La gazza è ladra… ma non solo

Buon giorno Diana,
sono Nicole, ho quasi 11 anni e adoro molto gli animali e i suoi libri. Le scrivo per dirle che oggi una gazza ladra ha mangiato i piccoli di una merla che aveva costruito un nido sulla nostra pianta.
La mia domanda è:” non è che per caso c’è qualcosa che mandi via le gazze?”, perché abbiamo questo problema tutti gli anni e io ci rimango male ogni volta!
So che mi posso confidare e chiedere aiuto a lei perchè nelle sue riviste dà sempre buoni consigli a chi le fa domande.
Resto in attesa della sua risposta. Intanto grazie per i suoi fantastici libri e per il suo aiuto e disponibilità nei confronti degli altri.
ADORO IL FONDO AMICI DI PACO E I SUOI FANTASTICI LIBRI E LE SUE STUPENDE RIVISTE!!!
S
aluti e buona continuazione.

Nicole

Cara Nicole, in effetti la Natura, che spesso (io per prima) idealizziamo e prendiamo come esempio di perfezione, sa essere molto crudele ed è mossa da leggi per noi imperscrutabili, che rientrano forse in un disegno segreto.
Non conoscevo questa abitudine della Gazza, che sapevo amante degli oggetti metallici (che si porta nel nido… ecco perché è definita ladra…)
Ho fatto una breve ricerca su internet e in effetti la (ra)gazza, che appartiene alla famiglia dei Corvidi, non si esime dal cibarsi di uova altrui.
Non so se hai letto Mamma storna: nei primi capitoli parlo della femmina del Cuculo, che… pur di non dover perdere tempo a covare e poter fare la farfallona in giro, depone un suo uovo nel nido di un’altra specie, sostituendolo a uno di quelli già presenti… E la storia continua, a scapito degli uccellini coinquilini del neonato cuculo, trasformandosi  da dramma in tragedia.
Però… chi siamo noi per giudicare? Noi che apparteniamo alla specie più crudele, che ammazza per malvagità, non certo per necessità o per rispettare le leggi della natura, che odia il prossimo suo quando dovrebbe odiare sé stesso per la propria turpitudine… L’unica specie cattiva, quando le altre possono essere crudeli, ma senza cattiveria.

Dove vivo io, vive una splendida coppia di Corvi Imperiali, animali di una bellezza e di un fascino a cui, dopo tanti anni, non mi sono ancora abituata. Sono Ginger e Fred, e ne ho parlato nell’ultimo capitolo della seconda edizione di Mamma storna. Resto incantata a lungo ad ammirarne il volo, i giochi e i… battibecchi, e ogni tanto le lotte con Pippo il falchetto per l’accaparramento di una preda. E mentre li vedo destreggiarsi e combattere, quasi seguendo il copione di una recita, riesco a dimenticare che in quel becco, contesa da un altro becco, c’è una preda. Un essere vivente. Eppure non riesco a provare ribrezzo, o riprovazione.

Ci sto girando intorno, come avrai notato, perché sinceramente non saprei che cosa consigliarti.
Partiamo innanzitutto dal presupposto che intervenire sulla Natura è difficile, a volte addirittura rischioso per i suoi equilibri.
Scarterei l’idea di proteggere il nido in qualche modo, perché c’è il rischio che mamma Merla si spaventi e lo abbandoni.
Forse, visto che la storia si ripete ogni anno, potresti provare a impedire alla Merla di fare il nido nel tuo giardino. Ma tanto sposteresti il problema da un’altra parte. Oppure, visto che la Gazza è tanto vorace e… ladra, potresti depistare la sua attenzione dal nido altrui preparando a tua volta un finto nido che potrai riempire di oggetti luccicanti e, in più, lasciarle a disposizione del cibo di cui va ghiotta. Tralasciando per ovvi motivi insetti e altri esseri viventi, vivi o no, potresti lasciarle a disposizione una scorta di frutta e cereali, che fanno comunque parte della sua alimentazione.
Capisco la tua tristezza e la tua voglia di salvare i piccoli, e vorrei aiutarti. Ma stavolta devo dichiarare ufficialmente la mia inferiorità davanti alla grandezza (non sempre buona) della Natura.
Un abbraccio e una preghiera: mantieni per sempre la tua sensibilità e il tuo amore per il Creato. Saranno loro a preservarti da qualunque cattiveria (ovviamente umana) e a dare un senso a tutto ciò che farai. E continua ad amare gli animali, senza però mai dimenticare i tuoi simili: sii loro d’esempio, perché anche quando a volte si fa fatica, l’amore deve prevalere sull’odio.

Diana

P.S Mi raccomando: tienimi informata

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