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Obama a braccetto con Renzi, ovvero: come la “democrazia” dà sostegno all’antidemocrazia

In questi giorni i tg e i giornali straripano degli idilliaci quadretti fatti di abbracci, passeggiatine a braccetto, occhiatine amorevoli tra il quasi ex Presidente degli Stati Uniti Barak Obama e il purtroppo-per-ora-non-ex Presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi.

Barak Obama, forte della sua influenza sui destini del mondo (come presidente della nazione purtroppo più forte del mondo, mica di certo come individuo… che sennò non se lo calcolerebbe nessuno), ha fatto quello che adesso si chiama endorsement (e che, nei casi come questo, in italiano si chiamerebbe patto tra diavoli) verso Matteo Renzi e il suo Referendum. Che ormai, che lui lo neghi o no, è evidente che è cosa sua e dei suoi schiavetti o schiavette, e non di certo del popolo italiano che, in questo periodo, parrebbe preso da ben altre priorità.

E così, come scrive “Il Fatto quotidiano”:

“Dopo le banche d’affari e l’ambasciatore Usa a Roma, Matteo Renzi ha strappato anche il sostegno del presidente degli Stati Uniti alla riforma della Costituzione italiana. “Il Sì può aiutare l’Italia”. Ma anche: “Matteo ha fatto riforme giuste e coraggiose”. E addirittura: “Non voglio interferire, ma tifo Renzi”. La visita alla Casa Bianca è diventata così una passerella per il Sì al referendum, dopo che a metà settembre il rappresentante statunitense Philipps aveva già detto la sua chiaramente (“La vittoria del No sarebbe un passo indietro per attrarre gli investimenti”)”

Ovvia e sacrosanta levata di scudi dal fronte del NO, tra cui Giorgia Meloni (che vorrei Presidente del Consiglio al posto di quel fantoccio impalato e inciccionito), che ha parlato di “interferenza dei poteri forti” e dichiarato:

“Dopo i lobbisti di mezzo mondo, le banche d’affari e i finanzieri, arriva il sostegno anche dal presidente degli Stati Uniti che con la sua incapacità ha fatto prosperare l’Isis e ha gettato il mondo nel caos”.

Obama sostiene Renzi, quindi. Ed è un paradosso grande almeno quanto il territorio degli Stati Uniti che il presidente di quella che si vanta di essere la nazione più democratica del mondo sostenga un uomo che governa da anni senza essere stato legittimamente e democraticamente eletto dai cittadini.
Complimenti, mister Obama. Che, forse involontariamente, ci dà una speranza quando dice:

“Oggi è una giornata piacevole per me e Michelle perché sancisce l’ultima cena di stato della mia presidenza. Ci siamo riservati il meglio per la fine.“

Non so se vi ricordate che cos’è successo in un’altra famosa “ultima cena”…
E chissà che Renzi, in veste di ospite d’onore della stessa, non venga (metaforicamente) crocifisso da tutte le croci che noi elettori segneremo sul NO della scheda referendaria.

Diana Lanciotti

N.B. Questo è uno dei 160 articoli contenuti nel nuovo libro Antivirus. Emergere dall’emergenza di Diana Lanciotti – Paco Editore.

4 commenti

  • FIORENZO MARIA MARCATELLI

    parole sante che condivido pienamente sia su Renzi sia sulla responsabilità degli USA nell’ aver gettato il mondo allo sbaraglio nella costante minaccia del terrorismo. Fiorenzo Marcatelli

  • tino cappellini

    tino cappellini

    pensiero pienamente condivisibile sul presidente americano. Aggiungo anche la mia croce sul NO a Renzi augurandomi una vittoria schiacciante dei no affinchè si riesca a scacciare
    questo ciarlatano inconcludente.

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