I nostri migliori amici

Stella, anima gemella…

Cara Diana, te lo confesso: anch’io sono uno di quelli che durante il lockdown hanno adottato un cane per poter uscire di casa con la scusa di portarlo a fare i suoi bisogni. Sono abituato a correre per 6 chilometri ogni giorno e stavo seriamente per impazzire. Un’amica che fa la volontaria in un canile di un paese vicino mi ha parlato di una cagnolina, una lupetta, trovata in un fosso vicino alla mamma morta. Scheletrica, paurosa. L’aveva colpita molto e mi mandava le fotografie e i video e piano piano l’ho vista rinascere, irrobustirsi, smettere di tremare appena qualcuno le si avvicinava. E piano piano mi sono affezionato a lei, ammirato dalla sua voglia di vivere. La scelta di adottarla non è stata solo egoistica: io a Stella mi ero davvero affezionato. Il suo arrivo mi ha salvato da uno stato vegetativo/comatoso come so che è successo a tante altre persone.
Oggi posso dire che Stella mi ha salvato la vita. Per mesi gli unici momenti sereni sono stati le uscite a passeggio con lei, anche se c’era sempre la paura di uscire dal perimetro consentito dalle regole dei paranoici che le hanno create. Ma tant’è: ne siamo usciti.

Stella è una cagnetta fantastica, tra di noi si è creato un legame che non avendo mai avuto cani non avrei mai potuto immaginare. Lo definirei simbiotico. Ci capiamo, non possiamo stare lontani troppo a lungo. Anche quando sono al lavoro assillato dai problemi mi basta pensare che al mio rientro la troverò festante ad accogliermi col guinzaglio in bocca per invitarmi a uscire… e io non mi farò pregare: il tempo di mettermi la tuta e le scarpe da ginnastica e un paio d’ore fuori con lei non me le toglie nemmeno il Padreterno. I fine settimana più sereni sono quelli che passo con lei a camminare nei boschi, in cerca di funghi, di castagne o anche solo a correre insieme, a cercare legni per giocare.
L’unico problema è che mia moglie mi rimprovera questo legame che lei definisce morboso; non avendo mai avuto cani, come me del resto, non riesce a capire e crede che io sia uno di quei matti che si legano agli animali perché non sanno avere rapporti con gli umani. Mi fa vere e proprie scenate di gelosia come se io avessi l’amante. Non so perché non capisce che sono vivo grazie a Stella e che provo una gratitudine infinita verso di lei. Anche lei dovrebbe esserle grata, credo.
Dimenticavo di dirti che io sono lo sportivo di famiglia mentre mia moglie è l’intellettuale. Non siamo mai riusciti a conciliare il mio bisogno di muovermi, fare sport con il suo desiderio di riposarsi in casa i fine settimana a leggere. Adesso ho trovato Stella che viene con me… e per fortuna non è una donna ma una dolce cagnetta.
Ti chiedo aiuto, Diana, perché mia moglie legge sempre la tua rivista e ti stima molto. Vorrei che tu le facessi capire che il mio legame con Stella non le sottrae il mio affetto per lei ma che io ho bisogno dei miei spazi per poter ricaricare le pile e di stare in mezzo alla natura, anche se a lei non piace.
Grazie

Luca

Caro Luca, senz’altro conosci il detto, che dovrebbe essere una regola, “tra moglie e marito non mettere il dito”, quindi faccio davvero fatica a dirti come la penso, ma visto che mi hai già scritto per due volte farò un’eccezione. Se anche tu leggessi la mia rivista forse sapresti che non antepongo mai i diritti degli animali a quelli degli esseri umani e, anche, che parlo sempre di diversità e responsabilità nei loro riguardi e mai di superiorità.
Hai fatto benissimo ad adottare Stella, e il peccato originale di averlo fatto per “interesse”, per poter cioè evadere dalle assurde regole del lockdown imposto da menti bacate e sadiche, diventa un peccatuccio veniale. Ampiamente cancellato dall’affetto che ora provi realmente per la tua lupetta. Vi immagino camminare felici in mezzo alla natura, godendo della reciproca compagnia, come due amici che non hanno bisogno di parlare per capirsi. Però… però sono molto perplessa dal fatto che questo tuo legame stia creando tensioni in famiglia. E allora mi viene da chiedermi, e ti chiedo, se non è possibile voler bene a un compagno a 4 zampe ma evitare che diventi una sostituta della propria compagna umana come, da quanto mi racconti, sta accadendo nella vostra famiglia. Io credo di sì, che sia possibile, anche se non è mai facile immedesimarsi in situazioni che ci vedono estranei.
Un’altra domanda che mi faccio è: se basta l’arrivo di un cane per gettare scompiglio in casa significa forse che già qualcosa non funziona. Ma… chi sono io per giudicare? E infatti non giudico. Cercherò, piuttosto, di darti un consiglio.
Sinceramente non me la sento di dire a tua moglie: lascia in pace tuo marito, lascialo andare via ogni sera e tutti i fine settimana con Stella. È vero che è un cane e non un’altra donna ma… è chiaro che stai sottraendo tempo al vostro rapporto. Tu dici che non le sottrai l’affetto… ma sai, l’affetto non è solo una cosa che coltiviamo dentro di noi, come un fiore in una serra chiusa al pubblico in cui solo noi abbiamo libero accesso. No, l’affetto si dimostra giorno per giorno, attraverso i gesti, le parole, i fatti, la vicinanza, la condivisione.
Conosco mariti che si fanno i fatti loro, trascurando la propria moglie, ma continuano a proclamare il loro amore per lei e ogni tanto, per lavarsi la coscienza, le fanno un bel regalo. Come se bastasse quello a sanare anni di lontananza, di distacco, di disinteresse.
Credo che un cane debba unire, essere un collante anziché un separatore. Ma questo è il mio pensiero. Poi ognuno può e deve regolarsi come crede.
Penso, Luca, che sia tu a doverti fare un esame di coscienza. Senza nulla togliere al tuo rapporto con Stella, ma aggiungendo tanto al rapporto con tua moglie. Nessuno ti dice di rinunciare a Stella, ma di mettere sulla bilancia ciò che dai a lei e ciò che dai a tua moglie.
Provaci.

Diana

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