Due domande su Paco da Palwasha, studentessa di Saronno

Gentile Diana Lanciotti,
sono una studentessa della scuola Angelo Bascapè e frequento la prima media, mi chiamo Palwasha e ho due domande per lei:  ha avuto altri animali prima di Paco? Quando è iniziata la sua passione di scrivere i libri?

Palwasha


Cara Palwasha, sì, per fortuna ho sempre avuto animali accanto, sin da bambina. E infatti alla fine dei miei libri, e anche in Paco, il Re della strada, ringrazio sempre i miei genitori per avermi dato il grande privilegio di vivere con cani e gatti, e di avermi insegnato ad amarli e rispettarli. E ringrazio anche tutti i cani e i gatti della mia vita per la compagnia e l’amore che mi hanno sempre dato.
È stato Paco, più avanti, a farmi venire la voglia di aiutare tutti i cani e anche i gatti meno fortunati di lui. Perciò nel 1997 è nato il Fondo Amici di Paco, e subito dopo Paco Editore, per far conoscere a quante più persone possibile l’importanza di amare gli animai, tesori messici accanto per migliorare noi stessi e la nostra vita.
Per quanto riguarda la mia passione per la scrittura, ricordo di averla vista sbocciare all’improvviso, in prima elementare, sia grazie alla mia straordinaria maestra, Giulia Bozzoni, sia a un’insegnante di italiano, la maestra Crema, dalla quale presi lezioni dopo scuola per un anno e che mi fece scrivere tanti temi, spronandomi a coltivare la mia fantasia e la mia capacità di raccontare. Ho imparato che l’esercizio, come per ogni cosa, è il miglior modo per coltivare e migliorare la scrittura. Oltre, ovviamente, alla lettura.

Al Liceo vinsi alcuni concorsi letterari, ma il primo libro lo pubblicai nel 1995, con l’editore Mursia. Era una raccolta di racconti con protagonisti i gatti: C’è sempre un gatto – Dodici gatti unici con finale a sorpresa. Il secondo fu proprio Paco, il Re della strada, che ebbe (e per fortuna ha ancora) un successo che non mi aspettavo. Forse perché di cani abbandonati non si parlava mai, e scoprire quali avventure (e disgrazie) possano accadere a un cane randagio fu uno choc per tanti. Che il protagonista della storia fosse un cane vero, e non inventato, fu la scelta vincente per far riflettere tante persone sulle crudeltà verso gli animali.
E poi devo dire che Paco era davvero un personaggio straordinario, che conquistava tutti al primo sguardo. Con lui andai più volte in tivù, sui giornali e anche nelle scuole a conoscere i ragazzi che avevano letto la sua storia… insomma, un periodo davvero molto bello e pieno di soddisfazioni.
Ora sono arrivata a 19 libri, di cui altri 3 proprio su Paco per raccontare il resto della storia, e quattro fotografici: oltre alla scrittura anche la fotografia è una mia grande passione che mi permette di fotografare gli animali, farne dei libri e venderli per usarne i proventi per aiutare tanti altri animali in difficoltà. Insomma, è una passione al servizio dell’altra, come qualcuno ha scritto di me. Un cerchio che si chiude, come evidentemente era destino.
Se vuoi conoscere qualcosa in più di me, dei miei libri e delle mie iniziative a favore degli animali, puoi visitare il mio sito www.dianalanciotti.it.
Nella rubrica “La posta di Diana” troverai pubblicata la tua lettera, quelle dei tuoi compagni di classe e di tanti altri studenti che negli anni mi hanno scritto.

Cara Palwasha, è stato un piacere conoscerti. Se avrai voglia, scrivimi ancora.
Intanto, un caro saluto

Diana

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