Cani pericolosi?

Facendo seguito all’articolo di Diana Lanciotti sulla recente Ordinanza Sirchia (v. http://www.dianalanciotti.it/2003/09/la-bufala-delle-razze-pericolose/ ) abbiamo chiesto il parere del dottor Piero Bianchi, noto veterinario milanese e autore di libri editi da Paco Editore, che cura la rubrica “I consigli del veterinario” sulla rivista Amici di Paco.

La recente emanazione, da parte del Ministro della Sanità, on. Girolamo Sirchia, di un’ordinanza – frettolosamente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale – atta a porre un freno al fenomeno delle aggressioni ai danni di bambini, adulti e anziani da parte di cani potenzialmente pericolosi, ha stabilito delle norme ben precise riguardanti, oltre al Pitbull, le razze comprese nei gruppi 1 (cani da pastore e bovari, esclusi quelli svizzeri) e 2 (bovari svizzeri, molossoidi, cani tipo Pinscher e Schnauzer) della classificazione adottata dalla Federazione Cinologica Internazionale.

I dubbi e le perplessità sono parecchie. Nell’ordinanza, tanto per fare un esempio, non si parla dei meticci (bisogna forse ritenerli dispensati dagli obblighi previsti?) e vien fatto comunque di sorridere nel considerare che nei gruppi 1 e 2 figurano razze (come il Pinscher e lo Schnauzer nani, il Bobtail, il Collie o il Terranova) da ritenere pericolose.

Il problema, in realtà, andrebbe valutato da un punto di vista differente: l’aggressività canina, infatti, dipende nella maggior parte dei casi dall’ignoranza del proprietario nei riguardi delle esigenze psicologiche dell’animale. Non ci si stancherà mai di ripetere che scegliere un cane per amico è una grossa responsabilità, che implica il dovere di instaurare con l’animale un rapporto teso a rispettare e valorizzare la sua reale natura. Ciò molto spesso non avviene, perché si pretende di comunicare con esso utilizzando un linguaggio sbagliato, senza avere l’umiltà di abbassarci al suo livello e di entrare nella sua testa, per comprendere i suoi comportamenti. Questo modo di agire, a lungo andare, causa inevitabilmente degli inconvenienti che, se riguardanti determinati soggetti, possono costituire notevoli problemi di convivenza e di gestione.

dr. Piero M. Bianchi, medico veterinario
(da “Amici di Paco” n° 25)

 

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