Due grandi doni da condividere

Gentile Sig.ra Lanciotti,
solo poco prima di Pasqua ho ricevuto la rivista di Paco e così ho saputo del grave lutto che l’ha colpita: le mie più sentite condoglianze!
Ho letto e riletto la lettera con cui ha ricordato la Sua mamma e devo dire che questa come poche altre letture mi ha commossa nel profondo perchè ci vedo riflessa la mia mamma…. anch’io come Lei l’ho perduta, purtroppo ormai da tanti anni ma è come se fosse accaduto ieri; la mia dolce mamma ma anche sorella, amica e confidente dei miei più reconditi pensieri di cui era custode discreta; una bella persona che ha anteposto il piacere del mio papà e mio di avere un cane nonostante ne avesse un sacro terrore per poi diventare la paladina di tutti gli animaletti che portavo in casa stemperando le ire del mio papà che voleva solo un cane o un gatto e nulla più.
Una vera signora la mia mamma come la Sua, attenta alla sensibilità altrui, indagava discretamente e andava oltre le apparenze che oggi la fanno da padrone. Se un rimprovero posso muovere nei suoi confronti è quello di avermi allevata, come dice anche Lei, come una “disadattata” per il pensare e il modo di vivere corrente, con una ipersensibilità esasperata alla sofferenza dei più deboli e, quindi, animali inclusi.
Un pensiero che mi consola è che sicuramente avrà a farle compagnia tutti i miei adorati animaletti che non sono più su questa Terra; inoltre, la mia cara mamma non sarà più fisicamente con me ma la sento sempre vicina nel modo in cui affronto il quotidiano secondo i suoi insegnamenti e preziosi consigli.
Coraggio, un giorno dopo l’altro, non chieda di più a se stessa.

La prego, non pubblichi questa mia che voleva essere solo un momento di condivisione del dolore e, se possibile, di conforto. Gradirò, invece, una Sua eventuale risposta in forma privata, grazie.

Cordiali saluti

Lettera firmata

 

Carissima signora,

anch’io ho letto e riletto la sua lettera come una perla (rara, purtroppo) di sensibilità e di coraggio nel manifestare i propri sentimenti, in questo dilagare di egoismo, superficialità, mancanza di rispetto, durezza d’animo, a volte malvagità.
Non mi piace molto atteggiarmi a quella che dice “un tempo era meglio” però purtroppo certe mamme d’oggi mi sembrano così diverse dalle mamme nostre…
Troppo impegnate su tanti fronti, meno su quello più importante: i figli. Diventati spesso una palla al piede, da parcheggiare davanti a una tv o con in mano uno smartphone (termine che odio, ma purtroppo l’equivalente italiano non l’hanno ancora trovato, né mai lo troveranno, visto che scopiazzare dagli altri mondi e dalle altre lingue è più di moda e comodo).
Le nostre mamme erano amiche e sorelle, senza mai cessare di essere madri. Magari un po’ “troppo” presenti, un po’ “troppo” condizionanti, ma lo facevano in nome dell’amore sconfinato che provavano per noi: noi eravamo al centro della loro vita, la loro stessa ragione di vita.
Non è (quasi) più così, oggi. Forse anche il rapporto madri-figli è destinato a cambiare, come cambia il mondo: un mondo distratto, sempre di corsa, sempre intasato di stimoli, tanto da non capire più quali sono le reali priorità, quali sono i valori fondanti della vita.
Noi siamo delle privilegiate ad aver avuto madri che si sono dedicate a noi, madri VERE, madri che non avevano paura di dedicare tutto il loro tempo e le loro energie alla famiglia, e che ogni scelta l’hanno sempre fatta per il bene dei propri figli. A costo di andare contro il proprio bene.
Scusi se ho approfittato di questa sua lettera per queste amare riflessioni.
La ringrazio tanto tanto, anche per la sua testimonianza, tanto importante e toccante.
Lei mi chede di non pubbilcare la sua lettera, ma io contravvengo alla sua richiesta… e sa perché? Perché credo che ogni spunto di riflessione, ogni occasione di parlare di sentimenti, di umanità, di buoni esempi faccia bene al nostro prossimo.
Ovviamente tolgo ogni riferimento personale.
Spero non me ne voglia. Non dobbiamo aver paura o pudore nel manifestare i nostri sentimenti: noi che abbiamo ricevuto grandi doni (tra i quali mamme così) dobbiamo parlarne, per accendere un po’ di luce nel buio di tanti cuori offuscati.
Sarebbe un po’ come chi, sapendo fare buona musica, la tenesse tutta per sé, senza donare agli altri la gioia di goderne.
Certi doni vanno condivisi.
Io la penso così.

Un abbraccio

Diana

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