“Negazionismo” verso i problemi ambientali?

Buongiorno. Riceviamo da diversi anni la vostra  rivista presso la nostra struttura veterinaria e ne lasciamo la copia in sala d’aspetto.
Oggi ho letto le considerazioni da voi espresse circa la lotta intrapresa da Greta Thunberg e mi hanno lasciato sconcertato per il contenuto delle affermazioni, per il poco riguardo verso il movimento dei giovani che finalmente si sta accorgendo di quanto succede e si fa sentire .Leggo anche un velato negazionismo che rappresenta la subdola strategia di chi cerca di guadagnare tempo nel far protrarre il più’ a lungo situazioni nefaste e irresponsabili.
Vorrei a questo proposito pregarvi di non inviare più’ la vostra pubblicazione presso il nostro centro veterinario, risparmiando almeno il consumo di un poco di carta, di alberi, di energia ecc ecc.
M.L.

Gentile dottore, la ringrazio per darmi modo di tornare su un argomento che per forza di cose nell’intervista sul numero 72 di Amici di Paco non ho potuto approfondire.
A dire il vero mi vien da pensare che lei riceva la rivista ma di solito non la legga, perché sennò saprebbe che l’accusa di “velato negazionismo che rappresenta la subdola strategia di chi cerca di guadagnare tempo nel far protrarre il più’ a lungo situazioni nefaste e irresponsabili” è nel mio caso assolutamente mal indirizzata.
Le dirò che prima di decidere la pubblicazione della mia intervista ci ho pensato un po’, perché ho immaginato che avrebbe potuto suscitare reazioni come la sua. E immagino che lei non sarà l’unico a criticarmi.
Se fossi un’opportunista e condividessi o, peggio, perseguissi “subdole strategie” mi sarei unita al coro e ai peana a favore di Greta Thunberg. Sarebbe stato facile cavalcare l’onda, o la tigre.
Però, vede, a farmi paura, da sempre, è l’omologazione, il Pensiero Unico.

Non ho la presunzione di dire che ho ragione io, o chi condivide i miei dubbi circa la genuinità di questo movimento proambiente, però rivendico il sacrosanto diritto, mio e di ogni essere umano, di esprimere le proprie opinioni senza essere censurati o tacciati di “negazionismo”, subdole strategie e via dicendo.
Il fatto è che per una che mastica pane e marketing da 35 anni è facile cogliere le vere strategie che stanno alla base di certi avvenimenti. E qua siamo di fronte a un’operazione di marketing con i fiocchi e i controfiocchi. Qualcuno sta calcando la mano sul problema ambiente (e per farlo sfrutta la figura di una ragazza che suscita simpatie e in alcuni casi una larvata forma di compassione per via dei suoi problemi neurologici) per scopi che sono molto meno nobili di quanto si voglia far credere.
Da tempo sostengo, e l’ho scritto più volte, che il mondo è in mano a 4 grosse potenze (le banche, le case automobilistiche, le aziende farmaceutiche, le società petrolifere), che manovrano le pedine sul grande scacchiere del nostro pianeta. Giocatori senza scrupoli, che si venderebbero anche le madri, o come in questo caso il viso pulito di una ragazzina sulla cui buona fede nessuno può avanzare dubbi, pur di ottenere profitti. Ed è verso i loro disegni, e non di certo contro le mie personali opinioni, che dovremmo tenere alta l’attenzione.

L’attenzione per l’ambiente sbandierata da chi l’ambiente l’ha solo sfruttato e ora se ne erge a paladino va valutata per quella che è: un enorme disegno per indirizzare i nostri consumi nel solco della Green Economy, una bella etichetta dal suono rassicurante (chi non vorrebbe un mondo più verde e pulito?) che non vuol dire altro che: “ormai abbiamo talmente saturato il mondo con le nostre produzioni sovradimensionate rispetto ai reali bisogni, che adesso abbiamo bisogno di inventarci nuovi sbocchi e nuovi pretesti per poter continuare a produrre smodatamente, senza tener conto delle reali esigenze dei consumatori.“
E faranno in modo di coprire il fatto che certe soluzioni hanno in realtà implicazioni a loro volta gravi per l’ambiente, oltre a essere penalizzanti per chi non ha i soldi per permettersele, oltre ad accentuare le disparità tra paesi ricchi e paesi poveri.
Sbaglierò, ma non mi fido dello squalo che vuole difendermi dal delfino con cui sto giocando.

È la Finanza, la Grande Finanza, a regolare le nostre vite, la politica, l’economia, il lavoro, la salute di tutti noi. Ma fa comodo fingere che non sia così, lasciarsi trasportare dalla corrente, omologarsi a ciò che i media (a loro volta conniventi) ci propinano. I media verso i quali manca purtroppo lo spirito critico per stabilire dove stia di casa la verità. Verità che spesso sta in tante case, o in nessuna. La verità che non è la mia, o la sua, ma è quella che solo approfondendo, tenendo occhi aperti e antenne dritte possiamo riuscire a stanare e diffondere.

Non ho affatto negato, e mi meraviglio che lei colga indizi in tal senso, che esista un problema ambientale. Tanto che da anni sul mio sito e sulla rivista che ho fondato e dirigo si parla anche di ambiente, del problema della plastica ecc.
A livello personale, da anni mi batto per la salvaguardia del territorio in cui vivo, attirandomi minacce e intimidazioni da parte di chi negli anni l’ha devastato e vorrebbe continuare a farlo.
In vita mia ho piantato, con le mie mani, migliaia di piante, per dare un mio contributo alla conservazione dell’ambiente.
E, soprattutto, cinque anni fa ho scritto La vendetta dei broccoli, un “giallo vegetariano” che proprio in questi giorni è arrivato alla decina ristampa. Un libro in cui, attraverso il mio modo di comunicare che consiste nel far riflettere su tematiche molto serie attraverso il divertimento o comunque il sorriso, ho messo in primo piano il problema degli allevamenti intensivi che sono tra i maggiori responsabili dell’inquinamento e dell’aumento dei gas serra.

Perciò, gentile dottore, mi creda: nessun negazionismo e nessuna mancanza di riguardo verso “i giovani che finalmente si stanno accorgendo di quanto succede.”
La realtà è che in un’intervista non si può dire tutto e si rischia di essere troppo sintetici o schematici, ma si confida sempre nel senso critico del lettore e nella  sua buona volontà di capire, approfondire, chiedere spiegazioni, anziché bollare e tacciare qualcuno di “negazionismo” o altro.
In tema di ambiente, così come per tante altre questioni, credo che nessuno abbia tutta la ragione ma si debba fare un accurato mix di “ragioni” per arrivare il più vicino alla VERA RAGIONE. Che, a sua volta, conterrà sempre tante sfumature e sarà soggetta a modifiche… in corso d’opera, a modellarsi in base ai tempi e i luoghi.

Mentre mi fa piacere che lei mi abbia scritto dandomi l’occasione di riparlarne, mi dispiace invece che voglia privare i suoi clienti di un mezzo di informazione, conoscenza e sensibilizzazione sulle problematiche legate alla salute e alla tutela dei nostri amati animali, obiettivo che, ne sono certa, trova lei e me assolutamente d’accordo.
Sono convinta che i suoi clienti, lungi dal farsi influenzare dalle mie o da altre opinioni o averne paura, sarebbero contenti di conoscere i diversi punti di vista. Mi sembra un torto che non meritano. Nessuno merita di vedersi negare una fonte di notizie e di poter maturare idee proprie grazie al confronto con altre idee e altre realtà.
Sono passati, quei tempi.
Ma, ovviamente, proprio per il grande rispetto che ho verso le opinioni e le scelte altrui, rispetto anche la sua. Anche se si concretizza, alla fine, in una censura.
Cordialmente

Diana Lanciotti

P.S. La invito a leggere anche questi contenuti:

https://www.dianalanciotti.it/2005/09/orsu-corriamo-a-vaccinarci/)

https://www.dianalanciotti.it/2018/02/povero-mondo-nostro/

https://www.dianalanciotti.it/2018/05/dalle-dolomiti-con-amore-spunti-di-riflessione-a-favore-dellambiente-2/

9 commenti per ““Negazionismo” verso i problemi ambientali?

  1. Cara Diana,
    siamo “sconcertati” dalle affermazioni del dottor Marco Lombardi. Riteniamo molto grave che in uno studio veterinario, aperto a chiunque, possa essere messa alla porta una rivista di una associazione “no profit” che da sempre si occupa di animali, solo perché in un articolo vengono fatte delle considerazioni, non condivise dal dottore, su un nuovo movimento ambientalista.
    Ancora più siamo “sconcertati” in merito alla operazione di “taglia e incolla” effettuata dal dottore al solo scopo di provare a screditarti, illudendosi di dare maggior credito al suo pensiero.
    Ci chiediamo : i clienti del dottor Marco Lombardi, per diventare tali, devono preventivamente manifestare il proprio pensiero che deve essere obbligatoriamente conforme al suo…?!
    Ancora una volta grazie per tutto quello che fai per gli animali e per l’ambiente dove viviamo.
    Paola e Giorgio

  2. Gentile Signora Lancilotti,
    ho letto la sua replica per cui le rispondo direttamente sul sito aggiungendo delle considerazioni che mi stanno a cuore.
    Capisco il senso delle sue parole, capisco di dover diffidare di tutto cio’ che ruota attorno al fenomeno Greta e agli interessi che ha sollevato ma il contenuto dell’articolo mi costringe a chiarire il mio punto di vista e motivare il mio dissenso.
    Trovo scorretto descrivere Greta in maniera compassionevole come “ Povera Greta….ragazzina di 16 anni…che tende il suo ditino accusatore …che deve ancora imparare a conoscere il mondo e i problemi della vita..bambina dal carattere solitario goffa nel muoversi e nel parlare”.
    Se si attacca l’aspetto e i difetti di qualcuno (senza conoscerlo di persona , immagino ) senza mensionarne i pregi ,diventa un’arma per sminuire il suo peso sociale ed il valore del suo messaggio, facendola apparire un semplice strumento “malato”, quindi meno credibile , vittima di sciacalli della finanza (trucchi di marketing che mastica da 30 anni?)
    Messaggio fraintendibile quindi ,soprattutto dai suoi lettori giovani che potrebbero ritenersi inadatti ed immaturi per protestare e cercare di gridare la propria rabbia di fronte ai disastri climatici.
    Neppure considerare che “la maggior parte degli studenti abbia partecipato alle giornate per il clima solo per bigiare e recitare slogan senza neppure essere in grado di rispondere alle domande dei giornalisti”… mi pare la dimostrazione di una alta considerazione verso i ragazzi d’oggi ,peccato!
    Io condivido in pieno cio’ che leggo e vedo in tv e sui social di Greta , sono felice che vi sia una persona che riesca a far riflettere sempre piu’ sulle problematiche ambientali .
    Vogliamo discutere che non viaggia fino in Cina o in India? Beh , chi si sfila per ora dal documento per l’ambiente globale di Parigi e’ Trump e sfidare lui e’ gia’ un inizio no?
    Come se non bastasse , nell’articolo del numero 72 di Amici di Paco si legge:”oltre 500 scienziati hanno stilato un documento per spiegare che l’allarme ambiente non e’ così grave e che l’emergenza climatica è diventata l’oppio dei popoli…. con lo scopo di portare in ogni casa auto elettriche ed ogni ritrovato non inquinante “
    I 500 scienziati quindi cosa dicono? a che livello di rischio siamo? possiamo quindi dormire sogni tranquilli e fino a quando? la terra e’ “malata” o no? la diagnosi non e’ così grave come dice Greta? bene , sono molto contento …..ma non e’ che questi scienziati fanno gli interessi propio delle lobby da lei criticate ( petrolio ,farmaci, banche e case automobilistiche) e questo non si avvicina al negazionismo e neanche troppo velato?
    Accendendo la televisione e valutando quello che succede climaticamente ( surriscaldamento ,incendi ,scioglimento dei ghiacciai …), faccio fatica a credere a questi 500 “esperti” dei quali mi piacerebbe conoscere l’evidenza scientifica delle loro affermazioni.
    Auto elettriche e ritrovati non inquinanti in ogni casa ? li avrei immaginati come successo del progresso e non come un frutto dell’inganno della green economy ?no?
    Da ultimo si sara’ accorta che c’e’ un’altra cosa che mi accomuna a Greta, e cioe’ che anch’io sono purtroppo sempre arrabbiato.
    Cordiali saluti
    Dr Marco Lombardi

    1. Gentile dottor Lombardi, già il fatto che lei scriva “Lancilotti” la dice lunga su quanto lei (non) mi conosca e soprattutto (non) conosca il mio pensiero.
      Proseguendo, lei fa un collage di frasi prese dalla mia intervista, e le riporta tra virgolette:

      “ Povera Greta….ragazzina di 16 anni…che tende il suo ditino accusatore …che deve ancora imparare a conoscere il mondo e i problemi della vita..bambina dal carattere solitario goffa nel muoversi e nel parlare”.

      Prendere frasi avulse da un contesto più ampio e articolato è un bruttissimo esercizio che snatura in buona parte il senso delle opinioni espresse.
      In particolare, l’ultima frase

      “bambina dal carattere solitario goffa nel muoversi e nel parlare”

      è una palese e scorrettissima forzatura. La frase originale “questi bambini dal carattere solitario, goffi nel muoversi e nel parlare” non è riferita nello specifico a Greta ma è la descrizione che il pediatra viennese Hans Asperger fece dei bambini affetti dalla sindrome a cui diede il proprio nome.

      Vogliamo leggere insieme che cos’ho detto esattamente nell’intervista, anziché estrapolarne qualche parola a proprio piacimento?

      “…la ragazzina è, purtroppo per lei, affetta da una sindrome catalogata tra i “disordini pervasivi dello sviluppo”, che riguardano il comportamento e la socialità. Il primo a studiarla agli inizi del ‘900 fu il pediatra viennese Hans Asperger, che definì “piccoli professori” questi bambini dal carattere solitario, goffi nel muoversi e nel parlare, tendenti a isolarsi dai loro coetanei e con difficoltà a comunicare e a relazionarsi con gli altri. Bambini in ogni caso intelligenti (anche Susanna Tamaro ha scoperto di esserne affetta, e nessuno può negare la sua intelligenza e le sua capacità), capaci di coltivare i loro interessi (musica, scienza, letteratura, matematica, collezionismo… allora l’ambiente non esisteva ancora tra gli interessi) con particolare impegno (quasi una forma di maniacalità), fino a diventare dei veri e propri esperti. Non sono io a dire queste cose, ma la stessa madre di Greta, che ha scritto un libro in cui parla dei problemi comportamentali e alimentari delle due figlie. Qualcuno sta sfruttando questo suo modo di essere per farne un’icona dell’ecologismo progressista. Sciacalli della finanza e della politica che hanno trovato un testimonial dalla faccia pulita dietro cui nascondere i loro brutti ceffi.”

      Direi che suona un po’ diverso da come l’ha voluta suonare lei… non le pare?

      Ci ricasca, gentile dottore, con un altro collage di frasi prese un po’ qua e un po’ la, virgolettandole:

      ”oltre 500 scienziati hanno stilato un documento per spiegare che l’allarme ambiente non e’ così grave e che l’emergenza climatica è diventata l’oppio dei popoli…. con lo scopo di portare in ogni casa auto elettriche ed ogni ritrovato non inquinante “.

      La prima frase non è mia ma dell’intervistatrice, mentre le altre sono ritagliate e ricostruite per rimescolare il mio reale pensiero.
      Il virgolettato di un discorso, vorrei farle notare, impone che si riporti esattamente ciò che la persona in questione ha detto o scritto… sennò si cade nella diffamazione, o nella calunnia.

      Vede, dottore, prendere frasi qua e là e poi metterle insieme come ha fatto lei, per confutare la sua tesi e farmi apparire come una… cattivona che se la prende con una ragazzina di 16 anni, è un’azione molto scorretta, che mi ricorda tristemente le tecniche di certa propaganda legata a ideologie che la Storia ha spedito fuori dalla porta a calci nel didietro e oggi si stanno riaffacciando dalla finestra. Speriamo senza gli effetti tragici che lo stalinismo e il nazismo (perché è di questo schifo che sto parlando) hanno provocato.

      Anch’io potrei prendere delle frasi dal suo commento: “anch’io sono purtroppo sempre arrabbiato…. scorretto… sono molto contento… che questi scienziati fanno gli interessi propio delle lobby” distorcendo il significato delle sue dichiarazioni… Ma lei non sarebbe d’accordo, vero?

      Vorrei anche farle osservare che mentre lei dice “Io condivido in pieno cio’ che leggo e vedo in tv e sui social di Greta “ io vado ben oltre e ascolto anche altre campane per farmi una visione il più possibile ampia. E non affronto certe questioni come si trattasse di una guerra di religione, ma mi confronto con le opinioni di tutti e non metto al bando nessuno.
      Proprio due sere fa eravamo a cena con amici, tra cui due ingegneri molto ferrati sull’argomento clima e un medico. I primi erano scettici sulla buona fede dei sostenitori di Greta e hanno argomentato con competenza le loro idee, l’altro era più a favore di Greta. Un altro amico ammetteva, come me, di non avere certezze sull’argomento ma solo voglia di capirne di più.
      Ne abbiamo parlato con serenità, ognuno esprimendo i propri punti di vista. E, le assicuro, nessuno è stato messo… fuori dalla porta.

      Ci ricasca di nuovo, gentile dottore, con un altro collage di frasi virgolettate:

      “la maggior parte degli studenti abbia partecipato alle giornate per il clima solo per bigiare e recitare slogan senza neppure essere in grado di rispondere alle domande dei giornalisti”.

      Frasi che non ho pronunciato con questo costrutto, ma che riportate in questa sequenza, adulterate e, soprattutto, virgolettate falsano le mie dichiarazioni.
      Lei si preoccupa dei miei lettori giovani che “potrebbero ritenersi inadatti ed immaturi per protestare e cercare di gridare la propria rabbia di fronte ai disastri climatici.”
      La ringrazio da parte loro per la sua preoccupazione: lasciamo però che siano loro a protestare con me, se ritengono di doverlo fare. Oppure è lei, adesso, che li sottovaluta e pensa che abbiano bisogno di un paladino adulto per far valere le proprie ragioni?
      Io, piuttosto, sono convinta che i miei lettori giovani, che mi conoscono e seguono da tempo, abbiano sviluppato quel senso critico e quella sensibilità che li aiutano a capire e farsi idee proprie, senza usare quelle già preconfezionate e vendute in rete a prezzi di liquidazione.

      Come le ho detto, mi occupo di marketing e comunicazione da 36 anni. È il mio mestiere. In più sono giornalista. E come il suo mestiere le fa riconoscere le malattie, il mio mi fa riconoscere ciò che è frutto di campagne di marketing ben orchestrate. Per mestiere e per forma mentis sono abituata a vagliare, approfondire, sviscerare, informarmi. Non prendo mai per oro colato ciò che ci propinano i media (stampa e tv, a cui si è aggiunta la grancassa dei social, che anziché favorire il senso critico purtroppo lo sta soffocando), e quando parlo di 500 scienziati che hanno redatto un documento sul clima è perché mi informo, è perché non seguo il Pensiero Unico, è perché rifuggo da qualunque intruppamento.
      Perché anche lei, oltre a seguire le orme di Greta (contro la quale, lo sottolineo, non ho niente, mentre ho tante perplessità sul movimento proambiente che è nato in suo nome) non prova a fare una ricerca su internet? Le do una mano, guardi: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2019/09/30/climaappello-145-scienziatiuomo-non-e-il-solo-responsabile_ae18589f-5959-4354-93b0-4bd946251854.html
      Perché, ancora, non legge le dichiarazioni di Antonino Zicichi, che non è di certo l’ultimo arrivato? Ecco qua: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/cara-greta-studia-inquinamento-e-clima-sono-cose-diverse-1760441.html

      In allegra malafede, molti media hanno stigmatizzato il documento redatto da questi esperti asserendo che “nega l’emergenza climatica”. In realtà gli scienziati spiegano che il riscaldamento del pianeta c’è, ma è dovuto solo in minima parte (il 5%) al fattore umano.
      Non è negazionismo: è vedere le cose da un punto di vista diverso, non empirico ma scientifico. E non confondere tra inquinamento, che attiene all’ambiente (dove tutti perciò possiamo intervenire), e clima, che attiene a variabili a noi estranee, verso le quali abbiamo possibilità di agire molto limitate.
      Lei si sente di dire che ha più ragione Greta di questi scienziati? Liberissimo di dirlo. Come io sono liberissima di dire che la Verità potrebbe essere diversa.

      Per quanto riguarda le auto elettriche… ottima idea. Quando, però, saremo in grado di produrre energia elettrica in modo non inquinante.
      E perché, intanto, invece di far cambiare auto a tutti, non si pensa ad abolire gli allevamenti intensivi, causa delle maggiori emissioni di gas serra? Ha provato a chiederselo? Non sarà perché mentre da una parte fa comodo far rinnovare il… parco macchine mondiale (si immagini il colossale business), a smettere di ammazzare animali i produttori di carne non ne trarrebbero profitto?

      Perché alla fine, lo scopo di tutto è questo: il puro e semplice profitto.

      Nessuno dice che Greta non sia in buona fede, ma nutro seri dubbi sulla buona fede di chi la circonda e ne sta sfruttando l’immagine.
      Lei sa com’è nato il fenomeno Greta? La madre stava per pubblicare un libro in cui parlava della sua famiglia e delle difficoltà di allevare due figlie con la sindrome di Asperger. Il libro, che ora viene fatto passare come il “manifesto ecologista di Greta, in realtà è questo. Ma poi è arrivato un esperto di marketing… Si informi, provi a leggere due dei tanti articoli che ne parlano: https://www.wallstreetitalia.com/greta-thunberg-spontaneita-o-capolavoro-di-marketing/ e anche: http://www.ilgiornale.it/news/mondo/greta-thunberg-tutto-che-c-sapere-1759636.html

      Poi potrà sempre chiedere a internet di oscurare tutti i siti che si permettono di esprimere dubbi sulla genuinità del fenomeno Greta.
      Intanto, dovrà accontentarsi di aver censurato la rivista “Amici di Paco”, noto strumento eversivo che nega la monoliticità del Pensiero Unico.
      In proposito, le faccio notare che mentre lei nega alla mia rivista e alle mie idee di entrare nel suo studio, io le ho dato spazio sul mio sito, senza paura del confronto. Chiamasi dialogo. O apertura mentale, come preferisce.
      Infine, mi dispiace che lei sia “sempre arrabbiato”. Peccato, perché la frequentazione degli animali e l’amore genuino per la natura dovrebbero essere portatori di serenità. Per quanto mi riguarda è così.

      Cordialmente

      Diana Lanciotti

      P.S. La mia intervista integrale è pubblicata, oltre che su Amici di Paco 72, sul mio sito ed è ben più articolata e ricca di riflessioni di quanto lei, facendo un taglia-incolla parecchio creativo, parziale e opinabile, possa far credere: https://www.dianalanciotti.it/cara-diana-ti-scrivo-intervista/

    2. Io ho letto l’intervista a Diana Lanciotti ma non mi sembra che dica le frasi messe tra virgolette dal dottor Lombardi ma mi sembra che le abbia dette in momenti diversi e in un contesto più completo. Non mi sembra lecito citare discorsi altrui prendendo frasi slegate per ricostruire un discorso…
      Grazie come sempre a Diana Lanciotti per il suo impegno e la sua chiarezza

      Marta Viola

    3. Bravo dottore! Ha fatto bene a firmarsi con il suo nome e cognome (sperando che sia quello vero…) così i Suoi clienti sapranno che è Lei quel veterinario che non vuole ricevere Amici di Paco perché non tollera opinioni diverse dalle sue.
      Auguriamoci che non sia così intollerante anche nella Sua professione.

      Grazia Renzulli

    4. Sconcerta che questo dottore “purtroppo sempre arrabbiato” chieda a Diana di non mandargli più “Amici di Paco”, censurandola in pratica, e poi pubblichi la sua risposta sul sito di Diana!!!
      Grande lezione di democrazia da parte di Diana, alla quale faccio tutti i miei complimenti.
      Grazie per tutto quello che fai a favore degli animali e per l’equilibrio che dimostri ogni volta

      Flavia Rovetta

  3. Diana carissima, oggi va di moda mettere etichette a coloro che si permettono di avere idee diverse da quelle “di moda”.
    O ti omologhi o sei bollato anche se sommessamente esprimi la tua opinione senza pretendere che sia condivisa, anche se giustificata e supportata da oggettività documentate.
    Così sei additato e soggetto a liste di proscrizione perché la “verità” è cosa loro.
    È così da tempo,da troppo tempo…
    Ma non siamo più disposti a subire in silenzio.
    GRAZIE Diana perché con l’autorevolezza della tua statura umana e professionale, dai voce a “chi non ha voce”

    Maria Vittoria

    1. Cara Maria Vittoria, che gran brutta cosa l’intolleranza, soprattutto quando a praticarla è chi ti accusa dei suoi propri comportamenti. A livello globale si sta creando un’omologazione preoccupante, in nome di un Pensiero Unico imperante e schiacciante, che vuole annientare il dissenso in qualunque forma si manifesti. E che a favorire la tirannia del Pensiero Unico siano proprio coloro che affermano di voler migliorare il mondo è inquietante. C’è chi si presta al gioco senza rendersene conto, e chi lo fa scientemente.
      La globalizzazione dovrebbe favorire il confronto tra culture e opinioni diverse. Invece la stanno usando per far passare il concetto che, se non la pensi come vogliono che tu la pensi, sei da mettere al bando.
      Per fortuna ci sono ancora persone che mantengono la proprietà del proprio cervello e si guardano bene dal portarlo all’ammasso.
      Grazie e un abbraccio

      Diana

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