Boris, professione angelo custode

Gentile Signora,
ieri sera ho finito di leggere i suoi due libri su Bruno e Boris.
Inutile dirle che specialmente il libro su Boris mi ha fatto piangere. Onestamente non ho mai letto un libro scritto per un amico così intenso e commovente, l’amore che sprigiona da questi due libri nei confronti dei suoi amici è un qualcosa di tangibile e commovente.
Forse si sarà accorta che anche io ho un Leonberger, che risponde alla descrizione del Suo Boris, probabilmente è  guardando il mio amico e quello che mi dà tutti i giorni che sono riuscito a comprendere il suo amore per Boris e Bruno.
Le posso dire che anche io sento gli stessi sentimenti per il mio Amico Dundee, non riesco più a vivere senza di lui e tutta la vita della mia famiglia è imperniata sulle esigenze e necessità di Dundee.
Le vacanze sono fatte separatamente fra me e mia moglie in modo che “il ragazzo” come lo chiamo io o “Mi Amor” non sia mai solo ma abbia sempre uno della famiglia con Lui. Certo nella mia vita ho avuto altri Amici, ma mai nessuno è riuscito a scendermi nel profondo come Dundee, stravedo per Lui e non vedo l’ora di poterlo incontrare la sera quando torno a casa dal lavoro.
Sono talmente “rimbambito” da Dundee che dei miei amici mi hanno fatto degli adesivi per la macchina con la foto di Dundee con la dicitura “Vai piano …. pensa a me” e le posso garantire che ho questi adesivi sia in macchina che sulla moto.
Purtroppo molta gente non riesce a capire quale sia e come possa essere profondo il sentimento che ti lega al tuo Amico, a volte ti guardano come se tu fossi improvvisamente impazzito, racconti di una vita che passi con Lui o loro, quello che sono capaci di darti senza chiedere assolutamente niente in cambio e realmente non capiscono.
Le garantisco che finito il suo libro su Boris sono andato immediatamente ad abbracciare Dundee che sembra abbia capito quello che gli volevo trasmettere, tutto l’amore che provo per Lui, e Lui mi ha dato una zampata e una bella leccata in faccia .
Comunque, volevo ringraziarla per avere così ben descritto la Sua vita con Boris, situazioni e sentimenti che anche io ho la fortuna di vivere tutti i giorni con Dundee.
Grazie e mi scusi se le ho rubato del tempo

Mauro A.

(clicca su “continua” per leggere la risposta di Diana)

Gentilissimo Mauro, scusi se la chiamo per nome ma per abitudine non pubblico, anche se non mi viene richiesto, il cognome di chi mi scrive.
La ringrazio tanto per la sua lettera. Però devo fare una precisazione: io sono l’autrice di "Boris, professione angelo custode", mentre "Un Leonberger di nome Bruno", pure pubblicato da Paco Editore, è scritto da Arianna Falconer, alla quale giro i suoi complimenti.
Boris e Bruno erano fratelli, e Bruno era quel Bronx che l’allevatrice mi consigliava di prendere e io senza convinzione avevo accettato. Ma poi, quando me ne stavo andando, Boris (che era stato registrato come Byllikid… mai nome fu meno indovinato) scompigliò le carte ruzzolandomi tra i piedi e conquistandomi subito, mentre Bronx venne scelto da Arianna e Salvatore, e divenne Bruno.
E’ vero quanto lei dice: anch’io sin da piccola ho avuto accanto a me diversi cani, di razza e non, ma quando il mio sguardo si è soffermato (anzi, dovrei dire che è stato calamitato) per la prima volta su un Leonberger il mio cuore ha fatto una capriola. Accidenti, avevo trovato il mio cane ideale.
Come ho spiegato nel mio libro, ho sempre amato i cani grandi (forse perché ancor prima mi ero innamorata dei cavalli?), cani "consistenti", come li ha definiti qualcuno, cani da abbracciare senza sentirseli sfuggire tra le mani, cani che sembrano rocce su cui poter sempre fare affidamento. Cani la cui presenza non può essere ignorata, cani che ti chiedono tanto, ma altrettanto e ancora di più ti danno.
Senza nulla togliere a tutti gli altri cani, il Leonberger, per tutti noi "rimbambiti", o meglio stregati dalla razza, ha quel qualcosa in più, quel che di leonesco, che emana una forza sicura che rassicura e dà un senso di pace. Ecco, sì: vedere un Leonberger, col suo musone nero posato a terra e lo sguardo che dardeggia seguendo ogni tuo movimento, è qualcosa di speciale, che ti tranquillizza e ti fa sentire importante, unico, adorato.
E’ qualcosa di così speciale, che ho voluto raccontarlo in un libro, per rendere omaggio alla straordinarietà dei nostri cagnoni e al legame indissolubile che si crea tra noi e loro.
So bene, come lei dice, che non tutti capiscono e condividono il nostro amore per i nostri cani: e infatti nella prefazione ho chiesto gentilmente a queste persone, che non hanno la fortuna di essere amate da un cane e tantomeno di amarlo, di fare qualcosa di meglio che perdere tempo con un libro che non potranno mai capire.
Boris, come lei ha letto, era il mio angelo custode e dopo di lui ho provato un vuoto tremendo che solo l’arrivo di Joy, un Leonberger con una patologia seria (il megaesofago), ha parzialmente colmato.
Pur avendo una base comune, i miei due leo erano tanto diversi: mai mi sarei sognata, parlando di Joy, di esaltarne il carattere, come invece facevo a proposito di Boris.
Joy aveva un "caratterone", per non dire un caratteraccio, e una vitalità travolgente, che non ho mai trovato in cani di quella mole.
Boris era dolce e mansueto, Joy era una forza della natura incontenibile e travolgente.
Tanto diversi, eppure li ho amati entrambi immensamente. E mi considero fortunata ad averli avuti accanto a me.
Grazie di avermi dato modo di parlare ancora dei mie "amori".
Un cordiale saluto a lei e una coccola speciale a Dundee

Diana

P.S. Ha voglia di mandarmi una foto del suo Dundee e di raccontarmi qualcosa di lui?

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