17 FEBBRAIO: FESTA DEL GATTO. Rendiamogli omaggio con un buon libro (e aiutiamo i gatti senza famiglia…)

Da 31 anni in Italia il 17 febbraio si celebra la Festa nazionale del gatto, che si aggiunge alla Giornata internazionale del gatto, indetta nel 2002 per l’8 agosto dall’International Fund for Animal Welfare (Ifaw). Come mai in Italia si è deciso di aggiungere una giornata in omaggio al più affascinante degli animali domestici?

Tutto parte da un referendum promosso dalla rivista “Tuttogatto” tra i suoi lettori, che scelsero febbraio perché è il mese dell’Acquario, il segno zodiacale degli spiriti liberi… e chi c’è di più libero di un gatto? Secondo certi detti popolari, febbraio era definito “il mese dei gatti e delle streghe”, mentre il 17 venne scelto per una forma di… scaramanzia al rovescio, per sfatare le tante leggende che nella storia hanno visto protagonista, in negativo, il nostro amico gatto. Qualcuno ci aggiunge un altro motivo: il numero 17, infatti, ha come corrispondente il numero romano XVII che, in anagramma, diventa ‘VIXI’, cioè “vissi”, parola che si trova spesso incisa sulle pietre funerarie degli antichi Romani, mentre il gatto, come tutti sappiamo… ha a disposizione la bellezza di sette vite. Infine, il 17 sarebbe formato dai due numeri che significherebbero “una vita per sette volte”.

Quale che sia il motivo, per chi ama i felini ogni occasione è buona per omaggiarli come vere e proprie divinità del nostro focolare.
Oltre che buona, l’occasione diventa anche utile (e piacevole) se per festeggiarla si decide di regalare (farsi regalare o regalarsi) un libro sui gatti, il cui ricavato è devoluto in aiuto a tanti mici bisognosi: una guida, un manuale, un saggio, un romanzo, una storia vera raccontata come una favola.

Paco Editore, casa editrice nata come costola del Fondo Amici di Paco, associazione nazionale per la tutela degli animali, propone un’ampia scelta di libri a tutti i gattofili che desiderano fare una buona lettura e un po’ di beneficenza: il ricavato è infatti devoluto all’associazione che quest’anno compie 24 anni, interamente dedicati agli animali più bisognosi (in primis cani e gatti)i

In testa alla classifica di vendite della casa editrice, sezione gatti (esiste anche un’ampia sezione cani), ci sono i libri di Diana Lanciotti, la fondatrice del Fondo Amici di Paco, pubblicitaria, giornalista e scrittrice amatissima anche per i suoi libri sugli animali, tra cui la mitica trilogia di Paco (Paco, il Re della strada, Paco. Diario di un cane felice, In viaggio con Paco, a cui si aggiunge l’album fotografico Paco, il simpatico ragazzo).

C’è sempre un gatto – Dodici gatti unici con finale a sorpresa è una raccolta di racconti che hanno, manco  a dirlo, per protagonisti gatti straordinari che, con la loro presenza, incidono in modo indelebile sulla vita degli umani. Come si capisce leggendoli, la penna è manovrata, magistralmente, da chi i gatti li conosce e li ama, riuscendo a regalare al lettore storie diverse (dal giallo, al sentimentale, all’umoristico, al surreale: ce n’è per tutti i gusti), ma tutte con lo stesso filo conduttore: la presenza di un gatto, protagonista o comprimario, che compare nella vita degli umani e vi lascia un’impronta, in un finale davvero a sorpresa.

Sempre la Lanciotti è autrice de La gatta che venne dal bosco, storia appassionante, piena di ironia, emozione, mistero e magia, capace di incantare anche i non gattofili. Narrata con stile brioso e quell’ironia mista a commozione e stupore che connotano tutti i libri di Diana Lanciotti, la storia della “gatta venuta dal bosco” appassiona come un film giallo, diverte come una giornata a Disneyland, commuove come una dichiarazione d’amore, fa riflettere come un saggio filosofico, ma sempre con leggerezza e allegria. Ancora una volta, grazie alla sua penna “magica” capace di fare di ogni storia un piccolo capolavoro, Diana Lanciotti ci offre uno spaccato della sua vita con gli animali, dove ritroviamo anche i protagonisti dei suoi libri di maggior successo: Paco, Boris (protagonista del cult Boris, professione angelo custode) e i tre persiani già conosciuti nel racconto finale di C’è sempre un gatto. Un libro unico, capace di far ridere, sorridere, emozionare, riflettere. Dimostrando, ancora una volta, che “se un gatto decide di fare qualcosa lo farà, che noi lo vogliamo o no”.

In Ogni gatto è un’isola, Diana Lanciotti ci conduce nel misterioso e affascinante mondo dei piccoli felini, aiutandoci a capirli di più. Partendo dall’assioma che “Si sa quanto i gatti siano abitudinari, metodici, attaccati alle cose che possiedono. Che non significa, come molti fraintendono, che si attacchino più alla casa che ai propri familiari umani: semplicemente, tra le “cose che possiedono”, ci mettono anche i propri umani”, Diana confeziona un libro prezioso, ricco di consigli pratici per affrontare con serenità i problemi di convivenza, dando loro la giusta dimensione. Da leggere e consultare ogni volta che, davanti a un comportamento del nostro gatto che non riusciamo a decifrare, sentiamo il bisogno di rivolgerci a una persona amica, che parla col cuore e con quel grande amore che la lega da sempre agli animali, senza rifarsi a teorie astratte, ma con realismo, buon senso e senso pratico.

Sempre al gatto, anche se questa volta comprimario, Diana dedica ampio spazio in due dei suoi romanzi di grande successo.
White Shark-Il senso del mare è un appassionante romanzo d’amore e di mare, con personaggi straordinariamente delineati. Uno strepitoso mix di azione, avventura e sentimenti, che lascia con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Tra tante figure umane di forte spessore, spicca quella del gatto Robespierre, un ulteriore omaggio della Lanciotti agli animali che tanta parte occupano nella sua vita e nelle sue opere.

Con Silver Moon-Lo stregone del mare la scrittrice gardesana accontenta contemporaneamente gli amanti delle sue storie di animali e quelli dei suoi romanzi d’amore e avventura, regalandoci una storia “magica” di animali, amore, suspense, che ruota intorno a una bambina, una donna e un uomo i cui destini sono uniti a quelli di un cane, un cavallo e un gatto dotato di… poteri soprannaturali.

Persino ne La vendetta dei broccoli, il vendutissimo “giallo vegetariano” con cui la Lanciotti ha svelato sorprendenti doti di giallista, non manca un personaggio felino.

Nel libro fotografico I miei musi ispiratori, nel quale ha raccolto parte dei suoi straordinari ritratti di animali, Diana fotografa tanti gatti, riuscendo a coglierne, cosa non facile in un animale fondamentalmente schivo, l’anima più segreta.

In Cara Diana ti scrivo Diana ha raccolto ventidue anni di corrispondenza con i suoi lettori, parlando anche del mondo felino e dello splendido legame che ci lega ai nostri gatti.

Da non scordare, infine, il Calendario di Paco, che ogni anno si fa bello con gli splendidi e intensi ritratti di cani ma anche di gatti, fotografati da Diana Lanciotti.

Come mai, abbiamo chiesto a Diana, pur non essendo sempre protagonista il gatto lascia un’impronta indelebile in tanti dei tuoi libri?

«Adoro i gatti: sono esseri straordinari, magici, affascinanti, che hanno sempre qualcosa di nuovo da insegnarci. Una scoperta che si rinnova ogni giorno. Basta avere la voglia e la disposizione d’animo», risponde Diana, che vive con tre cani e tre splendidi gatti. «Il gatto è la creatura più capace di scatenare sentimenti contraddittori: amore sviscerato, ma da parte di qualcuno un’acuta avversione, se non vero e proprio odio. Questa dicotomia si lega a quell’alone di magia e mistero, di imprevedibilità e imprendibilità, che caratterizza i gatti e non i cani (molto più paciocconi e trasparenti). Non è da tutti entrare in sintonia con un animale che, seppur domestico, se ne sta sulle sue, e a volte ostenta un atteggiamento di regale superiorità e distacco dalle cose terrene (purché nei paraggi non ci sia qualche topolino o una ciotola piena di croccantini…) È proprio quel suo essere affettuoso ma non servile, dolce con un pizzico di amaro, tenero con un retrogusto di selvatico, a piacerci così tanto e… renderci suoi schiavi a vita.»

Perciò, rispetto al cane, che cos’è che ci fa amare tanto i gatti?

«La caratteristica che più amiamo nei cani è la fedeltà, il loro dare senza chiedere nulla in cambio. Nel gatto è quel fascino, quell’essere sfuggente pur vivendo al nostro fianco. Quell’essere “domestico” ma non “addomesticato”. In Ogni gatto è un’isola ho scritto: “Mentre noi siamo cambiati radicalmente, non solo nel modo di vivere ma persino nella struttura fisica, il gatto conserva ancora tutta la sua ferinità, non intesa come ferocia, ma come quell’insieme di fierezza e vicinanza alle origini che caratterizza ogni gatto. Ed è questo aspetto che ci piace di loro: il loro essere rimasti vicini alla Natura e alla loro vera natura. Noi abbiamo fatto progressi (è innegabile), tanti e tali che hanno però come rovescio della medaglia la perdita parziale o totale dell’aggancio con la Natura, che non riconosciamo e, a sua volta, non ci riconosce più.“ Il gatto invece è l’animale domestico più legato alla dimensione naturale, da cui noi ci siamo staccati da tempo.»

Tanto diversi… però c’è una cosa che accomuna cani e gatti…

«Sì, il fatto di essere vittime dell’indifferenza e spesso della crudeltà dell’uomo, che se ne disfa come fossero scarpe vecchie. Il Fondo Amici di Paco, nato inizialmente per tutelare i cani, da 24 anni si occupa e preoccupa anche delle sorti dei gatti: tutti i fondi raccolti, sia attraverso la vendita dei libri sia attraverso altre inizative come la Campagna Antiparassiti giunta quest’anno alla diciannovesima edizione, vanno in aiuto ai cani e ai gatti senza famiglia.»

Diana, quasi un mese fa la vostra Maggie, la protagonsta de La gatta che venne dal bosco, vi ha lasciati. So che la sua scomparsa ti ha spinta a occuparti ancora di più delle sorti dei gatti.

«La perdita della nostra Maggie è stata un grande dolore, giunto a pochi mesi dalla scomparsa di Leo. Maggie è stata con noi per 15 anni, condividendo ogni attimo della nostra vita. Era la versione felina di Paco. Una grandissima personalità, racchiusa in una gattina dall’aspetto abbastanza “banale”. Se n’è andata il giorno del terzo anniversario della morte di mia mamma. Due grandi “donne” se ne sono andate nella stessa data. Da quando non c’è, forse nel tentativo di colmare il vuoto, sto facendo una full immersion tra i gatti senza famiglia, delle colonie o dei rifugi. Ognuno di loro mi racconta una storia di crudeltà a cui corrisponde il grande amore di chi si dedica alla loro salvezza. Ho in mente un paio di progetti per onorare ancora di più la “grande bellezza” dei gatti. Lo devo a Maggie, che ci ha dato tanto, ed è stata fino all’ultimo un esempio di saggezza e dignità.»

Oltre ai libri di Diana Lanciotti Paco Editore propone altri libri da leccarsi i baffi… da bravi gattofili.

Il gatto che venne dal freddo, del famoso scrittore inglese Deric Longden, è la storia di Thermal, un micino alto una spanna che entra con la prepotenza di un rinoceronte nella vita dell’autore. Narrata con stile spumeggiante, brioso e autoironico, come compete a un umorista inglese di gran classe, la storia di Thermal fa sorridere e commuovere, ma soprattutto appassiona, facendo scoprire che, quando un gatto decide di entrare nella nostra vita, non c’è porta chiusa che tenga… Una lettura divertente, ironica, appassionante, per chi ama gli animali ma soprattutto per chi è in cerca di un buon libro, distensivo, intelligente e ben scritto. Un successo che dura da oltre vent’anni.
Roba da far ridere i gatti è il seguito de Il gatto che venne dal freddo, dove Deric Longden narra le nuove irresistibili avventure di Thermal, stavolta affiancato da altri tre gatti… e se ne vedono delle belle… cose da far ridere i gatti!
Un gatto tira l’altro è il terzo libro dedicato alle avventure di Thermal & c. Fa sorridere e commuovere, ma soprattutto appassiona, facendoci scoprire che, quando un gatto decide di entrare nella vostra vita, è solo l’inizio, perché… un gatto tira l’altro!

Ancora, sui gatti: Piccolo manuale del gatto, una guida utilissima scritta dal dottor Piero Bianchi, famoso veterinario-scrittore che con Paco Editore ha pubblicato anche Storie di cani, gatti e altri animali, Animali fantastici tra sogno e realtà, Pazienti a 4 zampe, La notte porta cani, gatti e conigli e Vite di coppia, raccolte di racconti, alcuni dei quali hanno i gatti come protagonisti.

Infine, come non ricordare Favole vere di animali speciali, di Oscar Grazioli, a sua volta veterinario-scrittore, che presenta una raccolta di racconti legati alla sua esperienza professionale, alcuni dedicati ai gatti.

Ce n’è per tutti i gusti, come dicevamo, per onorare sua divinità il gatto e fare anche del bene a tutti quei gatti vittime di chi, invece, li considera alla stregua di scarpe vecchie da buttare.
Potete acquistarli in libreria o sullo shop online del sito www.amicidipaco.it o richiederli direttamente al Fondo Amici di Paco (tel. 030 9900732, fax  030 5109170 paco@amicidipaco.itwww.amicidipaco.it), insieme a tanti altri libri di Paco Editore.

Il ricavato dei libri di Paco Editore è devoluto al Fondo Amici di Paco, l’associazione che la scrittrice gardesana ha fondato 24 anni fa e alla quale devolve interamente i diritti d’autore per aiutare i cani e i gatti senza famiglia. Un motivo in più per regalarseli e regalarli.

Diana Lanciotti, pubblicitaria, giornalista e fondatrice del Fondo Amici di Paco, è nota per i suoi libri sugli animali. Per chi ama i gatti: C’è sempre un gatto-Dodici (g)atti unici con finale a sorpresa e La gatta che venne dal bosco, storia piena di ironia, emozione e magia. Gli amanti dei cani la conoscono per la quadrilogia di Paco: Paco, il Re della strada, Paco. Diario di un cane felice, In viaggio con Paco e Paco, il simpatico ragazzo, bestseller che hanno per protagonista Paco, il trovatello testimonial del Fondo Amici di Paco. Grazie ai libri fotografici I miei musi ispiratori, Occhi sbarrati e Mostri canini si è fatta apprezzare anche come fotografa. In Mamma storna ha narrato la storia vera di un piccolo storno caduto dal nido. Boris, professione angelo custode è stato definito “la più toccante testimonianza d’amore per i cani”. Unendo i temi a lei cari, amore, mare, animali, ha scritto Black Swan-Cuori nella tempesta, White Shark-Il senso del mare, Red Devil-Rotte di collisione e Silver Moon-Lo stregone del mare, romanzi d’amore e di mare con i quali ha inaugurato il filone del “romanticismo d’azione”. Con La vendetta dei broccoli, “giallo vegetariano” di grande successo, ha aperto un importante dibattito sulle scelte alimentari. L’esperta dei cani, I cani non hanno colpe e Ogni gatto è un’isola sono dedicati al tema della comprensione dei nostri animali, al quale si dedica dal 2008 nella rubrica “Parliamone insieme” sulla rivista Amici di Paco. In Cara Diana ti scrivo ha raccolto 22 anni di corrispondenza con gli “amici di Paco” ma non solo. Antivirus. Emergere dall’emergenza è una raccolta di scritti per uscire dalle gabbie del Pensiero Unico Dominante. Titolare dell’agenzia Errico & Lanciotti, che firma gratuitamente tutta la comunicazione del Fondo Amici di Paco, è direttore responsabile della rivista Amici di Paco e direttore editoriale di Paco Editore. Vive in Sardegna e sul lago di Garda con il marito, tre gatti e tre cani. Il suo sito è www.dianalanciotti.it

Il Fondo Amici di Paco, fondato nel 1997 da Diana Lanciotti con il marito Gianni Errico in seguito all’adozione di Paco al canile, è una delle associazioni no-profit più attive a livello nazionale, sia sotto l’aspetto degli aiuti concreti ai rifugi che quello della sensibilizzazione. Sin dalla nascita, ha portato all’attenzione di istituzioni, media e cittadini le problematiche dei cani e dei gatti abbandonati rendendo noto il fenomeno del randagismo, un tempo ignorato.
Grazie a numerose campagne di sensibilizzazione (come quella di Natale: “Non siamo giocattoli, non regalarci a Natale”, o quella estiva: “Non abbandonare il tuo cane. Lui non ti abbandonerebbe mai”, o quella di Pasqua “Buona Pasqua anche a loro”, tutte realizzate gratuitamente dall’agenzia Errico & Lanciotti), ha saputo aprire la strada a una nuova coscienza nei riguardi degli animali e favorito la nascita di molte altre associazioni impegnate a difenderli, tanto che occuparsi dei diritti e del benessere degli animali è diventato un impegno diffuso e riconosciuto da tanti. In nome e nel ricordo di Paco, scomparso nel 2006, il Fondo Amici di Paco prosegue le sue attività sia nella direzione della sensibilizzazione che degli aiuti concreti ai rifugi che accolgono i cani e i gatti abbandonati. Non avendo spese di gestione (di cui si fanno carico i due fondatori), l’associazione può devolvere l’intero ricavato delle somme raccolte grazie alla generosità dei suoi sostenitori che da tutta Italia appoggiano le iniziative a favore degli animali più bisognosi.

Per informazioni, acquisti e donazioni
Fondo Amici di Paco tel. 030 9900732, paco@amicidipaco.it, www.amicidipaco.it
Per devolvere il 5×1000 al Fondo Amici di Paco per aiutare tanti animali in difficoltà il codice fiscale è: 01941540989

Per info, contatti per interviste, richiesta libri o immagini:

Simona Rocchi
ufficio stampa Fondo Amici di Paco
simona@amicidipaco.it
tel. 030 9900732

 

 

 

 

 

 

2 commenti per “17 FEBBRAIO: FESTA DEL GATTO. Rendiamogli omaggio con un buon libro (e aiutiamo i gatti senza famiglia…)

  1. Cara Annarosa, per fortuna Maggie è stata bravissima e ci ha lasciati senza soffrire, evitandoci la tremenda decisione che invece avevamo dovuto prendere in settembre per il nostro Leo. Una scelta che, anche se inevitabile, è straziante.
    Finora, con tutti i cani e i gatti che hanno accompagnato la mia vita, mi era capitato solo altre due volte. Ma mai con un cane ancora lucido, che ho visto spegnersi sotto i miei occhi e tra le mie mani.
    Sono esperienze che segnano ma ci fanno capire ancora di più l’amore che ci lega ai nostri tesori.
    La ringrazio tanto e sono sicura che Lassù si ritroveranno tutti, su un grande prato dove la cattiveria e il dolore non esistono.
    Un caro saluto

    Diana

  2. Ho saputo oggi che un mese fa Maggie è salita al Ponte dell’Arcobaleno, dove avrà incontrato – oltre a Paco – anche il mio gatto, Michele.
    Le sono vicina nel suo dolore, e spero che lei non abbia dovuto – per Maggie – prendere la decisione straziante che ho dovuto prendere per Michele: farlo addormentare per sempre.

    Annarosa

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