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Addio a Folco Quilici. La natura perde un grande difensore

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Folco Quilici, uno dei più grandi documentaristi del mondo, è morto a quasi 88 anni il 24 febbraio. Aveva girato il mondo, divulgando il suo stupore e il suo amore verso una natura che l’aveva affascinato sin da piccolo.
Folco Quilici si era dato ua missione: “dare un’emozione a chi quelle cose le ha sempre sognate senza averle mai viste.”


Per farlo aveva affrontato avventure poi narrate attraverso fim e libri che l’hanno reso famoso e apprezzato a livello internazionale. A partire dal documentario “Sesto Continente”, presentato alla Mostra di Venezia nel 1954, per cui Quilici scelse attori non professionisti per non oscurare il vero grande protagonista: il mare. Nel 1956  vinse un Orso d’Argento al Festival di Berlino con “L’ultimo Paradiso”, a cui seguirono “Ti-Koyo e il suo pescecane” (Premio Unesco per la Cultura del 1961), “Oceano”, “Fratello mare”, “Cacciatori di navi”, due lungometraggi: “Dagli Appennini alle Ande”(1959) e “Il dio sotto la pelle”(1974). Nel 1971 ricevette una nomination all’Oscar come miglior documentario con “Toscana”, uno degli episodi della collana “L’Italia vista dal cielo”.

“Intere generazioni sono cresciute conoscendo il resto del mondo grazie alle immagini e alle testimonianze di un uomo che aveva fatto del mare la sua vera casa e che, attraverso documentari memorabili, portava nelle nostre case le meraviglie di mondi lontani e inesplorati”, commenta Diana Lanciotti, fondatrice del Fondo Amici di Paco. “Ci ha fatto sognare, ma anche conoscere una dimensione straordinaria dell’universo in cui viviamo, che dovrebbe suscitare in noi gratitdine e  rispetto per la natura che ci circonda e accoglie.”

Luca Belli da Amici di Paco n° 68

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