Vi presento Benny (Benedetto)

 

 

 

 

 

 

 

Carissimi amici di Paco,

alla mia non più verde età, mi sono innamorata. Di nuovo. Lo confesso sulla pubblica piazza, perché il peso della colpa fa fatica a starsene dentro il mio cuore e sente il bisogno di uscire, prendere aria, disperdersi nel vento.
Lui è biondo, non troppo alto, con due occhi scuri capaci di stregarti. L’ho confessato a mio marito, e lui da allora non si dà pace.

Non me lo dà a vedere, ma credo abbia capito che potrebbe essere il classico incontro del destino, quelli che ti capitano una volta nella vita. O forse due, visto che a me è già capitato di innamorarmi così, quel 7 marzo del 1992, quel sabato che ha segnato una svolta nella nostra e, in certi casi, nella vostra vita. Da quando Paco, il nostro meraviglioso Paco, è uscito dal canile per entrare nella nostra casa, ci siamo perdutamente innamorati e più nulla è stato come prima. A qualcuno potrà sembrare un’esagerazione ma, se penso a come stavano allora le cose tra noi esseri umani e gli animali, vedo straordinari cambiamenti già compiuti e, a costo di sembrare una chiaroveggente, ne vedo di altrettanto straordinari in futuro. Da quando Paco è andato in giro (in tv, nelle scuole, sui giornali) a mostrare il suo musino impavido, è cambiato tutto. Sì, tutto, non solo tanto. Da allora occuparsi di animali, e non solo quelli esotici o in via d’estinzione (come… la Balena del Timbuctù, il Cammello del Monte Bianco, il Coccodrillo del Sahara, o rarità simili…) ma anche di umili cani (quelli che quando venivano abbandonati nessuno se li filava, nessuno alzava la voce o un dito, se non chi doveva azionare il comando della camera a gas, visto che fino al 1991 i cani, anche quelli smarriti, dopo 3 giorni di permanenza in canile venivano soppressi), è diventato “normale”, accettato, apprezzato, diffuso. E si capisce perché a quei tempi non esistesse l’emergenza (se è per quello neanche il business) dei canili, mentre ora è emergenza continua (e solo in rari casi è anche business).
Ma sto divagando. È ora di spiegarvi che cos’è successo: è successo che il primo di giugno sono andata al Rifugio I Fratelli Minori di Olbia a consegnare gli antiparassitari che grazie alla vostra generosità anche quest’anno siamo riusciti a donare a tanti rifugi che li aspettavano. C’era ovviamente Cosetta, e ci siamo abbracciate con il solito affetto, poi lei mi ha portata a vedere i suoi ragazzi, i suoi “angeli dimenticati”. Incredibile ma vero vedere, ogni volta, quanto la amano e quanto lei li ami e si emozioni a parlarne, ad accarezzarli. Io la seguivo, come sempre armata di macchina fotografica, che è il mio scudo per non lasciarmi trafiggere, ogni volta, da quegli sguardi, quegli “occhi sbarrati”.
Mai mi sarei aspettata quell’incontro. Lui era lì, in una gabbietta, solo, bello come il sole. Il “biondino pelosino” che cercavo quando invece ho incontrato Paco (lo sapete se avete letto Paco. Diario di un cane felice).
E da un mese sono qui che mi dibatto. Sono cambiata, sono meno “avventata” di allora e adesso so bene che scegliere un cane e portarselo a casa non è un gesto da compiere d’impulso. Ho già due cani, tre gatti… un marito! Che, ogni volta che gli ho proposto un nuovo arrivo, ha brontolato, ma poi si è innamorato a sua volta. Però forse stavolta ha ragione: abbiamo una vita complicata, un equilibrio familiare (considerando famiglia ovviamente anche i pelosi) abbastanza stabile e aggiungere un nuovo elemento, soprattutto maschio, potrebbe essere un azzardo. E poi abbiamo una vita lavorativa piuttosto ingarbugliata, eccetera… Strano che una come me, che ama così tanto gli animali, si faccia tanti scrupoli, tante domande, tanti dilemmi.
Significa che sono maturata, come dicevo, e ho acquisito quella consapevolezza che dovrebbe contraddistinguere chiunque inizi o pensi di iniziare un rapporto con un cane, ma anche un gatto. Che non sono scarpe da indossare per un po’ e gettare quando sono vecchie o fuori moda. Un cane è, compatibilmente con la sua purtroppo troppo breve vita, per sempre: più prezioso e lucente di qualunque diamante. E anche più fragile.
Ecco perché mi sto facendo tutti questi scrupoli.
Ah, dimenticavo, lui è quello che vedete qua sotto… quanto è bello! L’hanno chiamato Lillino, ma io lo chiamerei (vorrei tanto poter dire: lo chiamerò) Benny. Per ora non so ancora che cosa farò. Magari sul prossimo numero, oltre a Tommi e me, ci sarà un altro ragazzo a salutarvi. Per adesso siamo ancora io e il mio Tommino… «…che cosa mi stai dicendo, ragazzo? Ah, non saresti così felice di averne un altro tra i piedi… Eh, sì, caro: è proprio questo dubbio che mi frena. Devo pensare prima di tutto al vostro benessere, alla vostra felicità…» E però…
Voi che cosa ne dite? Uffa, che pasticcio. Ci vediamo alla prossima. O magari sul mio sito. Se succede qualcosa lo saprete già da là. Intanto, buona estate a tutti voi e ai vostri amati quattrozampe, con l’augurio di poter trascorrere una splendida stagione con loro

Diana e Tommi

Così, sul numero 69 di Amici di Paco che è in distribuzione questa settimana, preannunciavo, tenendo le dita incrociate, quello che era un mio sogno. Un sogno difficile da realizzare, per via della prevedibilmente non facile convivenza con due maschi adulti, di cui uno non molto amichevole con i suoi simili dello stesso sesso, e anche per i veti posti da Gianni, che (stavolta giustamente) mi ha fatto in tutti i modi notare l’impegno che un altro cane avrebbe comportato, per tutta una serie di motivi che non sto a elencarvi.
Ho finito quasi per rassegnarmi quando Cosetta mi ha detto che Lillino (chiamato anche Lunetto) era già entrato nel circuito delle adozioni in Germania. Là ci sono tantissime famiglie amorevoli, pronte ad accogliere e rendere felice uno dei cani del rifugio I Fratelli Minori di Olbia.
Poi, però quando a inizio luglio succede il fattaccio di Cala Cartoe (v. https://www.dianalanciotti.it/2018/07/quando-internet-e-lanimalismo-fanno-danni-a-chi-aiuta-concretamente-e-non-a-parole-gli-animali/), io e Cosetta ci mettiamo in contatto. E quando qualche giorno dopo lei mi dice di essere in Germania, provo uno sconvolgente tuffo al cuore. Probabilmente, mi dico, ha portato su Lillino.
Nooo…
E solo allora mi rendo conto che dentro di me non mi ero davvero rassegnata e che avevo tenuto semiaperta una finestra. Ma ora quella finestra si è chiusa, e ho perso l’occasione di adottare Lillino. Passo almeno un’ora tra i dubbi e il tormento, dandomi della cretina per non aver insistito, per aver lasciato passare più di un mese a tentennare, e poi a dirmi che tutto sommato è il destino che ha deciso ed è giusto così. Non ho il coraggio di chiedere a Cosetta se è in Germania, come penso, per consegnare Lillino. Se mi dice di sì quella finestra si chiude del tutto, schiacciandomi il cuore, se invece mi dice di no… so che riprenderei a sognare e forse finirei per prendere una decisione sbagliata. Meglio restare nell’incertezza, nella speranza…

Il fatto è che, per la prima volta in 26 anni, mi sono mancati l’appoggio, i consigli e… le frasi storiche del dottor Dalzovo, che ogni volta che dovevamo scegliere se adottare un cane o un gatto ci ha indirizzati verso la direzione giusta. Mi mancava la… benedizione del “nostro” grande dottore, che per 23 anni è stato la nostra guida, il nostro punto di riferimento (v. https://www.dianalanciotti.it/2014/11/il-mio-veterinario/). Dal 1992 ogni scelta in campo canino o felino (ma anche… stornesco: sapete che cosa intendo se conoscete la storia del mio storno Oreste, quello di Mamma storna, per intenderci) è stata “benedetta” da lui con una delle frasi che sono passate nella nostra storia familiare. È stato lui a mandarci al canile, nel 1992 (“Perché non va al canile? sapesse quanti bei cani ci sono là…”), e a dare il suo benestare alla scelta di Paco (nel senso che fu Paco a scegliere noi…)
Fu ancora lui a pronunciare le fatidiche frasi “È un simpatico ragazzo, vi farà passare tante belle serate”, che suggellò l’inizio della nostra favola con Paco, o “Se non lo prende lei, per me non se la cava”, che suggellò l’altra grande storia della mia vita: quella con il mio Joy. O quando, di fronte alla mia (presunta) impotenza a gestire un “cagnone” come Leo e alla mia richiesta di aiuto a trovargli una nuova famiglia, mi rispose: “Perché non va da Demis Benedetti? Lui ha risolto dei casi davvero disperati.” Ed è così che sono arrivata al New Thought, e da lì in poi quello che sembrava un “caso disperato” è diventato uno dei tanti casi (risolvibilissimi) di incomprensione tra cani e umani. Ed è lì che è nata l’amicizia con Francesca e Demis, è lì che ho scoperto che non basta l’amore ma ci vuole soprattutto rispetto (vale tra umani e cani, ma anche tra esseri umani), e che non c’è amore senza rispetto. Ed è lì che è nato il libro L’esperta dei cani dove ironizzo su quel nomignolo che qualcuno bontà sua mi ha affibbiato, mentre il vero esperto è Demis.
Insomma, direi che Marco Dalzovo ha avuto sempre un ruolo importante, nella nostra vita.
Se è per quello me l’ha anche salvata, la vita, quando, a causa di un intervento scellerato che mi ha massacrato la salute, ebbi un’emorragia tonsillare, e lui mi disse: «Vada subito in ospedale. Non aspetti neanche un quarto d’ora.»

Sono questi i pensieri che mi girano in testa davanti allo schermo del cellulare dove compare il messaggio di Cosetta delle 11,47: “Sono arrivata  in Germania”.
Ma ecco che, dopo tanto pensare, forse dall’alto arriva un input. E, facendomi coraggio (alle 14,30) scrivo finalmente: “Sei su per Lillino?“
Pochi minuti, col cuore in tumulto, poi arriva la risposta: “No, per lui è troppo presto”.
E, mentre il mio cuore fa le capriole e suona le campane a festa, vedo arrivare sul monitor del cellulare le foto dell’annuale raduno con le famiglie tedesche che hanno adottato uno dei cani del rifugio di Cosetta. Ecco che cos’è andata a fare in Germania, la mia carissima e fortissima amica.
Da lì in poi la musica cambia. Se Lillino (o Lunetto) non ha ancora trovato casa… la sua casa può essere la mia.
Vengo da un periodo, un periodo lungo anni, pesante. Dalla morte di Paco, seguita a quella di Boris, è iniziato un percorso irto di sofferenze o comunque difficoltà. Non è che prima fossero tutte rose e viole. Chi ha letto Boris, professione angelo custode sa che nel 2002 non me la passai mica tanto bene, tanto che qualche medico mi disse che Boris mi aveva salvato la vita. Ma poi superai quei momenti (anche grazie al potere salvifico della scrittura e della “mia” Sardegna, come rivelai in Black Swan) finché nel 2009 incontrai un medico senza scrupoli che mi sottopose a un’inutile intervento alle tonsille, mettendomi in pericolo di vita e danneggiando il mio sistema immunitario. Anni durissimi, un vero calvario tra specialisti, letto, poltrona, a veder la vita scorrere, io che ero abituata a correre nella vita per fare le mille cose che amo fare.
Nel 2013, dopo un altro intervento (stavolta per toglierle, quelle tonsille torturate), inizia una lenta ripresa. Alla mia età e dopo tante batoste il fisico non risponde più come un tempo. Ma piano piano, anche grazie a Leo che, dopo la scomparsa di Joy è arrivato con la sua mole a… riempire la nostra vita, ricomincio ad affacciarmi a una parvenza di vita come la intendo io.
Tanto che io, Gianni e i miei genitori riprendiamo in mano il “progetto Sardegna”. Ancora lei, la mia isola tanto amata da noi e dal nostro Paco, che ha fatto di tutto per essere sepolto lì (come sa chi ha letto la seconda edizione di Paco. Diario di un cane felice).
Però poi mia mamma inizia a star male, e mio papà invecchia di colpo.
Poi, nel 2016, ripresa finalmente in mano la mia vita, inizio a interessarmi delle questioni interne della località in cui ho casa in Sardegna dal 1994. Lo faccio con la solita passione, il solito impegno, il solito amore per… le cause dei più deboli. Ma a qualcuno non va. Così due tizi si coalizzano in una campagna di diffamazione di cui ho parlato recentemente sul mio sito e sul numero 69 di “Amici di Paco” (v. https://www.dianalanciotti.it/2018/06/questa-non-e-la-realta-diana-lanciotti-io-vittima-di-una-campagna-di-diffamazione-tramite-internet/)
A questa brutta vicenda si aggiunge il peggioramento di mia mamma, l’allontanamento del sogno di andare tutti insieme in Sardegna, e in un anno, il 2016, ben tre femori rotti in famiglia: mamma, papà, mio marito.
Poi lo scorso gennaio è mancata la mamma, che insieme al papà mi ha trasmesso i valori morali che mi hanno sempre guidata, proprio quelli che danno tanto fastidio a qualcuno.
Anche a non crederci, si fa fatica a non pensare che ci sia qualche iettatore che ci ha presi di mira. Qualche persona negativa intrisa d’odio, che gode nel far male agli altri. L’unica speranza è che Dio o chi per lui la infonda di bontà.

Non sono abituata alla malevolenza, anzi alla malvagità, alla maldicenza di chi parla di te senza sapere nulla di te ma per demolirti getta nella discarica di internet altra spazzatura, come se già non bastasse quella che c’è.
Hanno dipinto di me un quadro che non mi rappresenta nemmeno in minima parte, e però l’hanno fatto, questi impostori. E naturalmente su siti di dominio pubblico, per farmi ancora più danno.
La Giustizia va a rilento, e per annullare la portata delle infamie scritte sul mio conto rilascio l’intervista e, quel che più conta, ricevo tante ma tante attestazioni di stima e affetto da chi mi conosce VERAMENTE, al contrario dei due “eroi della tastiera” che pur non sapendo nulla di me hanno millantato di… poter dire chi sono io.
Tutte le manifestazioni d’affetto che ricevo mi rinfrancano, facendomi capire la necessità di mettere le distanze tra un mondo marcio, abituato a odiare e massacrare il prossimo, e me, che il mondo vorrei migliorarlo. Mi piace pensare che ognuno di noi alla nascita riceva in dono un pezzettino di mondo. C’è chi vive e si impegna per renderlo migliore, e chi si accanisce per distruggerlo.

Ma tutte le espressioni di solidarietà che ho ricevuto dopo la mia intervista mi hanno riaperto gli occhi su quanto sia forte il Bene che alberga su questa Terra. Solo che a volte tendiamo a dimenticarcene, badando di più al Male.
Così, quando il 12 luglio l’avvocato che segue la pratica delle querele contro i due diffamatori mi ha convocata per farmi firmare l’opposizione all’archiviazione, gli ho detto che non volevo più andare avanti, che non avevo più intenzione di occuparmi di questioni tanto meschine, e che volevo ricominciare a dedicarmi a tempo pieno e mente sgombra alle cose che amo, che danno un senso al mio stare su questa Terra. Volevo uscire dal turbine dei pensieri negativi in cui le cattiverie di quei due mi avevano cacciata. Dovevo riaprirmi alla gioia, all’amore. Essere di nuovo utile a chi ha bisogno di me. Non voglio autoincensarmi, ma per quante persone sono un punto di riferimento, quante persone possono contare sul mio impegno per poter, a loro volta, svolgere la loro missione di fare del bene a tante creature in difficoltà?
Da queste persone traggo la forza per fare ciò che faccio. Non è di certo perdendo tempo dietro alle carognate di due poveracci che miglioro il mondo o faccio del bene a chi ne ha bisogno.

Sono uscita dallo studio dell’avvocato sentendomi finalmente risollevata. Ho vinto sul Male, allontanandomi dal Male stesso, ignorandolo, indebolendolo, facendolo implodere.
E, appena seduta in macchina con Gianni, decido di dare l’affondo: «Che cosa ne diresti se festeggiassimo questa decisione con un bel premio?»
Gianni mi guarda con ostentata diffidenza, trattenendo un sorriso.
«No», mi dice. Ma è un no debole, come quelli che in passato aprirono le porte all’arrivo della Mimì, di Patrik, di Paco, di Boris, di Joy… Come quello che oppose alla mia proposta di portare Paco in vacanza in barca con noi… e chi ha letto In viaggio con Paco sa bene che, se avessi dato retta a quel “no”, ci saremmo privati di una straordinaria esperienza.
«Sarebbe davvero un bel modo di festeggiare e di dedicarsi a un problema diverso», insisto. Già, non sono così sprovveduta da pensare che con un terzo cane, in aggiunta ad altri due cani e tre gatti, sarebbe una passeggiata.
Discutiamo un po’. Poi alla fine Gianni capisce che per me è vitale dare a me stessa un segnale di svolta nella mia vita e ricominciare a occuparmi solo di cose belle e buone, dopo tante cattiverie subite.

Così il 18 luglio partiamo per Olbia, e durante il viaggio, tra un sorriso e una lacrima, ripercorriamo tutte le tappe della nostra vita con Paco: quei 15 anni magici al fianco di una creatura mandata su questa terra per fare tanto bene. Anch’io ne ho fatto e cerco di farne ancora, ma sono solo il tramite di un disegno più grande, di cui Paco era il motore e l’attore principale.
Arriviamo, col cuore in tumulto e nella mente mille dubbi. Ma appena mi avvicino all’entrata, come tutte le volte che vado al rifugio di Cosetta sento quell’energia buona che scaturisce da quelle anime innocenti, ancora capaci di amare nonostante le ingiustizie subite, un’energia contagiosa, che si impossessa dei cuori di chiunque vada al rifugio.
Come dice Cosetta: ”Quando entri e ti chiudi il cancello alle spalle, i problemi e le preoccupazioni restano fuori”. Ed è vero: lo sto sperimentando per l’ennesima volta.

Lillino è stato trasferito in un box più grande, insieme ad altri cani, e ha un atteggiamento giocoso e amichevole. Nulla dell’aura da “Re della strada” che Paco ostentava la prima volta che c’incontrammo. Ma è meglio così: un altro Paco non può esistere. Lui era unico, non riproducibile.

 

 

Lillino è un cagnolino socievole, sempre in cerca di coccole, un biondino pelosino capace di far sorridere anche un sasso.
Dopo due ore che sono là, con lui al guinzaglio, a guardarlo giocare con i gatti del rifugio, mi accorgo che da due ore… sorrido. Era da un po’ che non mi capitava. Magari qualche sorriso ogni tanto… ma non per tutto quel tempo!
E continuo a sorridere quando, dopo aver firmato il modulo d’adozione e aver abbracciato Cosetta (che mi guarda col suo sguardo sapiente in cui si legge “Lo sapevo che sarebbe andata così… lui è un Pachino…”) prendo in braccio Lillino/Lunetto, Gianni mi aiuta a salire, poi chiude la portiera della macchina e da quel momento in poi Lillino diventa il nostro Benny, e io la sua Diana e Gianni il suo Gianni.
E continuo a sorridere durante il viaggio, con il mio nuovo angioletto biondo sdraiato appiccicato al mio fianco, che ogni tanto sospira rilassato, si stiracchia o allunga il muso per una coccola.
Poi, una volta a casa, smetto di sorridere. Sono preoccupata per l’incontro con Tommi e soprattutto con Leo, che non è molto affabile con gli altri cani. E dopo essermi chiesta per un mese e 18 giorni “Come reagirebbe Leo”? ed essermi ogni volta risposta “Ma è cambiato… e soprattutto tu sei cambiata”, di colpo ho paura. Il momento è giunto e, anche se su consiglio di Demis abbiamo deciso di tenerli separati per qualche giorno, la preoccupazione è forte.
Mi manca un incoraggiamento, una delle “benedizioni” del nostro dottore, una delle sue frasi risolutive che hanno cambiato il corso della nostra storia (mia, di Gianni, di Paco e di tutti gli altri che sono venuti dopo). Allora esco, guardo in su, verso uno splendido cielo stellato, e nel silenzio che parla di pace… chiedo al nostro dottore, che forse ci segue da Lassù, di aiutarmi.
La mattina dopo sono ancora piuttosto preoccupata, e rimando il problema dell’incontro tra Leo e Benny a sabato prossimo, con calma.
Per tutta la mattina mi barcameno tra le coccole a Leo, a Tommi e a Benny, avendo l’accortezza di tenerli in stanze separate. Mi aspettavo da parte di Leo una qualche forma di agitazione, ma lui tiene semplicemente la coda un po’ alta, a segnalare a qualunque… intruso, che il capo è lui.
Me la sono cavata bene, mantenendo la calma in me e in loro (ho scoperto che non c’è niente come la calma per infondere fiducia e tranquillità nei cani), sentendo però la preoccupazione aumentare.
Dopo mezzogiorno mi telefona Alberto, l’assistente e discepolo del dottor Dalzovo, per avere notizie di Benny. E mentre gli parlo, presa dalla conversazione, entro nella camera dov’è Benny e… mi dimentico di chiudere la porta. Una strana dimenticanza (?), per una sempre così attenta quando si ha a che fare con i cani…
Dopo un attimo sento Leo (che con le sue zampone taglia XXL non riesce a passare inosservato), alle mie spalle. Non faccio in tempo a preoccuparmi, che lui mi passa di fianco, supera Benny rivolgendogli un’annusatina veloce, si dirige deciso al cuscino di Benny per annusarlo, e poi si sdraia in parte al mio letto, che in questi giorni di calura è il posto che preferisce per stare più fresco. Basta, finito tutto lì.
Incredibile, ma vero.
Benny non si è avvicinato, è rimasto a guardare il gigante che gli sfila davanti con aria regale, ma non si ritrae. Lo osserva tra il curioso e… il saggio. Quello che sa già, forse perché qualcuno gliel’ha spiegato, come ci si comporta in queste occasioni.
Dopo un po’ si infila sotto il letto e rimane a distanza a guardare Leo, che finge di dormire, ma monitora la situazione con un occhio aperto.
Mi sembra un miracolo, o se se vogliamo un segno, mandato da Lassù (dal dottor Dalzovo? da Paco? dalla mamma? da tutti e tre, complici di questa svolta?) tramite Alberto.

E oggi quel miracolo continua. A distanza di 5 giorni Benny si è inserito perfettamente nella sua nuova famiglia. Sembra che viva con noi e i suoi nuovi fratelli sin dalla nascita. Sembra che sappia già fare tutto.
Leo è il suo mito, la sua guida e lui imita, in formato ridotto, tutto ciò che fa il grandone. Ogni tanto gli si piazza sopra, a volte sotto, un po’ per gioco, un po’ per cercare protezione da quel mostro dell’aspirapolvere, un po’ per stuzzicarlo e capire fin dove può arrivare a… mettergli letteralmente le zampe addosso.
Ora è sdraiato vicino alla mia scrivania (non mi perde mai d’occhio… mi ricorda qualcun altro…) e per la prima volta lo sento sognare. Muove le zampe, sospira, guaisce. Forse pensa a quella strada dove le macchine passavano e lui se ne stava tremante e rannicchiato, pieno di forasacchi e zecche, in attesa che il destino si compisse (https://www.facebook.com/pg/LidaSezOlbia/photos/?tab=album&album_id=1816297361760119)
E forse pensa a quel marinaio che l’ha raccolto una sera di maggio e l’ha consegnato al rifugio nelle mani di Marco, ragazzo di una dolcezza rara, che quando non lavora in aeroporto si dedica a loro, a questa immensa tribù di cani e di gatti.
E forse pensa alla prima volta in cui Cosetta l’ha accarezzato, dicendogli: «Ma tu sei un Pachino biondo».
E, forse, pensa a quel sabato di giugno in cui sono arrivata io, e ho scattato alcune foto, e le ho mandate a Gianni, che era a casa, con un commento: “Biondino pelosino… lo porto via?” E Gianni mi ha risposto “Hai la cotta facile?”
Lui, Lillino, sapeva già che non era una cotta. Era già amore. Mi ci è voluto un mese e mezzo per capirlo e ammetterlo. E intanto lui ha avuto la pazienza di aspettarmi.

Non riesco a dire che ho salvato Benny dal canile. Quando ti trovi davanti i cani di Cosetta, hanno tutti un’aria così felice, e sono così amati, uno per uno, che ti vien da chiederti se è giusto portarli via. Ma dare loro una casa è un dovere, per ripagarli dalle sofferenze inflitte da chi li ha gettati via come tante scarpe vecchie.

Non ho ancora fatto delle foto, se non col telefonino. Le farò nei prossimi giorni. Per ora sono tutta presa dal godermi in diretta, e non dietro l’obiettivo, lo straordinario spettacolo della mia meravigliosa famiglia.
Oggi più che mai sono convinta che per ognuno di noi ci sia un disegno. Per qualcuno è un buon disegno, per qualcuno un cattivo disegno. E che alla nascita ci venga assegnato un pezzetto di mondo su cui incidere con il nostro agire: c’è chi si impegna a migliorarlo, e chi invece si accanisce a distruggerlo.
Il 18 luglio ho aggiunto un tassello al mio percorso verso la realizzazione di quella che considero la mia missione: fare un po’ più bello, e buono, un pezzettino di mondo.
Benny è il mio tramite, ma anche il mio premio.
Grazie a Cosetta e a tutti i suoi ragazzi: con il vostro amore ogni giorno date  sostanza ai sogni. E siete la conferma che il Bene e la Bontà esistono.

Diana

P.S. A presto con foto e aggiornamenti.

P.P.S. Dimenticavo: al rifugio Cosetta mi ha mostrato i cagnolini salvati dalla spiaggia di Cala Cartoe… quelli che, secondo certe “atlete della tastiera”, la Lida di Olbia non aveva mosso un dito per salvare… Eccoli, fotografati da me proprio lì, al rifugio I Fratelli Minori.

 

 

 

Aggiornamento (27/7/2018)
A distanza di alcuni giorni da quando ho scritto questo post, più ci penso, più mi convinco che si siano messi in tre, Lassù, a ordire questo… intrigo ai miei danni.
Del dottor Dalzovo ho già detto. Ma di certo anche Paco, che ogni giorno mi dà segni della sua presenza attraverso atteggiamenti e comportamenti di Benny, che sembra sappia già tutto, come sapeva già tutto il mio Pachino quando entrò in casa nostra quel sabato di marzo del 1992.
E anche la mia adorata mammona, che se n’è andata lo scorso gennaio e, con l’immenso amore che mi ha sempre dato, ha voluto aiutarmi in un momento in cui la voglia di sorridere scarseggiava.
Sono andata da Cosetta quel 1 giugno, per portarle gli antiparassitari, almeno un mese dopo rispetto ai programmi. Come ho scritto, scusandomi, ai responsabili dei rifugi che da 16 anni aiutiamo in tutta Italia con la Campagna Antiparassiti, quest’anno eravamo in ritardo. Mi occupo personalmente dell’organizzazione dell’iniziativa, e la morte della mamma mi ha distolta dal potermici dedicare nei tempi previsti. Perciò è proprio grazie a questo ritardo che si è creata la magica coincidenza che mi ha permesso di incontrare Benny. Lui era lì da nemmeno una settimana, ma se io fossi andata, come previsto, a fine aprile non ci saremmo mai incontrati e… la scintilla non sarebbe scoccata.
Non riesco a dire che Benny aveva bisogno di me: di certo avrebbe trovato una famiglia, un giorno di questi. Sono io, piuttosto, che avevo e ho bisogno di lui, in un momento in cui la vita ha messo ancora una volta alla prova la mia resistenza.
(Per la cronaca i due impostori di cui ho parlato proprio in questi giorni hanno ripreso ad attaccarmi sui loro siti-spazzatura, con il solito livore bilioso. L’intervista in cui mi difendo dalle loro fandonie li ha… disturbati ben più di quanto lo siano già di natura. Ormai come ho detto non risponderò più alle loro fandonie. La mia risposta al loro maligno accanimento sono tutti i sorrisi che, grazie a Benny, mi ritrovo sulla bocca ogni giorno di più. Vadano a dar via i piedi).

Nelle foto:, partendo dall’alto:

– Io  con Benny davanti all’entrata dl Rifugio I Fratelli Minori di Olbia.
– La pagina di Amici di Paco 69 in cui parlo del mio incontro con Benny.
– Cosetta con Benny
– Gianni con Benny davanti al cancello del rifugio.
– Benny, davanti al cancello. I suoi compagni, sullo sfondo, sembrano riuniti per augurargli buon viaggio…
-Io con Antonietta, una delle volontarie del rifugio che si era molto affezionata (ricambiata) a Benny.
– Leo con Benny.
– Marco, con un altro cane che quel giorno ha trovato una famiglia.
– Tre dei quattro cagnolini di Cala Cartoe salvati e ospitati al rifugio, in attesa di adozione (del quarto si vede solo una zampa… le altre foto, mi vergogno a dirlo, sono venute malissimo!)

26 commenti per “Vi presento Benny (Benedetto)

  1. ciao Benny benvenuto!!!!!!!!!!!!!!
    adesso hai una splendida famiglia e tanti amici (di Paco e di tutti voi)
    Finalmente percepisco tanta felicità nelle parole della tua Diana e non l’amarezza dei mesi scorsi.
    Hai fatto il solito miracolo che solo gli animali sanno fare.
    un bacione a tutti voi
    Luisa con Francesco e Sugar
    p.s. sei bellissimo!

  2. Ciao Diana!
    Mi permetto di darti del tu perchè, anche se non ci conosciamo personalmente, ho il piacere di seguire l’avventura del Fondo Amici di Paco dal suo inizio o quasi. Ho anche seguito le tue iniziative, contribuito quando ho potuto, comperato i tuoi libri (mi sono piaciuti!) e pianto, quando ho saputo che Paco se n’era andato, come per il mio vecchio Benni. Chissà se hai risposto tu alla mia mail di tanti anni fa quando raccontai a Paco le vacanze in macchina con Bennibau.
    Quando ho visto che il tuo nuovo amico si chiama Benny…. beh, mi sono commossa!
    Non ho seguito le vicissitudini che hai vissuto negli ultimi tempi: mi sono arrivate mail e post FB da contatti “canofili” ma non ho mai dato troppo peso alle chiacchiere della Rete, perciò mi dispiace sentire che per te è diventato difficile fare le belle cose che hai sempre fatto.
    Forse è avventato dare la propria fiducia a qualcuno che non si conosce, però credo che una persona si presenti soprattutto con le sue azioni e sono convinta che tu abbia fatto tanto bene, sia per amore dei nostri amici pelosi che per una terra, la Sardegna, che troppo spesso è bersaglio degli speculatori, ma quelli veri.
    Volevo solo dirti che io non ci credo. Non credo che tu abbia speculato su una terra che ami, non credo che tu abbia un secondo fine nelle iniziative che hai preso e che prendi. Però sono convinta che con queste iniziative forse hai pestato i calli a qualche delinquente vero….. spero di no.
    Continua a fare il bene che hai sempre fatto, sei una bella persona.
    Con affetto

    Paola Bianconi
    PS: allego alla mail, soprattutto per farti sorridere, il mio esperimento letterario incompiuto. Però se pensi che ci sia qualcosa di buono usalo pure per i nostri amici!

    1. Cara Paola, intanto ti dico subito che, contravvenendo ai miei principi (non leggo mai nulla, prima dei nostri consulenti editoriali) ho dato una scorsa al tuo testo e mi sono divertita. Hai un bello stile brioso, e da ogni riga trasuda amore misto a ironia. Dovresti continuare, e magari rendere ogni episodio un po’ meno “cronaca” e più narrativa. Ma sei già sulla buona strada.
      Per quanto riguarda il resto, su tutte le persone che ho incontrato nella mia vita (e sono tante) solo due, che nulla sanno di me, se non che sono TANTO diversa da loro, si sono permesse di scrivere cose ignominiose che non stanno né in cielo né in terra. Uno di questi giorni addietro ha avuto una reazione scomposta alla mia intervista, che ha considerato una ”provocazione”. O bella. è da due anni che costui scrive carognate immonde sul mio conto e quella volta che mi difendo pubblicamente è… una provocazione. Poveraccio, ma lasciamolo nella sua melma. L’altro si è a sua volta ringalluzzito (quando si tratta di me, nonostante siano due vecchietti, gli tornano le energie per dire cattiverie a raffica… una specie di effetto Cocoon, insomma).
      Ma anche lui è un poveraccio, uno che odia il mondo e ha passato tutta la sua vita a prendersela con qualcuno. Ma che stia lui pure nella sua melma.
      L’importante è che la smettano di voler parlare di cose che non sanno: che cosa ne sanno dei miei progetti di vita, dei miei sogni di vivere in Sardegna con i miei, come già facevo in “continente”, sogni che, tutti insieme, abbiamo coltivato per almeno vent’anni? Che quei due cacciatori di balle si permettano di parlare di cose che non sanno è davvero indicativo della loro maligna malevolenza.
      Quello che invece mi ha minacciata al telefono (anzi, da “coraggioso” qual è, ha telefonato a mio marito, perché mi riferisse le sue minacce) è un costruttore che non ne ha ancora abbastanza delle schifezze che ha fatto, deturpando un territorio che era tra i più belli che io abbia mai visto. Stupidamente all’epoca (parliamo di quasi due anni fa) non l’ho denunciato per… quieto vivere, sperando che si ravvedesse e si scusasse. Ma visto che non l’ha fatto, continuo a prendere per buona la sua minaccia. Potrebbe anche essere che, prima o poi, per tutelarmi del tutto io decida di rendere pubblica la telefonata. Intanto ho depositato la registrazione presso persone di fiducia. Ci devo pensare.
      Per quanto riguarda la fiducia: come ha scritto scherzosamente mio marito… è difficile volermi male. Chi mi conosce riconosce in me le vere molle che mi spingono a fare ciò che faccio e… non può volermi male. Io non ho mai fatto del male a nessuno: ne sono geneticamente incapace. E chi mi conosce legge nel mio cuore. Come ci leggono gli animali, con cui è impossibile mentire e si riesce a comunicare e farsi capire senza le sovrastrutture e le storture mentali che guastano i rapporti intraspecifici tra gli umani.
      Dammi tue notizie “letterarie”, quando puoi.
      Ne approfitto per ringraziarti per il tuo costante sostegno.

      Intanto, un abbraccio da me e una scodinzolata (col suo moncherino di coda) dal mio Benny

      Diana

  3. Cara Diana,
    le sue storie sono sempre stupende e mi “prendono” fino in fondo al cuore.
    Grazie per lo splendido lavoro!
    Un bacio grande a Lei, Benny e tutti gli altri meravigliosi pelosi
    Alda

  4. Carissimo Benny ti ho conosciuto al Rifugio, sei un cagnolino speciale…rimarrai sempre nel mio cuore. Sono felice che tu abbia trovato una casa tutta tua, anche se mi mancherai. Auguro una vita piena d’ amore a te e alle meravigliose persone che ti hanno adottato. Un bacino sul tuo tartufino. Donatella.

  5. Grazie per questa bellissima new entry! Sono certa che tra Benny (un Pachito biondino!) e Diana sarà un’altra fantastica favola d’amore ed empatia, grazie davvero per avercene reso partecipi. Vi seguiamo sempre (io e i miei 5 ex trovatelli) con immensa stima ed infinito affetto!
    Un mare di coccole a Benny, un pelosino davvero fortunato!

    Micol da Imperia

  6. Benvenuto nella famiglia di Diana & Gianni! Ringrazia S. Rocco- il patrono dei bau – che ti ha fatto incontrare Diana!! Insieme farete festa il 16 agosto, per festeggiare S. Rocco!!
    Annarosa

  7. Sono andata a rivedere la foto di Benny che mi avevi mandato il primo giugno. Foto accompagnata da una tua riflessione dove scrivevi “oggi mi sono innamorata” ed io rispondevo “non è nero ma anche biondo mi ricorda qualcuno….”
    Quello che hai scritto su questo incontro lo si legge con il sorriso… sono troppo felice per te. Finalmente un po’ di serenità

    Paola

  8. Cara Diana,

    dopo il nostro incontro fortuito a Brescia durante un concorso al quale ho portato il mio cane Bambu’ (un maschio di Rhodesian Ridgeback al quale lei ha fatto dei primi piani bellissimi) mi sono sempre fatta questa domanda:
    “ che strano caso aver individuato quella signora bionda con la macchina fotografica che si aggirava nella parte esterna e poi in quella interna fotografando soggetti canini con estrema attenzione ma senza dare alcun segno di voler compiacere i loro padroni o peggio ancora voler un loro interessamento monetario”.
    Ora, dopo aver letto vari articoli sulla rivista Paco e dopo aver letto soprattutto l’ultimo racconto riguardo a Benny, so per certo che l’incontro non è stato casuale.
    Mi ha colpito ogni parola del racconto ma soprattutto mi ha colpito l’aver deciso di non continuare ad aggiungere negatività alla cattiveria di altri ma il voler vivere solo nell’amore, nella sincerità, nel rispetto e nella verità.
    Brava!!!! Ecco perché siamo affini…
    Grazie davvero per questa amicizia particolare che non ha bisogno di incontri quotidiani per sapere con certezza che siamo tutti una mente unica e che il bene circola sempre.

    Buon tutto

    Laura

    1. Cara Laura, scusi se le rispondo solo ora, ma tra lavoro, un minitrasloco e… Benny, ho pochissimo tempo per dedicarmi con calma a cose piacevoli come rispondere alla sua email.
      La ringrazio tanto per il suo messaggio che dimostra, se ce n’era bisogno, che le persone ricche di buoni sentimenti sono tante, e spesso il destino le fa incontrare.
      Purtroppo il Male è sempre più rumoroso, invadente e sfacciato del Bene, cosicché si finisce per dargli un’importanza che non merita. Io da parte mia ho sempre avuto, per educazione ricevuta e forse per attitudine naturale, la voglia di cercare il Bene anche quando si nasconde: mi piace stanarlo, parlarne, vincere la sua ritrosia ad apparire. Tanto che ho scelto la via del “persuadere con dolcezza”, principio a cui cerco di ispirarmi il più possibile e che fa da filo conduttore a tutta la comunicazione del Fondo Amici di Paco e ai miei libri.
      Ne approfitto per informarla che una foto di Bambù è stata selezionata per il Calendario di Paco 2019!
      Un caro saluto

      Diana

  9. Chi l’ha abbandonato non sa cosa si è perso, ma per fortuna è tutto di riguadagnato per questo splendido peluche fulvo. Auguri!

    Mariella Castagneri

  10. Carissima Diana, le sue parole sono state un toccasana per me… stasera se tutto va bene vado a prendere il mio Celeste che arriva dal rifugio di COsetta. Sono oreoccupata x l incontro con il mio cane piu’ grande. Leggere del suo cane mi ha aiutato. Grazie….spero un gg di conoscerla. Sento che è una gran bella persona. Un abbraccio a tutti e in particolare benny

    1. Carissima Bruna, abbia fede in loro, nella loro intelligenza, nel loro amore che è sempre nel loro cuore, pronto ad accendersi per chi li merita come lei sta meritando il suo Celeste.
      Vedrà che da soli sapranno regolarsi. L’importante è non trasmettere loro la propria ansia, mantenere la calma in ogni momento e… avere fiducia. E, soprattutto, non farsi prendere la mano dal pensiero che… “poverino, con quello che ha passato…”
      Noi qualche errore l’abbiamo fatto con Paco, ma non l’abbiamo più fatto con Tommi (che a sua volta viene da I Fratelli Minori di Olbia) e cerchiamo di non farlo con Benny. Anche se lui è un tipetto adorabile, cerchiamo di non dargliele vinte tutte. Però è anche vero che lui si sta dimostrando così sveglio, intelligente e pronto ad apprendere, che credo che non dovremo fare tanta fatica a educarlo e farlo diventare un bravo cagnolino.
      Mi scusi se mi sono permessa di darle dei consigli. Ne troverà tanti altri in L’esperta dei cani, che ho scritto insieme a Demis Benedetti, fondatore di New Thought, per aiutare tanti padroni (come ho spiegato questa parola può avere un’accezione positiva: dipende da come la intendiamo) a creare un rapporto di amore, comprensione e rispetto con i propri cani (non mi sto facendo pubblicità, ma al fatto che, come tutti i miei libri, il ricavato è devoluto al Fondo Amici di Paco per aiutare i rifugi, tra i quali anche quello di Cosetta).
      Mi faccia sapere come va. E, se posso aiutarla scambiandoci qualche idea, non si faccia problemi a contattarmi: diana@amicidipaco.it.

      In bocca al lupo!

      Diana

      1. Buongiorno Diana, complimenti per l’ennesimo gesto splendido, io nel 2015 ho preso dal canile di Barcellona pozzo di Gotto una meticcia di spinoncina era in fin di vita tanto che l’hanno dovuta operare di corsa facendole la sterilizzazione completa per un’infezione che l’avrebbe portata alla morte di lì a pochi giorni! Ti ho raccontato questo per dire che la cosa migliore è adottare invece di comprare un cane! P.s: mia figlia non aveva ancora due anni e Angel( di nome e di fatto) si è affezionata subito come fosse la sua piccola( sarà perché era mamma per l’ennesima volta ( mamma e cuccioli non erano” buoni” per la caccia dunque li hanno abbandonati nel ciglio della strada) ma ritorno a bomba su come si era affezionata a mia figlia tanto che ogni volta che veniva sgridata per qualche marachella Angel ci ringhiava contro, mentre ti scrivo Angel si è quasi presa tutto il posto nel letto mentre mia figlia di quattro anni dorme nel lettino, sai sono entrambe rosse rame tanto che ci dicono che sembrano sorelle! Un bacio a te e alla tua splendida famiglia e un caloroso benvenuto a Benny!❤️

  11. Puro amore ! Grazie a te ho conosciuto Cosetta ( un articolo sulla Lida nel 2005). Grazie a te ho adottato Birillo da Cosetta . È stata una lunga storia d’amore durata 11 anni.
    Benny è bellissimo ed essendo un lidino sarà sicuramente speciale

    1. Cara Claudia, che bello creare questi conttati, che poi diventano legami, tra persone accomunate dallo stesso amore.
      Benny è davvero un cagnolino speciale, una formula magica di allegria combinata con la dolcezza. È sveglio, vivace ma senza esagerare, attento a tutto e… già attaccatissimo a me, ma anche a Gianni.
      Spero tanto che anche Birillo, come per me Paco, ti faccia incontrare un nuovo amore…
      Un caro saluto

      Diana

  12. Amica mia, leggere i tuoi racconti è come lasciarsi trasportare su una gondola. E’ stato proprio fortunato questo bimbo. Chissà chi lo avrà mandato? Sei un Angelo

    1. Per me si sono messi in tre: Paco, il dottor Dalzovo, e la mia meravigliosa mamma. Hanno capito che ero pronta, che ne avevo bisogno, che era il momento giusto per me. E l’hanno mandato giù con un… incarico speciale, che scopriremo nel tempo.
      Un abbraccio forte alla mia fortissima amica

      Diana

  13. Bellissimo Benny, bellissimo il suo innamoramento, bellissimo il racconto degli eventi narrati così come solo lei sa fare, bellissimo come solo lei sappia trasformare in bene il male ricevuto.
    Solo un grande cuore riesce a far emergere il positivo dal negativo e solo la sua grande umanità e ricchezza di sentimenti sanno donare alla vita la gioia di viverla in pieno.

    1. Carissima signora Maria Vittoria, se ricorda poco tempo fa le ho scritto che speravo di potervi venire a trovare presto. Intendevo farle una sorpresa, ma ormai me la sono… bruciata.
      Scherzi a parte: la ringrazio per le bellissime cose che mi scrive. Ci siamo conosciute nel 2015 grazie a una cagnolina (v.https://www.dianalanciotti.it/2015/11/viki-aspetta-proprio-te/) e grazie a quella cagnolina ho scoperto una persona di una dolcezza e una sensibilità straordinarie.

      Lei mi fa un sacco di complimenti, che fanno tanto bene al cuore, e perciò la ringrazio. Però io credo che chiunque ami tanto gli animali come noi non possa essere diverso da quel che è: loro ci danno la forza e la voglia di essere ogni giorno migliori e riempirci la testa di pensieri positivi e il cuore di sentimenti buoni.

      A presto

      Diana

      P.S. La prossima settimana mi faccio sentire. Spero di poterle presentare Benny di… persona.

  14. Cara Diana, sono molto contenta di sentirti tanto serena ed entusiasta del tuo nuovo cane. Goditelo insieme agli altri e non pensare alle cattiverie….quelle persone non valgono la tua sofferenza!

    1. Grazie, Rita. Benny è ogni giorno una scoperta. Mi sembra di essere tornata indietro, ai tempi di Paco. Solo che ora sono meno… sprovveduta e non mi farò “abbindolare” dalle sue moine come successe col nostro super Pachino.
      Spero di vederti e potertelo presentare di… persona (in effetti è un bel personaggino).
      Un caro saluto

      Diana

    2. Cara Diana sono felice per te,immagino la tua gioia!!!!!! Quanto ci danno questi esseri meravigliosi…brava hai fatto benissimo !!!! Un nuovo viaggio emozionante con questo esserino tutto da scoprire…….auguroni!!! (Sai che ti seguo dal tuo esordio con paco …pensa il primo numero del giornalino !!!!!).

      1. Graziella carissima, ti ringrazio tanto. Dopo tanti dubbi, ora sono certa di aver fatto la cosa giusta.
        Per anni mi sono detta che un terzo cane sarebbe stato di troppo. Altre volte ero stata lì lì per… ma poi la ragione prevaleva.
        Stavolta ha prevalso il cuore. Sta’ a vedere che… aveva ragione lui?
        Un abbraccio

        Diana

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