gli indicatori dicono di no.
      Semplicemente, vogliono continuare a detenere il potere, a controllare la nostra vita, a tenerci soggiogati attraverso il terrore, il senso di colpa, le restrizioni e le graziose “concessioni” del nostro beneamato premier. Sempre trattandoci come bimbi scapestrati da condurre per mano. Da orchi mascherati da zii buoni. Calpestando bellamente la Costituzione, esautorando il Parlamento.
      Diversi costituzionalisti si stanno chiedendo come mai, a metà maggio, il governo abbia già deciso di aver bisogno di questa proroga. Il professor Clementi, ordinario di diritto pubblico all’Università di Perugia, osserva: “O il governo ha elementi così potenti, prepotenti e solidi che motivano la proroga, oppure questa scelta, fatta oggi così, non si spiega. Il governo dovrebbe venire alle Camere invece e spiegare perché adesso – proprio adesso – chiede la proroga di sei mesi di una scadenza che cesserebbe a fine luglio”.
      L’allungamento dello stato di emergenza, guarda caso, scongiurerebbe le elezioni. Sia quelle amministrative già previste e rinviate all’autunno, sia quelle politiche che a gran voce buona parte dei cittadini chiedono.
      Mi dispiace, ma quando ci sono di mezzo la libertà, la democrazia, la vita di un popolo, non si può rimandare all’infinito il confronto.
      Io non ho mai frequentato i social, ma da gennaio ho un account Twitter, che mi consente di essere in contatto continuo con giornalisti, economisti, sociologi, medici, che raccontano la situazione in modo diverso da come la raccontano quelli che definisco i “lustrascarpe del potere”: i giornalisti allineati (per non dire asserviti) al potere.
      Tutti sono concordi nel dire che la situazione non è per niente rosea, e continuare a tenere in vita un cadavere ambulante non ha più senso.
      Ogni giorno vedo filmati di persone delle varie categorie lavorative che manifestano i loro dissenso in ogni città d’Italia. Gente stremata, disperata (non so se sai che c’è già stato un numero di suicidi impressionante). Persone che vogliono ricominciare a vivere e lavorare e manifestano pacificamente la loro protesta. E ogni volta vengono o multate o addirittura bloccate da Carabinieri in tenuta antisommossa, trattate come pericolosi rivoltosi. Sono immagini di una violenza (per fortuna quasi sempre solo psicologica) che strazia. E che i tg si guardano bene dal mostrare. Ormai non è più emergenza sanitaria, ma c’è un’emergenza economica e sociale spaventosa.
      Ogni volta che vedo quei filmati, te lo confesso, mi ritrovo con le lacrime agli occhi: perché vedere che le Forze dell’Ordine, che dovrebbero tutelare i cittadini onesti e stanare i delinquenti, sono costrette da ordini dall’alto a perseguitare i cittadini (per non parlare dell’uso di droni ed elicotteri per rincorrere e sanzionare runner solitari) mi fa star male. Siamo ridotti a uno stato di polizia, e solo perché abbiamo (ci hanno inculcato) paura di un virus siamo disposti a rinunciare alla nostra dignità, alla nostra libertà, al nostro futuro? Perché, cara Rita, molti Italiani, se va avanti così, un futuro non l’hanno. Ecco perché, e tu sai che io ho sempre un “bisogno” interiore di impegnami in una causa, oggi ho sposato la causa dell’Italia e degli Italiani. Quelli che soffrono, che si disperano, quelli che chiedono di poter tornare almeno a sperare. Perché qua, ormai, di speranza non se ne vede traccia.
      Certo, né io né tu vediamo la figura giusta a cui dare fiducia, il traghettatore che porti la nave Italia fuori dalla tempesta. Però a qualcuno dobbiamo affidare il timone, non possiamo andare alla deriva. Perché questi, credimi, anche se fingono di essere padroni della situazione hanno perso la bussola e la barra da un pezzo. Sono allo sbando, ma si aggrappano a tutto pur di restare a bordo.
      Se non incominciamo adesso a pensare a cambiare ADESSO, a dare una svolta al destino di questa povera Italia, se non approfittiamo di questa terribile crisi, continueremo ad andare avanti per inerzia, fingendo di potercela fare. Che è l’atteggiamento che molti hanno avuto quasi sempre, non volendo mai impegnarsi direttamente, affidando ad altri la soluzione dei problemi, fingendo di non vedere tutti i nodi che piano piano sono venuti al pettine e ora dimostrano che, avanti così, non si può andare. Siamo arrivati al capolinea. La corsa è finita. O scendiamo e continuiamo a piedi, con le scarpe sfondate che ci ritroviamo, o cambiamo treno e viaggiamo, tutti insieme, in prima classe.
      Scusa se ho approfittato della tua lettera per chiarire ulteriormente il mio pensiero. Ti ringrazio ancora e spero di leggerti presto.
      Un caro saluto

      Diana

  7. Mia cara Diana. Ho letto la tua lunga lettera al presidente Mattarella. Permettimi un paragone che fa a cazzotti con il nostro. Il presidente Mandela dopo un po’ di tempo al governo e impegnato a scongiurare una catastrofe economica nel suo Sudafrica ricevette dalla sua segretaria l’estratto dei suoi stipendi non ancora incassati, e lui, scoprendo quanto percepiva inorridì al pensiero degli enormi sacrifici che stava chiedendo ai suoi concittadini e tagliò immediatamente del 30% il suo stipendio! Sicuramente quel gesto, dal punto di vista pratico, non incise minimamente ma dal punto di vista morale ebbe una grande eco.
    Del resto, il senso del dovere in primis deve essere verso se stessi e poi con gli altri.
    Questo Paese cara Diana è il Paese dell’8 settembre allorquando il re e suoi sodali scapparono a gambe legate lasciando l’esercito in balia dei tedeschi. È il Paese dell’armiamoci e partite. Scrivi una seconda volta, fallo per me. Chiedi soltanto, al di là della retorica per cui uniti ce la facciamo, quanto è disposto a cacciare di tasca sua, visto che si trova dalla parte dei garantiti come tutti gli statali, per aiutare l’altra faccia della luna!!!
    Mario

    1. Caro Mario, la lettera è stata inviata anche ai giornali, e vedremo chi avrà voglia e coraggio di pubblicarla.
      So che non servirà a molto ma, pur nella sua torre d’avorio, Mattarella non potrà dire di non conoscere la situazione e le richieste dei cittadini.
      Grazie e buona giornata

      Diana

      1. Mia cara Diana, nessuna illusione sul coraggio dei giornali… La coerenza tra quello che si dice e quello che si fa (molto presente nel mondo protestante) è pressoché inesistente in questo Paese. In questo aiutato pure dalla Chiesa Cattolica attraverso il sacramento della confessione per cui tu puoi peccare tutta la settimana e la domenica con tre Ave Maria e quattro Ave Gloria sei redento e il lunedì ricominci.
        Come dicevo già sono contento di aver trovato un’altra goccia in mezzo al mare con cui condividere i miei pensieri. Siamo ancora poche gocce. Abbiamo è vero una classe dirigente schifosa,vigliacca, ipocrita, falsa. Sono altrettanto sicuro che un De Gasperi oggi non arriverebbe lontano visto che questo popolo per la maggior parte ha usato la scheda elettorale come mezzo di scambio di favori e abbiamo la classe dirigente che gli italiani si sono scelti. Grazie per l’attenzione.

        Mario

        1. Caro Mario, oggi non me la sento più di dare tante colpe agli Italiani, che ormai non hanno più voce in capitolo e da anni si vedono passare davanti al naso schiere di tecnici e politici non voluti, non eletti. Gli ultimi eletti, i 5 stelle, parevano decisi a scardinare questo sistema marcio e corrotto ma alla fine sono entrati a farne parte, e con una disinvoltura che fa orrore. Ho la consolazione di aver sentito puzza di bruciato da subito e non averli mai votati, sennò adesso mi prenderei a sberle.
          Sta per uscire il mio nuovo libro ANTIVIRUS. Spero che lo leggerai, perché oltre a parlare della situazione attuale ripercorre gli ultimi 15 anni della storia d’Italia. Io stessa, raccogliendo gli articoli che ho scritto dal 2005 a oggi, mi sono stupita di quante analogie ci siano, di come tutto fosse già scritto o comunque prevedibile. E di come i corsi e i ricorsi della storia oggi ci abbiano infilati in uno dei momenti peggiori.
          Nel libro c’è anche qualche articolo dedicato al tuo ”idolo”: Monti. Credo che condividerai le mie riflessioni su di lui e sulla politica in generale.
          Buona giornata

          Diana

  8. Carissima Diana,
    pur condividendo tutto ciò che scrivi nella lettera al “Presidente pro-tempore” Mattarella, voglio farti partecipe di una mia considerazione.
    Nel 2022 scadrà il mandato presidenziale e pertanto l’attuale XVIII legislatura (che terminerà nel 3/2023) eleggera’ il nuovo Presidente.
    Chiedere a Mattarella di “staccare la spina” all’attuale governo ed andare a nuove elezioni potrebbe determinare la nomina di un nuovo Capo dello Stato “inviso alla sinistra”…
    Ben lieta di una tale eventualità, purtroppo altamente improbabile, riterrei almeno auspicabile che il nostro “amato presidente” riprenda a “vigilare sul pieno e totale rispetto della Costituzione”, così tanto vilipesa in questo ultimo periodo dai troppi DPCM dell’attuale “presidente-pro tempore” del consiglio dei ministri.
    In primis l’articolo 13 della Costituzione : la libertà personale è inviolabile.
    Un caro saluto.
    Paola

  9. Grazie di cuore per la sua lettera al Presidente della Repubblica Mattarella, la divulgherò e gliela inoltrerò a mia volta.

    Un caro saluto.

    Linda

  10. Cara Diana, sono assolutamente d’accordo con te e del giudizio sul governo:
    1 gestione disastrosa dell’emergenza sanitaria
    2 gestione disastrosa dell’emergenza economica ed incapacità di trattare sui tavoli europei
    3 uso spregiudicato ed incostituzionale del Decreto del presidente del consiglio
    4 il presidente Mattarella, se non agisce, è almeno politicamente corresponsabile delle sorti della Nazione.
    Speriamo in un suo doveroso intervento…

    Un saluto
    Fabrizio F

  11. Grazie Diana per dare voce ai pensieri, anzi alle preoccupazioni di tanta gente che come me è costretta ad arrangiarsi in questa situazione di emergenza sanitaria ed economici. D’accordo, che sopratutto in Lombardia ci ha lasciato abbandonati con le nostre paure, senza un minimo di assistenza, naturalmente non parlo dei medici e degli infermieri che hanno pagato in prima persona l’inefficienza della macchina organizzativa

  12. Cara Diana, pur condividendo il malcontento che denunci, vorrei dirti con sincerità che non mi sento di sottoscrivere l’appello al Presidente.
    Mattarella benissimo conosce la situazione, ma deve vegliare sul paese avvalendosi delle persone da noi sciaguratamente elette.
    Non può essere il Presidente a mandarle a casa. In ogni caso la classe politica attuale è espressione della nostra società, da molto tempo in una crisi profonda che deve essere superata crescendo,
    e la crescita porta con sé sofferenza e incertezze. Ci vorrà tempo, fino a quandu lo stato non si deciderà a investirle su scuola, cultura e formazione. Questo dobbiamo pretendere da chi ci governa. C’è voluto il virus a far capire che bisogna investire sulla sanità, ora c’è da pensare a scuola e formazione, perché un paese che non investe sulla formazione (e l’Italia è all’ultimo posto in aeuropa se non erro, ma non da ora, da diversi decenni) non ha futuro.
    Questo mi piacerebbe chiedere a Mattarella.
    Comunque ti ringrazio e ti prego di continuare a tenermi al corrente.
    Un abbraccio
    Silvia

    1. Cara Silvia, pubblico volentieri il tuo commento perché mi piace dare spazio al dialogo, che è fondamentale ma in questo momento, soprattutto a causa dei media compiacenti e allineati col Pensiero Unico Dominante, è ridotto.
      C’è tanta omologazione e chi non può scrivere chiede a me di farlo, visto che ho questa possibilità.
      Tu dici che il Presidente Mattarella “deve vegliare sul paese avvalendosi delle persone da noi sciaguratamente elette.” Il fatto è che Conte, che sta abusando della Costituzione come esimi costituzionalisti hanno ben spiegato, non è stato eletto da nessuno e ha assunto pieni poteri scavalcando il Parlamento. Per quanto riguarda questo, nella composizione attuale non rappresenta più l’orientamento politico dell’elettorato, non è più garanzia di rappresentanza democratica. Per non dire del Governo, una compagine raffazzonata proprio per non andare al voto, per consentire ai parlamentari di finire il mandato e guadagnarsi il vitalizio (pagato da Pantalone, cioè il popolo italiano), spartirsi le nomine, arrivare alla nomina più ambita (il prossimo Presidente della Repubblica), e per mille altri motivi che un po’ si sanno e un po’ ci sfuggono.
      Io ho un polso della situazione piuttosto aggiornato: ogni giorno sento persone dei vari settori lavorativi che mi testimoniano la loro preoccupazione, in tanti casi la loro disperazione. I suicidi stanno aumentando, molta gente è allo stremo e in procinto di rivoltarsi. E non è di certo reprimendo la protesta che si risolvono i problemi, come invece si sta cercando di fare. Solo che queste cose i giornali e i telegiornali non le dicono, ma bisogna andare sui social (che si stanno rivelando fonte di informazioni reali e di contatto costante tra le persone, anche in tempi di isolamento) per scoprire i metodi repressivi che vengono usati verso chi si permette di dissentire e manifestare pacificamente.
      In rete è pieno di filmati che documentano quanto ti dico.
      Essere toccati meno (o niente) dalla crisi non può essere la scusa per fingere che il problema non ci sia, e non sia enorme. Siamo un popolo e se ci sentiamo parte di questo popolo non possiamo non aiutarci. Non lo fanno i nostri politici… dobbiamo farlo noi cittadini, senza continuare a sperare passivamente che il cambiamento arrivi dall’alto.
      Io oggi mi sento chiamata, obbligata a fare qualcosa, nel mio piccolo: lo faccio mettendo al servizio di chi non può comunicare la mia “penna”.

      Gli Italiani in questo periodo si dividono tra rassegnati e arrabbiati. Il primo atteggiamento, di attesa, di non reazione lascerà il tempo che trova. Nell’attesa, vana, di un cambiamento.
      La rabbia, se ben incanalata e non trasformata in violenza, può invece essere la molla finalmente capace di dare una sterzata a una nazione impantanata nell’immobilismo, nell’interesse particolare, in quella che definisco una visione “ombelicale” del mondo: una visione cioè, che non consente di guardare, di immaginare, di sognare al di là del nostro ombelico. Una visione miope, che ci condanna agli ultimi gradini di un’Europa e di un mondo che vanno avanti, mentre noi restiamo al palo.

      Siamo davvero a un passo dal baratro e insistere a dare ossigeno a chi non ha più nemmeno i polmoni è tempo sprecato. Non mi riferisco, come avrai capito, ai malati di covid, ma a questo governo asfittico e imbalsamato che nel momento peggiore della nostra storia ha combinato un disastro dopo l’altro.
      E un Presidente della Repubblica non può continuare a permettere che questi vìolino impunemente la Costituzione (la Bibbia della nostra democrazia) senza intervenire. Tra il potete e i cittadini, deve scegliere i cittadini.

      Tutto quanto dici sulla necessità di investire nella cultura e nella sanità è ineccepibile. Ma non vedo nessuno, tra gli attuali governanti, che sia in grado di mettere mano a questi problemi.
      Chi pensiamo che possa farlo? Un laureato in Scienze politiche messo a fare il ministro della salute? Un ex vocalist da balera messo a fare il ministro della Giustizia (e si sono appena visti i risultati, con la scarcerazione “a sua insaputa” di pericolosi mafiosi)?
      Un ex millemestieri, approdato per un serie di fortuite concomitanze in un movimento che pareva poter cambiare l’Italia, messo a fare il ministro degli Esteri?
      Un oscuro avvocato di provincia sbattuto per caso (e per nostra immane sfortuna) a fare il presidente del Consiglio? E via di questo passo, di incompetenza in incompetenza.
      Oppure pensiamo che possa farlo una pletora di “tecnici” raggruppati in task force di cui ancora non si afferra il ruolo né la legittimità, che invece di accelerare e semplificare le decisioni le ritardano e complicano?
      E poi, mi spiace, ma non mi sento di condividere l’idea che “la classe politica attuale è espressione della nostra società”. Come se fosse colpa di noi cittadini, già abbastanza colpevolizzati, e dovessimo sopportare ancora questo fardello per aver creduto, in passato, alle promesse elettorali. Non è colpa di chi ci ha creduto, è colpa di chi le ha fatte, sapendo di non poterle o volerle mantenere.
      È proprio questo il momento di dire BASTA. Giriamo pagina e scriviamo, tutti insieme, un nuovo capitolo, anzi, un nuovo libro sulla storia della nostra Italia. Non aspettandoci che da questi arrivi qualcosa di più e di meglio.
      Cara Silvia, ti ringrazio per avermi scritto e ti invito a farlo quando vuoi.
      Un caro saluto

      Diana

  13. Complimenti sono completamente d’accordo sul contenuto della lettera. Purtroppo penso che al Sig. Mattarella interessino poco le elezioni sarebbero un eccesso di democrazia.

  14. Condivido quanto richiesto da Diana, al presidente Mattarella, che dubito abbia il coraggio, visti i fatti, d’intervenire su questo governo di incompetenti.
    Il Presidente è come un comandante della nave che deve prendere le decisioni opportune affinché la navigazione proceda nel migliore dei modi.
    In caso di tempesta o di avaria, ha il compito di intervenire immediatamente ed imporre a tutto l’equipaggio di eseguire tutte le opere necessarie alla salvezza della nave e di quanto essa trasporta.
    Quella nave è l’Italia e purtroppo, sta andando alla deriva, non essendoci chi la governa, ed alla prima secca potrebbe andare a fondo.
    Il marciume che c’è al governo vuole bruciato.

  15. Come non condividere ancora una volta ciò che hai scritto? Probabilmente molti altri Italiani come me avrebbero voglia di manifestare, in modo meno educato, la propria rabbia e il proprio sdegno contro chi sta condannando a morte l’Italia e gli Italiani. L’Italia che lavora e dà da lavorare (quindi non i politicanti, i burocrati e i sindacalisti) ma imprenditori, professionisti, commercianti, artigiani, stanno affrontando una realtà durissima, che loro non conoscono e non vogliono conoscere, perché hanno il loro lauto “stipendio” ben sicuro ogni mese e siedono su poltrone da cui è difficile scollarli. Possono permettersi di venire a raccontarci la favola della buona notte tutte le sere, con promesse false e risibili, con il risultato che le nostre notti sono funestate dal timore di non potercela fare.
    Loro sanno che cosa significa per chi lavora onestamente dire a un proprio fornitore “devi aspettare, non posso pagarti perché altri a loro volta non hanno potuto pagarmi”? dire ai propri dipendenti “sono costretto a metterti in cassa integrazione, ma non so quando l’Inps pagherà”? Andare in banca a chiedere il tanto sbandierato facile e rapido accesso alla liquidità, e non avere risposte, se non un plico di scartoffie da redigere?
    Loro sanno che migliaia di attività sono costrette a chiudere e si allungherà la fila dei disoccupati e di chi chiede da mangiare? No, loro non sanno o, meglio, non gliene importa niente, loro vogliono solo tenerci soggiogati e incapaci di reagire, vessati da sanzioni, restrizioni della libertà di agire e pensare (forse ispirati dai regimi terroristici che amano sponsorizzare). Perché se le restrizioni andavano giustamente prese all’inizio dell’epidemia (non in ritardo come insensatamente hanno fatto loro) adesso dobbiamo tornare in libertà (ovviamente con atteggiamenti molto responsabili), perché dobbiamo lavorare per vivere e riappropriarci della nostra dignità.
    E allora, poiché loro non sanno e non sono intenzionati ad aiutarci, invoco anch’io il Presidente Mattarella, perché ci aiuti a mandarli a casa al più presto, esercitando il nostro DIRITTO al voto. Abbiamo il diritto di essere governati da persone capaci, che conoscano la realtà, i veri problemi del vivere quotidiano, tutte le difficoltà che le attività lavorative devono affrontare.
    Gli Italiani veri si “ rimboccheranno le maniche “ e faranno di tutto per ricostruire questa povera Italia allo sfacelo e loro, se rimangono a scaldare impunemente i loro scranni, si prenderanno i meriti.
    Non possiamo permetterglielo, A CASA!

  16. Grazie Diana, condivido pienamente la tua lettera a Mattarella. Peccato che parliamo di un presidente che ha permesso un governo di partiti mai eletti. Non mi aspetto quindi risposte positive da questo signore. Congratulazione per i tuoi continui interventi che collimano col mio pensiero.

  17. Diana carissima,ti ringrazio perché ancora una volta ti sei fatto interprete del sentire di milioni di Italiani che da nord a sud alzano il proprio grido di disperazione per la situazione in cui versano e, non certo per loro incapacità.
    Solo una donna con la tua sensibilità e determinazione, giornalista e scrittrice dI successo, poteva permettersi di scrivere al presidente della repubblica Mattarella per invitarlo a prendere atto della drammatica situazione economica e sociale in cui versano gli Italiano che con il loro lavoro hanno fatto grande questo paese.
    Come giustamente scritto nella tua lettera, probabilmente il nostro presidente della repubblica conosce bene questa realtà, ma ora deve prendere quella decisione assolutamente necessaria per porre fine a questo esecutivo ben lontano dalla vita politica e sociale dei cittadini.
    La disperazione di chi vuole lavorare e non ha più i mezzi necessari,il grido di genitori operai che da mesi non hanno più visto un contributo, le lacrime di chi è travolto da tasse e spese pur costretto da mesi alla inattività,fanno da controcanto a promesse faraoniche di miliardi generosamente concessi, ma mai visti.
    Questo indegno spettacolo va in onda quasi ogni sera sui nostri schermi televisivi dai quali un presidente del consiglio apatico, assente e insensibile, quasi vivesse in un altro paese, elenca pomposamente uno dopo l’altro provvedimenti che non si realizzano mai.
    Hai tutto il nostro appoggio, il nostro sostegno,la nostra vicinanza, Diana carissima e.condividiamo in tutto la tua iniziativa rafforzandola con il nostro plauso e la partecipazione di tutta la mia numerosa famiglia.
    Maria Vittoria Martellini

  18. Occorre impeachment: non ha rispettato l’articolo 13 della Costituzione. Conte usa il decreto legge ministeriale e non la legge del parlamento riunito come richiesto dall’articolo 13. Conte ha agito in contrasto con la costituzione e Mattarella lo ha approvato.

    Articolo 13. Della Costituzione
    Parla di legge, non di decreto legge, ogni volta che viene scritto un DPCM, atto amministrativo, questo deve essere approvato dal parlamento; i costituenti avevano in mente il regime fascista e in particolare la cancellazione della libertà personale. La necessità urgente sanitaria rientra sempre nell’articolo 13, deve essere sempre effettuata nei soli casi e modi previsti dalla legge, non da decreto legge.
    “La libertà personale è inviolabile.
    Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
    In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
    È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.

    La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.
    Che cosa significa? Come per molti altri articoli della Costituzione, anche nello scrivere questo i Costituenti avevano in mente il regime fascista e in particolare la cancellazione della libertà personale. Perciò la prima parte della Costituzione è aperta da un articolo dedicato alla libertà personale, intesa come condizione indispensabile per godere di qualsiasi altra libertà. Per la stessa ragione l’articolo è attento nel definire le misure cautelari che l’autorità può assumere in caso di necessità, nel vietare ogni forma di violenza fisica o morale e nell’indicare il concetto di limite massimo per la carcerazione preventiva: in altri termini, quanto tempo una persona può restare in carcere prima di essere giudicata.
    L’articolo stabilisce che anche la perquisizione personale deve avvenire nel modo previsto dalla legge: ciò non significa che la polizia non può perquisire le persone, ma che non può agire arbitrariamente e che deve rispettare delle norme.
    Ma perché…? La libertà personale è un diritto caratteristico dei regimi democratici. In un contesto sociale la libertà individuale non può tuttavia essere illimitata, perché deve essere conciliata con i diritti degli altri cittadini: quando si violano le regole della convivenza civile, la restrizione della libertà diventa legittima. Ma questo articolo si preoccupa soprattutto di stabilire i limiti d’azione dello Stato e delle forze di polizia, considerando la restrizione della libertà un danno consistente nei confronti della persona che la subisce.”
    È chiaro che cosa significa il divieto di esercitare la violenza fisica, ma che cosa si intende con “violenza morale”? Dobbiamo immaginare forme di denigrazione, ricatti, pressioni psicologiche cui può essere sottoposta la persona incarcerata. A tutto ciò si aggiunge il fatto che la detenzione stessa, costringendo la persona all’interno di uno spazio spesso ristretto e affollato, comporta una forma di “dolore mentale” che può arrivare fino allo sviluppo di vere e proprie patologie.
    Chi ha scritto la costituzione memore dell’inizio del fascismo, aveva previsto la possibilità di un ritorno del fascismo con la scusa della emergenza sanitaria così stabilirono l’obbligo della legge. Allora il parlamento era sull’Aventino ora è a casa in quarantena

    Alberto M.

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