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Animalisti e scrittori solo di sinistra? Ma chi lo dice?

Essere di sinistra ed essere scrittori o animalisti per molti è la stessa cosa… ma non per tutti.
Si chiama Diana Lanciotti, è giornalista, scrittrice e animalista (anche se lei non ama molto questa etichetta: preferisce che si dica che ama gli animali e fa qualcosa di concreto, e non solo chiacchiere, per aiutarli a conquistare il ruolo che meritano nella nostra società). È la fondatrice del Fondo Amici di Paco, attivissima associazione nazionale che dal 1997 si impegna per la tutela degli animali, oltre che di Paco Editore, la casa editrice che versa i ricavi a favore dei cani e dei gatti senza famiglia. Ha al suo attivo sette libri di successo, tra i quali l’amatissima trilogia di Paco (“Paco, il Re della strada”, “Paco. Diario di un cane felice” e “In viaggio con Paco”, veri e propri cult per tutti gli amanti degli animali), “C’è sempre un gatto”, amatissimo dai gattofili, e “I miei musi ispiratori”, libro fotografico con cui si è fatta apprezzare anche come fotografa. Con “Paco il Re della strada” la Lanciotti è entrata anche nelle scuole e ogni anno migliaia di alunni leggono il suo libro e ne traggono importanti insegnamenti sul tema del rispetto e della solidarietà verso gli animali.

Tre anni fa la Lanciotti sorprese tutti uscendo con un romanzo, “Black Swan-Cuori nella tempesta” (Paco Editore, 2003), appassionante storia d’amore e di mare che esulava da argomenti legati al mondo degli animali ed ebbe grande successo, dovuto soprattutto al passaparola dei lettori e dei librai, più che al sostegno da parte del mondo dell’informazione.
In un panorama di intellettuali e animalisti che si vantano di essere di sinistra, la Lanciotti spicca proprio per non essere schierata, per essere una scrittrice e anche un’animalista (ci perdoni la definizione) “fuori dal coro” (basta un giretto sul suo sito www.dianalanciotti.it per rendersene conto). E, lei lo sa, la sua è una scelta che non le spiana di certo la strada.
«Da anni mi tirano la giacca perché entri in questo o quel movimento (di sinistra, n.d.r.)», dice la Lanciotti. «Ma quando rispondo che non c’è bisogno di essere verdi, o rossi o… rosa per occuparsi di animali o di narrativa mi guardano come se fossi un’aliena. Ma come? Una che scrive e opera a favore degli animali non può non stare a sinistra… secondo loro.»
La Lanciotti è una che le cose le fa, senza bisogno di schierarsi. Da anni è promotrice e coordinatrice del Premio Letterario Nazionale Fondo Amici di Paco, a cui partecipano ogni anno oltre ottomila studenti delle scuole medie italiane, ed è direttore responsabile della rivista “Amici di Paco”, diffusa in quindicimila copie. Un giornale seguitissimo dagli amanti degli animali, dove la politica non entra neanche di striscio.
Ora la Lanciotti esce con “White Shark-Il senso del mare” (Paco Editore), un romanzo importante, nel filone del “romanticismo d’azione”, un libro che affascinerà uomini e donne di ogni età. Un condensato di amore, mare, vela, azione, avventura, che cattura il lettore grazie a una delle indiscusse prerogative della scrittrice: la capacità di scavare nelle pieghe più segrete dell’animo umano dando vita a personaggi (umani o animali che siano) indimenticabili.
Se fosse un’autrice di sinistra, lei sarebbe presente dappertutto e tutti parlerebbero di “White Shark-Il senso del mare”, un libro che nulla ha da invidiare ai bei romanzi di autori anglosassoni che vanno per la maggiore. Uno di quei libri che inizi e vorresti sapere come finisce ma nel contempo vorresti non finisse mai.

In breve, la trama. Giulia Silvestri è una famosa giornalista televisiva. Figlia d’arte (il padre è un noto divulgatore scientifico della tv), è sin da piccola impegnata a far valere le proprie capacità più che l’importanza del proprio nome. Con impegno e costanza diventa una delle conduttrici più amate, con un programma in prima serata seguito da milioni di spettatori.
Patrick Dalton è un uomo di mare. Navigatore solitario di grande fama e coraggio, viene scelto per capitanare il team di Smeralda, la barca a vela italiana nella sfida dell’America’s Cup.
Dennis Kingston è il più grande amico di Patrick, ma anche il suo più temibile avversario, con cui si sfiderà nelle regate di Coppa America.
White Shark (Squalo Bianco) è il nome della barca che accompagnerà Patrick lontano da Giulia negli oceani più insidiosi, per ritrovare se stesso e il proprio “senso del mare”.
Giulia, Patrick, Dennis, pur così diversi, sono destinati a incontrarsi, amarsi, essere amici, perdersi e ritrovarsi, come barche in balia delle onde. Ed è proprio nel Golfo di Hauraki, durante una regata di Coppa America, che si compirà il loro destino. La loro è una storia appassionante, di amore, coraggio, amicizia e passione, che farà vibrare di partecipazione i lettori e le lettrici di ogni età, avviluppandoli in un abbraccio di emozioni e portandoli a sognare, tra avventure marine e drammi umani, in un susseguirsi di colpi di scena e flash-back.
Ambientato nel mondo della televisione e delle regate, tra la Nuova Zelanda, le località più belle del nostro Tirreno e i più insidiosi mari intorno al mondo, White Shark-Il senso del mare è un romanzo affascinante di ampio respiro, con personaggi memorabili, tracciati con sapiente realismo e profonda precisione psicologica.
La scrittura è trascinante, bella, pulita, priva di quelle deprimenti sciatterie care a tanti autori nostrani. I dialoghi sempre pregnanti, assolutamente vivi, realistici, fondamentali per lo sviluppo della storia e la comprensione dei personaggi. Personaggi tra i quali spicca il gatto Robespierre, un ulteriore omaggio di Diana Lanciotti agli animali che tanta parte occupano nella sua vita e nelle sue opere.
Si tratta insomma di un romanzo importante, che emoziona dall’inizio alla fine. Un romanzo che meriterebbe tutto il sostegno dell’informazione.
Ma, non frequentando i “salotti giusti”, la Lanciotti può contare solo su sé stessa e sulla fortunatamente nutrita schiera di fan che accolgono con entusiasmo ogni suo nuovo libro.

Paola Cerini – Dicembre 2006

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